Teoria dell'architettura
Tutti i libri di Teoria dell'architettura - Pagina 48
L'architettura è un gesto. Ludwig Wittgenstein architetto
Daniele Pisani
editore: Quodlibet
pagine: 262
Pubblicato il "Tractatus logico-philosopbicus" (1921), con il quale è convinto "d'aver definitivamente risolto nell'essenziale i problemi" della filosofia, Ludwig Wittgenstein si dedica all'insegnamento alle elementari e, conclusasi traumaticamente tale esperienza, lavora come giardiniere in un convento. È in questo momento - l'estate del 1926 - che la sorella Margaret lo coinvolge nella progettazione della sua casa d'abitazione a Vienna. Wittgenstein interviene per offrire una semplice consulenza all'architetto incaricato, l'amico Paul Engelmann; ben presto inizia però a imprimere la propria impronta al progetto, sino ad appropriarsene del tutto. Per due anni, Wittgenstein vi si dedicherà interamente; e solo a casa ultimata, nel 1929, farà ritorno a Cambridge e all'insegnamento della filosofia. A partire dagli anni settanta, la casa è stata oggetto di più di un'analisi. Quando non sia stata sottoposta a miopi letture disciplinari, è tuttavia stata interpretata come un puro epifenomeno della filosofia del suo autore. Si tratta dunque di evitare entrambi gli eccessi sottoponendo ad analisi la casa in primo luogo nella sua configurazione architettonica, senza tuttavia isolarla arbitrariamente dal percorso intellettuale del filosofo. Egli stesso evoca una "somiglianza di famiglia" fra filosofia e architettura allorché scrive "quando costruiamo case, parliamo e scriviamo", ma tale affinità non significa intercambiabilità.
La ricostruzione del Crystal Palace. Per un ripensamento del progetto urbano
Antonio Di Campli
editore: Quodlibet
pagine: 160
Osservate dal punto di vista delle pratiche del progetto urbanistico, le trasformazioni della città europea degli "anni zero" possono essere viste come una particolare forma dei modi di produzione capitalistica dello spazio urbano, proseguimento, decantazione e precisazione di strategie e temi individuati negli anni '90, che possono essere descritti come un urbanesimo liberale segnato da una particolare attenzione alla dimensione culturale dello spazio e dalla ricerca di strategie di controllo spaziale attraverso i valori o l'identità del territorio. A partire dal confronto con queste condizioni, che soprattutto la ricerca sociologica e filosofica è stata meglio capace di cogliere, quello che qui si propone è l'avvio di una riflessione attorno ad alcuni termini, strategie e luoghi del progetto capaci di esprimere una posizione critica verso questi atteggiamenti progettuali e al contempo capaci di dar conto, di disvelare, le particolari condizioni conflittuali che connotano la condizione urbana contemporanea.
Architettura per definizione
Cherubino Gambardella
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 147
Un libro di architettura composto da trentatré brevi saggi taglienti come definizioni e proposti in ordine alfabetico per negare ogni gerarchia. Un libro illustrato da molti schizzi come un organismo parallelo specchiato nelle trame dei testi. Un libro a tutto campo per sfatare miti e tabù della teoria usando una posizione originale centrata sull'invenzione della bellezza democratica e su un mondo di traiettorie inedite per la scienza e l'arte del progettare.
La ragione degli edifici. La scuola di Milano e oltre
Antonio Monestiroli
editore: Marinotti
pagine: 156
Questo libro è formato da tre parti
Architettura e temporalità
Vittorio Ugo
editore: Unicopli
pagine: 121
La storia che concerne le opere di architettura è chiamata a spiegare, interpretare, situare queste opere in modo corretto nel loro contesto, a confrontarle e, soprattutto, per far questo, non può esimersi dal rapporto con la critica: deve esprimere giudizi, non sospenderli.
Conservazione dell'avvenire. Il progetto oltre gli abusi di identità e memoria
Luca Zevi
editore: Quodlibet
pagine: 186
In questo pamphlet di Luca Zevi, progettista del Museo nazionale della Shoah di Roma, si indagano itinerari di ricerca alternativi al modello di sviluppo dominante nell'habitat contemporaneo, caratterizzato da un lato dalla "megalopolizzazione" del pianeta, dall'altro dalla riduzione dei compiti dell'architettura a "performances virtuosistiche". Gli spunti alternativi a tali tendenze emergono da una rilettura della tradizione ebraica, dalla quale traspaiono un rapporto profondo ma non feticistico con il passato, le potenzialità di un'organizzazione policentrica del territorio e la ricchezza di un approccio progettuale fondato sulle esigenze d'uso. In questa luce vengono analizzate le politiche anti-megalopolitane del regime comunista cinese, il fallimento di alcune esperienze post e neo-coloniali nel Vicino Oriente, la Città Bianca di Tel Aviv come preziosa declinazione mediterranea del movimento moderno in architettura. Si illustra inoltre il risveglio, sulle ceneri delle grandi ideologie del Ventesimo secolo, di identità e memorie che, lungi dal tendere a una società integrata e polifonica, arricchita dalle molte vicende individuali e collettive, lascia affiorare ovunque ricostruzioni vittimistiche delle singole storie, con le conseguenti rivendicazioni di stampo fondamentalistico.
