Mondadori Electa
Tutti i libri editi da Mondadori Electa - Pagina 36
Food Mood. Ediz. italiana
Stefano Maffei , Barbara Parini
editore: Mondadori Electa
pagine: 256
Cibo come ricerca, ritualità, creazione artistica capace di coinvolgere spazi, oggetti, strumenti, materie prime, esperienze. Così, il food nella sua accezione più ampia è protagonista di un percorso attraverso ambiti diversi, dalla ricerca sperimentale dei grandi chef al design applicato agli strumenti e alle tecniche, dalla tavola nella sua dimensione funzionale ed estetica alle sperimentazioni artistiche e culturali più innovative. Tre ampie sezioni definiscono le macroaree di un mondo che gravita attorno al tema del cibo. "Food people" è dedicato alle persone che con il proprio lavoro contribuiscono alla ridefinizione della gastronomia contemporanea. In food products trovano spazio i nuovi strumenti e i nuovi accessori creati per la preparazione, la presentazione e il consumo di cibo. Infine, food experience coinvolge i luoghi inediti, esperienze multisensoriali, performance innovative, sperimentazioni artistiche "food oriented". Il volume offre una duplice possibilità di consultazione: da una parte una modalità strutturata con un criterio che va dal macro al micro e dall'astratto al concreto; dall'altra un apparato di mappe-indice infografìche per una consultazione non sequenziale e tematizzata, con collegamenti e percorsi di lettura trasversali e inediti.
Figini e Pollini. Ediz. italiana e inglese
Sara Protasoni
editore: Mondadori Electa
pagine: 78
Esponenti di primo piano del razionalismo italiano, impegnati nel campo della progettazione alle diverse scale, Luigi Figini (1903-84) e Gino Pollini (1903-91) hanno costituito il sodalizio più duraturo e produttivo in quella vicenda che ha visto l'architettura italiana affermarsi nel dibattito internazionale tra gli anni trenta e il secondo dopoguerra. Prima della guerra, oltre alle opere dal carattere più spiccatamente dimostrativo (casa elettrica, 1930; villa-studio per un artista, 1933), ha inizio quella collaborazione con Adriano Olivetti che si protrarrà sino a tutti gli anni cinquanta e produrrà opere di altissimo livello. Dopo la guerra, l'affermazione professionale di Figini e Pollini, associata ai numerosi edifici realizzati nel centro di Milano e per i nuovi quartieri nella corona urbana, si accompagna all'impegno in campo culturale, nelle associazioni, nelle riviste e nell'università, con gli incarichi conferiti a Gino Pollini a Milano (1964-68) e a Palermo (1969-78).
Piero Bottoni. Ediz. italiana e inglese
Giancarlo Consonni , Graziella Tonon
editore: Mondadori Electa
pagine: 78
Piero Bottoni (Milano, 1903-73) si laurea in Architettura nel 1926 al Politecnico di Milano, dove insegna dal 1964 al 1971, dopo essere stato docente alla Facoltà di Ingegneria di Trieste dal 1954 al 1965. È tra i protagonisti del razionalismo e della sua revisione critica. Nel 1933 prende parte alla redazione della Carta di Atene ed è tra i promotori della rivista "Quadrante". Dopo la guerra è membro della direzione di "Metron" e tra i fondatori del Movimento Studi di Architettura. Oltre a diversi arredamenti, oggetti di design e piani urbanistici realizza significative opere di architettura: prima del 1945, a Milano, Livorno, Reggio Emilia, Imola, Napoli, Bologna, Lecco, Massa e Valera Fratta; dopo la guerra, a Marina di Massa, Milano, Sesto Calende, Storo, Ferrara, Bologna, Capri e Sesto San Giovanni. È tra gli autori del Piano della Valle d'Aosta del 1936 e del Piano A.R. del 1944-45, due importanti lavori nella storia dell'urbanistica italiana. A lui si deve la realizzazione del quartiere sperimentale QT8 a Milano.
