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Libri di Vittorio Gregotti

Il mestiere di architetto

Vittorio Gregotti

editore: Interlinea

pagine: 104

«Capacità di modificazione creativa e critica dello stato delle cose» sono alla base della lezione e dei ricordi di un grande
10,00 9,00

Vittorio Gregotti. I racconti del progetto

Vittorio Gregotti

editore: Skira

pagine: 154

Scopo di questo testo è quello di cercare di capire se sia possibile e utile riflettere sul percorso del progetto di architett
19,50 16,58

Quando il moderno non era uno stile

Vittorio Gregotti

editore: Archinto

pagine: 181

Questi tre testi sono un tentativo di esaminare le influenze del perdurare mutante delle ideologie che guidano il formalismo d
14,00 11,90

Lezioni veneziane

Vittorio Gregotti

editore: Skira

pagine: 136

Nei suoi seminari tenuti presso lo IUAV, Vittorio Gregotti illustra come le riflessioni intorno alla relazione tra teoria e prassi possano ancora, nei nostri difficili anni, produrre un'architettura le cui qualità siano un contributo positivo alla vita collettiva e alla gerarchia dei suoi valori possibili e necessari: "Noi architetti usiamo probabilmente la parola teoria in modo nello stesso tempo abusivo e indispensabile. Abusivo perché il suo significato è assai distante dall'uso che ne fanno scienza e filosofia [...] Mettere in scena il pensiero sotto una forma dotata di intenzionalità sembra essere il compito dell'architettura quando si parla di teoria. Si potrebbe dire che, in qualche modo, le cose stesse dell'architettura sono in alcuni casi in primo piano la sua teoria, o almeno del frammento di verità del presente che esse intendono proporre."
21,50 18,28

Parco agricolo Milano Sud

Vittorio Gregotti

editore: Maggioli Editore

pagine: 136

Uno studio a carattere eminentemente progettuale, su uno dei temi più complessi che Milano e il territorio che lo circonda hanno di fronte. Il progetto cerca le sue ragioni profonde nella relazione vitale tra città e campagna, nel carattere artificiale degli spazi "naturali" esterni, nel valore architettonico del multiforme sistema degli artifici rurali. Se la natura è materia fondativa da cui origina la necessità dell'opera umana, il carattere artificiale del territorio agricolo lo specifica con forza come grande e complessa architettura che si estende alla scala geografica. Il lavoro qui presentato nasce dalla necessità di valutare le opportunità di modificazione di un territorio investito da possibili sostanziali modificazioni, quale il nuovo Centro Europeo di Ricerca Biomedica Applicata (CERBA) - ipotizzato a fianco dell'Istituto Europeo di Oncologia di Via Ripamonti. Lo studio ha il carattere di una dichiarazione d'intenti, fondata sugli strumenti e i dati ad oggi disponibili sul tema, cui fa seguito la struttura diagrammatica di un possibile metodo di lavoro. Il suo valore è quello della definizione di un metodo di lettura, di interpretazione e di progetto, per valutare, in corso d'opera, l'appropriatezza dell'approccio progettuale. Vittorio Gregotti conduce da più di cinquant'anni la propria ricerca teorica e di progetto sui temi relativi alla modificazione del territorio.
30,00 25,50

Il possibile necessario

Vittorio Gregotti

editore: Bompiani

pagine: 174

Un grande architetto si interroga sul futuro degli uomini in relazione alla sua arte. Se la globalizzazione ha accentuato le classiche contraddizioni dell'architettura, fra tradizione e innovazione, valore artistico e utilità, come inserirsi in questa dialettica, messa in crisi dalla tendenza odierna a dimenticare la bellezza e le reali necessità umane? Come trovare un giusto mezzo fra caos e ordine? Solo l'idea di progetto potrà rivelarsi efficace, in un ponte steso fra il presente, il passato e le spinte verso un futuro sempre più rischioso. Non sarà l'enfasi di un brutto grattacielo a salvarci, ma la voglia di ritrovare sempre l'Uomo in ogni suo manufatto. Ecco il credo laico di Vittorio Gregotti, enunciato in questo libro con precisione geometrica e con una passione che viene da lontano e porterà lontano, verso quel "possibile necessario" che è il progetto stesso calato in una attualissima filosofia di lavoro e di vita.
16,00 13,60

