Silvana
Tutti i libri editi da Silvana - Pagina 30
Anna Vivante. Ciels d'architecture. Ediz. italiana, francese e inglese
editore: Silvana
pagine: 64
La vista delle volte di chiese e palazzi, di stazioni o mausolei, di scuderie o di musei che Anna Vivante intreccia con un rigore e un'insistenza degni della musica seriale, ha in sé qualcosa di conturbante. Come ogni serie basata sulla ripetizione, quest'insieme sollecita prepotentemente il nostro immaginario, trascendendo il mondo delle forme per ingenerare, suo malgrado, nuovi e stupefacenti significati. I secoli e gli stili vi si mescolano con una disinvoltura che si beffa delle nostre ificazioni e datazioni, rivelando quanto la nostra concezione del tempo estetico sia accademica, i, quali siamo, di un caleidoscopio capace di ibridare geneticamente le grandi correnti artistiche assato, e di farle rivaleggiare con quelle contemporanee.
Il cuore dell'antico Ospedale Maggiore di Milano. I luoghi dell'archivio e la chiesa della Beata Vergine Annunciata
Mariangela Carlessi , Alessandra Kluzer
editore: Silvana
pagine: 320
Il cuore religioso e amministrativo dell'antico Ospedale Maggiore di Milano, la Ca' Granda, era costituito dalla chiesa parrocchiale dell'Annunciata e da una sequenza di saloni e di ambienti destinati a ospitare le riunioni del "Capitolo" che governava il nosocomio e le attività connesse. Il ruolo della nuova fabbrica è attestato dal coinvolgimento di Francesco Maria Richini e di artisti come il Guercino, il Volpino e Lasagna. Quello che era il centro decisionale e di rappresentanza di una delle più importanti istituzioni dell'antico Ducato, nel corso del Novecento si è trovato progressivamente relegato in una posizione marginale: il trasferimento delle funzioni assistenziali sostituite dall'insediamento dell'università, i danni inferri dalla guerra mondiale, una ricostruzione dimentica del passato e la trascuratezza degli anni seguenti hanno segnato profondamente i luoghi stessi, le strutture, il loro ricco apparato ornamentale e l'inestimabile contenuto. Il volume ripercorre la storia di questa porzione dell'Ospedale Maggiore, sino a oggi trascurata dalla letteratura, ne descrive i caratteri e le condizioni odierne, riassumendo al contempo gli esiti, e i quesiti rimasti aperti. Ciò nell'intenzione di restituire alla collettività la memoria di questi ambienti, e al fine di offrire un quadro circostanziato, e perciò consapevole, quale base ineludibile per le riflessioni sul loro possibile futuro.
Manifesti. Viaggio in Italia attraverso la pubblicità. 1895-1960. Ediz. italiana e inglese
a cura di A. Villari , D. Cimorelli
editore: Silvana
pagine: 285
Montagne, colline, parchi, fiumi, laghi, lidi marini, città d'arte di antichissima fondazione, stazioni termali, ville rinascimentali, fascinose rovine archeologiche e una solida tradizione di ospitalità rendono l'Italia, sin dalla fine dell'Ottocento, meta privilegiata di un nascente turismo nazionale e internazionale, esclusivo e colto. Per diffondere, presso gli stessi italiani e presso la clientela estera, tutte le attrattive del Bel Paese, ci si serviva di quelli che erano allora gli strumenti pubblicitari per eccellenza: manifesti, locandine, dépliant, riviste illustrate. Alla loro forza di comunicazione e penetrazione capillare sono affidate immagini luminose, ridenti, sempre elegantissime, tanto per scelte cromatiche che per soluzioni formali, e spesso affidate al pennello dei più grandi illustratori dell'epoca, da Duilio Cambellotti a Leonetto Cappiello, da Marcello Dudovich a Franz Lenhart, da Gino Boccasile a Mario Puppo. Il viaggio, uno dei "sogni" più a portata di mano e più affascinanti per l'uomo del Novecento, diventa così, per molti se non per tutti, un bisogno sociale e una finalmente accessibile parentesi di bellezza, 'loisirs', quiete, civiltà e cultura.