Il tempo del disimpegno. Riflessioni sull'architettura contemporanea
Michele Costanzo
editore: Quodlibet
pagine: 131
Gli scritti che compongono questo libro non si propongono come un insieme organico di considerazioni critiche sull'architettura, ma piuttosto puntano ad assumere la modalità di un viaggio interiore attraverso la progettazione contemporanea, con alcune stazioni che sono dei momenti d'analisi e di riflessione intellettuale. I testi raccolti sono stati originalmente pubblicati fra il 2007 e il 2009. E pur nella loro natura eterogenea, sono legati fra loro da un filo rosso volto a delineare alcune sostanziali caratteristiche che contraddistinguono il carattere dell'architettura contemporanea: il minimalismo, il camouflage, il packaging, le relazioni arte-architettura. Leggere questo volume, dunque, per usare le parole dell'autore, "è un po' come osservare un paesaggio attraverso una macchina fotografica dotata di un obiettivo con lo zoom che ora focalizza dei dettagli in sé rassicuranti, ora immagini di più ampio respiro, complesse, ricche di presenze (forse) inquietanti che suscitano in parte curiosità e attrazione o, al contrario, perplessità e ripulsa, il che induce ad un impegno meditativo circa la loro intima ragion d'essere".
L'affermazione dell'architettura. Una riflessione introduttiva
Damiano Cantone , Luca Taddio
editore: Mimesis
pagine: 168
La chiave di lettura che questo libro sviluppa per interpretare l'architettura contemporanea è offerta dalla parola affermazione, che rappresenta il punto di incontro tra la dimensione architettonica e quella filosofica. Ciò non deve essere inteso come se da un lato vi sia l'architetto e dall'altro il filosofo che riflette, quanto piuttosto come la presa di coscienza che nel piano immanente del fare e del produrre vi è in gioco un sapere, intrinseco al produrre stesso, che oltrepassa le competenze specifiche dell'architettura. È tale necessario sconfinamento che può diventare oggetto d'analisi critica sia da parte del filosofo sia dell'architetto.
L'architettura secondo Gardella
Antonio Monestiroli
editore: Maggioli Editore
pagine: 218
Dall'introduzione di Federico Bucci: "Milano, giovedì 2 marzo 1995
Il patrimonio e l'abitare
a cura di C. Andriani
editore: Donzelli
pagine: 176
Il patrimonio è qualcosa che ci riguarda da vicino, che attraversa la nostra quotidianità avvolgendola
Architettura e Novecento. Diritti, conflitti, valori
Carlo Olmo
editore: Donzelli
pagine: 159
Si è abituati a interpretare l'architettura come espressione artistica o come immagine di un regime. Ancor più nel Novecento queste due chiavi di lettura hanno condizionato architetti e storici, e persino l'opinione pubblica. Eppure, forse non è un caso, l'architettura e la città raramente rientrano tra i parametri di riferimento quando si tenta di trarre un bilancio di questo straordinario secolo, cercando di individuarne caratteri, scansioni, inizio e fine. Ribaltando la prospettiva, Carlo Olmo, una delle voci più autorevoli in materia, propone al lettore di seguire in queste pagine il significato assunto dall'architettura nel definire i contorni, fisici e giuridici, del mondo in cui viviamo, i diritti che lo costruiscono, il limite, davvero mobile, tra pubblico e privato. Ma propone anche di interrogarsi su una professione che nel Novecento ha goduto di una singolare parabola tecnica e artistica, che ha costruito e difeso un'idea di modernità quanto mai elitaria e insieme dichiaratamente etica, e che ha avuto con l'autorità un rapporto del tutto specifico, ben al di là delle retoriche sui regimi.
