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Psicologia analitica

Gli arcani della vita

Claudio Widmann

editore: Magi Edizioni

pagine: 464

Per la leggenda le carte dei tarocchi provengono dal lontano Oriente o affiorano dai misteri dell’antico Egitto; per la storia sono una filiazione dell’umanesimo italiano e i trionfi dei tarocchi sono un trionfo della cultura rinascimentale. Le loro immagini escono dalle botteghe di miniaturisti medioevali, dagli atelier di artisti come Andrea Mantegna, Albrecht Dürer, Salvador Dalì, Renato Guttuso, dalle matite di fumettisti come Milo Manara o Hugo Pratt.Nel corso di sei secoli pittori, poeti, letterati, filosofi, occultisti e, in ogni caso, Uomini, hanno selezionato una gamma definita di figure che compongono un panorama immaginativo paragonabile ai grandi sistemi simbolici della mitologia, della numerologia, dell’astrologia, della qabbalah… Affacciarsi sul mondo degli arcani significa, dunque, affacciarsi sul mondo dell’immenso e dell’universale, dell’archetipico. Nel corso del tempo, difatti, uomini d’arte e di pensiero hanno maturato una concezione comune: gli arcani sono archetipi e le loro immagini simbolizzano elementi strutturanti della realtà e strutture portanti della vita psichica.Oggi è la psicologia analitica a esplorare il simbolismo di queste figure, per indagare i nodi archetipici che plasmano la singolarità dell’individuo. Sulla «rota magica» dei tarocchi le singole immagini rappresentano le singole componenti della totalità psichica e il loro susseguirsi ritrae il succedersi di vicende evolutive della psiche. Nei loro simboli si configurano i nodi organizzativi della personalità e gli snodi evolutivi dell’esistenza.Questo volume costituisce l’analisi psicologica più completa e sistematica degli arcani maggiori; penetra le loro simbologie per penetrare un po’ di più l’arcano della vita: l’ignoto e il mistero del diventare individui sempre più consapevoli di sé. Nei motivi simbolici dei tarocchi rintraccia le trame del processo di individuazione e mostra che gli arcani maggiori sono gli arcani della vita.Una narrazione figurativa si sviluppa in parallelo a quella del testo e illustra la simbologia degli arcani attraverso uno straordinario assortimento iconografico costituito da 450 immagini a colori tratte da oltre 130 mazzi di tarocchi.
80,00 68,00

Il gioco della sabbia nella terapia con i bambini

La pazienza dello sguardo

Iolanda Stocchi

editore: La Biblioteca di Vivarium

pagine: 230

Perché un libro sul Gioco della Sabbia con i bambini? Perché tutti noi, in qualche modo, ci portiamo dentro un bambino che è stato ferito perché non ha incontrato lo sguardo giusto che gli ha permesso di esistere.Questo libro nasce dal desiderio di parlare del Gioco della Sabbia – una pratica terapeutica junghiana che si fonda sulla funzione di autoguarigione dell’inconscio attraverso la produzione di immagini e il ruolo creativo delle mani – e della sua importanza terapeutica sia con i bambini, sia con gli adulti.L’immagine infatti anticipa e trova soluzioni. L’immaginazione è il processo e il contenitore. Mi sono sempre chiesta che cosa sentiamo quando guardiamo. Penso che la dimensione del vedere sia molto vicina a quella del sognare. Guardare è sognare?La questione dello Sguardo è oggi di grande rilevanza, non solo nell’ambito psicoanalitico, ma più in generale in quello antropologico e culturale.Il mio approccio al Gioco della Sabbia si avvale di molteplici sguardi e letture, in una sorta di montaggio-collage che aiuterà a guardarlo in un’altra luce e a vederne anche la sua grande attualità poiché il nostro tempo è dominato sia dall’ipertrofia della parola sia da immagini idolatrate o, al lato opposto, immagini spazzatura. Qual è allora lo Sguardo adeguato per comprendere e ri-velare quella misteriosa necessità della psiche di oggettivarsi nei sogni, nelle immagini, nell’arte?Abbiamo necessità della Pazienza dello Sguardo.“Tutto ciò di cui siamo consapevoli è un’immagine, e l’immagine è psiche”.C. G . Jung
24,00 20,40

