Teoria dell'architettura
Tutti i libri di Teoria dell'architettura - Pagina 46
Forme del vuoto. Cavità, concavità e fori nell'architettura contemporanea
Gianpaola Spirito
editore: Gangemi Editore
pagine: 128
Ricerche di architettura
Romina Marvaldi
,
Silvia Mocci
e altri
editore: Gangemi Editore
pagine: 240
Architettura e postmetropoli
Vittorio Gregotti
editore: Einaudi
pagine: 150
Il trionfo della città nel mondo contemporaneo è diventato un luogo comune: sia nei paesi ricchi che in quelli in via di sviluppo la popolazione urbana cresce costantemente, dando luogo a fenomeni di enorme portata economica, sociale, culturale. Vittorio Gregotti getta uno sguardo sulle città di oggi e sulle possibilità, le sfide e i problemi che esse pongono alla pratica dell'architettura. Se è vero che la globalizzazione della finanza e dei consumi ha trasformato con forza dirompente la nozione stessa di città, l'architettura ha spesso scelto, per comodità o addirittura per convinzione, di ridursi a rispecchiamento dell'ordine globale, all'inseguimento di una bizzarria di superficie e indifferente al suo contesto che tradisce le ragioni profonde del suo essere pratica artistica. Ma è impossibile recuperare una distanza critica nei confronti della post-metropoli trionfante che consenta di disegnarla e progettarla in modo diverso? E non si può sperare che le tendenze accelerate e convulse dei cambiamenti globali potranno depositarsi, dando forma a modalità di architettura urbana altrettanto significative ed equilibrate di quelle del passato?
Oltre il cubismo
Le Corbusier , Amédée Ozenfant
editore: Marinotti
pagine: 71
Dopo e oltre il Cubismo: dall'incontro fatalmente casuale (nello studio del grande architetto Auguste Perret) fra un giovane, agiato pittore parigino di qualche notorietà, che tra l'altro ha dato vita alla rivista L'Elan, Amédée Ozenfant (1886-1966), ed un altrettanto giovane architetto svizzero di scarsa notorietà, Charles-Edouard Jeanneret (1887-1965), emigrato a Parigi l'anno prima, nel 1918 nasce uno dei più importanti ma meno frequentati manifesti dell'avanguardia artistica novecentesca, "Après le Cubisme". Sarà l'origine del Purismo, meno cruciale ma non poco significativa declinazione dei linguaggi moderni della pittura fatta di chiarezza e precisione. Essa darà i suoi frutti più clamorosi di lì a qualche anno, quando lo svizzero Jeanneret, finalmente denominatosi Le Corbusier, anche attraverso la rivista L'Esprit Nouveau, fondata e condotta con lo stesso Ozenfant, realizzerà le costruzioni paradigmatiche di un razionalismo radicale, chiaro e preciso, divenute ben presto universalmente proverbiali quanto il nome del loro autore. Fortune diverse quelle dei due protagonisti di un'esperienza pittorica relativamente circoscritta e tuttavia intensa e affascinante, così francese, così parigina e così prossima a quel mondo degli oggetti che ritroviamo in tante opere di Braque, Picasso, Gris, Severini, Léger, e naturalmente di Ozenfant e Jeanneret. Vere e suggestive icone della modernità.