Il disegno come strumento del progetto

Vittorio Gregotti

editore: Marinotti

pagine: 167

La linea che separa progetto e disegno è sottile, i due termini si rincorrono scambiandosi e sovrapponendosi. Il senso dell'uno si rispecchia nella forma dell'altro e il processo che entrambi compongono lega il segno all'idea e la forma al valore profondo dell'abitabilità. Disegno è ricerca di questo valore, traccia che esprime il nesso tra testo architettonico e contesto urbano, paesaggio antropico, territori geografici. Disegno è sintesi estrema dell'idea di architettura, comprendente l'intenzionalità dell'autore, la discrezionalità dell'osservatore, la strumentazione disciplinare dispiegata di volta in volta nella scelta dei riferimenti rappresentati. Il lavoro presentato in questo libro traccia il senso del disegno come strumento di ricerca attraverso queste sostanze di cui si compone il progetto dell'abitabilità umana. I lavori di Gregotti Associati scelti tra quelli mai giunti a realizzazione, risaltano per l'evidenza del rapporto tra studi della forma e intenzione di progetto: essi delineano un percorso di ricerca di grande interesse per ogni progettista e studioso che debba verificare la profondità e la fondatezza dei materiali architettonici per mezzo dell'immateriale segno tracciato dal pensiero.
17,00 15,30

Il territorio dell'architettura

Vittorio Gregotti

editore: Feltrinelli

pagine: 192

Di cosa è fatta la "cosa" dell'architettura? È la forma delle nostre materie ordinate allo scopo dell'abitare, del produrre e
12,00 10,20

96 ragioni critiche del progetto

Vittorio Gregotti

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

pagine: 544

Negli ultimi decenni l'architettura è stata protagonista di mutamenti profondi, che hanno trasformato il modo di intendere e progettare gli edifici e le città e di conseguenza il nostro vivere: Vittorio Gregotti, tra i più importanti architetti al mondo, ripercorre a partire dalla grande stagione critica di "Casabella" le posizioni, le scelte e le ideologie che hanno portato allo sviluppo degli spazi - urbani ed extraurbani - come oggi li conosciamo. Riflettendo sul ruolo dell'architettura nella costruzione della società contemporanea - dalla necessità del confronto con la realtà in cui si opera all'importanza di porre gli aspetti tecnici ed economici al servizio della collettività, dal recupero dell'eredità di grandi maestri come Walter Gropius ed Ernesto Nathan Rogers alla costruzione di opere capaci di rispondere oalle specificità storiche e sociali delle città - l'autore indica un coraggioso percorso per ripensare i territori in cui abitiamo, recuperando il legame inscindibile tra la progettazione critica dei luoghi, la loro identità e la qualità delle nostre vite. Prefazione di Jean-Louis Cohen.
13,00 11,05

Il sublime al tempo del contemporaneo

Vittorio Gregotti

editore: Einaudi

pagine: 253

I fondamenti dei progetti di architettura di successo mediático hanno proposto negli ultimi trent'anni un rovesciamento dell'idea di sublime come identificazione con la cultura del capitalismo finanziario globalizzato. Ciò impedisce ogni presa di coscienza di una distanza critica che permetta di leggere le contraddizioni che presiedono lo stato attuale delle cose e la costituzione di linguaggi capaci di proporre possibilità alternative. Le illusioni che hanno connesso, con straordinari risultati, razionalismo e Repubblica di Weimar, costruttivismo e prima rivoluzione sovietica, non ci sono più consentite; ma ciò non significa che le forme dell'architettura non debbano essere volte anche oggi alla ricerca della verità, che non è prima ma è nella concreta forma della nuova cosa; anche attraverso la finzione ma mai attraverso la menzogna. Forme che debbono costruire possibilità altre di conoscenza, senza rispecchiamenti di ideologie come falsa coscienza. Per Gregotti è quindi importante opporsi a qualsiasi disgiunzione dell'architettura non solo dalla politica ma anche dal contesto, dalla coscienza della storia, dall'uso, dalla regola come misura di ogni eccezione, al fine di mettere in atto, per mezzo delle forme dell'architettura, una nuova critica positiva della realtà capace di proporre una modificazione creativa dello stato delle cose.
18,00 15,30

