Edifici residenziali
Tutti i libri di Edifici residenziali - Pagina 67
Nel segno di Palladio. Angelo Venturoli e l'architettura di villa nel bolognese tra Sette e Ottocento
a cura di A. M. Matteucci , F. Ceccarelli
editore: Bononia University Press
pagine: 288
Edwin Cerio e la casa caprese
Andrea Nastri
editore: CLEAN
pagine: 108
Il libro racconta l'esperienza di Edwin Cerio, raffinato intellettuale, vivace polemista, scrittore, naturalista, ma soprattut
Il vecchio maschio degli Angioini
Marcello Orefice
editore: Edizioni Scientifiche Italiane
pagine: 80
Guida ai castelli d'Italia
editore: Gremese Editore
pagine: 224
I castelli raccolti in questa edizione aggiornata della guida rappresentano quanto di meglio l'Italia sa offrire a tutti i viaggiatori che desiderano sperimentare un'ospitalità fatta di charme e di memoria, di storia e di moderni comfort. Antichi manieri circondati da boschi e vette innevate, fastose residenze di campagna e di collina, bianche masserie del Sud distese tra vigneti e uliveti... ognuna di queste strutture costituisce il frutto di una selezione accurata e rigorosa condotta su tutto il territorio (isole comprese), che ha privilegiato la qualità dei servizi offerti e l'amenità dei luoghi, la competenza professionale dei gestori e la presenza di attrattive nelle vicinanze. Il risultato è condensato in queste pagine interamente a colori, suddivise per regioni e introdotte di volta in volta da sintetiche cartine di riferimento. Composte di foto, presentazione delle strutture e notizie pratiche essenziali (tariffe, periodo di apertura o chiusura, camere fumatori, direzioni da seguire, numeri di telefono, etc.), le schede del volume Castelli d'Italia tratteggiano le coordinate di un'offerta turistica ancora immune dai grandi e anonimi flussi estivi, innovativa, variegata e sorprendente. E la sorpresa in molti casi comincia già dai prezzi, assai più abbordabili di quanto si potrebbe immaginare.
Il progetto delle residenze speciali. Spazi e arredi
a cura di G. Ottolini
editore: Unicopli
pagine: 238
Questo libro restituisce i risultati di una linea di ricerca analitica, storico-critica e di progetto, svolta al Politecnico di Milano sui problemi architettonici e di arredo di residenze destinate a particolari categorie di persone, diverse dai convenzionali nuclei familiari. Esse sono dette comunemente "residenze speciali", ma più propriamente potrebbero dirsi "residenze sociali", per sottolineare l'inadeguatezza del mercato a risolverne i problemi. Sostenuti da diversi operatori economici, socio-assistenziali e culturali, e da aziende produttive artigiane dell'arredo, si propone di realizzare una costellazione di piccoli interventi posti all'interno dei tessuti residenziali della periferia storica, con la conseguente commistione con la restante popolazione, senza segregazioni.
Torri, castelli, rocche, fortezze. Guida a mille anni di architettura fortificata in Toscana
Maurizio Naldini , Domenico Taddei
editore: Polistampa
pagine: 208
La fortezza di Trento. Alla scoperta delle fortificazioni austro-ungariche del monte Bondone
Volker Jeschkeit
editore: Curcu & Genovese Ass.
pagine: 336
Il libro descrive le fortificazioni austriache sul monte Bondone, in particolare quelle costruite fra 1910 e 1915, nonché fortificazioni dell´800, le cosiddette opere di fortificazioni permanenti come il Blockhaus Mandolin, la batteria Candriai, il Blockhaus Dos di Sponde e lo sbarramento stradale Buco di Vela. Il contenuto è diviso in due fasi: la costruzione dei manufatti militari ad opera di Anton Schiesser, direttore del genio militare di Trento fra 1910 e 1914 e la frenetica fase della nuova costruzione della fortezza di Trento guidata da Franz Steinhart, direttore del genio militare austro-ungarico dall'autunno 1914 fino al febbraio 1916, che fece sparire l'intera fortezza sotto la roccia della montagna intorno alla città di Trento. Nel libro si illustrano le tecnologie e le idee strategiche con cui la fortezza di Trento diventò il pilastro della difesa del Tirolo nell´anno 1915. Corredano il volume numerose fotografie che sono il risultato della ricerca storica che l'autore ha attuato sul campo, unitamente al materiale documentario originale proveniente dagli archivi di Stato di Trento e Vienna: disegni e documenti fino ad oggi inediti.