La città giusta. Idee di piano e atteggiamenti etici
Ugo Ischia
editore: Donzelli
pagine: 156
Fra urbanistica e politica si colloca lo spazio dell'etica. Da qui Ugo Ischia muove per una riflessione sulla città giusta, con uno sguardo rivolto al pensiero urbanistico italiano fra gli anni cinquanta e settanta: dal dopoguerra all'epoca del conflitto sociale. Il testo di Ischia anticipa di molti anni i dibattiti odierni sulla città e la giustizia urbana: a partire dal titolo, che si è voluto mantenere quale deciso dall'autore nel 1996. A tutt'oggi, il libro rappresenta una voce originale nel panorama teorico disciplinare italiano e internazionale nell'affrontare il problema della costruzione della città, affidando al piano la responsabilità della costituzione del giusto. Entro questa angolazione, la legittimità dello strumento di pianificazione e delle pratiche che ne derivano rimanda ai processi di democrazia che stabiliscono il passaggio da un'etica dei valori a un'etica procedurale. "La città giusta" viene pensato e scritto fra il 1985 e il 1996; porta con sé tracce delle assidue conversazioni con Bernardo Secchi e della lettura dei testi di Giulio Preti. Non può essere tuttavia disgiunto da quanto accadde e da quanto vissuto dall'autore negli anni settanta; anni che imponevano, come nel dopoguerra, una presa di posizione nei confronti della politica e della società. Il testo è accompagnato dagli scritti di Bernardo Secchi, Monica Bianchettin Del Grano e Kaveh Rashidzadeh.
Eterotopie urbane
Olivia Longo
editore: Officina
pagine: 96
In un'epoca in cui la società sembra sempre più orientata verso una visione distopica del proprio futuro ed il tempo presente
Architetti italiani in Spagna oggi
a cura di G. Trovato
editore: Mancosu Editore
pagine: 335
"Architetti italiani in Spagna ogggi" nasce dalla volontà e, in un certo senso, dall'esigenza di mostrare e riflettere sul contributo degli architetti italiani alla produzione architettonica spagnola contemporanea. Per farlo abbiamo scelto 19 studi di architettura composti da 34 professionisti di cui 23 sono italiani che, da soli o in collaborazione con colleghi e istituzioni spagnole o di altri paesi, hanno prodotto opere significative nel panorama architettonico internazionale." (Dall'introduzione)
Istruzioni per gli usi. La geometria come modello morfogenetico
Giorgio Faccincani
editore: Nomos Edizioni
pagine: 72
L'architetto Giorgio Faccincani si sofferma sul rapporto diretto ed evidente tra geometria e progetto
Sociologia dell'architettura
Federico Boni , Fabio Poggi
editore: Carocci
pagine: 147
Il volume introduce a una disciplina che, in Italia, non ha ancora trovato una formalizzazione e una sistematizzazione unitaria, la sociologia dell'architettura. Dunque, una rassegna delle dimensioni nelle quali si articola il rapporto tra la prospettiva sociologica e la teoria e la pratica architettonica. Questa "mappatura", mutuata dal classico approccio della sociologia dei processi culturali, divide il campo di studi e ricerche nella consolidata tripartizione tra produzione architettonica (il fare architettonico come professione), prodotto architettonico (l'edificio come oggetto su cui si è concentrata l'analisi delle scienze sociali) e fruizione architettonica (l'attività degli utenti degli spazi realizzati dagli architetti), con una parte finale dedicata a una nuova dimensione della disciplina: la mediatizzazione dell'architettura.
The Possibility of an Absolute Architecture
Pier Vittorio Aureli
editore: MIT PRESS
In The Possibility of an Absolute Architecture, Pier Vittorio Aureli proposes that a sharpened formal consciousness in architecture is a precondition for political, cultural, and social engagement with the city. Aureli uses the term absolute not in the conventional sense of "pure," but to denote something that is resolutely itself after being separated from its other. In the pursuit of the possibility of an absolute architecture, the other is the space of the city, its extensive organization, and its government. Politics is agonism through separation and confrontation; the very condition of architectural form is to separate and be separated. Through its act of separation and being separated, architecture reveals at once the essence of the city and the essence of itself as political form: the city as the composition of (separate) parts. Aureli revisits the work of four architects whose projects were advanced through the making of architectural form but whose concern was the city at large: Andrea Palladio, Giovanni Battista Piranesi, Étienne Louis-Boullée, and Oswald Mathias Ungers. The work of these architects, Aureli argues, addressed the transformations of the modern city and its urban implications through the elaboration of specific and strategic architectural forms. Their projects for the city do not take the form of an overall plan but are expressed as an "archipelago" of site-specific interventions.
