Libri di A. Villari
Biografia e opere di A. Villari
Giuseppe Palanti. Pittore, urbanista, illustratore. Catalogo della mostra (Cervia, 12 maggio-30 agosto 2012)
a cura di A. Villari
editore: Silvana
pagine: 144
Nel centenario della nascita di Milano Marittima, il volume ricorda la figura di Giuseppe Palanti (Milano, 1881-1946), un artista che, nel corso de primi decenni del Novecento, ha rappresentato, attraverso la sua poliedrica attività, l'entusiasmo di una classe media e alto borghese italiana, fiduciosa nel secolo che si era appena inaugurato. Pittore, illustratore e grafico per eleganti riviste e per importanti spettacoli di opera lirica, autore di disegni per ceramiche e oggetti d'arredo, infine ideatore di quel paradiso vacanziero ed elegante che è stata - ed è tuttora - Milano Marittima, Palanti è riuscito a coniugare l'antica, solida tradizione artistica lombarda - figlio di un falegname, fu docente amatissimo presso l'Accademia di Brera - con l'esigenza di novità che il nuovo secolo aveva portato. Il volume restituisce ai lettori l'opera di questo artista versatile, riproponendo in diverse sezioni i ritratti, le nature morte, le scene di atelier, i paesaggi - tra cui l'amatissima Cervia - i manifesti, le riviste, le stampe, i bozzetti, gli studi grafici e i documenti inediti, provenienti da musei pubblici e da collezioni private. I saggi offrono un ritratto a tutto tondo di Palanti, approfondendo il suo ruolo di urbanista, il rapporto con il mondo del teatro e i lascito rappresentato dall'Archivio Palanti. Il volume è completato da apparati biobibliografici.
Manifesti. Pubblicità e vita italiana 1895-1945
a cura di A. Villari
editore: Silvana
pagine: 285
La rassicurante possibilità di godere di un facile riscaldamento domestico e l'"elettrizzante" diffusione della luce elettrica
Manifesti. Viaggio in Italia attraverso la pubblicità. 1895-1960. Ediz. italiana e inglese
a cura di A. Villari , D. Cimorelli
editore: Silvana
pagine: 285
Montagne, colline, parchi, fiumi, laghi, lidi marini, città d'arte di antichissima fondazione, stazioni termali, ville rinascimentali, fascinose rovine archeologiche e una solida tradizione di ospitalità rendono l'Italia, sin dalla fine dell'Ottocento, meta privilegiata di un nascente turismo nazionale e internazionale, esclusivo e colto. Per diffondere, presso gli stessi italiani e presso la clientela estera, tutte le attrattive del Bel Paese, ci si serviva di quelli che erano allora gli strumenti pubblicitari per eccellenza: manifesti, locandine, dépliant, riviste illustrate. Alla loro forza di comunicazione e penetrazione capillare sono affidate immagini luminose, ridenti, sempre elegantissime, tanto per scelte cromatiche che per soluzioni formali, e spesso affidate al pennello dei più grandi illustratori dell'epoca, da Duilio Cambellotti a Leonetto Cappiello, da Marcello Dudovich a Franz Lenhart, da Gino Boccasile a Mario Puppo. Il viaggio, uno dei "sogni" più a portata di mano e più affascinanti per l'uomo del Novecento, diventa così, per molti se non per tutti, un bisogno sociale e una finalmente accessibile parentesi di bellezza, 'loisirs', quiete, civiltà e cultura.
Manifesti e pubblicità in Veneto (1900-1950)
a cura di A. Villari , M. Mazza
editore: Silvana
pagine: 191
Fiere agricole e campionarie, raduni, esposizioni, mostre di ogni genere. I prodotti di piccole aziende, di raffinate manifatture e di industrie all'avanguardia. Località turistiche, compagnie di trasporti, testate giornalistiche. E ancora gare e raduni sportivi, balli, divertimenti. Il manifesto pubblicitario, strumento di comunicazione privilegiato della "modernità" ed eco fedele di tendenze e mode figurative, diventa in Veneto, nella prima metà del Novecento, specchio di una realtà sfaccettata, nella quale si compongono armoniosamente bellezze del territorio, memoria e amore per le tradizioni, esuberanza e inventiva di una dinamica classe imprenditoriale. Artisti di fama internazionale, così come disegnatori locali, partecipano insieme, in questi anni, alla definizione di un'immagine del Veneto da esportare, ma nella quale ci si deve prima di tutto riconoscere; una regione ricca di cultura, natura, magnifiche architetture, realtà industriali, lavoro, impegno, amatissima dai suoi abitanti come da turisti, artisti e intellettuali stranieri. Attraverso questa selezione, tratta dalla preziosa collezione di manifesti appartenuta al trevigiano Nando Salce, si può guardare oggi, da una visuale insolita, a un frammento di costume e di storia che appartiene al Veneto, ma anche alla civiltà e alla vita dell'Italia intera.
L'arte della pubblicità. Il manifesto italiano e le avanguardie (1920-1940). Catalogo della mostra (Forlì, 21 settembre-30 novembre 2008; Roma, febbraio-maggio 2009)
a cura di A. Villari
editore: Silvana
pagine: 216
In tutta Europa e in America, tra la fine della prima guerra mondiale e l'inizio della seconda, il manifesto assume un ruolo preponderante: in Italia sì tratta di due decenni dominati dalle sperimentazioni delle avanguardie, in una varietà di linguaggi e di soluzioni che per la prima volta vanno incontro alle nuove esigenze della comunicazione di massa, della propaganda, della diffusione del mercato, di un'unificazione, insomma, del vivere e del gusto. In quest'ottica il manifesto diviene il veicolo principale - e prediletto sia dagli imprenditori sia dal pubblico - di una nuova immagine dell'Italia, che si vuole dinamica, veloce, arguta o, nel caso della grafica di regime, sicura e assertiva, fino alla violenza visiva. Un'Italia travagliata dai tragici errori della politica, ma capace di "modernità" e, anche nel confronto con altri Paesi occidentali, di un linguaggio figurativo audace e sperimentale. Campo di ricerca per i più grandi artisti del nostro Novecento, da Adolfo Wildt a Duilio Cambellotti, dai futuristi Balla, Depero, Tato e Prampolini a Mario Sironi e Lucio Fontana, il mondo del manifesto pubblicitario ha visto concentrarsi negli anni Venti e Trenta talenti riconosciuti: Leonetto Cappiello, Marcelle Dudovich, Gino Boccasile, Erberto Carboni, Bruno Munari, Sepo, Seneca, insieme a molti altri {più di sessanta gli artisti presentati), autori di prove grafiche ancora oggi sorprendenti per l'essenzialità del segno, gli arditi accostamenti cromatici, la varietà dei caratteri grafici.