Lo studio di Antonio Canova. Storia e restauro
a cura di L. Donadono
editore: Gangemi Editore
pagine: 79
Questo terzo volume della collana, dedicato ad un edificio particolarmente caro ai romani, conferma l'assunto editoriale di vo
Luxury houses holiday escapes
editore: TeNeues
Palazzo Venezia. Pavimenti maiolicati
a cura di M. S. Sconci
editore: Artemide
pagine: 160
Le raffinate decorazioni dei pavimenti maiolicati di uno dei grandi palazzi nobiliari di Roma splendono adesso più che mai dopo il recente sapiente restauro eseguito da una equipe di architetti, storici dell'arte e restauratori. Il volume, di grande formato e rilegato, dà conto dello stato dell'opera con fotografie storiche, rilievi dei disegni a colori, reintegro finale di tutte le sale interessate; le tavole stampate a colori e verniciate tentano di dare una verosimile rappresentazione della cultura visiva del tempo, dello sfarzo e dell'eleganza di elementi, che se non primari, si integrano a meraviglia con le magnificenze delle grandi sale affrescate di questa dimora papale, oggi museo nazionale. L'autore è Maria Selene Sconci, responsabile delle collezioni del Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, oltre che esperta molto nota di arti applicate e sopratutto di arte della ceramica.
Il palazzo Carignano
a cura di A. Guerrini
editore: Allemandi
pagine: 79
Nato per volere di Emanuele Filiberto di Savoia, il palazzo inaugurò la prima stagione della sua vita distinguendosi come capolavoro di avanguardia stilistica barocca; le scelte architettoniche di Guarino Guarini, le decorazioni degli interni e le importanti collezioni ospitate nel tempo, furono all'origine di un prestigio destinato a crescere ulteriormente nel Settecento con i dipinti dei Galliari l'ampliamento delle scuderie di Filippo Castelli, e il rinnovo del salone d'onore. Quando, conclusa la sua funzione residenziale, l'edificio venne svuotato dei preziosi dipinti e gli arredi messi all'asta, dei fasti sabaudi rimase solo il contenitore. Il palazzo, così trasformato, era pronto per la seconda fase della sua vita che ne vide mutare la funzione in spazio adibito agli organi politici del nascente Stato Italiano. La costruzione dell'ala ottocentesca fu infatti la risposta all'esigenza pratica di trovare uno spazio adeguato a ospitare il Parlamento Italiano. Sfortunatamente, quando nel 1865 la capitale venne trasferita a Firenze, della nuova ala del palazzo erano state costruite solo le fondamenta, e la nuova aula parlamentare non venne pertanto mai utilizzata. Il termine dei lavori di costruzione dell'ala nuova segnò l'inizio della musealizzazione e quindi della terza rinascita di Palazzo Carignano quando, a partire dagli anni trenta del Novecento, le sue sale divennero la sede del Museo del Risorgimento e acquistarono una nuova fisionomia.
