Silvana
Tutti i libri editi da Silvana - Pagina 18
Atlante architetto
editore: Silvana
Il terzo volume dei "Quaderni" raccoglie le riflessioni degli architetti professori che compongono il Consiglio dell'Accademia di architettura di Mendrisio, Università della Svizzera italiana. Non si tratta tuttavia di una consueta esposizione della loro visione disciplinare e pratica professionale. Questi temi sono in diversa misura presenti nei contributi, ma in essi vengono evidenziati soprattutto i riferimenti culturali che l'architetto ritiene più significativi per illustrare la sua personalità. Il termine "atlante" del titolo va dunque inteso come quell'insieme di lezioni formative, curiosità tecnologiche e storiche, esplorazioni estetiche e orientamenti intellettuali che vanno a formare il canone espressivo di ogni architetto.
Terremoti. Origini, storie e segreti dei movimenti della terra
Luca Lupi , Carlo Meletti
editore: Silvana
pagine: 112
Il terremoto è uno degli eventi naturali più spaventosi che il nostro pianeta possa produrre, ma è anche la manifestazione del
Federico Seneca (1891-1976). Sgno e forma nella pubblicità
a cura di
D. Cimorelli
,
M. Mazza
N. Ossanna Cavadini
L. Sansone
e altri
editore: Silvana
pagine: 272
Federico Seneca (1891-1976) è uno dei maestri indiscussi della grafica pubblicitaria del Novecento. Dai manifesti liberty per la stazione balneare di Fano, sua città d'origine, approda a una visione futurista e all'Art déco, per giungere poi, con l'inizio degli anni cinquanta, a una moderna sintesi delle forme. Durante la sua carriera collabora con le più innovative aziende del tempo: Perugina, Buitoni, Rayon, Cinzano, Talmone, Stipel, Panettoni Sala, Salchi, Lane BBB, Agip e Ramazzotti. Viene qui presentata un'ampia selezione dei suoi lavori: manifesti, grafiche, insegne, loghi e le sculture in gesso utilizzate come bozzetti per le figure che animavano le sue pubblicità.
Giuro
Enrico Baleri
editore: Silvana
pagine: 304
Enrico Baleri, imprenditore, designer, comunicatore, nonché affabulatore, esibizionista e narcisista anche se timido e schivo
Il Vittoriale degli italiani
Marco Beck Peccoz , Giordano Bruno Guerri
editore: Silvana
pagine: 160
Il Vittoriale degli Italiani, la cittadella monumentale costruita da Gabriele d'Annunzio a Gardone Riviera sulla riva brescian
Il Vittoriale degli italiani. Ediz. inglese
Marco Beck Peccoz , Giordano Bruno Guerri
editore: Silvana
pagine: 160
Il Vittoriale degli Italiani, la cittadella monumentale costruita da Gabriele d'Annunzio a Gardone Riviera sulla riva brescian
Società Antonio Volpe. Il design italiano sfida la Gebrüder Thonet. Ediz. italiana e inglese
Giovanni Renzi , Manuela Lombardi Borgia
editore: Silvana
pagine: 144
Per molti decenni, sedie, dondoli, divani e mobili realizzati dalla società Antonio Volpe di Udine tra Otto e Novecento, sono stati erroneamente attribuiti alle manifatture delle più celebri industrie austriache dell'epoca, quali la Gebrüder Thonet o la Jacob & Josef Kohn. Bellezza, perfezione e originalità di quei modelli - realizzati con la tecnologia della curvatura a vapore del legno - erano invece frutto della creatività di una piccola industria friulana che, nata nei primi anni ottanta dell'Ottocento come produzione di sedie comuni, aveva successivamente arricchito e perfezionato il suo catalogo, tanto da competere con gli elegantissimi arredi d'oltralpe. Gli eventi bellici del Novecento, uniti a tormentate vicissitudini familiari hanno cancellato tracce e memoria di questa realtà, la cui storia viene per la prima volta ricostruita nelle pagine di questo volume. Il libro presenta i modelli più importanti realizzati dalla società Antonio Volpe - alcuni presenti oggi nelle collezioni di importanti musei internazionali - e pubblica i cataloghi storici del 1900, 1922 e 1939, contribuendo a fare luce su un capitolo importante ma sconosciuto della storia del design.
