Teoria dell'architettura
Tutti i libri di Teoria dell'architettura - Pagina 35
La fine della città postmoderna
Daniele Vazquez Pizzi
editore: Mimesis
pagine: 292
Il concetto di postmoderno non può più essere utilizzato come nei saggi ormai classici sull'argomento. Oggi la costellazione di senso che richiama deve fare esplicito riferimento non solo alla logica culturale del tardo capitalismo ma anche agli ordinamenti spaziali della dispersione urbana che ne sono stati lo scenario. Vi è una stretta corrispondenza tra la genesi, l'affermazione e il declino del postmoderno e i diversi momenti della dispersione urbana. Si tratta di una corrispondenza, per cui l'una, la logica culturale del tardo capitalismo, non è più pensabile senza pensare l'altra, la dispersione urbana. Con il manifestarsi di un'epoca nuova sotto tutti i punti di vista, segnata da una radicale cesura con la postmodernità, è possibile affermare che la dispersione urbana stia raggiungendo parimenti un mutamento di statuto che sancisce la fine della città postmoderna. Dalla crisi economica sta emergendo una città nuova che articola, in modalità complesse, alta e bassa densità, un habitat metropolitano senza limiti precisi, oltre le morfologie urbane ormai tradizionali come città compatta e città diffusa, in cui si stanno affermando forme di condivisione e reciprocità che appaiono come una rottura rispetto alla società dei consumi e all'individualismo espressi dalle precedenti stagioni.
A colloquio con Franco Ferrarotti
a cura di C. Sicari
editore: Gangemi Editore
pagine: 110
"Una volta, circa settant'anni fa, al termine di un mio comizio in Piazza Cavour a Casale Monferrato contro la Democrazia Cris
Architetture del XX secolo. Temi di identità e recupero
a cura di P. Galliani
editore: Maggioli Editore
pagine: 134
Gli studi e i progetti incentrati sulla conferma dei caratteri funzionali, spaziali ed espressivi di architetture realizzate n
L'architettura della partecipazione
Giancarlo De Carlo
editore: Quodlibet
pagine: 144
Il percorso accademico e professionale di Giancarlo De Carlo congiunge in un'unica vocazione due termini etimologicamente contrapposti: architettura e anarchia, tenendosi sempre al riparo dalle allucinazioni utopistiche tipiche, ad esempio, degli anni Sessanta e Settanta, e anzi mantenendo sempre dritta la barra della "ricerca di un metodo e, soprattutto, di un rigore capaci di restituire credibilità all'approccio disciplinare (Tafuri)". Nello scritto qui pubblicato egli tenta di dimostrare in forma lineare e lucida come l'idea di una architettura partecipata - "quando tutti intervengono in egual misura nella gestione del potere, oppure - forse così è più chiaro - quando non esiste più il potere perché tutti sono direttamente ed egualmente coinvolti nel processo delle decisioni" - possa costituire un'utopia realistica, cioè compiutamente realizzabile. Le distinzioni teoriche messe in campo a tale scopo: progetto vs processo, funzione vs uso, ordine vs disordine e così via, forniscono un armamentario utile ancora oggi per chi tenti di mettere in moto nuove pratiche di partecipazione non solo in campo architettonico.
Teatralità e figurazione per la città. Scritti sul progetto e l'insegnamento dell'architettura
Francesca Bonfante
editore: Il Poligrafo
pagine: 240
La ricerca dell'identità di una cultura e delle sue espressioni figurative nella struttura dell'insediamento è uno dei temi centrali di quell'importante filone di studi della cultura lombarda che va da Carlo Cattaneo e Camillo Boito fino a Giuseppe de Finetti; da Ernesto Nathan Rogers e Lucio Stellario d'Angiolini fino a Guido Canella, Antonio Acuto e, negli anni più recenti, Enrico Bordogna e Angelo Torricelli. Su questa peculiare tradizione lombarda spesso sottovalutata, ma sempre innovativa, si misurano - tratteggiando genealogie, temi e storie - gli scritti di Francesca Bonfante raccolti in questo volume. Il tema cruciale del rapporto tra architettura e trasformazione delle città si pone qui al centro di un metodo d'indagine costruito sull'approfondita conoscenza dei progetti, interpretati nel farsi dell'insediamento come fatto originale, storicamente determinato e profondamente legato alle matrici della cultura materiale. Allo stesso modo le relazioni fra architettura, funzione e figurazione vengono illuminate dalla voce viva dei maestri - restituiti nel concreto del loro pensiero progettuale e teorico - per mettere in evidenza alcune questioni cruciali dell'insegnamento del progetto. L'analisi degli assetti tipologici e morfologici delle città prese in esame restituisce, pur nella distanza di luogo e tempo, l'impressione di un'opera collettiva, prodotto di un coerente filone di pensiero attento al ruolo di un'architettura.