La palazzina di Stupinigi
a cura di
C. E. Spantigati
,
E. Ballaira
A. M. Bava
e altri
editore: Allemandi
pagine: 79
I taccuini di Juvarra ci presentano il progetto di un padiglione di caccia al tempo stesso classico, teatrale e perfettamente fuso con il parco circostante. Da questi schizzi nacque la Palazzina di Caccia di Stupinigi, un edificio allo stesso tempo calibrato e capriccioso che anticipa il maturo Settecento dando forma al suo crescente desiderio di vita in villa. Le anime e i volti di Stupinigi sono molti; esso è prima di tutto un edificio di nuova concezione che abbandona gli apparati seicenteschi per scandagliare il nascente gusto settecentesco. Ma è anche fusione di natura e architettura, rifugio all'aria aperta capace di coniugare la stravaganza delle forme e l'ornato dei decori con la geometria del progetto. Infine Stupinigi è il suo giardino e il parco che la circonda, uno dei più spettacolari esempi di arte del giardinaggio. Sublime e naturale, l'idea di Juvarra viene rispettata dai successivi cantieri e si compone anche negli interni, equamente dominati dalla pittura e dall'architettura degli artisti che ci lavorarono e seppero dare molteplici forme alla caccia e al mito di Diana, il filo conduttore decorativo che si dipana attraverso le stanze e raggiunge il suo apice nello scenografico Salone Centrale. L'occhio viene catturato dagli affreschi dei fratelli Valeriani, di Crosato e Van Loo dalle cacce di Cignaroli, dalle decorazioni di Pozzo e Crivelli dagli arredi di Piffetti e dalle sculture di Bernero.
Il Palazzo Reale
a cura di D. Biancolini
editore: Allemandi
pagine: 80
Il Palazzo Reale di Torino nasce come organismo vasto e articolato, quasi una città nella città, con il ruolo di centro del potere e luogo di rappresentanza per la magnificenza sabauda. La storia plurisecolare della prima residenza della dinastia dei Savoia in Italia è raccontata non solo dalla luminosa eleganza della facciata seicentesca, ma anche dallo splendore dei suoi interni: gli sfarzosi appartamenti, i fastosi saloni, i pavimenti a intarsio, le preziose tappezzerie, gli arazzi, i tappeti e i dipinti, le antiche porcellane, i vasi e gli orologi. Ma Palazzo Reale racconta anche più di tre secoli di storia del genio progettuale. La cappella e la galleria della Sindone, innalzate da Guarino Guarini nel 1667, la Scala delle Forbici e la Galleria del Beaumont, realizzate da Filippo Juvarra negli anni venti del Settecento, il Gabinetto Cinese allestito da Benedetto Alfieri, la Sala da Ballo, ideata da Pelagio Palagi nel 1835, costituiscono solo le punte di diamante delle colte e raffinate commissioni architettoniche dei sovrani sabaudi. L'ultima impresa architettonica e decorativa è costituita dal maestoso Scalone d'Onore, innalzato da Domenico Ferri nel 1862: con il trasferimento della capitale il Palazzo perde progressivamente di importanza, fatta eccezione per la breve stagione, nel 1931, in cui vi ebbero residenza i principi di Piemonte Umberto II e Maria José, destinati a essere gli ultimi sovrani d'Italia.
Il palazzo Madama
a cura di E. Pagella , F. Filippi
editore: Allemandi
pagine: 79
Nel cuore della città, Palazzo Madama rappresenta una sintesi perfetta di duemila anni di storia di Torino. Sorto nel I secolo d.C. come una delle porte: di accesso alla città, ha assunto la forma del castello nel corso del Medioevo, fino a trasformarsi in sontuosa residenza barocca nel 1637, quando Maria Cristina di Francia riuscì a sottrarsi alle insidie della Corte trovando rifugio tra le sue mura. La magnificenza architettonica e lo splendore decorativo raggiunsero finalmente il culmine nel corso del XVIII secolo, quando lo status regale acquisito da Vittorio Amedeo II rese necessari i lavori di ammodernamento, magistralmente coronati dalla sontuosa facciata e dal grandioso Scalone di Filippo Juvarra, destinato a diventare una delle più ammirate invenzioni del Barocco europeo. Grazie alla fase di riscoperta e restauro iniziata nel corso del XX secolo e culminai nel 2006 con la riapertura del Museo Civico d'Arte Antica, già fondato nel 1934, Palazzo Madama può nuovamente risplendere in tutta la sua bellezza fra i gioielli architettonici del Piemonte. Dal Lapidario Medievale al prezioso cofano duecentesco del cardinale Guala Bicchieri, dalle opere di Spanzotti al celebre "Ritratto d'uomo" di Antonello da Messina, dalla pittura seicentesca di Gentileschi, alla raffinata arte di Piffetti e ai paesaggi di Cignaroli, Olivero e Graneri, fino alla pregiata collezione di maioliche e porcellane, i capolavori del Museo Civico d'Arte Antica costituiscono un tesoro senza tempo.
