Design
Tutti i libri di Design - Pagina 219
Pino Tovaglia. La regola che corregge l'emozione. Ediz. italiana e inglese
Pino Tovaglia
editore: Corraini
pagine: 148
Disimpegno-Disengagement
Giancarlo Iliprandi
editore: Corraini
pagine: 128
Dai manifesti sulla contraccezione degli anni Sessanta e Settanta ("Fermati Adamo!", "Basta una pillola") a quelli sull'inquinamento acustico ("Basta con i rumori"), ambientale e visivo ("Stop visual pollution"), fino alle grandi serie "Date al vostro bambino" e "Anni migliori". I mordenti messaggi visivi di Iliprandi sono accompagnati da testi mai pubblicati o rari: riflessioni sulla necessità, per chi comunica con il segno grafico, di parlare con coerenza, chiarezza e onestà al pubblico.
Provocazioni fra le nuvole. Arte e fumetto: nuovi dialoghi italiani
a cura di R. Roda , I. Falbo
editore: Sometti
pagine: 72
Laboratorio d'innovazione. The workshop of innovation
a cura di E. Guidi , M. Migliari
editore: Mandragora
pagine: 60
Ritratti di cinema. L'arte dell'illustrazione di Carlantonio Longi. Catalogo della mostra
Lina Wertmüller
,
Bruno Santi
e altri
editore: Gli Ori
pagine: 168
Semidivite. Il segno dei filari arancioni. Ediz. italiana e inglese
G. Carlo Ferraris
editore: L'Artistica Editrice
pagine: 128
Figurini. Il figurino e la moda. La progettazione di moda
Livio Billo , Cristina Ponchia
editore: CLEUP
pagine: 168
Contraccambi. La moda, il cinema, lo sguardo
a cura di C. Limentani Virdis
editore: CLEUP
pagine: 176
Picturing drama. Illustrazioni e riscriture dei grandi classici, dall'antichità ai nostri giorni. Ediz. italiana, francese e inglese
a cura di S. Pietrini
editore: Edizioni dell'Orso
pagine: 284
Il teatro si nutre da sempre delle opere del passato, che l'iconografia ripropone e le riscritture fanno rivivere. Solo i grandi classici, come i drammaturghi antichi e Shakespeare hanno tuttavia saputo dar vita a un immaginario ricco e composito, capace di ispirare autori, registi e artisti figurativi fino ai nostri giorni. Traduzioni, adattamenti e riscritture sono forme di illustrazione di un testo, così come l'iconografia tende a riscriverlo in un altro mezzo espressivo, che comprende un'estrema varietà di tipologie: dalle illustrazioni delle edizioni ai ritratti di un attore nella parte, dalle raffigurazioni fantastiche di un'azione del dramma alle messe in scena contemporanee. I saggi che vi sono contenuti hanno in comune l'approccio di fondo, fondato sul concetto esteso di riscrittura, intesa come adattamento, trasposizione o transcodificazione di un oggetto estetico in un'altra forma o tecnica artistica. Rielaborazioni e riscritture letterarie, figurative e sceniche si intersecano e si influenzano a vicenda, creando una fitta rete di relazioni che questo volume intende appunto esplorare.
L'ombra della shoah. Trauma, storia e memoria nei graphic memoir di Art Spiegelman
Simona Porro
editore: Edizioni dell'Orso
pagine: 188
"L'opera di Art Spiegelman denota una concezione dolorosamente 'continuativa' della Shoah. Una deriva inarrestabile manifestata in primo luogo nell'alveo figurale di 'Maus. A Survivor's Tale', ove la maligna costellazione di accadimenti risulta raffigurata unitamente alle sue ramificazioni traumatiche transgenerazionali: un doloroso legato mnestico trapunto di introiezioni negative, incubi, spettri e pervicaci ossessioni. La conformazione degenerativa dell'esperienza concentrazionaria emerge anche in 'In the Shadow of No Towers', dove la rappresentazione del trauma storico vissuto dall'artista l'11 settembre 2001 a Manhattan è non a caso punteggiata da riferimenti all'inconfondibile repertorio figurale di 'Maus'. L'ombra lunga e cupa della Shoah pare imprimere il proprio marchio indelebile su entrambe le opere, configurandole come ricettacoli di un'esperienza traumatica pervicacemente inalveata in una catena di ricordi luttuosi che attraversa e unisce tre generazioni."
Le cose perse diventano sentimenti
M. Chiara Calvani , Ribes Sappa
editore: Iacobellieditore
pagine: 96
Il filo, la tela. Appunti sulle connessioni arte & moda nella modernità
Livio Billo
editore: CLEUP
pagine: 232
La relazione tra moda e arte, originatasi all'epoca in cui la moda stessa è nata come espressione della modernità, si è fatta più stringente nel clima innovativo e sperimentale delle avanguardie e neo-avanguardie novecentesche, tanto da rappresentare una sorta di "cucitura" operata all'interno di un comune schema di rottura e mutamento storico di cui la moda sarebbe il "filo" e l'arte visuale, la metaforica "tela". Operazione che ha prodotto sia il modo di intendere e creare l'abito moderno, su base tecnico-industriale, sia il modello corporeo che se ne riveste in funzione di 'seconda pelle'. L'originario impulso della moda alla mutazione sta per altro subendo un potenziamento e una forte accelerazione per effetto di tutte quelle risorse informatiche che sono entrate stabilmente nel suo sistema, così come sono entrate, con forza non minore, in quello dell'arte. Ma ponendo tanto nell'una quanto nell'altra quegli stessi paradigmi problematici dell'intelligenza artificiale e delle mutazioni trans e post-umane che la cultura post-moderna va declinando nelle scritture di un meta-corpo che si pretenderebbe finalmente liberato dalla soggettività e dalle categorie dell'identità.
TecnoModaLab. Studi su moda e tecnologia
a cura di L. Billo , S. Franzo
editore: CLEUP
pagine: 228
Da puro riferimento iconografico o curiosità sfiziosa, la tecnologia è divenuta parte integrante del linguaggio artistico contemporaneo che ha privilegiato il nesso umano/meccanico, ovvero naturale/artificiale. Una certa invasione di campo di tali tematiche è osservabile ai giorni nostri anche nella moda. Se il timore di non riuscire a controllare umanisticamente i prodotti avanzati della scienza ha spesso spinto a utilizzare l'orizzonte tecnologico e la futurologia come sfondi di utopie negative, altrove si nota il dominio che in genere gli artisti esercitano sulla paura dell'ignoto derivante da un futuro scientificamente governato. Non altrimenti, nella moda, tessuti, metodi di produzione e programmazione high-tech sono divenuti consueti. Il raffronto tra moda e tecnologia presente in questa raccolta di studi non solo dà conto dello stato delle ricerche, ma si allinea alle propensioni cyborg che emergono nelle recenti collezioni. Per i contenuti trattati la pubblicazione può interessare, non solo storici dell'arte e della comunicazione, ma anche professionisti del settore tecnico e tessile, distributori del "prodotto moda" e centri di documentazione.
