Marinotti
Tutti i libri editi da Marinotti - Pagina 2
Figurazione. Alla ricerca della forma
Umberto Riva , Annalisa De Curtis
editore: Marinotti
pagine: 252
In un momento storico in cui finalmente l'architettura può rivelare i propri contenuti attraverso le sue intenzionalità, questo libro/dialogo-sotteso rivela l'opera di Umberto Riva, Medaglia d'oro dell'Architettura Italiana, offrendo sguardi e insegnamenti sinora sconosciuti, possibili fondamenti per il presente. La sua vita, i suoi lavori, oggetto di pubblicazioni e studi, sono rimasti al contempo ai bordi di ogni frontiera di ricerca in Italia, a causa del suo operare silenzioso e della scala d'intervento dei suoi lavori. Attraverso un'inedita lettura comparativa tra pitture e architetture di Umberto Riva, il libro porta in luce strumenti fondamentali per affrontare quanto è oggi necessario per restituire all'architettura la sua qualità originaria, di attivazione e realizzazione delle relazione con i suoi abitanti, con i contesti: non esiste forma senza relazione. Le assonanze tra i suoi dipinti e i suoi disegni di architettura, tra figure e forme, disvelano e fanno apparire un mondo dove l'aspetto figurativo dell'artista si offre quale campo di prova per le sue architetture 'inattuali' e in questo senso fortemente contemporanee. I lavori di Riva sono distanti da ogni rispecchiamento dell'attualità rumorosa, essendo capaci di affrontare qualità indispensabili all'abitare contemporaneo quali radicamento, responsabilità ed apertura; forme estese e contenuti che orientano i suoi temi salienti di ricerca, andando oltre l'opera in sé, offrendo nuovi usi e nuovi significati.
Città e memoria come strumenti del progetto
Alberto Ferlenga
editore: Marinotti
pagine: 154
"Ha senso pensare che l'architettura possa esprimere oggi una sua cultura specifica e che questa possa ancora basarsi sullo st
Spiritualità e conoscenza nel lavoro dell'ingegnere. Scritti civili e rari
Arturo Danusso
editore: Marinotti
pagine: 286
Arturo Danusso è il padre del cemento armato italiano. Colui che ne ha seguito da vicino le prime e più eclatanti applicazioni, come quella per la grande arcata di cento metri realizzata per il Ponte del Risorgimento a Roma nel 1910. Giovanissimo, ebbe grande notorietà internazionale per le sue ricerche sull'utilizzo dell'allora nuovissimo materiale; in particolare rimane di importanza storica il suo ruolo nel definire le prime indicazioni normative per la progettazione di strutture antisismiche a seguito del terremoto di Messina del 1908. Progettista e teorico, ha dedicato la vita all'insegnamento nelle aule del Politecnico di Milano, dove per oltre cinquant'anni ha tenuto il corso di "Meccanica delle costruzioni" nel quale si sono formate tutte le generazioni dei maggiori ingegneri italiani del Novecento. Sempre attento a sviluppare ogni possibile rapporto tra ricerca scientifica e il mondo del lavoro e della produzione è stato fondatore della Scuola di Alta Formazione "Fratelli Pesenti" al Politecnico di Milano e, di nuovo a fianco di Italcementi, costituì nel 1951 a Bergamo l'Istituto Sperimentale Modelli e Strutture-ISMES, storica istituzione nota nel mondo di cui si rimpiange oggi la mancanza. Nato nel 1880 e morto nel 1968 Danusso ha progettato strutture di grandi edifici tra cui alcune icone dell'architettura italiana contemporanea, come la Torre Velasca e il Grattacielo Pirelli.