Creatività e trasformazione

Vittorio Gregotti, Marc Augé

editore: Marinotti

pagine: 74

Il volume ha l'obiettivo di indagare alcuni temi simbolo dell'epoca contemporanea attraverso il confronto e lo scambio tra due figure chiave del Novecento che, pur da ambiti disciplinari diversi, propongono chiavi di lettura di grande attualità rispetto alla trasformazione dei territori. La modificazione incessante dei paesaggi e dei luoghi è il riflesso dell'enorme rivoluzione culturale che il mondo occidentale sta vivendo da alcuni decenni e che Marc Auge e Vittorio Gregotti inquadrano come il risultato della nascita e dello sviluppo di alcuni fenomeni socioeconomici: globalizzazione, crisi, creatività, nuovo concetto di natura. Marc Auge (antropologo francese, "inventore" del concetto di non-luogo) e Vittorio Gregotti (l'emblema dell'architetto, di cultura profondamente italiana, con realizzazioni e progetti in tutto il mondo) hanno caratterizzato gran parte del Novecento europeo introducendo chiavi di lettura e paradigmi che ancora oggi permettono di interpretare la complessa realtà che ci circonda. I loro contributi, complementari in campi disciplinari contigui ed interagenti, hanno influenzato generazioni di architetti e progettisti, continuando ancora oggi ad avere una profonda influenza su coloro che sono chiamati a trasformare creativamente i territori.
10,00 9,00

Incertezze e simulazioni. Architettura tra moderno e contemporaneo

Vittorio Gregotti

editore: Skira

pagine: 48

"In particolare la verità in architettura si produce a partire dal duplice rischio della relazione tra autonomia della ricerca di un fondamento del proprio fare ed eteronomia dell'occasione sino alla fondazione di un progetto in quanto messa in luce di uno specifico patrimonio di possibilità per mezzo della costituzione di una stabilità delle sue forme. Non vi è un sapere costituito della verità nelle pratiche artistiche, ma solo produzione di verità: la verità non è ma avviene." "Incertezze e simulazioni" prende spunto da un intervento di Vittorio Gregotti nell'ambito dell'iniziativa "Idee italiane. Un osservatorio sulla cultura del paese", promossa della Fondazione Sum-Istituto Italiano di Scienze Umane e tenutasi all'Università degli Studi di Milano Bicocca, nell'ottobre del 2010. L'architetto e saggista si interroga sul ruolo dell'architettura nella società globalizzata e sulla sua capacità di modificare il mondo. Emerge la sua posizione critica nei confronti del presente, della pratica artistica dell'architettura e dei processi di produzione: "L'architettura che vive da quarant'anni come rispecchiamento conveniente dei valori del capitalismo finanziario globalizzato, sembra essere sul punto di ritrovare una distanza critica dallo stato delle cose". Questo scritto si propone, non da punto di vista del giudizio estetico ma come analisi critica dei processi di costituzione del progetto architettonico nei nostri anni, di discuterne ragioni e obiettivi di senso.
14,00 11,90
10,00 8,50

Architettura e postmetropoli

Vittorio Gregotti

editore: Einaudi

pagine: 150

Il trionfo della città nel mondo contemporaneo è diventato un luogo comune: sia nei paesi ricchi che in quelli in via di sviluppo la popolazione urbana cresce costantemente, dando luogo a fenomeni di enorme portata economica, sociale, culturale. Vittorio Gregotti getta uno sguardo sulle città di oggi e sulle possibilità, le sfide e i problemi che esse pongono alla pratica dell'architettura. Se è vero che la globalizzazione della finanza e dei consumi ha trasformato con forza dirompente la nozione stessa di città, l'architettura ha spesso scelto, per comodità o addirittura per convinzione, di ridursi a rispecchiamento dell'ordine globale, all'inseguimento di una bizzarria di superficie e indifferente al suo contesto che tradisce le ragioni profonde del suo essere pratica artistica. Ma è impossibile recuperare una distanza critica nei confronti della post-metropoli trionfante che consenta di disegnarla e progettarla in modo diverso? E non si può sperare che le tendenze accelerate e convulse dei cambiamenti globali potranno depositarsi, dando forma a modalità di architettura urbana altrettanto significative ed equilibrate di quelle del passato?
16,00 13,60