L'eleganza del costruttore. Pensieri sull'architettura moderna
Charles Rennie MacKintosh
editore: Castelvecchi
pagine: 95
"L'arte è un fiore; la vita un prato verde
My horrible wonderful clients
Michele De Lucchi
editore: Quodlibet
pagine: 160
Michele De Lucchi ha sempre tenuto conferenze cercando di incuriosire il pubblico con racconti sui suoi clienti e aneddoti sul
Il colore della città. Il rilievo cromatico per la tutela della bellezza urbana
Marcella Morlacchi
editore: Gangemi Editore
pagine: 79
Quali sono i veri colori dei palazzi romani? Marcella Morlacchi ha trovato una risposta a questa domanda: prima, però, ha comp
Antonio Sant'Elia. Manifesto dell'architettura futurista. Considerazioni sul centenario
a cura di F. Purini , M. Manicone
editore: Gangemi Editore
pagine: 144
Letture incrociate. C'è qualcosa di nuovamente attuale nel progetto culturale della Tendenza?
a cura di F. Bilò
editore: Gangemi Editore
pagine: 112
"Per oltre un decennio, a partire dalla fine degli anni Sessanta, la Facoltà di Architettura di Pescara è stata un centro prop
La vita segreta del Monumento Continuo. Conversazioni con Gabriele Mastrigli
Gabriele Mastrigli
editore: Quodlibet
pagine: 186
Fondato nel 1966 da Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, ai quali si sono poi uniti Gian Piero Frassinelli, Roberto e Alessandro Magris e Alessandro Poli, il Superstudio è stato tra i gruppi più influenti della cosiddetta architettura radicale. Nel clima generale delle neoavanguardie italiane e all'interno di un inedito e intenso campo di forza politico, il Superstudio si sviluppa a Firenze nell'alveo dell'Insegnamento dei tre grandi Leonardo - Benevolo, Ricci e Savioli - in parallelo ad Archizoom, 9999, Ziggurat, UFO, Gianni Pettena e altri ancora. Nonostante l'asciuttezza metafisica delle immagini - forse la critica più dura alle pretese salvifiche del Movimento Moderno - il Superstudio è stato tutt'altro che un gruppo omogeneo. Basti pensare ad Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, che arrivano all'architettura rispettivamente dalla pittura e dalla fotografia, oppure a Gian Piero Frassinelli, che coltivava interessi specifici per l'antropologia. Le conversazioni di Gabriele Mastrigli con i tre protagonisti, realizzate in occasione della Biennale di Venezia diretta da Rem Koolhaas - di cui è noto il debito giovanile nei confronti del gruppo fiorentino -, ripercorrono, ciascuna da un punto di vista differente, l'intero percorso del Superstudio: dalla mostra fondativa Superarchitettura, alle visioni distopiche del Monumento Continuo (1969) e delle Dodici città ideali (1971), sino agli Atti fondamentali (1972-73)...
L'arte della città
Raffaele Milani
editore: Il Mulino
pagine: 170
Esiste un'arte della città che vive nelle sue manifestazioni fisiche e immateriali, nelle pietre e nelle istituzioni, come prodotto dell'ingegno e del lavoro umano, dell'intervento degli artisti, degli urbanisti, delle élite politiche come pure dei semplici cittadini. Se guardiamo alle opere architettoniche che disegnano il profilo di città come Londra, New York, Toronto, Pechino, Tokyo, quello che vediamo all'opera è il risultato di uno sforzo ideale e collettivo, ma anche di un'azione concreta sullo spazio che viene modellato dai gruppi sociali nel corso della loro evoluzione.
Working Through Hiroshima. Arata Isozaki's destructive visions
Antonio Di Campli
editore: Carocci
pagine: 99
Le riflessioni presentate in questo volume riguardano un particolare campo d'indagine definito dall'attrito tra processi di modernizzazione e la persistenza di tradizionali forme di produzione spaziale. In Giappone, sostiene Di Campli, alcuni processi di assorbimento della modernità nelle pratiche del progetto architettonico e urbanistico possono essere osservate analizzando alcune opere e sperimentazioni progettuali prodotte da Arata Isozaki negli anni Sessanta.
