Moretti & Vitali
Tutti i libri editi da Moretti & Vitali - Pagina 5
Jung e le immagini
a cura di F. Vigna
editore: Moretti & Vitali
pagine: 237
È pressoché inevitabile, quando si ragiona sul pensiero fantastico, lo scontro con una concezione di fondo che lo svaluta, perché teorizza lo sviluppo umano come qualcosa che procede dall'inconscio alla coscienza, dal pensiero fantastico a quello razionale. È sufficiente ricordare il freudiano "là dov'era l'Es sarà l'io". Certamente il mondo di fantasie ingenue e lussureggianti che ci viene presentato dalle mitologie ha più affinità con la creatività artistica che non con la registrazione fedele del mondo reale; lo stesso vale per il mondo psichico dei primitivi, dei bambini e dei folli. Per questo motivo, nell'interrogarsi su quale sia il significato ultimo del fantasticare, gli autori hanno voluto in primis esplorare il tema della creatività. Sappiamo bene che solo quando accedono ad una consapevole individuale elaborazione le immagini che appaiono nel nostro mondo interiore acquisiscono uno statuto particolare e prezioso: diventano appunto creatività. E il punto focale della creatività consiste, come ci suggerisce Jung, nell'accettare il passaggio da una utilizzazione estetica delle immagini, che in estrema sintesi è un modo più o meno inconscio per negare le potenzialità conflittuali che esse recano, a un atteggiamento etico, che vede nelle fantasie la raffigurazione di contenuti che non sono più o non sono ancora riconosciuti dall'Io.
Pianeti interiori. L'astrologia psicologica di Marsilio Ficino
Thomas Moore
editore: Moretti & Vitali
pagine: 263
In questo libro, Thomas Moore si rivolge a uno dei momenti psicologicamente più vivi dell'epoca pre-moderna, il Rinascimento i
Il tempo e l'anima
a cura di V. Marsili
editore: Moretti & Vitali
pagine: 180
Fino a Bleuler la psichiatria aveva considerato il tempo nella sua dimensione di Cronos, ma con la fenomenologia, il tempo diviene progressivamente i tempi dell'esperienza soggettiva. Assumendo il vertice interno del soggetto in cui si inscrivono i cambiamenti e la tensione vitale. Potrà quindi essere vissuto, arrestato, sospeso, dilatato, negato, svuotato, recuperato. Da parte sua la psicoanalisi, sin dalle origini, sostanzialmente si distanzia in modo netto da questa visione del tempo: l'esistenza del soggetto è nelle identificazioni con i propri oggetti e, quindi nella difficoltà soggettiva a potersene separare. "...può darsi che l'oggetto non sia morto davvero, ma sia andato perduto come oggetto d'amore" (S.Freud, 1905). Si potrebbe affermare che, sostanzialmente, per la psicoanalisi la vita psichica del soggetto si organizza e si dispiega contro ogni regola temporale. Anche per Jung il tempo nel transfert assume solo la dimensione "sincronica" in cui gli eventi, prima che accadere, coincidono (C.G. Jung, 1950). È solo l'intersezione di due menti che iscrive il tempo - che tenderebbe a rimanere simile a se stesso all'infinito - in una dimensione di realizzazione. La domanda drammatica sulla durata effettiva del tempo, che sottende ogni azione, ogni relazione, ogni contenuto di pensiero, è stata a lungo difensivamente rimossa. Gli interventi proposti in questo libro intendono riportare la domanda alla sua centralità per l'esperienza del soggetto nella sua relazione con sé e con la Storia.
Giochi del corpo e delle emozioni nello psicodramma analitico
a cura di L. Stradella
editore: Moretti & Vitali
pagine: 150
Freud e Severino
Gabriele Pulli
editore: Moretti & Vitali
pagine: 100
Per Freud l'inconscio è "soprattutto fuori del tempo". Emanuele Severino definisce la propria filosofia come "la ricerca di quell'essere che è fuori del tempo". Freud ritiene che una riflessione sulla a-temporalità dell'inconscio, una sua "esatta valutazione filosofica", possa "aprire il varco verso le massime profondità", ed è questa la sua ultima parola sul tempo e sull'inconscio, il suo testamento spirituale. La filosofia di Severino sembra prestarsi proprio a questo scopo. Ma le due concezioni non sono affatto sovrapponibili. Né sarebbe sufficiente integrarle fra loro intendendo l'una come il complemento dell'altra. La possibilità più feconda è quella di confrontarle non solo per rilevarne identità e differenze ma per produrre fra loro una "reazione chimica", dalla quale scaturisca qualcosa di nuovo: di non riconducibile a nessuna di esse ma a una sintesi più ampia, in grado di comprenderle entrambe. Tali concezioni cioè possono illuminarsi a vicenda in quanto ciascuna illumina qualcosa di esclusivo dell'oggetto a cui si riferisce, che in entrambi i casi è la radice più profonda della vita. Ne risulta un saggio che si addentra effettivamente nel varco verso le massime profondità indicato da Freud che, oltre agli addetti ai lavori della psicoanalisi e della filosofia, "dice" qualcosa a chiunque sia sensibile alle tematiche culturali.