Gherardini. Ediz. italiana e inglese
Eva Desiderio
editore: Mondadori Electa
pagine: 132
Dal laboratorio artigianale aperto a Firenze da Garibaldo Gherardini passando per la nascita della nota G, fino al tessuto softy che ha portato alla ribalta il marchio negli anni '70/80; dalla parentesi giapponese fino al ritorno del brand in Italia rilanciato grazie all'esperienza della famiglia Braccialini con il recupero di modelli classici e reinterpretazioni contemporanee. Il volume presenta la storia di Gherardini, uno dei marchi fashion più noti nella pelletteria italiana. Le tappe fondamentali del marchio sono esposte nei testi di Eva Desiderio, in paragrafi cronologici che raccontano l'evoluzione del brand Gherardini nella storia del costume. Arricchiscono il racconto iconografico le interviste agli eredi Gherardini realizzate da Irene Giannini, e box monotematici di approfondimento, dalle fibbie agli eventi della sala Bianca passando per l'alta qualità della linea di produzione. Nel capitolo conclusivo vengono descritte le attività legate ad Amazonlife, il recupero dei vecchi modelli, le nuove sfide e le attività del 125° anniversario. Un ritmo incalzante e immagini di grande impatto rendono il volume interessante per la storia del marchio, con l'intento di rilanciare, in un'allure ricca di stile, la nuova G di Gherardini.
Donata Paruccini. Piccoli segni nei dintorni. Catalogo dela mostra (Milano, 4 novembre-8 dicembre 2010). Ediz. italiana e inglese
editore: Mondadori Electa
pagine: 95
Donata Paruccini è capace di osservare la vita nella sua quotidianità: una porta che sbatte, il gelo dell'impugnatura di un coltello contro il palmo della mano, le spazzole per le scarpe chiuse in scatole di lamiera per biscotti. Trovati questi "piccoli segni nei dintorni", Donata li raccoglie e li rielabora. Ne deriva un corpus di progetti raffinato e assolutamente unico rispetto al panorama del design italiano.
Sussidiario. Grafica e caratteri moderni
Sergio Polano , Paolo Tassinari
editore: Mondadori Electa
pagine: 190
Sussidiario di grafica non è una storia organica della grafica ma rappresenta invece una selezione ragionata sia di questioni teoriche di urgente rilievo, sia di vicende e personaggi di primo piano per la contemporaneità; al contempo. Il Sussidiario vuol contribuire a chiarire la confusa nozione estetica e la banale idea di cosmetica degli artefatti, sottoposta ai trend delle fashion, che la nostra epoca sembra avere della grafica, sin negli empirei universitari. Nella prima parte, suggerisce un abbozzo di "teoria degli artefatti grafici", legata alla nozione centrale di grafia (etimologicamente tanto scrivere che dipingere), per affrontare poi -tra l'altro- i temi della comunicazione visiva delle istituzioni pubbliche e il rapporto antitetico della grafica con la propaganda. Nella seconda parte, infatti, esamina una serie di episodi eccellenti della grafica del Novecento, che vedono protagonisti figure quali Herbert Bayer, Adalberto Libera, Albe Steiner, Nizzoli e Oliveri, Carlo Scarpa, Alan Fletcher, Susan Kare, John Maeda; ma anche la storia di un marchio come quello della Coca-Cola e di altri, più o meno appropriati. Infine, il saggio conclusivo sulle banconote vuol sottolineare come la progettazione grafica sia un'attività ubiqua (e perlopiù anonima), senza che ce ne sia piena consapevolezza.
