Storia dell'architettura
Tutti i libri di Storia dell'architettura - Pagina 51
Lecce. Architettura e storia urbana
Vincenzo Cazzato , Marcello Fagiolo
editore: Congedo
pagine: 368
Viene riproposta - in una edizione illustrata - la ormai classica monografia di Vincenzo Cazzato e Marcello Fagiolo su Lecce (
Aid monuments. Conoscere, progettare, ricostruire
a cura di C. Conforti , V. Gusella
editore: Aracne
pagine: 800
Architettura dell'XI secolo nell'Italia del nord. Storiografia e nuove ricerche
a cura di A. Segagni , L. C. Schiavi
editore: Edizioni ETS
pagine: 600
Valloni. Storia di un palazzo
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
pagine: 176
Dopo il volume dedicato a Palazzo Begni, un nuovo importante tassello nella ricostruzione del passato remoto e recente della R
L'Arena Flegrea della mostra d'oltremare di Napoli (1838-2001)
Giovanni Menna
editore: ArtstudioPaparo
pagine: 176
L'arte dell'abitare nelle città toscane. Magnificenza, decoro, ornamento (secolo XVI)
a cura di G. C. Romby
editore: EDIFIR
pagine: 199
Il volume, attraverso un apparato documentario inedito, prende in considerazione esperienze architettoniche e artistiche emblematiche per l'impegno e la "modernità" degli esiti, realizzate in diverse città toscane nel corso del XVI secolo. Infatti con l'affermarsi del ducato di Cosimo I dei Medici, il rinnovamento cittadino conosce una svolta significativa sia per quantità che per qualità; e mentre prendono il via importanti cantieri pubblici (come quello degli Uffizi) destinati a modificare sostanzialmente diversi settori urbani, si assiste ad un rinnovato impegno dei cittadini nel riordinamento ed aggiornamento delle residenze di antica o più recente acquisizione attraverso l'adozione di modelli architettonici e linguistici riconoscibili ed in grado di fornire un'immagine unitaria della "città del principe". Destinati proprio alla costruzione di tale immagine sono i provvedimenti legislativi emanati nel 1551 con l'inedito obiettivo di abbinare al controllo degli interventi un esito formale di qualità, di cui si forniscono significativi risultati raggiunti.
L'abitare condiviso. Le residenze collettive dalle origini al cohousing
Edoardo Narne , Simone Sfriso
editore: Marsilio
pagine: 152
In un momento di ripensamento generale e complessivo del fare architettonico, la ricerca di archetipi e di radici comuni offre
L'opera del Duomo di Pisa: il patrimonio e la sua gestione nei secoli XII-XVI
Marta Battistoni
editore: Pacini Editore
pagine: 240
Il volume presenta gli esiti di una puntuale ricerca volta a ricostruire, sulla base di una straordinaria documentazione preva
La basilica di San Pietro in Vincoli
a cura di G. Bartolozzi Casti
editore: Viella
pagine: 102
La Basilica di San Pietro in Vincoli, oltre la bellezza e maestosità dell'edificio basilicale in sé, costituisce un complesso urbanistico, archeologico, rinascimentale e moderno tra i più complessi e cronologicamente completi di Roma. Sorge in vetta all'Esquilino a Nord del Colosseo e non lontano dalle Terme di Traiano, presso la zona che fu occupata dalla Domus Aurea. Gli strati su cui sorge la basilica si originano nella protostoria e attraversano l'età repubblicana, quella classica adrianea, fino alla tardo-antica. Conserva cospicue tracce di restauri medievali, ma soprattutto sono di rilievo gli interventi rinascimentali ad opera dei grandi cardinali che ne furono titolari e che profondamente amarono ed onorarono la basilica. Di essi taluni divennero celebrati papi, quali i della Rovere Sisto IV e Giulio II, per giungere a Pio IX. Le tracce dei loro poderosi interventi si possono tuttora ammirare. All'ingresso nel tempio si è subito affascinati dalla doppia teoria di possenti colonne doriche che spartiscono la spaziosa navata centrale dalle laterali. L'edificio conserva celebri opere d'arte di gran pregio, quali il monumento a Giulio II con il Mose di Michelangelo, la tavola musiva con la rappresentazione di s. Sebastiano della fine del VII secolo, la confessione o cripta recante la preziosa teca bronzea con le catene di s. Pietro che dà nome alla basilica, numerose opere pittoriche e plastiche attribuite ad artisti quali Jacopo Coppi, il Guercino, il Domenichino...
