Singoli architetti e studi di architettura
Tutti i libri di Singoli architetti e studi di architettura - Pagina 133
Franco Lani. 20 disegni di case popolari. Ediz. italiana e inglese
a cura di A. Branzi
editore: Polistampa
pagine: 24
I venti disegni riprodotti in quadricromia e raccolti in questa cartella si riferiscono a progetti di edilizia residenziale pu
Architetti e designer giapponesi dallo studio Mangiarotti. Ediz. italiana e inglese
Ingrid Paoletti
,
Anna Mangiarotti
e altri
editore: Maggioli Editore
pagine: 272
Scopo di questo libro è quello di raccogliere la memoria di una lunga e proficua collaborazione, raccontare, attraverso le lor
Marco Ciarlo Associati. Architetture, luoghi e paesaggi
Marco Mulazzani
editore: Mondadori Electa
pagine: 188
Marco Ciarlo (Savona 1961) si è laureato presso la Facoltà di architettura di Genova ed ha iniziato l'attività di architetto nel 1988. Dal 1993 collabora con gli architetti Fabrizio Melano (Savona 1968) e Giampiero Negro (Savona 1968), con i quali fonda, nel 2004, lo studio marcociarloassociati. Il percorso di formazione di Ciarlo è caratterizzato da diverse esperienze tra cui quella, importantissima, dell'educazione e della pratica artistica: un'attività di ricerca sull'immagine e sulla materia - ad esempio, nelle collaborazioni con i maestri vetrai di Altare (SV) - che ha a lungo affiancato e che alimenta tuttora la sua attività professionale. Quest'ultima si contraddistingue per un discreto numero di opere realizzate - fatto inusuale per un architetto italiano della sua generazione - che intrecciano continuamente diversi campi di intervento: progetti di rigenerazione di luoghi urbani e paesaggistici, recuperi di edifici storici e rifacimenti di manufatti obsoleti, riconfigurazioni di interni e costruzioni ex novo. Si tratta spesso di opere di dimensioni contenute e, sino ad ora, concentrate in un'area geografica in cui lo studio marcociarloassociati è radicato, ma proprio per questo di grande interesse perché consentono di apprezzare il metodo coerente che ne guida il lavoro. L'architettura è sempre la risoluzione di un problema di spazio che trova concretezza nel dialogo con la materia.
Luciana Rattazzi. Ediz. italiana e inglese
a cura di E. Burlando
editore: Forma Edizioni
pagine: 104
Luoghi dell'abitare. Tham & Videgård Arkitekter. Ediz. italiana e inglese
a cura di R. Butini
editore: Libria
pagine: 184
Il volume presenta il lavoro dello studio svedese Tham & Videgård Architekter con una raccolta di progetti dedicati al tema
Appunti sul costruire. Attualità di Giuseppe Pagano
Claudio Sangiorgi
editore: Maggioli Editore
pagine: 154
La tecnologia, insieme all'immagine mediatica, è la grande protagonista dell'architettura contemporanea, quale essa diffusamen
Modernità ai margini. Ettore Stella. 1915-1951
Luigi Acito
editore: Mondadori Electa
pagine: 121
Tra i protagonisti della stagione più affascinante e vivace dell'urbanistica e dell'architettura nella Matera del dopoguerra, Ettore Stella, architetto materano, testimonia, con le sue opere e i suoi progetti, il clima e lo spirito di rinnovamento e di riscatto che animava a quel tempo la città dei Sassi. Laureatosi presso la Facoltà di Architettura di Roma, dopo gli anni della guerra e un periodo di apprendistato nello studio romano di Vincenzo Monaco e Amedeo Luccichenti, Stella fa ritorno a Matera per portare il suo contributo professionale e umano alla rinascita della città. Sue, infatti, sono le prime denunce sulle inumane condizioni di vita degli abitanti dei Sassi. La sua opera per la modernizzazione della città risulta tanto più coraggiosa e audace se solo si rifletta sulle condizioni di emarginazione di Matera nel tempo della sua breve esistenza. In questo ambiente egli introduce la nuova architettura, i nuovi fermenti e le nuove istanze del modernismo internazionale. Le lodi tessute per lui da Giuseppe Pagano sulle pagine di "Casabella", l'incoraggiamento di Bruno Zevi, l'amicizia di Adriano Olivetti aprono a Stella un futuro di tutto prestigio in una città che, ad onta delle sue difficoltà, sembra offrire serie possibilità all'architettura moderna. È a Matera che si sta organizzando un vero e proprio laboratorio nel campo delle ricerche urbanistiche ed architettoniche e Stella, ne è un pioniere. Il libro è accompagnato da una prefazione di Marco Mulazzani.