Il sogno, l'arte della notte. Saggio sul sogno e la psicologia del profondo

Giovanni Ciniselli, Mara Forghieri

editore: La Biblioteca di Vivarium

pagine: 335

Questo libro nasce sulla spinta di un grande interesse per il sogno: come e dove origina e come viene costruito; il sogno nella seduta analitica nonché il sogno come costruzione artistica vera e propria.È un testo che alterna tanti passi: dalla teoria al racconto esperienziale e clinico, alla riflessione personale.Crediamo di intenderci quando parliamo delle nostre produzioni oniriche e di quelle dei nostri pazienti, ma poi scopriamo che spesso così non è.Dagli inizi del secolo scorso, con la nascita della psicoanalisi, il materiale del sogno è divenuto terreno privilegiato di riflessioni, teorie e lavoro da parte della psicologia del profondo.Le pagine che seguono hanno anche finalità didattiche: vogliono mettere un po’ di ordine in questo campo, precisando le differenze e i punti di contatto fra le più importanti teorie psicologiche sull’interpretazione dei sogni, in particolare in ambito junghiano ma anche freudiano. Le poesie e le immagini riportate hanno anch’esse fatto il loro servizio e hanno reso palpitante la scrittura dei due autori. Sono scritti che si augurano di fornire suggerimenti validi ai futuri psicoterapeuti e sperano di sollecitare ripensamenti e critiche anche negli analisti per così dire già operativi da tempo, alimentando ulteriori riflessioni.
21,00 17,85

Amore e sacrificio. La vita di Emma Jung

Imelda Gaudissart

editore: Armando Dadò Editore

pagine: 180

Quel giorno, al risveglio, mi sono ricordata di un sogno. Avevo ricevuto un messaggio sulla segreteria del mio telefono cellulare: «Dite loro che ho molto sofferto», firmato Emma. Avevo appena iniziato ad interessarmi alla sua storia. Carl G. Jung è il celebre psicologo svizzero di cui conosco e ammiro l'opera. La storia di Emma va oltre l'opera di suo marito, e ha suscitato in me un interesse sempre crescente. Carl le ha imposto, per trent'anni, la presenza in casa di un'altra donna. Un ménage à trois come molti altri? Molto di più. È il vissuto straordinario di una donna confrontata suo malgrado con uno scenario impossibile. Emma Jung mi ha offerto la sua amicizia, affidandomi il compito di decifrare quest'esperienza insieme banale ed eccezionale. Morta da più di cinquant'anni, è ora uscita dall'ombra. Ho dovuto lavorare sui pochi indizi disponibili per cercare di ricostruire la sua vita interiore. Emma mi ha confermato che le dimensioni di questa realtà avrebbero mandato in frantumi la nostra razionalità. Un sottile legame si è stabilito tra di noi. Ora la sento vicina come se fosse un membro della mia famiglia.
16,50 14,85

L'inconscio fra realtà e virtualità. Dopo Jung. Visioni della comunicazione informatica

