Singoli architetti e studi di architettura
Tutti i libri di Singoli architetti e studi di architettura - Pagina 61
Ionel Schein. Dall'habitat evolutivo all'architecture populaire
Silvia Berselli
editore: Silvana
pagine: 232
Costretto a lasciare Bucarest nel 1948, Ionel Schein (1927-2004) trova asilo politico a Parigi, dove completa la sua formazione di architetto nel contesto della ricostruzione postbellica. Da questo momento la sua biografia si intreccia a quella di alcuni protagonisti della scena architettonica del tempo, come Georges-Henri Pingusson, Le Corbusier, Jean Prouvé e Bruno Zevi. La sua prolifica produzione architettonica - dalla casa isolata ai grands ensembles - è accompagnata da una serie di scritti programmatici che inseriscono la sua riflessione nel dibattito internazionale. Il contributo più originale è insieme progettuale, intellettuale e politico: nel pensiero di Schein, l'architettura moderna è determinata dalle esigenze delle masse, dunque deve essere popolare, flessibile e industrializzata. I suoi progetti sono quindi caratterizzati da un disegno unitario in cui si inseriscono elementi prefabbricati leggeri e da un impianto distributivo capace di evolvere nel tempo insieme alle esigenze degli abitanti.
La vita segreta del Monumento Continuo. Conversazioni con Gabriele Mastrigli
Gabriele Mastrigli
editore: Quodlibet
pagine: 186
Fondato nel 1966 da Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, ai quali si sono poi uniti Gian Piero Frassinelli, Roberto e Alessandro Magris e Alessandro Poli, il Superstudio è stato tra i gruppi più influenti della cosiddetta architettura radicale. Nel clima generale delle neoavanguardie italiane e all'interno di un inedito e intenso campo di forza politico, il Superstudio si sviluppa a Firenze nell'alveo dell'Insegnamento dei tre grandi Leonardo - Benevolo, Ricci e Savioli - in parallelo ad Archizoom, 9999, Ziggurat, UFO, Gianni Pettena e altri ancora. Nonostante l'asciuttezza metafisica delle immagini - forse la critica più dura alle pretese salvifiche del Movimento Moderno - il Superstudio è stato tutt'altro che un gruppo omogeneo. Basti pensare ad Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, che arrivano all'architettura rispettivamente dalla pittura e dalla fotografia, oppure a Gian Piero Frassinelli, che coltivava interessi specifici per l'antropologia. Le conversazioni di Gabriele Mastrigli con i tre protagonisti, realizzate in occasione della Biennale di Venezia diretta da Rem Koolhaas - di cui è noto il debito giovanile nei confronti del gruppo fiorentino -, ripercorrono, ciascuna da un punto di vista differente, l'intero percorso del Superstudio: dalla mostra fondativa Superarchitettura, alle visioni distopiche del Monumento Continuo (1969) e delle Dodici città ideali (1971), sino agli Atti fondamentali (1972-73)...
Saverio Muratori. Il progetto della città. A legacy in urban design
Marco Maretto
editore: Franco Angeli
pagine: 150
Questo lavoro costituisce una prima riflessione intorno ai temi della morfologia e del progetto urbano
Aalto. Ediz. italiana
Peter Gossel , Lahti Louna
editore: Taschen
pagine: 96
Alvar Aalto (1898-1976) ha lasciato un segno unico nel panorama modernista
F.L. Wright. Ediz. italiana
Peter Gossel , Bruce Pfeiffer Brooks
editore: Taschen
pagine: 96
Universalmente riconosciuto come il più grande architetto d'America, Frank Lloyd Wright (1867-1959) è stato un autentico pioni
Leonid Pavlov. Ediz. inglese
a cura di A. Bronovitskaya
editore: Mondadori Electa
pagine: 331
La sua attività attraversa l'intera gittata storica dell'URSS e ne interpreta, sempre con forti tratti di originalità, gli sviluppi architettonici segnati, nelle diverse fasi, da profonde rotture. La fertilità e l'ampiezza della visione intellettuale e creativa, alimentata dal vasti e trasversali interessi culturali e dal rapporto intenso ed organico con le istanze moderniste e il classicismo, spiegano la collocazione peculiare dell'architetto nella vicenda progettuale sovietica della quale è un importante testimone a partire dagli anni Trenta-Quaranta e, senza ombra di dubbio, uno dei principali e imprescindibili protagonisti nel decenni successivi il secondo conflitto mondiale. Avviatosi inizialmente verso gli studi artistici (1922-23), Leonid Pavlov entra quindi nel Vkhutemas nel 1924, e studia architettura tra il 1926 e il 1930 con Aleksandr Vesnin e Ivan Leonidov. Del grande architetto, al quale sarà sempre legato da una profonda amicizia, può essere considerato il principale "erede". La lezione leonidoviana trova riscontro, in particolare, nei progetti architettonici ed urbanistici elaborati da Pavlov negli anni Sessanta-Settanta. Vale a dire la stagione più fertile del "soviet modernism", inaugurata dalla riforma di Khrushchev; stagione segnata da spinte innovative, dal radicalismo progettuale e dalla riscoperta dei pionieri dell'Avanguardia.