Il disegno come strumento del progetto
Vittorio Gregotti
editore: Marinotti
pagine: 167
La linea che separa progetto e disegno è sottile, i due termini si rincorrono scambiandosi e sovrapponendosi. Il senso dell'uno si rispecchia nella forma dell'altro e il processo che entrambi compongono lega il segno all'idea e la forma al valore profondo dell'abitabilità. Disegno è ricerca di questo valore, traccia che esprime il nesso tra testo architettonico e contesto urbano, paesaggio antropico, territori geografici. Disegno è sintesi estrema dell'idea di architettura, comprendente l'intenzionalità dell'autore, la discrezionalità dell'osservatore, la strumentazione disciplinare dispiegata di volta in volta nella scelta dei riferimenti rappresentati. Il lavoro presentato in questo libro traccia il senso del disegno come strumento di ricerca attraverso queste sostanze di cui si compone il progetto dell'abitabilità umana. I lavori di Gregotti Associati scelti tra quelli mai giunti a realizzazione, risaltano per l'evidenza del rapporto tra studi della forma e intenzione di progetto: essi delineano un percorso di ricerca di grande interesse per ogni progettista e studioso che debba verificare la profondità e la fondatezza dei materiali architettonici per mezzo dell'immateriale segno tracciato dal pensiero.
Motion, émotions. Architettura, movimento e percezione
Jacques Gubler
editore: Marinotti
pagine: 180
Camminare tra le architetture; attraversare in velocità il paesaggio, volare sulla città possono essere non solo esperienze di
La storia dell'arte nelle esperienze e nei ricordi di un suo cultore
Julius von Schlosser
editore: Marinotti
pagine: 248
Ancora una volta, dopo scrittori e saggisti di sensibilità difforme e al di fuori del revival, pure nostalgico, di qualche decennio fa, è data l'occasione di rinnovare l'interesse per qualche aspetto del tema "Grande Vienna", sulla base delle testimonianze di chi, in quella già gloriosa capitale imperiale, visse ed operò prima e dopo la catastrofe del 1918. L'anniversario della cui preparazione, del resto, è appena iniziato in questo 2014. E Julius Ritter von Schlosser-Magnino (1866-1938), dopo Wickhoff, Riegl e Dvorak, l'ultimo maestro di un aspetto della cultura, la storia dell'arte, non privilegiato nelle più classiche ed autorevoli ricostruzioni storiche della realtà e del mito di cui, nel tempo, la capitale asburgica è divenuta oggetto e soggetto. Grande umanista di confine si potrebbe definire lo Schlosser, il cui libro memorando e ben noto agli specialisti, ma forse dimenticato rispetto all'ineludibile "La letteratura artistica" - viene riproposto accompagnato da uno scritto autorevole di Artur Rosenauer, maestro di quella insigne Scuola universitaria e di Sandro Scarrocchia, il più originale interprete italiano di quella stessa realtà accademica e culturale.
Etiche dell'intenzione. Ideologia e linguaggi nell'architettura italiana
Giovanni Durbiano
editore: Marinotti
pagine: 200
Il libro attraversa la vicenda dell'architettura italiana, dal dopoguerra a oggi, per rendere palese il ruolo decisivo dell'in
Madre materia
Fernando Espuelas
editore: Marinotti
pagine: 212
"Vuoto e materia formano la polarità di base dell'architettura": con queste parole iniziava il precedente libro di Fernando Es
L'altra modernità. Considerazioni sul futuro dell'architettura
Rafael Moneo
editore: Marinotti
pagine: 160
Maestro riconosciuto dell'architettura spagnola, docente ad Harvard, Madrid e Barcellona, Bafael Moneo è anche il professore o
La piazza. Significati e ragioni nell'architettura italiana
Dina Nencini
editore: Marinotti
pagine: 140
Nell'epoca dello "slow food" e della decrescita felice, del tempo lento contro l'ipervelocità globale, le piazze italiane, oscillanti tra nostalgiche immagini di un tempo perduto e attraenti spot televisivi, rimangono i luoghi deputati alla manifestazione dell'identità del nostro straordinario Paese. Capaci di resistere al furore disidentitario della globalizzazione, le città italiane racchiudono questi spazi preziosi che permangono immutabili al passare del tempo. Questo libro intende delineare i tratti salienti della piazza quale luogo permanente e specifico dell'architettura italiana, ma anche l'influenza che le piazze italiane hanno avuto nella cultura urbana europea, il libro approfondisce anche i motivi che rendono la piazza ancora oggi il riferimento principale nel quale la città si riconosce. D'altro canto la cultura architettonica italiana ha espresso i propri orientamenti e la propria condizione proprio nei progetti di piazze, in particolare nel Novecento. L'immagine dello spazio aperto che suggerisce la piazza ci fa comprendere non solo lo spazio urbano in cui viviamo ma, soprattutto, quello in cui ognuno di noi aspira a vivere, il mondo cui desideriamo appartenere. Le piazze, nella loro inattualità, ci offrono una indispensabile chiave di lettura utile a riformulare i nuovi paesaggi urbani, contro il degrado, la dispersione, la irriconoscibilità dello spazio contemporaneo.