Cima da Conegliano. Analisi e restauri
a cura di A. M. Spiazzi , G. C. Villa
editore: Silvana
pagine: 176
Questo volume dà conto della giornata di studi (6 maggio 2010) nella quale storici dell'arte, restauratori e fisici hanno presentato i risultati dell'ampia messe di lavori sull'opera di Cima da Conegliano ponendo le basi per le ricerche e la tutela future. La grande mostra monografica dedicata all'artista tenutasi a Palazzo Sarcinelli a Conegliano (2010) è stata anticipata da una vasta campagna di salvaguardia delle opere d'arte del maestro veneto che ha visto protagoniste soprintendenze e istituti di ricerca universitari. Le preliminari analisi scientifiche, svolte su gran parte del corpus pittorico di Cima, hanno portato a una più approfondita conoscenza della sua raffinatissima tecnica e all'effettuazione di numerosi interventi di restauro. Studi e interventi conservativi che hanno consentito di rileggere l'altissima arte di Cima da Conegliano, sottolineando le singolarità tecniche e i modus operandi di un artista che ha rappresentato il passaggio essenziale tra la tradizione veneziana del Quattrocento e le sperimentazioni di primo Cinquecento, tratto essenziale tra il mondo di Giovanni Bellini e quello di Giorgione, Tiziano e Sebastiano del Piombo.
Le case delle anime. Le antiche civiltà e l'abitare. Modelli e miniature. Catalogo della mostra (Chianciano Terme, giugno-ottobre 2011)
G. Paolucci , C. Riva
editore: Silvana
pagine: 128
Un viaggio nella vita "in miniatura" degli antichi. Un percorso alla scoperta delle "case delle anime", modelli architettonici di capanne, case, torri, granai, templi e altre costruzioni, rinvenute in una molteplicità di depositi funerari e votivi o in zone di abitato, in tutto il Bacino del Mediterraneo, in Mesopotamia, ma anche in Cina, in Thailandia, presso alcune culture dell'America Centrale dal VI millennio a.C. ai giorni nostri. Una storia affascinante che, attraverso oggetti curiosi emersi dagli scavi archeologici, racconta di progetti architettonici sognati o perduti, della dimensione domestica dei nostri antenati, delle loro aspettative nell'aldilà, del tentativo di controllare lo spazio fisico circostante attraverso la miniaturizzazione.
Quaderni dell'Accademia di Architettura, Mendrisio
a cura di B. Reichlin , B. Pedretti
editore: Silvana
pagine: 144
Il volume inaugura la pubblicazione dei "Quaderni dell'Accademia di Architettura, Mendrisio", un periodico annuale che intende testimoniare da vicino il dibattito che anima gli scambi culturali tra i docenti dell'Università della Svizzera italiana, in campo sia teorico sia progettuale. Il primo numero si concentra sul riuso del patrimonio architettonico, un tema - quello del recupero dell'eredità architettonica, e in particolare di quella del Moderno - che sta diventando centrale nei nuovi scenari progettuali. La prima sezione presenta alcuni saggi che dibattono i motivi che rendono opportuni e anzi urgenti tali interventi. Segue una sezione che raccoglie alcuni lavori nei quali si evidenziano le diverse strategie del rapporto tra nuova progettazione ed eredità storica. Chiude la pubblicazione un articolo che informa sul progetto di ricerca "Enciclopedia critica per il riuso e il restauro dell'architettura del XX secolo", a conferma di quanto il recupero del patrimonio costruito del XX secolo rappresenti ormai una sfida ineludibile per l'architettura.
Luigi Molinis. Niente centrini sul televisore
a cura di I. Boscariol , M. Minuz
editore: Silvana
pagine: 112
Luigi Molinis (Udine, 1940) è un punto di riferimento per il mondo accademico e intellettuale friulano nell'ambito del design e della progettazione, ma la sua influenza va ben oltre i confini della regione in cui tuttora vive e lavora. Grazie a una straordinaria capacità espressiva versatile e originale, nel corso degli anni Molinis ha abbracciato diversi settori professionali, spaziando fra architettura, design, pittura, disegno, fumetto e poesia. In ognuna di queste esperienze ha raggiunto livelli altissimi fin dalla sua prima creazione, la serie di televisori realizzati nel 1970 per Sèleco, caratterizzati da forme morbide e dai colori intensi, ammiccanti al casco dei cosmonauti - icone dell'immaginario collettivo - che avrebbero fatto tramontare per sempre l'usanza di appoggiarci sopra i centrini ricamati. Il volume, dal taglio monografico, costituisce un'occasione per conoscere la sua vasta produzione e coglierne le profonde connessioni interne ed è un'opportunità per presentare lo spessore culturale e la visionarietà di questo progettista.
