Libri di E. Ballaira
Biografia e opere di E. Ballaira
La barca sublime. Il palcoscenico regale sull'acqua. Catalogo della mostra (Torino, 16 novembre-31 dicembre 2012)
a cura di
E. Ballaira
,
S. Ghisolfi
A. Griseri
e altri
editore: Silvana
pagine: 223
Il volume è dedicato al più incredibile e fiabesco dei manufatti di Casa Savoia: il "Bucintoro del Re di Sardegna", l'ultima imbarcazione veneziana originale del Settecento esistente al mondo, recentemente restituita al pubblico dopo una complessa opera di restauro. Questa sontuosa imbarcazione da parata per la navigazione fluviale, ordinata nel 1729 da Re Vittorio Amedeo II di Savoia come vera e propria "Reggia sull'acqua", venne realizzata nei cantieri veneziani su verosimile regìa del celebre architetto di corte Filippo Juvarra. Definibile per tipologia come "Peota", questa imbarcazione è lunga quasi sedici metri e presenta una ricchissima decorazione scultorea ispirata alle divinità marine, nonché raffigurazioni pittoriche nella cabina interna. Il volume accoglie numerosi saggi storico-scientifici che ripercorrono puntualmente le vicende dell'imbarcazione, il contesto in cui venne costruita e la committenza sabauda, nonché la difficile opera di restauro da poco conclusa. Completa il volume una bibliografia aggiornata. Saggi di: Clelia Arnaldi di Balme, Elisabetta Ballaira, Pinin Brambilla, Giovanni Caniato, Alessandra Castellani Torta, Paolo Cornaglia, Stefania De Blasi, Mario Epifani, Silvia Ghisotti, Clara Goria, Andreina Griseri, Angela Griseri, Gianfranco Gritella, Luigi Griva, Giorgio Marinello, Andrea Merlotti, Anna Rosa Nicola, Enrica Pagella, Francesco Pernice, Ugo Pizzarello, Massimo Ravera, Tomaso Ricardi di Netro, Enrico Ricchiardi, Carla Enrica Spantigati...
La palazzina di Stupinigi
a cura di
C. E. Spantigati
,
E. Ballaira
A. M. Bava
e altri
editore: Allemandi
pagine: 79
I taccuini di Juvarra ci presentano il progetto di un padiglione di caccia al tempo stesso classico, teatrale e perfettamente fuso con il parco circostante. Da questi schizzi nacque la Palazzina di Caccia di Stupinigi, un edificio allo stesso tempo calibrato e capriccioso che anticipa il maturo Settecento dando forma al suo crescente desiderio di vita in villa. Le anime e i volti di Stupinigi sono molti; esso è prima di tutto un edificio di nuova concezione che abbandona gli apparati seicenteschi per scandagliare il nascente gusto settecentesco. Ma è anche fusione di natura e architettura, rifugio all'aria aperta capace di coniugare la stravaganza delle forme e l'ornato dei decori con la geometria del progetto. Infine Stupinigi è il suo giardino e il parco che la circonda, uno dei più spettacolari esempi di arte del giardinaggio. Sublime e naturale, l'idea di Juvarra viene rispettata dai successivi cantieri e si compone anche negli interni, equamente dominati dalla pittura e dall'architettura degli artisti che ci lavorarono e seppero dare molteplici forme alla caccia e al mito di Diana, il filo conduttore decorativo che si dipana attraverso le stanze e raggiunge il suo apice nello scenografico Salone Centrale. L'occhio viene catturato dagli affreschi dei fratelli Valeriani, di Crosato e Van Loo dalle cacce di Cignaroli, dalle decorazioni di Pozzo e Crivelli dagli arredi di Piffetti e dalle sculture di Bernero.