Letizia Oddo

editore: Moretti & Vitali

pagine: 232

«Il libro di Letizia Oddo - scrive Giuseppe O. Longo nella prefazione di questo libro - è di interesse straordinario: indagando i rapporti tra corpo, mente, coscienza e inconscio attraverso il prisma sfaccettato delle tecnologie dell'informazione, esso si articola in una serie di considerazioni di grande richiamo, che rivelano nell'autrice una rara padronanza di strumenti anche filosofici (sì la tecnologia reclama oggi una sua filosofia oltre che una sua mitologia) capaci di collegare tra loro temi problematici, al limite di ricerche specialistiche». La ricerca che percorre questo libro, in una prospettiva psicoanalitica, è volta a comprendere la dinamica psichica che si esprime nel mondo rarefatto della tecnologia informatica, in una dimensione che può definirsi magica, arcaica, tribale. Influenze, contagi sembrano emanare dalla comunicazione virtuale, nella sfera infinita dell'immateriale e del potenziale, oltre il tempo e lo spazio. Oggi sono le tecnologie del post-umano che permettono di progettare un nuovo ordine di realtà costituito da organismi sempre più ibridati con l'artificiale, avatar immersi in una rete di dati elettronici: corpi, pensieri, azioni possono essere clonati al di fuori della soggettività, disarticolarsi e proliferare nella loro riproducibilità. In questo contesto di realtà, la sofferenza psichica tiene aperto un varco, nell'ascolto del richiamo di un'umanità dolente, smarrita, sola.
22,00 18,70

Paesaggi dell'anima

Umberto Galimberti

editore: Feltrinelli

pagine: 293

Dell'anima è stato detto di tutto: che è mortale o immortale, che può salvarsi o dannarsi, conoscere la verità o cadere nell'errore, che eleva e nobilita tutto ciò che nell'uomo è poco nobile, cosicché anche il desiderio non è solo dei corpi. Due secoli fa si pensò che potesse ammalarsi, proprio come il corpo, e richiedere medici dell'anima: nacquero la psichiatria, la psicoanalisi, la psicologia, che tolsero all'anima la sua aureola e contribuirono a disperderne la verità nei vari saperi. Ma per Umberto Galimberti è necessario andare al di là del linguaggio della razionalità e delle scienze psicologiche. Bisogna recuperare l'irrazionale che abita la profondità dell'anima e ci fa accedere alla radice da cui si dipartono sia la ragione sia la follia, giungere al fondamento non storico della storia. Oggi non conosciamo più l'anima universale che gli antichi descrivevano ai limiti dei due mondi, dello spirito e della materia: ci sono solo anime individuali rese asfittiche dall'incapacità di correlare la loro sofferenza quotidiana con il dolore del mondo. Ogni indagine sull'anima implica quindi per Galimberti un esplicito riconoscimento della sua dipendenza da ambiti culturali più vasti, un dialogo ininterrotto con tutte le forme di cultura e gli scenari storico-culturali che possono dare modelli interpretativi, e il recupero della visione degli antichi che avevano dato un'anima sia all'uomo sia al mondo, e nell'armonia delle due anime vedevano la bellezza.
11,00 9,35

Eros e pathos

Aldo Carotenuto

editore: Bompiani

pagine: 272

L'analisi di Carotenuto si inserisce nel quadro teorico della psicologia del profondo, in particolare della corrente junghiana. Descrive con finezza la fenomenologia dell'esperienza amorosa cercando di capirne le cause, spesso inconsce, di coglierne i fondamenti nelle esperienze primarie del bambino. È attenta alle dimensioni dell'individualità, dell'interiorità, dell'immaginario, dei sentimenti di questa esperienza in cui sono intensamente coinvolti il corpo e la psiche di ogni persona. Carotenuto mette soprattutto in risalto le ambivalenze e le contraddizioni strutturali dell'esperienza amorosa: il sottotitolo "Margini dell'amore e della sofferenza" non indica due esperienze diverse, ma due dimensioni essenziali e intrecciate della stessa esperienza.
11,00 9,35

L'ombra e il corpo. Applicazioni cliniche delle teorie di Carl Gustav Jung e di Malcolm Brown