Palazzo Madama. Studi e notizie. Rivista annuale del Museo Civico d'Arte Antica di Torino
editore: Silvana
pagine: 216
Oltre un rettangolo di cielo. Interni milanesi di Giulio Minoletti
a cura di M. C. Loi , E. Triunviri
editore: Silvana
pagine: 100
Pier Luigi Nervi. Torino, la committenza industriale, le culture architettoniche e politecniche italiane. Catalogo della mostra (Torino, 29 aprile-17 luglio 2011)
a cura di S. Pace
editore: Silvana
pagine: 142
Torino è la città italiana dove Pier Luigi Nervi (Sondrio, 21 giugno 1891 Roma, 9 gennaio 1979) progetta e costruisce due dei suoi edifici più importanti e conósciuti: i saloni per il complesso espositivo di Torino Esposizioni e il Palazzo del Lavoro per le celebrazioni di Italia '61, in collaborazione con architetti di primo piano del panorama nazionale. Accanto a queste opere, nel capoluogo piemontese e nei suoi dintorni, Nervi - di volta in volta progettista, imprenditore, consulente - disegna e/o realizza, dopo la seconda guerra mondiale, anche una serie notevole di opere ingiustamente ritenute minori e talvolta ignote anche agli specialisti. Proprio a Torino, inoltre, è possibile ricondurre in massima parte quella cultura politecnica che ha determinato l'essenza stessa del cosiddetto "sistema Nervi", inteso come sperimentazione progettuale e pratica costruttiva. La serie di studi e ricerche intitolata Pier Luigi Nervi. Architettura come Sfida, avviata dal Pier Luigi Nervi Research and Knowledge Management Project, si arricchisce così di un nuovo capitolo. Questo volume, curato da Sergio Pace, accompagna la mostra omonima e approfondisce alcuni temi cruciali nella biografia professionale e intellettuale dell'ingegnere italiano più famoso del XX secolo.
Le cattedrali della Lombardia. L'adeguamento liturgico delle chiese madri nella regione ecclesiastica lombarda
a cura di T. Grisi , G. Lilli
editore: Silvana
pagine: 168
Alle soglie dei cinquant'anni della riforma liturgica scaturita dal Concilio Vaticano II è d'obbligo ricostruire un quadro completo degli interventi messi in atto per innovare lo spazio celebrativo dei più significativi edifici per il culto cristiano. Il lavoro sulle cattedrali della Lombardia, condensato in questa pubblicazione, costituisce una nuova tappa della ricerca sullo stato dell.adeguamento liturgico delle chiese madri italiane; è qui censita e restituita, graficamente e per immagini, l'opera di presbiteri, artisti e progettisti che si sono confrontati con l'eminenza secolare delle cattedrali di Milano, Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia e Vigevano. Una serie di saggi di noti studiosi introduce e accompagna la documentazione, esaminando i legami dell.edificio-chiesa con il suo contesto urbano e sociale ed esplorando il rapporto tra celebrazione, spazio, arte. Emerge così la testimonianza della cattedrale come monumento vivo, appartenente alla comunità che in essa si raccoglie e si trasforma, venendone a sua volta ispirata e orientata.