Architetti. I vincitori del Prirtzker Prize 1979-2010
a cura di R. Peltason , G. Ong-Yan
editore: Mondadori Electa
pagine: 375
Lo scopo del Premio Pritzker è "onorare annualmente un architetto vivente le cui opere realizzate dimostrano una combinazione di quelle qualità di talento, visione e impegno, e che ha prodotto contributi consistenti e significativi all'umanità e all'ambiente costruito attraverso l'arte dell'architettura". Conferito tutti gli anni a un architetto vivente per la sua opera, è quindi un importantissimo riconoscimento alla carriera. L'approccio teorico e progettuale di ciascun architetto è presentato attraverso citazioni tratte da interviste e scritti teorici: riflessioni personali sull'architettura contemporanea e sul modo di costruire mettono così in risalto il pensiero creativo alla base delle opere. Il libro, organizzato cronologicamente, procedendo a ritroso dal più recente (Kazuyo Sejima con Ryue Nishizawa nel 2009) al primo vincitore del premio nel 1979, l'americano Philip Johnson, presenta per ogni anno l'architetto insignito con un profilo biografico e i suoi principali progetti, illustrati con fotografie di interni ed esterni, sezioni, piante e schizzi. Da Zaha Hadid, prima donna a ricevere il premio nel 2004, a Renzo Piano e Aldo Rossi, unici due italiani presenti, dalle architetture di Kenzo Tange alle forme di Frank O. Gehry, tutti i premiati si raccontano attraverso le proprie parole, mentre le splendide immagini esprimono appieno la grandezza delle loro opere.
Gino Valle
Pierre-Alain Croset , Luka Skansi
editore: Mondadori Electa
pagine: 396
Fin dalle prime opere realizzate negli anni cinquanta a Udine e nel Friuli, Gino Valle (1923-2003) fu riconosciuto dalla critica internazionale come una delle figure più originali e creative dell'architettura europea del dopoguerra. Il suo talento artistico, associato a una grande curiosità intellettuale e a un'autentica passione per la sperimentazione di nuove tecniche costruttive, portò Valle a elaborare un'opera architettonica decisamente aperta e multiforme. Nei centri minori del Friuli e del Veneto oppure nei contesti metropolitani di New York, Parigi e Berlino, case popolari e banche, stabilimenti industriali e uffici, municipi e palazzi di giustizia rimangono oggi non solo solidi esempi di grande attualità, ma sono vere e proprie opere di riferimento per la discussione di temi progettuali significativi che riguardano la relazione tra nuova architettura e preesistenze storiche, tra insediamenti industriali e paesaggio aperto, tra disegno urbano e progetto di architettura. Una parte molto consistente della sua opera fu dedicata al programma tipicamente "moderno" degli spazi del lavoro -la fabbrica e l'ufficio- in risposta ad una committenza prima regionale e nazionale (le industrie Zanussi, Fantoni, Olivetti), e successivamente multinazionale (l'IBM, la Banca Commerciale Italiana, la Deutsche Bank).
Graphic design dal 1950 a oggi
a cura di B. Bos , E. Bos
editore: Mondadori Electa
pagine: 704
La celeberrima Alliance Graphique Internationale nasce proprio in quegli anni a Parigi (1951), per riunire e rappresentare i migliori grafici di tutto il mondo. Questo volume, che raccoglie le testimonianze più significative dei grafici dell'AGI, rappresenta di fatto una storia del graphic design mondiale degli ultimi cinquant'anni, attraverso la selezione di 2500 lavori: manifesti, logotipi e marchi, corporate identity, packaging, grafica editoriale. Sono rappresentati 600 designer, i grandi protagonisti di ieri e di oggi come Albe Steiner, Raymond Savignac, Roberto Sambonet, Franciszek Starowieyski, Milton Glaser, Bruno Munari, Bob Noorda, Pierluigi Cerri, Italo Lupi, ma anche figure emergenti della grafica contemporanea. Il volume è organizzato cronologicamente per decadi, ognuna delle quali comprende brevi saggi di inquadramento critico e storico e pagine dedicate ai singoli grafici. Ogni graphic designer è presentato attraverso un profilo biografico e una scelta dei lavori più importanti, talvolta vere e proprie icone di rinomanza mondiale.