Disegno dell'architettura italiana
Cesare Brandi
editore: Castelvecchi
pagine: 520
"Disegno dell'architettura italiana", pubblicato per la prima volta nel 1985, percorre la storia dell'architettura nella nostra penisola dall'Ottavo secolo fino alle porte dell'Ottocento. Non un semplice manuale, ma un appassionato esercizio di analisi che - procedendo cronologicamente, districando la rete delle influenze, soffermandosi sui grandi monumenti e su altri meno noti cerca di definire i caratteri distintivi di quella che può essere considerata architettura italiana. Nell'orizzonte critico di Cesare Brandi - storico dell'arte, scrittore e filosofo nel senso più compiuto del termine - c'è sempre una visione globale del fenomeno estetico, che prende forma, volta per volta, nell'unicità irripetibile dei singoli oggetti artistici. Protagonista della ricerca è allora l'opera analizzata nella sua realtà, andando oltre la semplice lettura formale e senza limitarsi al giudizio critico, ma indagando soprattutto il processo creativo e le ragioni profonde che l'hanno motivata. Seguendo questa metodologia, l'autore risponde, senza rigidità classificatorie e di periodizzazione, alla domanda se esista davvero un'architettura che possa dirsi italiana, quali siano le sue specifiche categorie, come se ne possano riconoscere e leggere i risultati. Prefazione di Cesare de Seta.
Giovanni Michelucci. Lo spazio che accoglie
Fabio Fabbrizzi
editore: EDIFIR
pagine: 139
Il volume raccoglie gli scritti dell'autore su varie tematiche percorse da Giovanni Michelucci nella sua lunga ricerca progett
Psicoarchitettura. Riflessioni di uno psicologo sull'arte di costruire
Ivan Battista
editore: Gangemi Editore
pagine: 96
L'architettura è la maggiore espressione dell'immaginazione quale fondamento della creatività e manifestazione peculiare della
La città plurale. Architetture e paesaggi della post-madernità
Lucio Altarelli
editore: Postmedia Books
pagine: 240
L'idea di città come categoria colta nella sua dimensione astratta ed atemporale, richiama un insieme più o meno organico di uomini e cose, di luoghi e monumenti, di pubblico e privato. All'unità della città tradizionale, la città contemporanea contrappone la rappresentanza di diverse istanze sociali e culturali, e di diversi soggetti che sostanziano la civitas del presente.
Il disegno dell'impossibile. Temi e rappresentazioni dell'utopia urbana. (1955-1975)
Nicolò Sardo
editore: Officina
pagine: 159
Nel secondo dopoguerra, principalmente a partire dalla fine degli anni '50, entra in crisi la fiducia per i sistemi di pianifi
L'unica verità dell'architettura
Le Corbusier
editore: Castelvecchi
pagine: 42
Maestro dell'architettura contemporanea, tra i teorici più brillanti e prolifici del XX secolo, Le Corbusier ci ha lasciato un
Abitare possibile. Estetica, architettura, new media
a cura di P. De Luca
editore: Mondadori Bruno
pagine: 239
La rivoluzione digitale sta trasformando radicalmente il senso e le modalità dell'abitare, conferendogli forme del tutto inedite. Si è immersi in un habitat ipertecnologico in cui la sfera del sensibile è sottoposta a un incessante flusso di sollecitazioni che ne modificano profondamente la struttura. L'identità stessa dello spazio e dei luoghi in cui l'uomo abita è ridefinito dalle nuove tecnologie dell'informazione: lo spazio virtuale della rete e dei social network, così come i nuovi strumenti per la produzione e trasmissione di contenuti multimediali, permeano il vissuto quotidiano imprimendogli un'accelerazione che continuamente produce e consuma stili e forme di vita. Affinché processi di così ampia portata e profonda incidenza siano analizzati e compresi è necessario mettere in campo strategie conoscitive capaci di penetrare tale complessità e darne ragione. Gli interventi presenti nel volume si assumono questo compito sperimentando saperi mobili e flessibili, facendo ricorso a linguaggi, metodi, categorie che sono spesso il risultato di un'attiva pratica di contaminazione tra discipline diverse.
