Adelphi: Biblioteca scientifica
Tutti i libri della collana Biblioteca scientifica
La prima luce. L'accensione delle stelle all'alba del tempo
Emma Chapman
editore: Adelphi
pagine: 301
«Era oscura»: così gli scienziati hanno definito quella fase nella vita dell'universo (all'incirca entro il suo primo miliardo
Perché moriamo. La nuova scienza dell'invecchiamento e la ricerca dell'immortalità
Venki Ramakrishnan
editore: Adelphi
pagine: 348
La consapevolezza della caducità dell'esistenza è una caratteristica esclusivamente umana, così come la capacità di elaborare
Costruire la vita. Quattro miliardi di anni dai fossili al DNA
Neil Shubin
editore: Adelphi
pagine: 296
Quando nel 1986, durante una serie di lezioni sui «grandi enigmi dell'evoluzione», vede proiettata una diapositiva in cui un p
L'universo in una scatola. Una nuova storia del cosmo
Andrew Pontzen
editore: Adelphi
pagine: 282
«L'universo non cambia molto nell'arco di una vita umana, ciò che sappiamo dell'universo invece sì»
Il pulcino di Kant
Giorgio Vallortigara
editore: Adelphi
pagine: 162
«Quando si ragiona sui temi dell'origine della conoscenza è difficile liberarsi dell'argomento, in apparenza decisivo, a favor
La fonte nascosta. Un viaggio alle origini della coscienza
Mark Solms
editore: Adelphi
pagine: 504
Come può l'attività del cervello dar luogo alla coscienza? Il filosofo della mente David Chalmers lo ha definito il «problema
Quanti di spazio. La gravità quantistica a loop e la ricerca della struttura dello spazio, del tempo e dell'universo
Jim Baggott
editore: Adelphi
Il suo acronimo (lqg) suona come uno dei tanti, criptici e intimidatori, che gremiscono la fisica contemporanea
Discreto e continuo. Storia di un errore
Paolo Zellini
editore: Adelphi
pagine: 406
«A partire dalla Grecia, la scienza è una sorta di dialogo fra il continuo e il discreto» scriveva Simone Weil
Quello di cui la natura non ha bisogno. Linguaggio, mente ed evoluzione
Derek Bickerton
editore: Adelphi
pagine: 477
Noto per aver formulato, in parallelo a Darwin, una teoria evoluzionistica «per selezione naturale», Alfred Wallace ne cogliev
Quando la Terra aveva due lune. La storia dimenticata del cielo notturno
Erik Asphaug
editore: Adelphi
pagine: 445
Lungo la millenaria storia dell'astronomia, la misteriosa genesi della Luna ha suscitato teorie tra le più ammalianti e vision
La macchina del gene. La gara per decifrare i segreti del ribosoma
Venki Ramakrishnan
editore: Adelphi
pagine: 348
Tutto comincia la sera del 17 maggio 1971, quando un diciannovenne indiano, Venkatraman (Venki) Ramakrishnan, sbarca all'aerop
Il prigioniero libero
Giuseppe Trautteur
editore: Adelphi
pagine: 144
Tutti i nostri codici, sotto tutti i regimi, si basano sul principio di responsabilità e di libera scelta
Massa. L'origine della materia dall'atomo dei greci alla meccanica quantistica
Jim Baggott
editore: Adelphi
pagine: 288
Quando abbiamo in mano un oggetto, per esempio questo libro, ne sperimentiamo in primo luogo la consistenza materiale, ovvero
Inquietanti azioni a distanza
George Musser
editore: Adelphi
pagine: 348
«L'universo» scrive George Musser introducendo la sua sorprendente incursione nelle acquisizioni della fisica contemporanea «è
Lo strano ordine delle cose. La vita, i sentimenti e la creazione della cultura
Antonio R. Damasio
editore: Adelphi
pagine: 352
Come e perché sono sorte le culture? Come si spiega lo sviluppo di pratiche, strumenti e idee quali le arti, l'indagine filosofica, le regole morali e le fedi religiose, la giustizia, i sistemi di governo, l'economia, la tecnologia e la scienza? Perlopiù si risponde a questa domanda invocando una caratteristica peculiare della nostra specie, il linguaggio verbale, insieme ad altri tratti quali l'elevato grado di socialità e un intelletto superiore. Una spiegazione a prima vista ragionevole, eppure carente, giacché trascura il ruolo che i sentimenti e le emozioni svolgono nel motivare le azioni individuali e collettive che danno origine alle culture. Ma c'è di più: se negare a mammiferi e uccelli i sentimenti collegati all'emozionalità, e quindi la coscienza, è tesi ormai insostenibile, ci aspetteremmo tuttavia che pratiche e strumenti culturali fossero possibili, data la loro complessità, solo iti creature molto evolute, dotate di una mente e di una organizzazione cerebrale di livello superiore. Non è così. I sentimenti traggono infatti il loro potere da un principio di regolazione della vita, l'omeostasi, che è riscontrabile in ogni organismo e che gli consente non solo di perdurare, ma di prosperare. Essa è il filo invisibile che unisce le nostre menti al brodo primordiale in cui la vita ebbe inizio. Scopriamo così, non senza stupore, che i batteri, organismi unicellulari privi di mente e di cervello, hanno regolato per miliardi di anni la propria esistenza seguendo uno schema automatico che prefigura comportamenti usati dagli esseri umani nella costruzione delle culture, incluse forme avanzate di socialità e di cooperazione. Se le cose stanno così, l'inconscio umano affonda le radici più in profondità e più lontano di quanto Freud e Jung abbiano mai immaginato.