Luigi Trezza architetto veronese. Il viaggio in Italia (1795)
Paolo Carpeggiani , Laura Giacomini
editore: Maggioli Editore
pagine: 270
Il volume, introdotto da saggi sulla figura del Trezza e sul tema del viaggio riguardo agli architetti del tempo, offre una de
Luigi Molinis. Niente centrini sul televisore
a cura di I. Boscariol , M. Minuz
editore: Silvana
pagine: 112
Luigi Molinis (Udine, 1940) è un punto di riferimento per il mondo accademico e intellettuale friulano nell'ambito del design e della progettazione, ma la sua influenza va ben oltre i confini della regione in cui tuttora vive e lavora. Grazie a una straordinaria capacità espressiva versatile e originale, nel corso degli anni Molinis ha abbracciato diversi settori professionali, spaziando fra architettura, design, pittura, disegno, fumetto e poesia. In ognuna di queste esperienze ha raggiunto livelli altissimi fin dalla sua prima creazione, la serie di televisori realizzati nel 1970 per Sèleco, caratterizzati da forme morbide e dai colori intensi, ammiccanti al casco dei cosmonauti - icone dell'immaginario collettivo - che avrebbero fatto tramontare per sempre l'usanza di appoggiarci sopra i centrini ricamati. Il volume, dal taglio monografico, costituisce un'occasione per conoscere la sua vasta produzione e coglierne le profonde connessioni interne ed è un'opportunità per presentare lo spessore culturale e la visionarietà di questo progettista.
Oltre un rettangolo di cielo. Interni milanesi di Giulio Minoletti
a cura di M. C. Loi , E. Triunviri
editore: Silvana
pagine: 100
Pier Luigi Nervi. Torino, la committenza industriale, le culture architettoniche e politecniche italiane. Catalogo della mostra (Torino, 29 aprile-17 luglio 2011)
a cura di S. Pace
editore: Silvana
pagine: 142
Torino è la città italiana dove Pier Luigi Nervi (Sondrio, 21 giugno 1891 Roma, 9 gennaio 1979) progetta e costruisce due dei suoi edifici più importanti e conósciuti: i saloni per il complesso espositivo di Torino Esposizioni e il Palazzo del Lavoro per le celebrazioni di Italia '61, in collaborazione con architetti di primo piano del panorama nazionale. Accanto a queste opere, nel capoluogo piemontese e nei suoi dintorni, Nervi - di volta in volta progettista, imprenditore, consulente - disegna e/o realizza, dopo la seconda guerra mondiale, anche una serie notevole di opere ingiustamente ritenute minori e talvolta ignote anche agli specialisti. Proprio a Torino, inoltre, è possibile ricondurre in massima parte quella cultura politecnica che ha determinato l'essenza stessa del cosiddetto "sistema Nervi", inteso come sperimentazione progettuale e pratica costruttiva. La serie di studi e ricerche intitolata Pier Luigi Nervi. Architettura come Sfida, avviata dal Pier Luigi Nervi Research and Knowledge Management Project, si arricchisce così di un nuovo capitolo. Questo volume, curato da Sergio Pace, accompagna la mostra omonima e approfondisce alcuni temi cruciali nella biografia professionale e intellettuale dell'ingegnere italiano più famoso del XX secolo.
Jürg Conzett, Gianfranco Bronzini, Patrick Gartmann. Forme di strutture-Forms of structures
a cura di M. Carlana , L. Mezzalira
editore: Mondadori Electa
pagine: 159
Vérone. Carlo Scarpa et Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa und Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa y Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa e Castelvecchio. Ediz. portoghese
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa e Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