L'immaginazione costruttiva
Peter Rice
editore: Marinotti
pagine: 176
Peter Rice (1935-1992) è forse il più grande e il più noto tra gli ingegneri del secondo Novecento, il cui apporto ha reso possibili alcune delle architetture più innovative del secolo e il cui ruolo è stato determinante soprattutto in quelli che vengono considerati i più importanti edifici anche dal punto di vista simbolico: le vele dell'Opera di Sydney o il Beaubourg a Parigi ormai assunte a icone della modernità architettonica. Numerose sono le opere in cui la sua immaginazione costruttiva ha contribuito in maniera paritetica a quella degli architetti progettisti: dalla Galleria d'arte contemporanea Menil a Houston con Renzo Piano, al palazzo dei Lloyd's a Londra con Richard Rogers, alla passerella del parigino Parco de La Villette con Bernard Tschumi, fino al Padiglione del Futuro con Oriol Bohigas all'Expo di Siviglia, per non dire di tutte le altre collaborazioni che Peter Rice ha dato in modo diretto a molti altri protagonisti dell'architettura contemporanea: da Norman Foster a Jorn Utzon e molti altri. Anche in Italia la sua audace creatività è stata fondamentale nella costruzione dello stadio di Bari e del Santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, entrambi di Renzo Piano, così come la sua esperienza alla Fiat alla fine degli anni Settanta nella progettazione della "Ritmo", modello tanto amato anche dal giovane Barak Obama.
Idee di architettura. Scritti e conversazioni
Jorn Utzon
editore: Marinotti
pagine: 130
Il libro raccoglie sette scritti di Jorn Utzon, nome di primo piano nell'architettura del Novecento, che propongono un preciso
La macchina del tempo. Leggere la città europea contemporanea
Elena Granata , Carolina Pacchi
editore: Marinotti
pagine: 232
La città europea è un viaggio nel tempo. A Venezia come a Budapest, a Praga come a Parigi, entro un tessuto storico di origine romana o medievale, la forma delle strade e degli edifici, il colore delle pietre, i materiali rendono possibili "incursioni" nelle epoche storiche che ci hanno preceduto. Gli occhi curiosi di un viaggiatore possono ancora scorgere dietro le immagini del presente l'intreccio di epoche e di tempi lontani, il lavoro di uomini e società che hanno dato origine al paesaggio contemporaneo. Leggere le permanenze e le trasformazioni avvenute è un esercizio che può aiutarci a comprendere la città contemporanea. Come una macchina del tempo il testo esplora la città europea nel suo farsi, attraverso il crollo della romanità, la costruzione della città medievale, il cambiamento di prospettiva rinascimentale e la rottura degli orizzonti del barocco, l'avvento della città industriale. Riconoscere le forme e i mutamenti, cogliere i nessi (quando ancora) esistenti tra spazio e società, non può essere oggi solo una competenza di cui dispongono i tecnici e i professionisti, gli studiosi e gli storici. È un attitudine che coinvolge il nostro essere cittadini di questo mondo e di questo tempo. Riconoscere questo codice culturale e trasmetterlo alle nuove generazioni è un'urgenza etica prima ancora che estetica, un modo per capire il tempo presente ma anche per immaginare possibili futuri.