L'architettura e il supporto. Metamorfosi nelle età della scrittura cibernetica
Diego Caramma
editore: Mimesis
pagine: 110
La logica nella memoria
Tomaso Monestiroli
editore: Maggioli Editore
pagine: 160
Questo libro è diviso in due parti
Pelle di vetro. Il libro dell'antiarchitettura
Maurizio Cecchetti
editore: Medusa Edizioni
pagine: 328
Dopo una serie di fallimenti etici ed estetici, l'architettura gode oggi di un'attenzione pubblica che da tempo aveva perduto. Ma a questo corrisponde, paradossalmente, la crisi della sua grande utopia: essere la forma materiale e visiva della democrazia. Un sogno coltivato da Gropius fin dalla fondazione del Bauhaus, ma presto naufragato con l'avvento dei regimi totalitari. Gli architetti del nostro tempo lavorano per chiunque paghi e profumatamente, anche se si tratta di regimi autoritari; e l'estetica dei loro edifici rispecchia il pensiero unico dell'economia. Ma la nuova "rettorica" in realtà non è tanto diversa dalla lingua dei dittatori che attraverso l'architettura hanno soggiogato lo spirito delle masse. Il totalitarismo attuale si regge sulla subdola equivalenza fra democrazia e consumo, benessere e ricchezza. E l'architettura fantasmagorica di oggi ne è la rappresentazione estetica. Questo saggio tenta di spiegare la svolta che ha mutato i cromosomi dell'architettura rendendola negazione di se stessa.
A cosa serve l'architettura? Atti del Convegno (Roma, 27 giugno 2008)
a cura di P. Zermani
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 126
"Questo volume raccoglie gli Atti del Convegno "A cosa serve l'architettura?", tenutosi il 17 giugno 2008 all'Accademia Nazion
Architettura timida. Piccola enciclopedia del dubbio
Marco Ermentini
editore: Nardini
pagine: 96
Ad uno sguardo fanciullo l'architettura italiana offre molti motivi per ridere di gusto e per meravigliarsi. Questa piccola enciclopedia del dubbio, nel gran deserto delle certezze, è una raccolta di 100 tracce, spie e paradossi descritti con minimi racconti che mandano in tilt i nostri luoghi comuni. Sono semplici strategie in pillole per ricordare che nella nostra epoca frenetica, distratta, seriosa e spietata c'è bisogno di ironia, pazienza, tolleranza, lentezza, gentilezza, umiltà e prima di tutto di timidezza. La timidezza non è una malattia ma una virtù preziosa che ci insegna a maneggiare il mondo con delicatezza ponendoci molti dubbi e chiedendo permesso prima di agire. In un mondo di sopraffazione sfacciata la nonviolenza verso le cose è la più grande forza a nostra disposizione. La vera ricchezza dell'architetto timido è data dal saper intervenire con poco, del quale poco non vi è mai penuria, utilizzando la conoscenza, la conservazione dell'esistente e la stratificazione della nuova architettura con cautela, attenzione, affetto, umiltà e intelligenza. Forse nei progetti è più importante presentare l'elenco delle cose non fatte chiedendoci: e se provassi a non fare questo? Così le azioni della SAA Shy Architecture Association (associazione per l'architettura timida) sono provocatorie (l'invenzione del miracoloso farmaco Timidina), ironiche (la patente a punti per il restauro) e meravigliosamente sconclusionate. Ma spesso giocando si può affermare qualche verità.
Architecturminimum. Le basi dello storicismo, strutturalismo, semiotica, ermeneutica & altre teorie
Renato De Fusco
editore: CLEAN
pagine: 120
Nella pratica progettuale e nei discorsi critici sull'architettura ricorrono parole quali "storicismo", "strutturalismo", "sem
Sprawl scapes. Laboratorio di progettazione per Quartu Sant'Elena. Città diffusa, paesaggio agrario, sistema costiero: nuove dinamiche. Ediz. italiana e inglese
a cura di C. Siddi
editore: Gangemi Editore
pagine: 136
Per una storia della mia casa. Primo abbozzo
John Soane
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 128
Occorreva l'incontro tra un'epoca di transizione - neoclassica, gotica e moderna al contempo - e la penna di un poeta-architetto illusionista e visionario per dare vita a uno dei documenti più curiosi della storia dell'architettura e del collezionismo, "Per una storia della mia casa". Architetto geniale e pionieristico, la cui cifra si coglie persino nelle rosse cabine telefoniche inglesi - memori del monumento funebre della moglie - John Soane (1753-1837) scrisse di getto questo libro nel 1812, mentre fervevano i lavori di ristrutturazione e ampliamento della sua casa a Lincoln's Inn Fields. Stava nascendo la casa-museo offerta da centosettanta anni allo sguardo meravigliato di visitatori illustri e ignoti, stregati da luci e spazi misteriosi come dall'intimo rapporto tra casa e collezione, pensate una per l'altra e cresciute insieme. Come a descriverne una progettazione a ritroso o a proiettarla in un futuro fantascientifico, Soane immagina la sua casa come un cumulo di rovine e ne interroga il passato con modi e domande da archeologo: cosa sarà stata mai, un tempio, un cimitero, un convento, il covo di un mago?