Katherine Ennis Brown

editore: Mimesis

pagine: 176

In questo saggio inedito l'autrice analizza in modo originale e con uno sguardo al femminile i rapporti tra la teoria psicodinamica di Carl Gustav Jung e quella psicocorporea di Malcolm Brown nell'idea che l'unità organismica di corpo e mente richieda un rapporto funzionale tra le dimensioni consce e inconsce del corpo e della psiche. L'analisi di alcune sedute di psicoterapia organismica con una paziente mostrano i modi creativi in cui la sintesi delle posizioni teorico-pratiche di Jung e di Brown possa essere usata per capire i fenomeni del corpo-mente e facilitare il ristabilirsi della totalità organismica. Katherine Brown riprende il concetto junghiano di Ombra, le parti inaccettabili o non sviluppate della personalità, e mette in evidenza come questo metodo terapeutico offra delle eccellenti opportunità per una ristrutturazione dell'Io, includendo nella sua esposizione gli effetti distruttivi dell'Ombra del terapeuta nella relazione con il cliente. In appendice l'impegno dell'autrice a fare in modo che la psicoterapia corporea non trascuri l'anima e la femminilità nella considerazione che la vita sia in fondo il luogo dove si costruisce l'anima.
18,00 15,30

L'inconscio a Torino

Augusto Romano

editore: Aragno

pagine: 320

25,00 22,50

Politiche della psiche. L'ombra

editore: Moretti & Vitali

pagine: 131

La nuova serie della rivista l'Ombra riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell'immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche junghiane nella cultura contemporanea. Grazie all'ingresso in redazione dell'A.R.P.A. (Associazione per la Ricerca in Psicologia Analitica), si garantisce alla rivista una connotazione prettamente junghiana aderente alla clinica, senza la quale si rischierebbe di evaporare in pura teoria.
16,00 13,60

Psicoanalisi. Un'eredità al futuro

Nicole Janigro

editore: Mimesis

pagine: 77

Un viaggio sensibile e appassionato nelle evoluzioni teoriche e nel patrimonio clinico della psicoanalisi, dalle sue origini a oggi; condotto con piglio polemico, tra scoperte e smentite, colpi di scena e colpi bassi, da una delle più note e intelligenti psicoanaliste italiane. Ne scaturisce un'eredità al futuro, una capacità ineguagliata di mettere in relazione le soggettività. La psicoanalisi, arte artigiana, ci ricorda infatti che l'incontro con l'Altro, lo straniero, ha già luogo nel mondo onirico di ciascuno. Cosi, in questo nostro difficile passaggio d'epoca, il pensiero psicoanalitico può fornire un contributo capitale per abbandonare mondi esterni e interni autisticamente chiusi e scissi, verso un orizzonte di incontri che fluidifica e avvicina.
6,00 5,10

Introduzione a Jung

Henri F. Ellenberger

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 245

Tenendosi alla larga da quel culto della personalità che traspare in tante biografie di Jung, Ellenberger ci presenta qui un'esposizione rigorosa e imparziale della sua vita e della sua opera: un'esposizione da cui emerge tanto la straordinaria originalità di Jung quanto la fitta trama dei suoi debiti con il pensiero e la letteratura romantici e alcuni grandi maestri della psichiatria dinamica (Bleuler, Janet, Binet, Flournoy). Sulla scorta di una ricchissima documentazione di prima mano, Ellenberger ricostruisce l'intera parabola junghiana: gli anni di apprendistato in cui Jung mette a fuoco la sua nozione di realtà psichica ed elabora alcuni strumenti per la comprensione dei disturbi mentali; l'incontro con la psicoanalisi, dall'amicizia con Freud alla designazione come suo erede e infine alla rottura dei loro rapporti; l'esperienza della malattia creativa prodotta da quel serrato corpo a corpo con l'inconscio e le sue immagini archetipitiche, da cui si cristallizzeranno, negli anni della maturità, il sistema della psicologia analitica e un'eccezionale messe di indagini storico-religiose; la costruzione finale del proprio mito attorno alla figura ormai leggendaria del vecchio saggio di Kusnacht.
13,00 11,05

L'ombra

editore: Moretti & Vitali

pagine: 215

La nuova serie della rivista "l'Ombra" riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare e ampliare le tematiche dell'immaginario e del simbolico in ambito filosofico e letterario, al fine di contestualizzare le dinamiche junghiane nella cultura contemporanea. Grazie all'ingresso in redazione dell'A.R.P.A. (Associazione per la Ricerca in Psicologia Analitica), si garantisce alla rivista una connotazione prettamente junghiana aderente alla clinica, senza la quale si rischierebbe di evaporare in pura teoria.
16,00 13,60