L'architettura di Cézanne

Vittorio Gregotti

editore: Skira

pagine: 48

La ricerca di Cézanne della verità in pittura sembra voler individuare un percorso capace di costruirsi attraverso una relazione profonda con la geologia della realtà: ogni sua pittura è la lenta realizzazione di un'architettura del quadro definita da tale necessità. Al di là delle analogie che possono essere proposte con i problemi affrontati nel primo decennio del ventesimo secolo dai protagonisti del moderno anche in architettura, l'atteggiamento di Cézanne nei confronti della propria disciplina può essere un modello anche oggi nella condizione della attuale crisi della cultura architettonica, che sembra voler rispecchiare lo stato delle cose anziché costruire una distanza critica attiva rispetto a esse.
10,00 8,50

L'ultimo hutong. Lavorare in architettura nella nuova Cina

Vittorio Gregotti

editore: Skira

pagine: 160

Dopo dieci anni di lavoro di architettura in Cina, Gregotti cerca, a partire da questa esperienza, di misurare che cosa, le differenze di tradizione culturale e sociale nei confronti di questa grande civiltà, del suo attuale assetto e delle sue contraddizioni, possano insegnare a un architetto europeo e in qual modo la cultura architettonica del moderno possa, senza colonialismi, proporsi alla nuova Cina. Vittorio Gregotti lavora dal 1953 nel campo della progettazione architettonica e di disegno urbano in Italia, in molti paesi europei, in Cina e in Nord Africa. È stato professore in molte università italiane, straniere, nord e sudamericane, ed è autore di una quindicina di libri di teoria dell'architettura tradotti in molte lingue. È stato direttore delle riviste "Casabella", "Rassegna" ed "Edilizia Moderna".
19,50 16,58

Una lezione di architettura. Rappresentazione, globalizzazione, interdisciplinarità

Vittorio Gregotti

editore: Firenze University Press

pagine: 92

Uno dei tratti distintivi dell'essere in arte di Vittorio Gregorti è il costante e continuo trapassare tra l'opera - progettata o costruita - e la riflessione teorica. La prolusione tenuta nel 2008 alla Facoltà di Architettura di Firenze è divenuta, così, questa 'lezione' incardinata sulle questioni della rappresentazione, della globalizzazione e della interdisciplinarità. Tre temi, tra i molti possibili, attraverso cui traguardare la confusa condizione contemporanea senza compiacimenti o indulgenze. Una prassi critica mirata a quel centro difficile, a quell'"ergon poieticon" sfuggente che, tuttavia, è forse il solo capace a istituire l'architettura come concreto "frammento di verità storicamente definito".
12,80 11,52

Contro la fine dell'architettura

Vittorio Gregotti

editore: Einaudi

pagine: 133

Il territorio delle discipline dell'architettura e la riflessione a esse connesse si è modificato e differenziato nel tempo, si sono trasformate le relazioni con la società, le condizioni tecniche del fare, le procedure e il ruolo stesso dell'architetto. I confini tra le diverse arti si sono fatti incerti e l'identità e i compiti dell'architettura si sono confusi. Tale confusione è stata vissuta da molti come una liberazione di forze creative; ma troppo facilmente si è fatto a meno di ogni distanza critica dalla realtà e anche di ogni fondamento del proprio fare. Tutto ciò ha determinato lo spostamento dell'architettura verso l'indistinta nuova disciplina dell'estetizzazione diffusa del mondo, facendo abusivamente coincidere le nozioni di arte e comunicazione e proponendo i mezzi stessi come fini: smarrendo, cioè, la necessità del senso, di ciò che solo ciascuna delle arti può dire. Questo libro ricerca le ragioni e le conseguenze di una confusione interdisciplinare che sottrae l'avventura dell'architettura alle proprie responsabilità.
10,00 8,50

L'architettura nell'epoca dell'incessante

Vittorio Gregotti

editore: Laterza

pagine: 141

In pagine teoricamente dense, tra pamphlet e dichiarazione di poetica, un grande architetto si interroga alla ricerca dei fondamenti e della specificità del suo mestiere. Vittorio Gregotti svolge il suo lavoro in tutto il mondo. Ha firmato progetti a Berlino, Shanghai, lisbona, Barcellona, Parigi, oltre che in tutta Italia. Ha insegnato in molte Università europee e americane e presso la Facoltà di Architettura di Venezia.
15,00 12,75
14,46 12,29

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