Architettura eremitica. Sistemi progettuali e paesaggi culturali. Atti del quarto Convegno internazionale di studi (La Verna, 20-22 settembre 2013)
a cura di S. Bertocci , S. Parrinello
editore: EDIFIR
pagine: 557
Il quarto Convegno Internazionale sull'Architettura Eremitica, facendo seguito agli incontri che sono avvenuti a Monte Senario (FI), nel 2010, a Vallombrosa (FI), nel 2011, ed a Camaldoli (AR), nel 2012, costituisce un ulteriore momento di interscambio culturale fra studiosi provenienti da vari paesi europei ed extraeuropei per confrontarsi su questa tematica che, da alcuni anni, impegna in particolare alcuni docenti, ricercatori e studenti del Dipartimento di Architettura dell'Università di Firenze. Il tema dell'architettura eremitica, che riveste uno straordinario interesse per gli studiosi, non soltanto di architettura, accompagna fin dal Medioevo lo sviluppo della cultura occidentale. Tra storia e religione questo fenomeno ha lasciato nel tempo una quantità di testimonianze che si sono spesso concretizzate in interventi architettonici di notevole interesse che hanno in qualche modo influenzato e accompagnato, come nel caso del territorio della Toscana, sia lo sviluppo della città che del paesaggio extraurbano, costituendo una maglia insediativa particolarmente importante anche per le aree territorialmente più appartate o periferiche, a partire dalle creste dell'Appennino per giungere alle zone più remote della Maremma. L'architettura monastica, articolata fino dall'Alto Medioevo nelle due grandi esperienze religiose che hanno seguito da un lato la regola cenobitica e dall'altro quella eremitica.
Storia dell'architettura italiana (1985-2012)
Marco Biraghi , Silvia Micheli
editore: Einaudi
pagine: 387
Cos'è successo all'architettura italiana dal 1985 a oggi? In questo libro Marco Biraghi e Silvia Micheli delineano un quadro storico e forniscono un bilancio dello stato della disciplina nell'Italia degli ultimi tre decenni sulla scorta di presupposti politici, economici e culturali ampiamente rinnovati rispetto al passato: sullo sfondo la cultura dell'eccesso degli anni ottanta, la vicenda di Tangentopoli, gli anni del berlusconismo, l'epoca della crisi finanziaria. Tale lettura prende in considerazione, oltre all'opera dei maestri Vittorio Gregotti, Aldo Rossi e Renzo Piano, quella dei nuovi protagonisti della cultura architettonica italiana, tra cui Massimiliano Fuksas, Italo Rota, Cino Zucchi, Mario Cucinella, Stefano Boeri e Pier Vittorio Aureli. L'analisi procede per "temi" e "problemi", quali la presenza degli architetti italiani nel mondo, il contributo degli architetti stranieri in Italia, il ruolo dei concorsi, la trasformazione della professione, il ritorno della teoria e il senso dell'insegnamento della progettazione. Inoltre, un'imprevedibile costellazione di "casi virtuosi" si rivela a un'osservazione attenta del nostro Paese: edifici spesso marginali e in apparenza "minori", che tuttavia mostrano di saper interpretare responsabilmente il proprio ruolo.