Agrandir le monde. Cartes géographiques et livres de voyage (XVe-XVIIIe siècle)
a cura di É. Dreyfus
editore: Silvana
pagine: 96
Palazzo Madama. Studi e notizie. Rivista annuale del Museo Civico d'Arte Antica di Torino
editore: Silvana
pagine: 120
Questo numero 3 di Palazzo Madama. Studi e notizie, pubblicato a due anni di distanza dal precedente, raccoglie contributi che sono frutto di "scavi" approfonditi nelle collezioni, ma che offrono anche una significativa apertura su orizzonti più ampi e internazionali, derivati dalla collaborazione con l'Ermitage di San Pietroburgo. Il dossier infatti, cui è dedicato ampio spazio, approfondisce la biografia e alcuni capolavori di Alexander Basilewsky (1829-1899), oggetto di un'importante mostra tenutasi nel 2013 a Palazzo Madama, che ha offerto lo spunto per l'approfondimento delle tematiche trattate in queste pagine, e che testimonia la virtuosa collaborazione fra i due enti.
Mario Bellini architetto. Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 312
Mario Bellini (Milano, 1935) è un architetto e designer conosciuto in tutto il mondo. Ha ricevuto il Premio Compasso d'Oro otto volte e venticinque delle sue opere sono nella collezione permanente del MoMA di New York. Dal 1980 si è dedicato prevalentemente all'architettura e proprio ai progetti realizzati in questo campo è dedicata questa ricca monografia, che ripercorre tutte le sue più importanti realizzazioni: tra queste figurano, solo per citarne alcune, il Quartiere Portello di Fiera Milano, il Tokyo Design Centre in Giappone, l'America Headquarters di Natuzzi negli Stati Uniti, la National Gallery of Victoria a Melbourne, gli Headquarters della Deutsche Bank a Francoforte, il Museo di Storia della Città di Bologna, l'edificio per il Dipartimento delle Arti Islamiche al Louvre di Parigi, e il nuovo Centro Congressi di Milano, il più grande d'Europa. Un giro del mondo attraverso edifici, musei, complessi fieristici, concorsi internazionali e allestimenti di grandi mostre, e insieme, un viaggio a ritroso nel tempo dal 2016 al 1960, per riavvolgere il "filo rosso" che lega il lavoro di questo architetto milanese, da sempre impegnato con uguale successo in tutte le scale del progetto. Un "filo rosso" che rende evidente un approccio all'architettura come "fatto complesso" e mai ripetitivo, lontano da una visione puramente di "immagine" del mestiere. Il volume è introdotto da una prefazione dello storico inglese dell'architettura Kenneth Frampton.
Giosetta Fioroni. Roma anni '60. Catalogo della mostra (Catanzaro, giugno-agosto 2016). Ediz. italiana e inglese
a cura di M. Meneguzzo , P. Mascitti
editore: Silvana
pagine: 360
La vita, gli incontri, le opere di una grande stagione dell'arte italiana, attraverso il percorso creativo di Giosetta Fioroni
Les vies des châteaux. De la forteresse au monument
Elodie Kohler , Hélène Maurin
editore: Silvana
pagine: 308
Warm modernity. Indian architecture. Building democracy
Maddalena D'Alfonso
editore: Silvana
pagine: 223
Carlo Scarpa per la sede della Banca Popolare di Verona. Ediz. italiana e inglese
a cura di A. Di Lieto , V. Rossetto
editore: Silvana
pagine: 240
Negli anni della maturità, Carlo Scarpa (Venezia, 1906 - Sendai, 1978) trova nell'istituto bancario veronese un committente ideale che gli consente di realizzare un'opera estremamente complessa, una delle poche di nuova costruzione da lui realizzate. Nell'organismo architettonico ogni parte è definita con acribia attraverso numerosi disegni; in particolare, le facciate sono un costante riferimento all'architettura antica e al tempo stesso presentano un lessico estremamente moderno coniugato alla cura assoluta del dettaglio. Il volume narra la genesi della fabbrica e il contributo dei collaboratori - in primis Arrigo Rudi - che, dopo l'improvvisa scomparsa del Maestro in Giappone, hanno condotto a termine l'edificio, e documenta il recente restauro delle facciate (2013-2014), diretto da Walter Rossetto.
La logica dell'approssimazione, nell'arte e nella vita
a cura di A. Colonetti , G. Dorfles
editore: Silvana
pagine: 176
"Viviamo in mezzo all'approssimazione, diremmo quasi che senza approssimazione la nostra vita diventerebbe impossibile, e ancora maggiormente la nostra arte"; così scriveva Gillo Dorfles a margine del famoso convegno, organizzato in Triennale nel 1951, dedicato a De Divina Proportione, dove erano presenti, tra gli altri, Le Corbusier, Giedon, Rogers, Nervi e Zevi. Cosa è cambiato oggi, rispetto al tema introdotto da Dorfles, centrale nel rapporto tra il progetto e l'opera? Trasformazioni produttive, nuovi materiali, tecnologie avanzate hanno modificato il modo di progettare il mondo. Da sempre Dorfles, dagli anni '50 ad oggi, ha messo al centro della sua ricerca la relazione tra la dimensione estetica e l'esistenza empirica delle cose. Il volume propone così un percorso all'interno dell'approssimazione, con opere di Basilico, Botta, Cage, Colin, Damiani, Devecchi, Duchamp, Ferrari, Filliou, Fiorucci, Gambardella, Iliprandi, Manzoni, Marchesi, Meda, Milani, Mulas, Origoni, Piano, Pomodoro, Santachiara, Studio Azzurro, Vautier, accostati ad alcuni oggetti della vita quotidiana apparentemente banali, forse approssimativi, ma fondamentali per vivere: dal semplice metro alla matita, dal Post-It alla scopa fino ad arrivare alla falce. La logica dell'approssimazione consente, soprattutto oggi, l'evoluzione degli oggetti quotidiani, ma anche i nuovi linguaggi dell'arte.
