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Il cervello alla rovescia. Una rivoluzione copernicana per le neuroscienze

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Il cervello alla rovescia. Una rivoluzione copernicana per le neuroscienze
Titolo Il cervello alla rovescia. Una rivoluzione copernicana per le neuroscienze
Autore
Traduttore
argomento
Collana Psiche e coscienza
Editore Astrolabio Ubaldini
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 522
Pubblicazione 2026
ISBN 9788834019184
Carta del docente Carta Cultura Giovani Carta della Cultura Acquistabile con Carta del docente, Carta Cultura Giovani o Carta della Cultura
 
Disponibile dal 23-10-2026
42,00 €

 
I concetti psicologici che usiamo per descrivere il comportamento umano, come 'mente', 'coscienza', 'memoria', 'attenzione', 'emozione', sono artefatti creati dall'uomo e dotati di senso tramite un uso collettivo condiviso: sono prodotti umani. Ha senso andare a cercare dei 'corrispettivi organici' (cerebrali) di un concetto? È ciò che proponeva Gall con la frenologia, ma è anche quello che fanno quasi sempre, mutatis mutandis, le ricerche neuroscientifiche attuali. La maggioranza dei neuroscienziati sceglie un concetto psicologico e decide di studiare quell'aspetto individuando i meccanismi cerebrali a cui è correlato. Ma perché dovremmo aspettarci che i vari termini del nostro vocabolario proposti e creati da filosofi e psicologi nel corso della storia, con tutte le vicissitudini semantiche che hanno attraversato in centinaia, e a volte migliaia di anni, siano rappresentabili su una mappa cerebrale? Cercare le corrispondenze tra un termine immaginato e l'attività cerebrale non può essere la strategia giusta per comprendere il cervello. Buzsáki propone di rovesciare questo modo di procedere: non i termini inventati dall'uomo, ma il funzionamento cerebrale è la variabile indipendente da spiegare, ossia il suo coordinamento con l'attività e la facoltà cognitiva dell'animale uomo. L'orizzonte epistemologico delle neuroscienze tradizionali è un modello che si ispira alla filosofia empirista, in cui i segnali arrivano al cervello dall'esterno: i circuiti neuronali li registrano, li elaborano e una qualche (misteriosa) parte del cervello decide se generare o no una risposta motoria. In questo orientamento 'dall'esterno verso l'interno', il cervello è fondamentalmente un apparato passivo, la cui mansione principale è quella di percepire e valutare gli input sensoriali ('rappresentare' il mondo esterno), e decidere se e come agire. La tesi centrale di questo libro, invece, è che il cervello è un sistema auto-organizzato, con connettività e dinamiche preesistenti, il cui lavoro principale è quello di generare azioni ed esaminare e predire le loro conseguenze. In questa ipotesi, che 'rovescia' l'operatività del cervello ('dall'interno verso l'esterno'), gli output cerebrali, rispecchiati dalle azioni dell'individuo, interagiscono con i segnali in entrata e così conferiscono a un pattern cerebrale altrimenti privo di significato un senso per l'organismo. Un loop azione-percezione apprende a trovare un senso agli input sensoriali: la percezione è quel che facciamo.
 

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