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Psicologia analitica

Le forme del male

Comprensione e cura

editore: La Biblioteca di Vivarium

Dietro il male che siamo chiamati a curare, non raramente, c’è qualcosa che rasenta il confine dell’umanamente tollerabile, per entrare nell’esperienza della devastazione psicologica, somatica, relazionale: ciò che abbiamo imparato a chiamare trauma. A volte i pazienti ci portano un “male” che non appare legato a eventi traumatici: si tratta di persone per le quali si può parlare invece di micro-traumi, cioè di situazioni vissute soggettivamente “male”, cioè con sofferenza, disagio, inibizione. Si tratta di nodi problematici cronicizzati, nuclei conflittuali incistati riguardanti la vita affettiva e relazionale, la famiglia, la dimensione lavorativa e sociale. Vi è poi un tipo di “male” che si palesa non tanto come presenza invalidante e drammatica di sofferenza, cioè di sintomi psicopatologici e di tratti fortemente disfunzionali della personalità, ma come assenza di “senso”, di finalità, di pienezza dell’esperienza esistenziale. Vi è infine un tipo di “male” che in terapia non combattiamo, in quanto “non viene per nuocere”. È quella parte di “Ombra” che c’è in tutti noi. Accettarne l’esistenza sfuggendo alla tentazione di negarlo, di rimuoverlo, di proiettarlo su chi ci sta intorno è obiettivo di ogni terapia. La nostra riflessione ci porta a considerare la possibilità di affrontare in una prospettiva simbolica, e quindi non solo pragmatica, le esperienze della vita e fra queste quelle dolorose come le malattie, le perdite, le ingiustizie subite. In senso più ampio l’esperienza del “male” deve essere affrontata integrandola in un processo di espansione della coscienza. Senza prospettiva simbolica, la lotta fra il bene e il male, la intenzionalità protesa al bene, la possibilità di riparare (essenza dell’azione terapeutica) rischiano di collassare sotto l’impatto troppo realistico, concreto, materiale del male.
25,00 23,75

L'uomo e i suoi simboli

Edizione integrale illustrata

Carl Gustav Jung

editore: Cortina Raffaello

pagine: 320

Il principale contributo di Jung alla conoscenza della psiche umana è stato il concetto di inconscio come vero e proprio "mond
29,00 27,55

Rivista di psicologia analitica. Nuova serie

a cura di S. Carta

editore: Astrolabio Ubaldini

pagine: 214

La Rivista di Psicologia Analitica esce due volte l'anno: in primavera e in autunno
20,00 19,00

L'armonia nel dolore

Ecobiopsicologia e antropologia della sofferenza

Giorgio Cavallari, Mara Breno
e altri

editore: La Biblioteca di Vivarium

pagine: 250

È vano il più delle volte pensare di potere semplicemente fuggire dal dolore, perché rimuoverlo, dissociarlo, o negarlo correndo come molti fanno oggi verso stili di vita maniacalmente eccitati e narcisisticamente esaltati ha risultati fatalmente “patologici”. Davanti al dolore è però anche eticamente inaccettabile la resa nichilistica, quella di chi getta la spugna, e anche l’insidioso ingaggio masochistico, che porta troppe persone a negare, vittime di un perverso complesso eroico, l’esistenza di una sana accettazione del limite che spinge a dire “basta” di fronte a un dolore intollerabile. In questo libro suggeriamo una strada, una visione umanizzata del dolore, non certamente una risposta definitiva ma l’inizio di un percorso dove la speranza si possa collegare con il realisticamente possibile, e dove il prendersi cura del dolore non significhi solo lenirlo o recuperare funzioni compromesse, ma anche darvi un senso, cogliervi una possibile lettura simbolica. Il lettore attento troverà in questo testo una “concorde discordia”, o una “discorde concordia”, fra le riflessioni contenute nel capitolo che affronta il tema del dolore in chiave antropologica e quelle dei lavori che nascono dall’humus della pratica clinica. Tensione inevitabile fra chi lavora e studia “osservando” sul campo, in chiave antropologica e sociologica, l’uomo e la sua vita, e chi invece “si china”, appunto clinicamente, sulla concretezza dell’uomo che soffre. Entrambi sono portatori di due preziosi frutti dell’evoluzione umana. Si tratta di due universali, presenti in tutte le culture. Per noi che siamo cresciuti nella cultura occidentale i termini a noi più familiari che meglio li esprimono, pur senza esaurirne la portata, sono Logos e Pietas. Sia Logos che Pietas sono necessari per trattare il dolore, nessuna medicina, nessuna psicoterapia, nessuna “cura” può farne meno. Questo testo li chiama a lasciare i territori a loro più familiari, per incontrarsi in una terra che non è di nessuno, ma dell’uomo. (dall’Introduzione di Giorgio Cavallari)
20,00 19,00

Giocare con la sabbia. Versatilità e prospettive di un metodo di cura

a cura di S. Marinucci, D. D'Andreamatteo

editore: Alpes Italia

pagine: 122

Negli anni Trenta del secolo passato la psicologa inglese Margaret Lowenfeld intuì che giocare con la sabbia poteva rappresent
16,00 15,20

L'ombra

editore: Moretti & Vitali

pagine: 215

La nuova serie della rivista "l'Ombra" riprende il progetto della prima serie, pubblicata tra il 1996 e il 2000, di sviluppare
17,00 16,15

Tesori dell'inconscio. C. G. Jung e l'arte come terapia

a cura di R. Ammann

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 252

Carl Gustav Jung non si è rivelato soltanto un grande artista in prima persona
55,00 52,25

Esperienza e mistero. 100 lettere

Carl Gustav Jung

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 216

Un autoritratto involontario, lungo il percorso di un'esistenza tra le più intense del secolo
15,00 14,25