Space. From MAXXI's collections of art and architecture. Catalogo della mostra (Roma, 30 maggio 2010-23 gennaio 2011)
a cura di S. Chiodi , D. Dardi
editore: Mondadori Electa
pagine: 329
Tra le varie attività in programma, il MAXXI organizzerà una serie di esposizioni tematiche con opere della propria collezione, affiancate da una ristretta selezione di prestiti scelti per la loro particolare attinenza al tema portante individuato. Ognuna di queste esposizioni temporanee avrà infatti un tema specifico che farà da filo conduttore dell'esposizione e ogni volta questo tema sarà interpretato da curatori differenti. Per l'attesa inaugurazione del museo che pone i curatori e allestitori del MAXXI di fronte all'esaltante sfida di allestire per la prima volta uno luogo tanto inusitato come quello creato dall'architetto iraniano, il tema non poteva essere che lo spazio. Arte e architettura sono chiamate a questo confronto. Gli autori dei saggi delle tre sezioni sono: Franco Purini e Eyal Weizman, Maurizio Vitta e Marco Belpoliti, Gilles Clément e Telmo Pievani, David Joselit e Giuliana Bruno. I curatori della sezione arte sono Gabi Scardi, Bartolomeo Pietromarchi, Stefano Chiodi. Per la sezione architettura: Domitilla Dardi, Pippo Ciorra, Alessandro D'Onofrio.
Luigi Moretti. Razionalismo e trasgressività tra barocco e informale
a cura di M. Reichlin , L. Tedeschi
editore: Mondadori Electa
pagine: 471
Il volume e la mostra sono il risultato di oltre quattro anni di ricerche condotte dall'Archivio del Moderno e dall'Accademia di Architettura dell'Università della Svizzera italiana in collaborazione con l'Archivio Centrale dello Stato. La ricerca sulla complessa figura di Moretti ha come obiettivo lo studio del suo originale contributo alla cultura architettonica italiana del ventennio fascista e del dopoguerra, a partire dall'analisi delle opere realizzate, dei progetti e degli scritti. L'opera di Moretti è caratterizzata dalla continua ricerca di nuovi modi di espressione della forma, risultanti dall'attitudine a coniugare la solida formazione classica e "romana" con l'interesse e l'apertura verso le nuove forme sperimentali di conoscenza della realtà che si profilavano soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta in campo artistico e scientifico. La ricostruzione degli antefatti culturali, lo studio attento degli scritti e della sua attività di gallerista, editore, anche regista, permetteranno di approfondire il processo che ha condotto l'architetto a formulare riflessioni originali intorno ad alcuni temi chiave, quali il rapporto dialettico del presente storico con il passato.
MAXXI. Materia grigia. Il racconto della costruzione
a cura di
M. Guccione
,
M. Avagnina
S. La Pergola
e altri
editore: Mondadori Electa
pagine: 224
Il cantiere, ormai concluso, non ha rappresentato solo la realizzazione di un progetto molto innovativo ma è stato necessariamente anche luogo di grande sperimentazione costruttiva e tecnica. La costruzione di una grande opera architettonica è un'avventura insieme difficile ed esaltante. In quanto entità complessa, un edificio interessante ha sempre dietro di sé una storia da raccontare. Materia grigia racconta l'epica della costruzione ricostruendo la nascita dell'edificio attraverso le voci dei protagonisti, i documenti che descrivono l'evoluzione dello spazio del museo dal concept alla costruzione, l'alchimia della trasformazione della materia (cemento, acciaio e vetro) in campi continui. La struttura editoriale segue, come una sorta di diario, l'indice cronologico dei fatti.