Vérone. Carlo Scarpa et Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa und Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa y Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa e Castelvecchio. Ediz. portoghese
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa e Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Fernanda Gattinoni. Moda e stelle ai tempi della Hollywood sul Tevere. CAtalogo della mostra (Roma, 28 gennaio-28 febbraio 2011). Ediz. italiana e inglese
a cura di S. Gnoli
editore: Silvana
pagine: 63
Dall'ossessione di Anna Magnani per le petites robes noires, agli abiti con drappeggi "da dea" prediletti da Ingrid Bergman. Dai capricci di Lana Turner e Kim Novak, fino alla meticolosità di Audrey Hepburn che, sulla lunghezza di una manica, poteva discettare interi pomeriggi. Tra gli anni cinquanta e il decennio successivo Fernanda Gattinoni ha creato il look delle stelle più amate della Hollywood sul Tevere. E ha regalato loro glamour e nitidezza, fermamente convinta che il segreto della vera eleganza sia racchiuso in un solo concetto: essenzialità.
Siena. Palazzo pubblico, Museo civico, Torre del Mangia
a cura di L. Galli
editore: Silvana
pagine: 160
Sostare nell'ampio abbraccio di Piazza del Campo e riposare all'ombra della Torre del Mangia costituisce ancora un'esperienza straordinaria, come sostenne Albert Camus quando, giovane studente, arrivò in città dopo aver attraversato a piedi i crinali morbidi delle Crete. Il Palazzo Pubblico, vanto dei senesi fin dal tempo del suo primo concepimento da parte dei magnifici "Signori Nove" che lo vollero maestoso, elegante e ricco, si trova al centro di questo grande e caldo abbraccio. Un'opera grandiosa pensata per meravigliare quanti abbiano l'occasione di entrare nei suoi portali gotici e attraversare le sue sale maestose. Salire al Museo Civico, posto nel cuore del Palazzo, alla scoperta dei capolavori immortali della scuola senese da Duccio a Simone Martini, da Pietro e Ambrogio Lorenzetti a Beccafumi, e poi avventurarsi fino alla sommità della Torre del Mangia è un'esperienza indimenticabile e un viaggio fuori dal tempo.
Siena. The Palazzo Pubblico, the civic museum, the Torre del Mangia
a cura di L. Galli
editore: Silvana
pagine: 160
Sostare nell'ampio abbraccio di Piazza del Campo e riposare all'ombra della Torre del Mangia costituisce ancora un'esperienza straordinaria, come sostenne Albert Camus quando, giovane studente, arrivò in città dopo aver attraversato a piedi i crinali morbidi delle Crete. Il Palazzo Pubblico, vanto dei senesi fin dal tempo del suo primo concepimento da parte dei magnifici "Signori Nove" che lo vollero maestoso, elegante e ricco, si trova al centro di questo grande e caldo abbraccio. Un'opera grandiosa pensata per meravigliare quanti abbiano l'occasione di entrare nei suoi portali gotici e attraversare le sue sale maestose. Salire al Museo Civico, posto nel cuore del Palazzo, alla scoperta dei capolavori immortali della scuola senese da Duccio a Simone Martini, da Pietro e Ambrogio Lorenzetti a Beccafumi, e poi avventurarsi fino alla sommità della Torre del Mangia è un'esperienza indimenticabile e un viaggio fuori dal tempo.
Lombardia. I paesaggi della pianura
a cura di G. G. Negri
editore: Silvana
pagine: 183
La pianura lombarda risulta dall'evoluzione di numerosi elementi che l'hanno costruita nel tempo: le acque, il suolo, le coltivazioni, le cascine, gli animali, la vegetazione, l'abitare, l'azione e la presenza quotidiana dell'uomo... È un territorio fortemente antropizzato e altamente produttivo, ma ricco ancora di spazi agricoli, di segni e di presenze naturali e culturali di grande valore storico e identitario. Per la comprensione e la gestione di questo territorio, è stato avviato il progetto Osserva.Te.R. - Osservatorio del Territorio Rurale, che ne esamina e rappresenta gli elementi costitutivi e caratterizzanti. Ognuno di questi elementi è stato studiato nelle sue specificità da esperti di varie discipline, rappresentato dai maggiori fotografi italiani e pubblicato in 10 volumi monografici. I risultati complessivi sono riassunti in questo volume, che presenta, attraverso una serie di scritti e oltre 100 immagini, i vari paesaggi della pianura, dando conto della loro complessità e varietà, che fanno della pianura lombarda uno dei territori più fertili, ricchi e abitati del mondo.