Il castello di Rivoli
editore: Allemandi
pagine: 79
Nato nell'XI secolo come castello arroccato sulla collina sovrastante il borgo, le prime testimonianze sull'aspetto dell'edificio descrivono una struttura fortificata composta da una serie di volumi sui quali svetta una torre a pianta quadrata. Il primo grande cambiamento, voluto da Carlo Emanuele I nel XVII secolo, vide impegnati Ascanio Vitozzi e Carlo di Castellamonte in un ambizioso progetto di riplasmazione totale, ma sarà l'incontro tra il neomonarca Vittorio Amedeo II e l'architetto messinese Filippo Juvarra a mutare definitivamente la fisionomia del castello. Purtroppo la scenografica magnificenza del progetto juvarriano non riuscirà mai a vedere la luce perché nel 1734 il cantiere venne fermato e la sua storia proseguì tristemente fra alterne vicende di abbandoni, recuperi, donazioni e occupazioni fino ai giorni nostri. Il piano di recupero, ideato nel 1961 per salvare l'edificio dallo stato di degrado nel quale era stato lungamente abbandonato, diede origine a un nuovo progetto di restauro volto non più al recupero delle vestigia di un'antica civiltà, ma alla creazione di un emblematico spazio dei nostri tempi, nel quale l'antico può essere finalmente risolto attraverso le forme del contemporaneo. Da questa intuizione è iniziata, nel 1984, la seconda vita del Castello di Rivoli come sede del Museo d'Arte Contemporanea.
Palazzo Stampa di Soncino a Milano. Storia di un'architettura milanese
Maria Cristina Loi
editore: Skira
pagine: 160
La storia di uno degli edifici più significativi ed emblematici della città di Milano, il suo ruolo nell'edilizia residenziale
Palazzo Thiene a Vicenza
Fernando Rigon
,
Guido Beltramini
e altri
editore: Skira
pagine: 320
Pubblicato in occasione del cinquecentenario di Andrea Palladio (1508-1580), questo volume è dedicato a palazzo Thiene, opera somma del grande architetto vicentino, definita da Antonio Paolucci un'"antologia paradigmatica del Rinascimento" e "una rosa dei venti" che insieme guarda alla Roma di Raffaello, alla Mantova di Giulio Romano, a Fontainebleau e a Venezia, e alla Firenze di Michelangelo. Il volume, cui hanno contribuito alcuni tra i maggiori ricercatori internazionali oggi impegnati sul fronte degli studi palladiani, risulta un documento di eccezionale portata scientifica e culturale. Esso parte dall'indagine sui fondi archivistici della casata dei Thiene e dai testi di architettura del Cinquecento, e arriva fino alle più recenti scoperte legate all'integrale restauro, condotto nell'ultimo decennio, sull'edificio e i suoi apparati decorativi. Dalle pagine di questo libro emerge in tutta la sua grandiosa unicità della dimora che affascinò Inigo Jones e che già l'estimo vicentino del 1563-1564 definiva "la più bella e adornata che sia in la magnifica città di Vicenza". L'opus magnum che non vide mai la conclusione, costruito per i più ricchi fra i nobili vicentini, monumento al rango e alla potenza di una famiglia imparentata con i Gonzaga di Mantova e in relazione con la corona di Francia, rimase per secoli un modello ammirato e replicato.
Guida ai castelli di Francia
Marie de Castet , Guillaume de Castet
editore: Gremese Editore
pagine: 221
Un volume prezioso per viaggiare in Francia soggiornando in castelli, ville, palazzi, fortezze e abbazie di ineffabile fascino. Informazioni precise e aggiornate, con numeri telefonici, indirizzi, cartine, foto e schede delle dimore controllate e classificate dall'associazione. A cura della Chateaux-France.
Città e cittadelle in età medievale e moderna. Dall'esperienza viscontea al fronte bastionato
Damiano Iacobone
editore: Maggioli Editore
pagine: 308
Città e cittadelle in età medievale e moderna