Sempering. Process and pattern in architecture and design. Ediz. italiana
editore: Silvana
pagine: 224
Prendendo spunto da alcuni principi studiati dal celebre architetto Gottfried Semper, il volume indaga la produzione progettuale contemporanea - sia nel campo dell'architettura, sia del design -, individuando otto pratiche di lavorazione e trasformazione - ovvero Sempering - messe in relazione con altrettante azioni che la mente, la mano o la macchina operano sulla materia: impilare, o l'azione del muratore; intrecciare, o l'azione dell'impagliatore e del tessitore; plasmare, o l'azione del fonditore e dello scultore; connettere, o l'azione del carpentiere di legno o metallo; piegare, o l'azione del lattoniere; disporre, o l'azione del piastrellista e dell'assemblatore di elementi; incidere, o l'azione del decoratore e dell'intagliatore; soffiare, o l'azione del vetraio. Si tratta di tecniche di unione e metamorfosi degli elementi che compongono le architetture e i prodotti di design contemporaneo, e al contempo archetipi di "pattern" compositivi diversi, che fondano una sorta di "decorazione astratta".
Manifesti. La velocità nella pubblicità italiana (1890-1955)-Posters. Speed in italian advertising (1890-1955)
Anna Villari , Dario Cimorelli
editore: Silvana
pagine: 239
Un inarrestabile flusso di energia serpeggia con vigore nella cultura europea e italiana di inizio Novecento. A fare da portavoce di questo clima in Italia, fino all'apoteosi, sono Gabriele d'Annunzio, Filippo Tommaso Marinetti e tutti quegli artisti e intellettuali che hanno segnato in modo spesso esasperato e fragoroso il panorama dell'arte dei primi decenni del secolo, desiderosi di abbandonare la cultura tradizionale, ormai ritenuta stantia e immobile, e di registrare l'irrompere nella vita del loro tempo delle nuove forme, dei nuovi oggetti, delle nuove abitudini della modernità. Una modernità il cui passo, il cui ritmo deve essere aggressivo, sicuro, in una parola veloce. L'automobile, vero e proprio oggetto di una deflagrante rivoluzione industriale e sociale, è protagonista indiscussa dell'entusiasmo modernista. E insieme a essa piroscafi, locomotive, aeroplani, robot, inauditi e rapidissimi mezzi di comunicazione vanno a popolare un sempre più diffuso immaginario avveniristico, che si riflette nella nascente comunicazione pubblicitaria. Manifesti, locandine, dépliant, riviste illustrate, a cui si riconosce forza di comunicazione e penetrazione capillare, sono il veicolo di propaganda commerciale adatto a reclamizzare i ritrovati e i prodotti della modernità; ma sono anche punto di comunicazione tra produzione industriale e un'arte di consumo dedicata alle nuove masse metropolitane, diventando spesso uno spregiudicato campo di sperimentazione.
Hecho en Cuba. Il cinema nella grafica cubana. Manifesti dalla collezione Bardellotto. Ediz. italiana e inglese
a cura di L. Bardellotto , P. De Mattio
editore: Silvana
pagine: 256
Il manifesto cinematografico rappresenta una delle migliori e più conosciute forme d'arte cubana. È la massima espressione della passione presente nell'isola nei confronti della pellicola: un rapporto indissolubile che lega ogni film o documentario al suo corrispettivo Cartel de Cine. Contemporaneamente strumento di propaganda e opera grafica, ha permesso a generazioni di disegnatori di sprigionare il proprio potenziale creativo liberamente, avendo come unico limite il formato (51x76 cm) e la tecnica (la stampa serigrafica). Il volume presenta oltre 220 opere della miglior cartellonistica cubana proveniente dalla Collezione Bardellotto. Manifesti rari ed esemplari unici di immagini, spesso accompagnate da bozzetti preparatori mai esposti in precedenza, ricostruiscono l'intera stagione creativa, compresa fra la rivoluzione castrista del 1959 e i giorni nostri, di una delle scuole grafiche più prestigiose e rinomate del mondo.