Complesso, archetipo, simbolo nella psicologia di C. G. Jung

Jolande Jacobi

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 190

Un'attività scultorea esercitata sulle cristallizzazioni del «magma incandescente» delle «esperienze interiori»: è la celebre metafora con cui C. G. Jung qualificò la propria attività scientifica. Per più di mezzo secolo, e in migliaia e migliaia di pagine, cesellò le forme concettuali tratte da quell'originaria incandescenza. Del loro riordino chiarificatorio - necessario anche per sciogliere «gravi malintesi» e sfatare i «pregiudizi» dei critici - s'incaricò una delle più strette collaboratrici di Jung, Jolande Jacobi. Questo saggio è il risultato di un'impresa espositiva che ottenne il plauso del maestro. Grazie a Jolande Jacobi viene in luce la fitta tessitura che connette le tre nozioni capitali del pensiero junghiano: il complesso individuale, l'archetipo universale e impersonale e il simbolo in cui l'energia psichica dell'archetipo si manifesta. Dissipati i vecchi fraintendimenti, oggi abbiamo modo di apprezzare la modernità di aspetti della teoria qui meritoriamente illustrati, come il ruolo svolto dai complessi, la cui molteplicità contraddittoria è costitutiva della psiche stessa. Paragonati da Jung a «folletti» ossessivi e possessivi che disturbano e ostacolano l'azione di «adattamento della coscienza», appaiono così imprescindibili da rendere pressoché sinonimiche le espressioni «psicologia analitica» e «psicologia dei complessi». Se n'era accorto subito anche Freud, che aveva via via rinunciato a parlare di «complesso», imputandogli quella duttilità che adesso ci sembra tanto attuale.
19,00 16,15

Mysterium coniunctionis. Ricerche sulla separazione e composizione degli opposti psichici nell'alchimia

Carl Gustav Jung

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 696

Nell'ampio panorama della produzione junghiana, il ?Mysterium coniunctionis" rappresenta l'opera più importante degli ultimi anni. Oggetto di questi studi che tennero impegnati Jung per oltre trent'anni è la tradizione alchemica. È proprio grazie all'alchimia che riuscì ad agganciare le esperienze e intuizioni acquisite mediante la sua diretta e personale «discesa nell'inconscio» a un materiale parallelo e disponibile obiettivamente. Per Jung l'alchimia non rappresenta soltanto l'antecedente storico della moderna psicologia del profondo, ma soprattutto, con il suo infinito serbatoio di simboli e immagini, costituisce la prima rappresentazione di quegli archetipi sui quali ha innalzato l'edificio della psicologia analitica.
26,00 22,10

Tempo perso? Considerazioni cliniche sul tema dell'accidia

editore: La Biblioteca di Vivarium

pagine: 190

L’accidia fra i sette vizi capitali è il più intrigante, è “il più intellettuale dei peccati” e in più, secondo molti, è il male del nostro tempo. È la condizione che affligge molti giovani d’oggi, scrive Umberto Galimberti, giovani afflitti da assenza di interessi, monotonia delle impressioni, sensazioni di immobilità, vuoto interiore, rallentamento del corso del tempo e quindi accidia.In questo testo un gruppo di lavoro composto da cinque analisti junghiani affronta il tema dell’accidia da prospettive differenziate: chi la intende come la “tentazione del nulla”, chi si chiede se c’è un collegamento tra l’accidia sperimentata dai monaci e l’accidia in adolescenza, chi considera l’accidia come dimensione del non senso, chi la rappresenta con il tema delle membra disperse, e infine chi la vede come indifferenza alla vita.Affrontare l’accidia apre al tema del non-fare: un non-fare come perdita di passione, legato allo smarrimento nella monotonia del quotidiano. Ma il non-fare diventa anche una necessità rispetto all’ossessione del fare, al dover riempire ogni spazio vuoto, manifestazioni tipiche del nostro tempo. Un aspetto negativo dell’accidia e un aspetto positivo dunque. Come risolvere questa contraddizione? Jung parla di fare nel non-fare richiamandosi al wu wei cinese: qui il non-fare non è contrapposto al fare.
18,00 15,30