La transizione tra interno ed esterno nell'architettura contemporanea. Contesto e spazio architettonico
Giovanna Grella
editore: Gangemi Editore
pagine: 176
Cultura architettonica e ambiente alpino
a cura di A. De Rossi , E. Moncalvo
editore: CELID
pagine: 170
Il volume esamina alcuni nodi del dibattito sulle interazioni tra montagna e architettura della modernità. Partendo da studi focalizzati in modo specifico su aspetti e luoghi del Moderno in quota, il volume propone un confronto tra esperienze della modernità da un lato sulle Alpi, e dall'altro nei paesi nordici. Un "Leitmotiv" individuabile attraverso molti scritti è l'affiorare dell'esigenza del comfort cittadino nell'architettura di montagna. Ritorna, infatti, l'idea di una cultura architettonica che, affrontando il tema del progetto in territori marcati profondamente dalla natura, porta con sé l'esigenza di una "Gemütlichkeit" urbana che incide, in certi casi in maniera rilevante, sulle scelte compositive.
Spazio sonoro. Musica e architettura tra analogie, riflessi, complicità
Roberto Favaro
editore: Marsilio
pagine: 304
Questo libro affronta il tema dei rapporti tra musica e architettura secondo una prospettiva molto ampia di indirizzi e di arg
Le architetture ad Aula: il paradigma Mies van der Rohe. Ideazione, costruzione, procedure compositive
Renato Capozzi
editore: CLEAN
pagine: 192
Con l'obiettivo di definire il ruolo e il senso complessivo degli edifici ad Aula - rispetto al chiarimento e avanzamento dei
Un ruolo per l'architettura. Guido Canella
Luca Monica
editore: CLEAN
pagine: 94
Guido Canella ha sempre creduto nell'utilità di una teoria e di una critica dell'architettura, indagandone gli aspetti fin dall'inizio della sua ricerca. Questo libro, senza l'imbarazzo nel ripubblicare testi di circa quarant.anni fa, anzi, quasi mettendone alla prova la loro attuale efficacia, riprende due scritti oramai introvabili: "Un ruolo per l'architettura" e "Mausolei contro computers". I due saggi immettono nella formazione e nella ricerca conoscitiva di un architetto questioni di teoria che investono direttamente la cultura della stessa composizione architettonica, da condurre in parallelo rispetto alla ricerca applicata al progetto. Un ruolo per l'architettura, individua una serie precisa di casi storici in cui si possono associare ipotesi di "teoria" e "trattatistica" con "città" e "architettura", primi tra tutti il caso della cosiddetta "architettura rivoluzionaria" nelle due epoche dell.Illuminismo francese e del Costruttivismo russo. Mausolei contro computers - definito da Gianugo Polesello come uno tra i più begli scritti di Canella - entra direttamente nelle questioni del "linguaggio" dell'architettura, attraverso una serie di architetti e opere (l'ultimo Le Corbusier, certa architettura nordamericana, Stirling) che poi resteranno emblematici di alcuni principi razionali ed espressivi.
Leggendo il libro delle antiche architetture. Aspetti statici del restauro. Saggi 1985-1997
Antonino Giuffè
editore: Gangemi Editore
pagine: 384
"Di Nino Giuffrè ricordiamo tutti, in primo luogo, l'amicizia e l'umanità
Brunelleschi mago
Giovanni Michelucci
editore: Medusa Edizioni
pagine: 166
Basta leggere questo saggio per capire in quale chiave l'architetto della Chiesa sull'Autostrada si ponga rispetto alla storia
I palcoscenici urbani. Il turista contemporaneo e le sue architetture
Rossana Galdini
editore: Liguori
pagine: 136
Le architetture turistiche costituiscono, pur nella loro diversità, il campo di maggiore visibilità del postmoderno in quanto