Parole che fanno esistere. Storie di psicoterapia e oltre

Enrico Ferrari

editore: Mimesis

pagine: 133

Ha ancora valore la parola in un'epoca, la nostra, in cui il primato spetta all'azione? Per scoprirlo è sufficiente dar voce a
12,00 11,40

L'uomo e i suoi simboli

Carl Gustav Jung

editore: Longanesi

pagine: 397

"L'uomo e i suoi simboli" è a un tempo introduzione e conclusione del pensiero di Jung
26,00 24,70

La passione necessaria

Marina Valcarenghi

editore: Moretti & Vitali

pagine: 183

Questo libro racconta dell'incontro fra un'anima e la sua passione e di quando quel fuoco diventa necessario per vivere a prop
16,00 15,20

Jung e la storia del nostro tempo

Laurens Van der Post

editore: Mimesis

pagine: 320

Lo scrittore ed esploratore sudafricano Laurens van der Post restituisce in queste pagine uno Jung inedito
24,00 22,80

«...e divento sempre più vecchio». Jung, Freud, la psicologia del profondo e l'invecchiamento

Alberto Spagnoli

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 188

«Della salute non mi posso lamentare e divento sempre più vecchio» scrive l'ottantenne Jung alla fine di una lettera a un suo
17,00 16,15

L'ombra. Autenticità e identità

editore: Moretti & Vitali

22,00 20,90

Gemelli. Nascere in due: mito, letteratura, cinema e clinica junghiana

Francesca Delucchi, Laura Vanzulli

editore: La Biblioteca di Vivarium

pagine: 196

Mitologia e leggende si presentano per prime alla nostra mente quando si ha a che fare con i gemelli, segnalandoci così che la nostra reazione rientra nella reazione collettiva che da sempre e presso tutti i popoli si verifica in presenza dell’evento straordinario di una nascita gemellare. Siamo in presenza di un tema archetipico, che in qualche modo ci tocca profondamente. Oggi i bambini gemelli sono più che mai al centro dell’attenzione in quanto rappresentano un fenomeno in crescita: la loro percentuale è pratica mente raddoppiata negli ultimi vent’anni in quasi tutti i paesi occidentali nei quali si è assistito all’aumento dell’età materna e di conseguenza alle terapie per la fertilità. I gemelli sono considerati un potente strumento di indagine in epidemiologia genetica per lo studio dell’interazione tra fattori genetici e ambientali nello sviluppo di patologie o di altre caratteristiche fisiche e psicologiche individuali. Le recentissime acquisizioni in epigenetica sono destinate a entrare nella controversia tra geni e ambiente in modo ancora più sottile per andare a definire il verificarsi delle caratteristiche individuali di ogni essere umano.  Allo stesso modo la Psicologia Analitica può aiutarci a sostenere che i gemelli non devono né possono fermarsi a questa visione dicotomica, perché rischierebbero di rimanere intrappolati comunque nell’opposizione (sempre sterile) tra geni e ambiente, ma hanno la possibilità, pur paradossale, e anche il dovere di dimostrare, proprio loro, la forza del principio di individuazione.
18,00 17,10

Il giardino come spazio interiore

Ruth Ammann

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 116

Coltivare un giardino significa saper coltivare il proprio spazio interiore
18,00 17,10

Psicopatologia post-umana?

Chiaroscuri della psiche contemporanea

Nicolò Doveri

editore: La Biblioteca di Vivarium

pagine: 184

La psiche post-moderna e le sue declinazioni psicopatologiche sono al centro del dibattito scientifico attuale. La diffusione globale della tecnica, nelle forme avanzate delle tecnologie digitali e robotiche, costringe gli esperti del “fattore umano” ad interrogarsi sulle mutazioni della vita psichica che questi fenomeni potrebbero indurre e consolidare. Da una parte, la tecnica è vissuta come un male necessario di cui si dovrebbe fare uso oculato e, se possibile, limitato. Dall’altra, essa diviene essenza stessa dell’esistere umano e pre-requisito delle logiche progressive di adattamento al mondo e alla sua crescente complessità. Nella psicologia contemporanea si osserva un progressivo scivolamento della nozione di psiche dalla sua originaria identità con il concetto di anima, quale substrato interiore che fa di ogni essere umano un individuo a sé stante e lo fonda nella propria soggettività, verso l’assimilazione logica ai modelli dell’intelligenza artificiale e l’incorporazione pratica nell’ordine funzionale delle macchine cognitive. La psicopatologia continua il suo cammino di trasformazione ma sembra smarrire la sua originaria valenza individuativa. La neuro-tecnica simula e rappresenta sempre più il funzionamento del cervello/mente attraverso immagini digitali e, ciò facendo, ne dissolve il mistero spirituale e le specificità storico-culturali. Il declino della nozione di psiche può pertanto essere percepito come una perdita irreparabile a danno dell’integrità della natura umana oppure figurare come auspicabile superamento di retoriche ormai prive di contenuto, che lasciano spazio ad approcci psicologici più efficaci ed efficienti.
17,00 16,15

Jung e Neumann. Psicologia analitica in esilio. Il carteggio 1933-1959

Erich Neumann, Carl Gustav Jung

editore: Moretti & Vitali

pagine: 449

Le lettere tra Jung e Neumann confermano l'enorme stima di Jung per il suo allievo
35,00 33,25

Il suono dell'assenza. Variazioni sul dolore

Elena Gigante

editore: Moretti & Vitali

pagine: 163

«Se soffri, adopera il tuo dolore [
16,00 15,20

L'arte di C. G. Jung

a cura di Foundation of the work of C. G. Jung

editore: Bollati Boringhieri

Per Carl Gustav Jung l'arte fu l'amorosa compagna segreta di tutta la vita
60,00 57,00

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