Quindici anni di vita e di lavoro con l'amico e maestro architetto Giuseppe Terragni
Luigi Zuccoli
editore: Libria
pagine: 272
Luigi Zuccoli ha lavorato con Giuseppe Terragni praticamente per tutto il corso della sua breve ed intensa carriera, i quindici anni a cui fa riferimento il titolo di questo volume. In questa asciutta autobiografia vengono rievocate, con la precisione del testimone oculare, le vicende che portarono alla costruzione di alcuni capolavori del XX secolo, il Novocomum, la Casa del Fascio di Como, casa Giuliani Frigerio e i retroscena di alcuni progetti che occupano pagine importanti nelle storie dell'architettura, quali i concorsi per il Palazzo del Littorio, il Danteum, il quartiere residenziale di Rebbio. Zuccoli tratteggia con efficacia il clima straordinario della Como di quegli anni, il "Gruppo Como", le figure di architetti quali Lingeri, Asnago, Cereghini, Sartoris; pittori come Radice, Nizzoli e Rho, il loro operare nel quadro delle avanguardie italiane ed europee mentre il vasto dramma della Seconda Guerra Mondiale sconvolge l'Europa, l'Italia e la vita di molti di quei protagonisti. La nuova edizione è completata da saggi di Luca Lanini, Giovanni Menna, Valerio Paolo Mosco, Franco Purini e da un ricordo di Carlo Zuccoli.
Bak Gordon. Architetture abitate. Ediz. italiana e inglese
a cura di F. Tranfa
editore: Mondadori Electa
pagine: 141
"Per lungo tempo gli architetti portoghesi contemporanei hanno rappresentato ai nostri occhi una comunità, prima ancora che una tendenza. Benché ciò dipendesse, anche, dall'esiguità del loro numero, è innegabile che alla base di questa percezione emergesse una sostanziale condivisione degli stili di vita e degli atteggiamenti. All'interno di questa comunità cosi fortemente connotata, nella seconda metà degli anni ottanta Ricardo Bak Gordon ha studiato e intrecciato i primi rapporti di lavoro. Da sempre contrario a un'idea di architettura auto referenziale, effimera o gratuita, Bak Gordon celebra nelle sue architetture la ritualità della vita quotidiana assegnandole spazi e proporzioni adeguati. La casa, come dimostra la sua opera, rappresenta la misura delle cose, l'archetipo al quale si ritorna incessantemente perché l'architettura, tutta l'architettura, è prima di tutto uno spazio abitato. Anche il privato, inteso come nucleo della società, ha per Bak Gordon un valore collettivo, essendo il territorio dell'intimità, ma anche della condivisione. Indipendentemente dalle risorse messe a sua disposizione, dalle condizioni e dalle destinazioni d'uso, il primo pensiero di Bak Gordon è sempre rivolto a chi occuperà quel determinato perimetro, a colui che ne percorrerà gli ambienti, ne percepirà le proporzioni, i materiali, i colori." (Federico Tranfa)
Nicola Maria Pietrocola. Architetto e teorico nel Mezzogiorno preunitario
Lucia Serafini
editore: Gangemi Editore
pagine: 304
L'architetto di cui si parla in questo libro è Nicola Maria Pietrocola, vissuto tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX
Moderne architetture romane. Architetture della scuola romana nel passaggio alla modernità, con particolare riferimento all'opera di Giovanni Battista Milani
Marco Stefano Orsini
editore: Gangemi Editore
pagine: 240
Questo percorso di ricerca intorno al linguaggio architettonico nel secondo ventennio del ventesimo secolo in Italia, prende l
Gaudí. Ediz. italiana
Maria Antonietta Crippa
editore: Taschen
pagine: 96
Dall'imponente Sagrada Família alla scintillante facciata in ceramica della Casa Batlló e all'incantevole panorama del Parc Gü
Lo studio BBPR e Milano
Paolo Brambilla
,
Stefano Guidarini
e altri
editore: Solferino
pagine: 80
Lo studio BBPR, fondato a Milano nel 1932 da Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers, costituisce uno dei primi e più interessanti casi di sodalizio artistico e culturale fondato sul lavoro di gruppo. Questa forma d'intesa operativa si è rivelata un'intuizione fondamentale, che ha permesso di superare la dimensione artigianale dello studio professionale per orientarsi verso una concezione dell'attività dell'architetto basata sull'apporto collegiale come principio metodologico, e capace di affrontare temi sempre più vasti ed eterogenei, dal disegno degli interni alla progettazione paesaggistica. Grazie anche all'impegno culturale dei singoli soci su diversi fronti - la partecipazione ai CIAM e al Movimento di Studi per l'Architettura (MSA), l'insegnamento universitario tra Milano e Venezia, l'attività con le Triennali a partire dal 1933, e la direzione di "Domus" e di "Casabella-Continuità" da parte di Rogers - lo studio diventa, tra gli anni Quaranta e Sessanta, un vero e proprio laboratorio della modernità e un ponte con il dibattito internazionale per la diffusione della cultura progettuale italiana.