Architettura e paesaggio costruito. Palerm & Tabares de Nava
Marco Mulazzani
editore: Mondadori Electa
pagine: 167
Lo studio Palerm & Tabares de Nava Arquitectos - uno dei maggiori delle isole Canarie - nasce nel 1986 ad opera di Leopoldo Tabares de Nava (1958) e Juan Manuel Palerm (1957) con sede a Santa Cruz di Tenerife. Lo studio si occupa di architettura, urbanistica e paesaggio, attraverso incarichi professionali, concorsi, esposizioni e pubblicazioni. Nel corso degli anni, il loro lavoro ha teso a focalizzare il ruolo dell'architettura come elemento di verifica di interventi che investono scale diverse - territoriale e urbana - e ambiti differenti - il paesaggio e la città. Opere significative, in tal senso, sono la Biblioteca dello Stato a Las Palmas di Gran Canaria (1999 e seguenti), l'atelier per artisti della Fondazione Manrique a Lanzarote e, in particolare, il progetto di riqualificazione del Barranco de Santos.
Forattini
editore: Mondadori Electa
Villa Adriana. Una storia mai finita. Novità e prospettive della ricerca. Catalogo della mostra (Tivoli, 1 aprile-1 novembre 2010)
a cura di M. Sapelli Ragni
editore: Mondadori Electa
pagine: 254
"Questa esposizione è nata come ideale continuazione ed approfondimento della mostra 'Frammenti dal passato. Tesori dall'ager Tiburtinus', che nel corso del 2009, con ottimo successo di pubblico, è stata visibile negli stessi ambienti dell'Antiquarium del Canopo in Villa Adrina. [...] Consapevoli dell'impossibilità di racchiudere in un solo evento o in un'unica pubblicazione la totalità dello scibile relativamente a questo sito straordinario, si intende in questa occasione offrire una panoramica delle attività dell'ultimo decennio, dei risultati dei nuovi scavi, condotti sia direttamente dalla Soprintendenza sia da altri soggetti in regime di concessione come anche delle più recenti acquisizioni nei vari campi di investigazione e dei filoni di studio che - credo - con maggiore probabilità potranno offrire risultati significativi nel periodo a venire." Marina Sapelli Ragni
Marco Zanuso jr. Vetri e metalli. Catalogo della mostra (Milano 9 marzo-11 aprile 2010). Ediz. italiana e inglese
editore: Mondadori Electa
pagine: 79
Zanuso ha ideato una famiglia di lampade impiegando una particolare tipologia di vetro, di solito utilizzato per i laboratori e nella chimica: il borosilicato (vetro Pyrex). Il designer ha sfruttato le caratteristiche eccezionali di questo prodotto (regge alte temperature, è molto resistente e perfettamente trasparente) per creare degli oggetti leggeri e evanescenti, che compongono una mostra originale e sui generis. Per usare le parole di Silvana Annicchiarico: "Il modo in cui Marco Zanuso jr concepisce il suo lavoro di designer viene da lontano, affonda le radici nella tradizione più nobile della cultura del progetto, ma presenta anche - al contempo - indiscutibili tratti di contemporaneità, evidenti soprattutto nella continua ricerca di innovazione sia tipologica sia produttiva". Il volume è il catalogo della mostra di Milano (Triennale, 9 marzo - 11 aprile 2010).
La stazione centrale di Napoli. Storia e architettura di un palinsesto urbano
a cura di C. Lenza
editore: Mondadori Electa
pagine: 149
l volume, frutto delle ricerche condotte dalla Facoltà di Architettura della Seconda Università degli Studi di Napoli II, presenta l'evoluzione della stazione di Piazza Garibaldi, dal primo stabilimento dell'Ottocento fino all'ultima ristrutturazione tuttora in corso (inaugurazione prevista nella primavera 2010). La prima parte del volume è dedicata alla prima stazione del 1866, nuova "porta orientale" della città costruita su progetto dell'architetto e urbanista Enrico Alvino che ne stabilì la conformazione e posizione nell'ambito di uno studio urbanistico per la riorganizzazione del tessuto viario cittadino. La seconda parte descrive invece il sistema ferroviario nel primo novecento assieme all'evoluzione dei vari progetti e le trasformazioni effettive tra le due guerre. Infine la terza parte è incentrata sul dopoguerra con il piano del 1945 e il concorso del 1954 che vide la costruzione di un nuovo fabbricato viaggiatori inaugurato nel 1966. Il volume, sotto la cura scientifica dell'architetto Lenza, è riccamente illustrato da numerosi prospetti e piante, di cui molti inediti provenienti dall'Archivio di Stato e dall'Archivio Ferrovie dello Stato, nonché preziose foto di repertorio che documentano l'evoluzione della stazione e del fabbricato viaggiatori.