Leggere il «Libro rosso» di Jung

Vincenzo Cicero, Lucia Guerrisi

editore: La Scuola

pagine: 216

Scritto, miniato e illustrato tra il 1913 e il 1930, ma pubblicato solo nel 2009, cioè quasi cinquant'anni dopo la morte di Jung, il Libro rosso si è rivelato uno degli eventi editoriali più importanti del nuovo secolo, soprattutto per la scossa tellurica che ha provocato nell'ambito degli studi junghiani. Questo volume, grazie all'apparato iconografico completo, all'originale riarticolazione del testo e all'agile glossario, si presenta come un compendio indispensabile per la comprensione del viaggio di Jung «all'altro polo di Dio» narrato e raffigurato nel Libro rosso.
16,00 13,60

Carl Gustav Jung

Romano Màdera

editore: Feltrinelli

pagine: 154

Ogni vita umana chiede di essere salvata. Ogni vita umana si fa strada nel mondo impersonale delle convenzioni, si scava nella pietra refrattaria dei conformismi, si mette in cerca della voce segreta che la chiama a spogliarsi di ciò che è noto ma non le appartiene, per assumere fino in fondo ciò che le appartiene ma non conosce ancora. È sull'onda di questa idea di salvezza che Romano Màdera rivisita il pensiero di Carl Gustav Jung, mettendo al centro della sua rilettura il documento più enigmatico dell'intera opera junghiana, quel Libro rosso che lo psicoanalista svizzero aveva composto in una stagione segnata dal travaglio interiore e dalla necessità drammatica della trasformazione della propria vita come del proprio pensiero. Màdera rilegge con pazienza e audacia queste pagine sconcertanti e personalissime regalandoci una rivisitazione filosofica e quasi sapienziale del lascito junghiano. E ci dona un libro capace di misurarsi in maniera radicale con gli enigmi tutti umani del sacro come potenza di trasformazione, della morte interiore come fuga dai pericoli della metamorfosi, della rinascita come incalcolabile avventura del divenire se stessi.
14,00 11,90

Lettere

Carl Gustav Jung, Victor White

editore: Magi Edizioni

pagine: 340

50,00 42,50

Centauri. Alle radici della violenza maschile

Luigi Zoja

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 141

Branchi di maschi nella frenesia dello stupro collettivo: la predazione si ripete dai primordi della storia, attraversando immutata il processo di incivilimento, impennandosi nel cuore del Novecento e guadagnandosi ancora oggi grande spazio nelle cronache. Che si consumi come crimine di guerra, che collabori a finalità genocidarie, oppure si "normalizzi" in brutalità quotidiana in tempo di pace, vi agisce la stessa istintualità della barbarie più arcaica. È il cono d'ombra dell'identità maschile. Su di esso si concentra lo psicoanalista Luigi Zoja, internazionalmente noto per l'indagine sull'altra polarità maschile, quella del padre. La conciliazione di biologia e cultura, più fragile e instabile nell'uomo rispetto alla donna, è esposta da sempre a squilibri. I centauri del mito greco, esseri metà umani metà animali, ne rappresentano la forma estrema. La loro orda non conosce altro eros che l'ebbrezza orgiastica accompagnata dallo stupro, "incontrollabile come un pogrom". A differenza del violentatore singolo, il gruppo non ha coscienza di commettere un crimine. Del centaurismo come contagio psichico Zoja scandaglia i motivi e ripercorre le manifestazioni: dalla schiavitù sessuale delle donne native durante la colonizzazione dell'America Latina, all'epilogo senza onore della seconda guerra mondiale, agli stupri ritualizzati come "terapia" per le lesbiche (il jackrolling attuale in Sudafrica), fino alle condotte abusanti del 31 dicembre 2015 a Colonia.
12,00 10,20

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