Working Through Hiroshima. Arata Isozaki's destructive visions
Antonio Di Campli
editore: Carocci
pagine: 99
Le riflessioni presentate in questo volume riguardano un particolare campo d'indagine definito dall'attrito tra processi di modernizzazione e la persistenza di tradizionali forme di produzione spaziale. In Giappone, sostiene Di Campli, alcuni processi di assorbimento della modernità nelle pratiche del progetto architettonico e urbanistico possono essere osservate analizzando alcune opere e sperimentazioni progettuali prodotte da Arata Isozaki negli anni Sessanta.
Calme bloc. Chartier Dalix. Avenier Cornejo. Ediz. inglese e francese
Sébastien Marot
editore: Actar
pagine: 104
Il Teatro dell'Opera di Jan Frederik Staal ad Amsterdam (1925-1928). Il luogo e il progetto
Alessandro Dalla Caneva
editore: CLEUP
pagine: 102
L'architetto olandese Jan Frederik Staal partecipa nel 1925 ad un concorso nazionale per la costruzione di un teatro dell'Opera nel Museumplein di Amsterdam. Il concorso voluto da una libera società di cittadini amanti della musica è l'occasione per ridefinire il ruolo urbano di un luogo simbolico della città su cui insistono i principali monumenti: il Rijksmuseum, lo Stedelijk Museum, la Concertgebouw. L'esito del concorso consegna nelle mani dell'architetto vincitore Jan Frederik Staal un'opportunità irripetibile che, tuttavia, pur avendo ottenuto un chiaro riconoscimento in un atto formale, non riuscirà a convincere le aspettative di molta parte della comunità ed essere realizzata. Il Museumplein assume con il progetto di Jan Frederik Staal una nuova configurazione, scoprendosi completamente rinnovato nella forma. Appare evidente nella soluzione formale adottata quanto le motivazioni alla base del progetto vincitore siano frutto di una scelta che va oltre le ragioni di uno stringente programma funzionale e siano piuttosto dettate da una volontà più generale di riconfigurare l'intero assetto dell'area. Rispondendo ad un'intenzione condivisa che si fa portatrice degli ideali civili di una comunità, il progetto riconosce nel Museumplein i valori artistico-culturali dell'intera Nazione.
Arturo Mezzedimi. Architetto della superproduzione
Benno Albrecht
,
Filippo De Dominicis
e altri
editore: Guaraldi
pagine: 194
"Forse l'italiano più rappresentativo in Etiopia, da un punto di vista non affaristico ma intellettuale, è l'architetto Arturo Mezzedimi. Alto (1,85), erculeo, bruno, sorridente, lento e sobrio nel parlare, di chi sa quel che dice e ha poco tempo, è un lavoratore infaticabile. Dall'Italia andò nella primavera del '40, diciottenne, ad Asmara a passare qualche settimana presso il padre titolare di una azienda di trasporti. Due mesi dopo cominciò la guerra, e Arturo Mezzedimi vi rimase bloccato." (Giuseppe Faraci) "I ripensamenti, le autocritiche, la quasi sempre presente insoddisfazione alla verifica delle proprie opere, una volta edificate, sono la riprova della forza frenante e deviatoria di certe componenti connesse con la realizzazione pratica. Riprova che, via via, mi ha sempre più convinto di tale assunto, sino a farmi credere che la validità di un operatore architettonico sia da misurare con due parametri: quello della qualità delle singole opere e quello del numero delle realizzazioni. Particolari circostanze fortuite possono essere complici, in certi casi, di superproduzione, come capitato a chi scrive, che si è trovate inserito in un paese agli inizi di una nuova fase di sviluppo quando il susseguirsi di incarichi, e quindi di impegni e poi di risultati, provocarono la sensazione di contribuire concretamente alla costruzione di tale paese". (Arturo Mezzedimi)
Giovanni Michelucci. Lo spazio che accoglie
Fabio Fabbrizzi
editore: EDIFIR
pagine: 139
Il volume raccoglie gli scritti dell'autore su varie tematiche percorse da Giovanni Michelucci nella sua lunga ricerca progett
Progettare per sopravvivere
Richard J. Neutra
editore: Edizioni di Comunità
pagine: 456
Esplorare il rapporto magico tra tutte le scienze umane invece di indagare solo l'ovvio e il contingente
L'unica verità dell'architettura
Le Corbusier
editore: Castelvecchi
pagine: 42
Maestro dell'architettura contemporanea, tra i teorici più brillanti e prolifici del XX secolo, Le Corbusier ci ha lasciato un
Gaudí
Gijs Van Hensbergen
editore: Lindau
pagine: 361
Oggetto di ammirazione appassionata ma anche di sospetto, la figura di Antoni Gaudí (1852-1926) incombe sul XX secolo come que