Origini. La storia scientifica della creazione
Jim Baggott
editore: Adelphi
pagine: 448
È possibile tracciare in un'unica, serrata narrazione la «storia materiale» dell'universo dal big bang all'evoluzione della co
Il duello dei neurochirurghi
Sam Kean
editore: Adelphi
pagine: 456
Il 30 giugno 1559, nel corso di una giostra cavalleresca, il re di Francia Enrico II viene colpito alla testa dal conte di Montgomery: morirà una decina di giorni dopo, nonostante convergano e 'duellino' nell'assisterlo un grande chirurgo militare come Ambroise Paré e un grande anatomista come Andrea Vesalio. Innesco del nuovo libro di Sam Kean, l'episodio segna anche l'avvio della moderna parabola neuroscientifica. Intrecciando le odissee di pazienti 'memorabili' (psicopatici assassini di presidenti americani e gemelle siamesi, ma anche tanti uomini e donne comuni) con le arditezze sperimentali dei medici che li hanno studiati e curati, Kean mostra i nessi profondi tra ogni 'caso' della galleria e uno specifico aspetto neurocognitivo. Ad esempio, tra il capitano George Dedlow - reduce della guerra civile privo di un braccio e delle gambe - e la percezione allucinatoria degli «arti fantasma»; tra la malattia kuru dei Papua - causata dal consumo rituale dei cervelli dei cadaveri - e le sindromi neurodegenerative a noi più familiari; tra i pazienti epilettici di Roger Sperry (ai quali viene rescisso il corpo calloso) e le «competenze» emisferiche, tuttavia compensate dalle stupefacenti rimodulazioni funzionali operate dalla plasticità neurale. Come nei libri di Oliver Sacks, a impressionare è la vastità del ventaglio adattativo con cui il nostro assetto cerebrale può ridisegnare - rispondendo a una varietà di danni e traumi, lesioni estese o selettive - la sua interazione con il mondo circostante.
Cervelli che contano
Giorgio Vallortigara , Nicla Panciera
editore: Adelphi
pagine: 191
Se vediamo uno stormo di uccelli "per un secondo o forse meno" - come nel famoso apologo di Borges nell'"Artefice" -, non siamo in grado di stabilire il numero esatto di volatili: possiamo però stimarne approssimativamente l'ampiezza, giudicare se lo stormo è più grande o più piccolo rispetto a un altro. Muovendo da questo elegante esempio letterario, Giorgio Valortigara e Nicla Panciera ci introducono alla scoperta che la successione dei numeri interi, la cosa più intuitivamente discreta, è rappresentata nel cervello da quantità continue, affette da caratteristico "rumore". Queste due modalità, discreta e continua, sono riconducibili a una "qualità sensoriale primaria" che risponde al numero come agli altri stimoli visivi o acustici. In altre parole, ci sono nel cervello neuroni selettivamente sensibili alla numerosità degli oggetti a prescindere dalla loro grandezza, forma o posizione, e responsabili di un "senso del numero" analogo a quello dello spazio e del tempo. Dispiegando varie prove sperimentali che vanno dall'analisi del comportamento fino a quella dell'attività dei singoli neuroni, gli autori da un lato mostrano l'esistenza di innate capacità matematiche in un ventaglio sorprendentemente ampio di specie, e dall'altro, sul versante specificamente umano, ricostruiscono il passaggio storico-culturale che ha portato Homo sapiens all'elaborazione dei numeri astratti in parallelo a quella delle lettere dell'alfabeto.
Il bosone di Higgs. L'invenzione e la scoperta della «particella di Dio»
Jim Baggott
editore: Adelphi
pagine: 259
Tra i tanti oggetti pervasivi ed elusivi che affollano la dimensione invisibile del mondo subatomico, il "bosone di Higgs" è stato il più pervasivo ed elusivo: quella particella era l'elemento cruciale che mancava a completare il puzzle del Modello Standard, perché conferiva massa a tutte le altre particelle elementari, un enigma rimasto altrimenti insoluto. Quando finalmente il 4 luglio 2012 il CERN ne ha annunciato la verifica sperimentale, la "particella di Dio" (come un fisico l'ha temerariamente denominata) ha attirato su di sé i riflettori dell'attenzione mediatica mondiale. Affrontando l'intera questione con un rigore che ne acuisce la densità intellettuale e la vertigine tecnologica, Jim Baggott segue due percorsi paralleli. Non solo, infatti, ne ricostruisce la genesi teorica, ma ripercorre tutte le stazioni di avvicinamento all'eclatante risultato di Ginevra: il legame tra i primi acceleratori degli anni Venti e le collisioni di particelle nei raggi cosmici; la messa a punto del ciclotrone da parte di Lawrence; il contributo di Van der Meer, il cui metodo di "raffreddamento stocastico" ha permesso al gruppo di Rubbia l'individuazione dei bosoni W e Z, decisivi per arrivare alla scoperta del bosone di Higgs; e le svolte successive del LEP (Large Electron-Positron Collider) e dell'ormai leggendario LHC (Large Hadron Collider), che con i suoi 1600 magneti superconduttori ha permesso di sviluppare energie senza precedenti. Prefazione di Steven Weinberg.
Salti quantici
Jeremy Bernstein
editore: Adelphi
pagine: 202
"Chiunque non ne resti sconvolto incontrandola per la prima volta evidentemente non l'ha capita" diceva della meccanica quanti
