Libri di A. Di Lieto
Biografia e opere di A. Di Lieto
Carlo Scarpa. Vetri e disegni 1925-1931. Catalogo della mostra (Bologna, 23 novembre 2019-29 marzo 2021)
a cura di
M. Barovier
,
A. Di Lieto
K. Bertolaso
e altri
editore: Franco Cosimo Panini
pagine: 120
Una suggestiva esposizione dedicata all'Archivio Carlo Scarpa, di cui, Castelvecchio, nella Torre sud-est, custodisce alcune c
Carlo Scarpa per la sede della Banca Popolare di Verona. Ediz. italiana e inglese
a cura di A. Di Lieto , V. Rossetto
editore: Silvana
pagine: 240
Negli anni della maturità, Carlo Scarpa (Venezia, 1906 - Sendai, 1978) trova nell'istituto bancario veronese un committente ideale che gli consente di realizzare un'opera estremamente complessa, una delle poche di nuova costruzione da lui realizzate. Nell'organismo architettonico ogni parte è definita con acribia attraverso numerosi disegni; in particolare, le facciate sono un costante riferimento all'architettura antica e al tempo stesso presentano un lessico estremamente moderno coniugato alla cura assoluta del dettaglio. Il volume narra la genesi della fabbrica e il contributo dei collaboratori - in primis Arrigo Rudi - che, dopo l'improvvisa scomparsa del Maestro in Giappone, hanno condotto a termine l'edificio, e documenta il recente restauro delle facciate (2013-2014), diretto da Walter Rossetto.
Verona. Carlo Scarpa and Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Piero Gazzola. Una strategia per i beni architettonici nel secondo Novecento
a cura di A. Di Lieto , M. Morganti
editore: Cierre edizioni
pagine: 388
Carlo Scarpa, Sandro Bagnoli. Il design per Dino Gavina. Ediz. italiana e inglese
a cura di A. Di Lieto , S. Bagnoli
editore: Silvana
pagine: 165
La vicenda narrata in queste pagine, finora inedita, ricostruisce il rapporto tra uno dei maggiori architetti del XX secolo e un imprenditore visionario e illuminato. Fu il bolognese Dino Gavina a coinvolgere Carlo Scarpa nella progettazione di mobili in piccola serie e ad affiancargli Sandro Bagnoli, per assisterlo nel portare a compimento i progetti secondo specifiche esigenze di produzione industriale. Per Scarpa, formatosi all'Accademia di Belle Arti e poi a lungo coinvolto, con altissimi risultati, nel lavoro delle vetrerie di Murano, l'attenzione all'oggetto era connaturata e fu stimolata da questa sfida: un'occasione di ricerca sul piano creativo, tecnico, economico e culturale per progettare quelle architetture "in piccolo", che sono i mobili da lui realizzati, ed elaborare molteplici idee rimaste in forma di appunto. Il volume analizza nel dettaglio la genesi dei tavoli Sarpi e Florian, della libreria Rialto e del letto Toledo, ancora oggi prodotti, e di altri pezzi rimasti "in bozza" attraverso un'accurata documentazione grafica e saggi di approfondimento, corredati da un Abaco dei mobili progettati da Scarpa ed editati da Simon e da Bernini tra 1968 e 1979. Testi di Tobia Scarpa, Paola Marini, Margherita Guccione, Elena Tinacci, Alberto Bassi, Sandro Bagnoli, Elena Brigi, Alba Di Lieto, Andrea Masciantonio, Ketty Bertolaso, Rita El Asmar.
Vérone. Carlo Scarpa et Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa und Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa y Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa e Castelvecchio. Ediz. portoghese
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa e Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