Perdita e ricerca del centro
a cura di F. Donfrancesco
editore: Moretti & Vitali
pagine: 251
Da Plotino a Jung il "centro" è metafora dell'origine e della meta dell'anima, per cui la perdita della connessione con questo centro diviene metafora dell'alienazione dell'anima dal suo destino. Anche se la coincidenza con il centro non è mai data, ma è dato piuttosto un tendere all'infinito, oppure la sosta in uno dei centri possibili, soltanto riflesso del "centro dei centri". Come dice Plotino, "l'Anima si muoverà intorno a ciò da cui ha tratto origine, e a esso rimarrà aggrappata, tendendo al punto verso cui dovrebbero gravitare tutte le anime"; o anche, "la circolarità dell'Anima non è riconducibile a una figura geometrica, ma al fatto che dentro e intorno a lei si trova 1''antica natura' da cui proviene". Giovanni Pascoli, "Psiche". In oltre sono presenti nel volume: Carla Stroppa, "Verso una nuova innocenza"; Renato Oliva, "Del cerchio e del centro"; Christian Gaillard, "Dentro e attorno"; Luciano Perez, "Le metamorfosi del centro"; Bruna Dell'Agnese, "In volo sull'estuario"; Flavio Cuniberto, "La Città-Fiore"; Monica Ferrando, "Danze in cerchio per Estia"; Enrico Della Torre e Francesco Donfrancesco, "Uno stabile fluire"; Marta Tibaldi, "Nuvole nel ciclo, comunque s'indovina la luna"; Chris Downing, "Arianna, la Signora del Labirinto"; Diane Finiello Zervas, "Via dal vortice"; Elena Petrassi, "L'ombra del tempo e il segreto delle rose"; Mariolina Graziosi, "Dissotterare Dio"; Henry Corbin, "La Sophia eterna".
L'inconscio creatore. Attorno al «Libro dei sogni» di Federico Fellini
Christian Gaillard , Lella Ravasi Bellocchio
editore: Moretti & Vitali
pagine: 120
Nel 2007 vede la luce il "Libro dei sogni" di Federico Fellini, che raccoglie trent'anni di sogni scritti e disegnati da lui, dall'inizio della sua analisi junghiana con Ernst Bernhard a poco prima della morte. Due analisti junghiani, Christian Gaillard e Lelila Ravasi Bellocchio, lavorano con passione e umiltà attorno ai sogni e alle immagini del maestro. I loro contributi sono diversi nell'approccio ma uniti nell'emozione dell'incontro con questo straordinario materiale psichico, con la vita dell'uomo e dell'artista. Interrogano il libro, in un ascolto rispettoso, e si interrogano sul senso della vita di Fellini come "autorealizzazione dell'inconscio" nella definizione che lo stesso Jung ha dato per raccontare la propria storia. Passano le immagini, alcune tra le molte, scelte dagli autori, e sono narrazioni che ci portano per mano, forse ci provocano a incontrare le parole e i disegni della vita di un artista, e della sua dedizione all'inconscio creatore.
La grande madre. Convergenze
a cura di S. Baratta , F. Ermini
editore: Moretti & Vitali
pagine: 195
Jung ipotizza che le influenze esercitate dalla madre sui propri figli non derivino necessariamente dalla madre stessa e dai suoi reali tratti di carattere. Accanto a questi vi sarebbero qualità che la madre, in quanto persona, solo apparentemente possiede, ma che di fatto sorgono dalla struttura archetipica che la circonda e sono proiettate su di lei dai figli stessi. Dire della Grande Madre è dunque un modo di nominare un'immagine tratta dall'esperienza culturale collettiva. In quanto "immagine", essa rivela una pienezza archetipica, ma anche una distinta polarità tra positivo e negativo.