Il convitto nazionale di Palermo dai Gesuiti a Giovanni Falcone
Gaetano Basile , Giuseppe Cadili
editore: Flaccovio Dario
pagine: 120
Architettura del Novecento. Opere, progetti, luoghi vol. 2-3
a cura di A. Ferlenga , M. Biraghi
editore: Einaudi
pagine: 1770
Nel primo volume della Grande Opera l'attenzione era focalizzata su tutto ciò che riguardava l'architettura senza tuttavia "es
Architetti, scultori e pittori nella Firenze del Quattrocento
Carlo Cresti
editore: Pontecorboli Editore
pagine: 154
La cultura della comunicazione nel piano del centro mondiale di Hendrik Ch. Andersen e di Ernest M. Hébrard
Anna Ciotta
editore: Franco Angeli
pagine: 312
The Creation of a World Centre of Communication (Parigi, 1913), scritto da Hendrik Christian Andersen in collaborazione con l'
Architetture e opere pubbliche a Palermo negli anni della ricostruzione 1943-1962
Valerio Cammarata
editore: Nuova IPSA
pagine: 200
Il libro è frutto di ricerche d'archivio e di consultazione di fonti bibliografiche comprendenti testi specialistici e quotidiani del periodo in esame posto tra i poli temporali dei due Piani regolatori generali della città del 1942 e del 1962. È un arco temporale che costituisce il trait d'union tra quanto si era elaborato, ed in parte realizzato, durante il fascismo e quanto si andò ad attuare negli anni '60. Il periodo è anche quello della riorganizzazione amministrativa e legislativa della Nazione dopo la caduta della dittatura e della conseguente ristrutturazione degli enti pubblici e territoriali: dall'Alto Commissario per la Sicilia, alla Consulta ed allo Statuto autonomistico regionale, passando per le amministrazioni del Comune e della Provincia palermitana e dalla sanità all'edilizia popolare. Due decenni sintomatici per le nuove problematiche e disfunzioni derivanti anche dalla migrazione interna e dall'inurbamento nel capoluogo di un gran numero di persone dai centri della provincia. La riappropriazione, dunque, di dati, fonti conoscitive e notizie degli interventi pubblici del periodo in oggetto dà certamente la possibilità di approfondire e recuperare la conoscenza e la lettura delle vicende che anticiparono o determinarono scelte riguardanti le mutazioni sociali e le mut(il)azioni urbanistiche.
Italian modernisms. Architecture and construction in the twentieth century
Sergio Poretti
editore: Gangemi Editore
pagine: 320
I Corsini tra Firenze e Roma
a cura di S. Prosperi Valenti Rodinò , E. Kieven
editore: Silvana
pagine: 256
Architetture egee. Momenti di culture variegate e premesse alla civiltà greca
Gianluigi Ciotta
editore: Franco Angeli
pagine: 512
Le recenti scoperte archeologiche nella Grecia continentale, a Creta e nelle Cicladi hanno arricchito e modificato le conoscen
Il castello di San Martino in Soverzano
Francesco Ceccarelli , Nadja Aksamija
editore: Bononia University Press
pagine: 135
Il castello di San Martino in Soverzano è uno degli edifici storici più significativi e al tempo stesso sorprendenti del contado bolognese. Nato come edificio fortificato a tutela dei territori di confine tra Bologna e Ferrara, si è poi lentamente trasformato in una originale villa rinascimentale godendo del suo massimo splendore nel XVI secolo quando i suoi proprietari, i Manzoli, decorarono il giardino e gli ambienti residenziali con uno dei più straordinari cicli emblematici dell'Italia del tardo Cinquecento, minuziosamente descritto da un letterato dell'epoca, Giovan Battista Bombello, che ne lasciò dettagliate testimonianze in più manoscritti di stampo encomiastico. La sua architettura, le dimensioni contenute, lo stato di conservazione eccellente, dovuto a un'incessante opera di manutenzione integrata da misurati restauri, consentono di apprezzare un palinsesto singolare e ricco di stratificazioni. Questo studio analizza per la prima volta in dettaglio la complessa storia dell'architettura e delle sue decorazioni, dimostrandone l'eccezionalità non solo per il contesto bolognese, ma per l'intera Italia settentrionale.