Keep your seat: stai al tuo posto. Catalogo della mostra (Torino, 24 febbraio-23 maggio 2010). Ediz. italiana e inglese
a cura di D. Eccher , M. C. Didero
editore: Mondadori Electa
pagine: 142
L'analisi del generale rapporto fra Arte e Design si focalizza e sviluppa intorno all'idea centrale di "Seduta": oggetto dal compito preciso e definito, ma anche scultura dai rimandi infiniti. Dove il protagonismo della sedia è costantemente minacciato dalla sua negazione: il corpo mancante sulla sedia. La figura assente è quindi il vero soggetto di questa mostra dove le opere degli artisti contemporanei sono accostate, in un continuo dialogo visivo, con le sedie di design da cui l'opera prende parte della sua ispirazione, come Four Thousand Seven Hundred and Twenty Five di Simon Starling e la sedia disegnata nel 1948 da Carlo Mollino. Accanto agli artisti contemporanei Marisa Merz, Cristoph Büchel, Vedovamazzei, Adolf Vallazza, Tony Oursler, Ghada Amer, Chen Zhen, Ernesto Neto, Marc André Robinson, grandi designer come Carlo Mollino, Charles Rennie Mackintosh, Alessandro Mendini, Jasper Morrison, Gerrit T. Rietveld, August Thonet, Sori Yanagi, Verner Panteon, Gae Aulenti, Coop Himmelblau, Shiro Kuramata, Frank O. Gehry, I fratelli Campana, Marcel Wanders, Olivier Mourgue, Gaetano Pesce, Martino Gamper, Armando Testa.
I giardini di Russell Page
Marina Schinz , Gabrielle Van Zuylen
editore: Mondadori Electa
pagine: 255
Russell Page (1906-1985), tra i massimi progettisti di giardini del XX secolo, deve il suo poliedrico percorso professionale a una formazione inconsueta per un paesaggista: intraprese studi artistici che, accompagnati a una forte sensibilità architettonica e ad approfondite conoscenze botaniche hanno sviluppato in lui quello straordinario intuito nell'approccio al territorio e nell'organizzazione dello spazio. Spesso, quando studiava un luogo per la prima volta, in lui l'artista predominava sul "giardiniere" - come amava egli stesso definirsi - per carpirne il vero carattere, il genius loci. Dopo gli esordi in Inghilterra, Russell Page lavorò in tutto il mondo, affrontando realtà e climi molto diversi tra loro: oltre a Parigi e alla Normandia, si trovò a progettare giardini dal Belgio alla Svizzera, dalla Francia meridionale all'Italia e alla Spagna. La fama rapidamente conquistata lo portò anche verso altre latitudini, in Medio Oriente, in India e nelle Americhe. Il contributo di Page era richiesto da una clientela ricca e raffinata, talvolta capricciosa, con la quale sapeva tuttavia entrare in sintonia per coglierne le esigenze e rispettarne le passioni. Viste ampie, distese d'acqua, siepi e spazi delimitati, sentieri e gradini, ma anche grandi prati, giardini di rose o di fiori diversamente abbinati a creare una variopinta rassegna di colori: è difficile definire uno stile nel suo lavoro. Con un testo di Paolo Pejrone.