Daídalon. L'archetipo della possibilità
Giorgio Tricarico
editore: Moretti & Vitali
pagine: 156
Cosa accade tra il paziente e l'analista quando la terapia cura? Quali sono i fattori terapeutici che si attivano nella relazione fra i due? L'esperienza clinica si offre come mappa per un'esplorazione della psiche che delinea in modo inedito l'immagine del labirinto quale simbolo della Possibilità: la psiche è come un labirinto dentro cui si può rintracciare la leva che attiva l'archetipo del Possibile. Se il terapeuta riesce a cogliere nel paziente quegli aspetti inconsci che esprimono il suo possibile potenziale e riesce a portarli a coscienza, in qualche modo riuscirà a restituire questa percezione al paziente, il quale la sentirà come vera perché avrà toccato i nuclei vitali della sua psiche: quei nuclei che necessitavano di un rispecchiamento profondo per potersi esplicitare e divenire coscienti. Se questa percezione avviene all'interno di una relazione importante e significativa, si può attivare un processo trasformativo. Il concetto di archetipo della Possibilità si offre come importante chiave di comprensione dell'operato di terapeuti di scuole teoriche molto diverse; in particolare getta luce sulla nascita del complesso dell'Io, che nella teoria junghiana è il tramite dell'integrazione tra il modello intrapsichico e il modello relazionale e fornisce nel contempo una dimensione più clinica al concetto cardine di Individuazione.
Le lune di Jung
Vincenzo Di Oronzo
editore: Moretti & Vitali
pagine: 118
"Le lune di Jung" sono specchi di Psiche che viaggiano nell'inconscio, si rifrangono in durate viventi, gemono in fulgide entità erotiche, assumono l'ansito del vento, il palpito di pneuma o spirito. Esse vibrano nel "corpo-alito", che Jung interpreta come essenza e metamorfia dell'uomo, in cerca della sua individuazione, dell'identità duplice nell'uno. Infatti, la figura che guarda gli occhi dell'Altro, il suonatore che si riflette in un flauto, "Les amants" di R. Magritte, incatenati nell'avvento dell'invisibile, sono Animus-Anima, l'enigma della bellezza divisa, che tenta di ricongiungersi nella sigizia divina. Così l'emblema della luna si snoda nella fenomenologia di Edmund Husserl, come linea argentea, che - dalle profondità dell'io - si innalza nella lucente verticalità della coscienza, si accende nell'ambiguo "Narciso" di Salvador Dalì, si oscura in "Lilith" - la Luna Nera - o si pensa e si sogna in "Isthar", mentre declina nei giardini di Babilonia. Ma qual è il tempo dell'odissea, qual è l'arco di Eros nella ricerca della sua totalità, la statua perfetta, che aspetta nel fogliame alieno? È quello della sillaba "om", che per l'Oriente racchiude l'immateriale, la verità, il sigillo di Brhaman; è quello quantico e simultaneo di Heisenberg e di Einstein o l'inafferrabile de "Gli orologi molli" di Salvador Dalì?
Kore sprofonda negli inferi. L'anoressia alla luce del mito
Mari Ela Panzeca
editore: Moretti & Vitali
pagine: 128
L'autrice accosta l'anoressia muovendo dal valore simbolico della malattia e del linguaggio enigmatico dei sintomi, riletti at
Pensare l'anima
Francesco Donfrancesco
editore: Moretti & Vitali
pagine: 272
Un libro, questo di Francesco Donfrancesco, che nasce da una alleanza affascinante fra l'esperienza psicoanalitica e quella ps
Computer crimes. Casi pratici e metodologie investigative dei reati informatici
M. Leone Piccini , Giuseppe Vaciago
editore: Moretti & Vitali
pagine: 227
Atque. Fare e pensare in psicoterapia. Cosa fanno gli psicoterapeuti e cosa pensano mentre lo fanno
a cura di F. Pieri
editore: Moretti & Vitali
pagine: 192
Studi recenti hanno dimostrato che esiste in tutti noi non solo una disposizione a fare cose con gli altri, ma anche a fare co
Vita interiore
Ginette Paris
editore: Moretti & Vitali
pagine: 184
Reduce da tragiche esperienze che l'hanno toccata sul piano personale fino a farla avvicinare alla morte si collocano le riflessioni dell'autrice, che in questo libro tenta di mostrare come sia importante per la psicologia del profondo rimanere fortemente ancorata alla dimensione umana e cessare di imitare penosamente il metodo scientifico. Pur ammirando la scienza e gli scienziati la Paris sostiene l'importanza di non scindere la conoscenza scientifica, incarnata dal progresso delle neuroscienze, da quella umana che pur sempre deve caratterizzare le psicologie del profondo. Paris affronta uno dei massimi dilemmi della psicologia contemporanea: come integrare le scoperte e le intuizioni delle neuroscienze e della medicina nell'approccio curativo fondato sull'attivazione dell'immaginazione. Allo stato attuale Paris dimostra che ciò che succede danneggia sia le scienze biomediche che quelle psicologiche fondate sull'immaginazione. Il libro denuncia infatti la sudditanza della psicologia nei confronti delle neuroscienze e "l'arroganza di certe psicoterapie che hanno la pretesa di guarire la sofferenza psicologica, come si fa per la frattura di una tibia".
La conoscenza sensibile
a cura di M. La Forgia , M. E. Marozza
editore: Moretti & Vitali
pagine: 170
Cercando l'oro. Un anno di analisi junghiana
Susan M. Tiberghien
editore: Moretti & Vitali
pagine: 208
Canevale e Psiche
P. Pietro Brunelli
editore: Moretti & Vitali
pagine: 293
"Carnevale e psiche" è un libro per conoscere il Carnevale attraverso uno sguardo psicoculturale che si apre sul mondo interiore. Si tratta di una visione volta a cogliere i significati simbolici, mitici e archetipici del Carnevale attraverso un percorso tra studi etnografici, storici e culturalisti, per protendersi verso le profondità dell'Anima-Psiche e dei suoi aspetti d'Ombra. Il libro prende in analisi i temi della maschera, del riso, degli aspetti oscuri e burleschi del carnevalesco mondo infero che viene in superficie nella forma di una festa trasgressiva e rigenerante. I caratteristici temi della sessualità, della morte e della rinascita, del capovolgimento anarcoide, dell'ostentazione della follia, delle abbuffate e di ogni liceità sono considerati come espressioni di una buffonesca ma scaltra alleanza tra Dioniso e Mercurio. Questi due maestri mitici del Carnevale hanno il sostegno e l'assenso di altre divinità come Saturno, Ecate, e Persefone, Giove, Pan, considerate espressioni di tratti archetipici della natura umana. La tesi di fondo tende a capovolgere il comune modo di pensare al Carnevale in quanto festa rivolta al mero recupero dei piaceri e dei diritti della carne, considerando invece il suo carattere patologizzante volto a fare anima nell'individuo e nella collettività. L'Anima, nella sua essenza archetipica femminile, ribalta psicoculturalmente il dominio dell'uomo sulla donna, nonché la logica di ogni potere dominante.
Contaminazioni necessarie. La cura dell'anima tra religioni, psicoterapia, counselling filosofici
Massimo Diana
editore: Moretti & Vitali
pagine: 200
Religioni, psicoterapie, counselling filosofici si propongono all'uomo di oggi come differenti risposte al male di vivere. Dentro questo supermarket di offerte il volume offre una risposta provocatoria: esperienza religiosa, psicoterapia e filosofia sono tutte necessarie per rispondere al bisogno dell'uomo. Ciascuna apporta qualcosa di suo che funziona solo in relazione alle altre due, solo, cioè, attraverso una contaminazione feconda. Abbiamo bisogno della filosofia, perché solo essa conosce a fondo l'uomo, il dramma della sua esistenza e dell'angoscia di fronte alla sua stessa libertà e precarietà. Ma la filosofia, nata dal logos e dimorando nel logos, non conosce il mondo oscuro delle passioni e delle emozioni, che non può essere né razionalizzato, né rimosso e che neppure si può pretendere - con hybris -di dominare. Per questo abbiamo bisogno della psicologia, perché senza di essa non siamo in grado di svelare le dinamiche e le radici profonde dell'angoscia e il mondo oscuro dell'inconscio. Ma la psicologia, sradicata dalle sue origini filosofiche e mitico-religiose, rischia, a sua volta, di perdere l'anima riducendola a mente o, più radicalmente ancora, a cervello. Sono necessarie anche le religioni, perchè solo esse offrono una risposta che consiste nell'esperienza di una relazione assoluta con l'Assoluto. Ecco perchè solo una contaminazione feconda tra le tre può costituire un'efficace risposta al bisogno profondo del cuore umano.