La trascendenza dell'ego
Jean-Paul Sartre
editore: Marinotti
pagine: 100
Scritto al suo rientro dal viaggio in Germania, dove aveva studiato la fenomenologia di Husserl, "La trascendenza dell'Ego" è
Distruzione e progetto. L'architettura promessa
Nicola Emery
editore: Marinotti
pagine: 323
Associare distruzione e progetto suggerisce una condizione di radicale ambivalenza, segnata in profondità dalla perdita di luoghi e di senso. Come è potuto accadere che l'architettura, invece di contribuire a sostenere il buon vivere, si sia intrecciata con le forme che lo mortificano? Eppure non solo Aristotele e Vitruvio. ma anche autori moderni quali Freud e Marx. Gehlen e Guardini, e prima di loro già Bacone, avevano avvertito questa minaccia. Prudenza, misura, autocontrollo, responsabilità, solidarietà sono state le virtù via via indicate per orientare e incanalare la violenza implicita del fare e impedire così il suo capovolgersi nel contrario, in aggressione alla terra e alla natura. Oggi invece i contrari - il progetto e la distruzione si congiungono e il mondo diviene sempre più inabitabile: dobbiamo allora arrenderci alla "volontà di potenza" di un'epoca segnata dalla tecnica? E non è invece il momento di esercitare la critica delle insostenibili contraddizioni di un movimento storico-economico teso in modo unilaterale al profitto e alla crescita? Questo libro propone una rinnovata diagnosi della contemporaneità e illustra una possibile risposta: opporre alla logica della "distruzione creatrice . fissata in economia da Schumpeter e ricca di epigoni in architettura da Le Corbusier a Bucktninster Fuller, una concezione ermeneutica del progetto, inteso come essenziale curare, recuperare e solcare.
Oltre il cubismo
Le Corbusier , Amédée Ozenfant
editore: Marinotti
pagine: 71
Dopo e oltre il Cubismo: dall'incontro fatalmente casuale (nello studio del grande architetto Auguste Perret) fra un giovane, agiato pittore parigino di qualche notorietà, che tra l'altro ha dato vita alla rivista L'Elan, Amédée Ozenfant (1886-1966), ed un altrettanto giovane architetto svizzero di scarsa notorietà, Charles-Edouard Jeanneret (1887-1965), emigrato a Parigi l'anno prima, nel 1918 nasce uno dei più importanti ma meno frequentati manifesti dell'avanguardia artistica novecentesca, "Après le Cubisme". Sarà l'origine del Purismo, meno cruciale ma non poco significativa declinazione dei linguaggi moderni della pittura fatta di chiarezza e precisione. Essa darà i suoi frutti più clamorosi di lì a qualche anno, quando lo svizzero Jeanneret, finalmente denominatosi Le Corbusier, anche attraverso la rivista L'Esprit Nouveau, fondata e condotta con lo stesso Ozenfant, realizzerà le costruzioni paradigmatiche di un razionalismo radicale, chiaro e preciso, divenute ben presto universalmente proverbiali quanto il nome del loro autore. Fortune diverse quelle dei due protagonisti di un'esperienza pittorica relativamente circoscritta e tuttavia intensa e affascinante, così francese, così parigina e così prossima a quel mondo degli oggetti che ritroviamo in tante opere di Braque, Picasso, Gris, Severini, Léger, e naturalmente di Ozenfant e Jeanneret. Vere e suggestive icone della modernità.
Oltre il Brillo Box. Il mondo dell'arte dopo la fine della storia
Arthur C. Danto
editore: Marinotti
pagine: 293
La filosofia dell'arte di Arthur Danto, celebre critico d'arte americano, prende le mosse in questo libro dal Brillo Box, icona insieme del consumismo e della Pop Art. La scatola di spugnette detergenti, famosa negli USA quanto la Coca Cola e il ketchup Heinz, ha una confezione emblematica, simbolo di una rivoluzione al contempo commerciale e artistica. Già celebre sugli scaffali dei supermercati e nella vita quotidiana delle casalinghe negli anni Sessanta, la scatola Brillo diventa una vera e propria star grazie a Andy Warhol, che la riproduce e la espone nelle più importanti gallerie d'arte del mondo. Ma è con il saggio "Il mondo dell'arte", riproposto in questo volume in una versione rivista e ampliata, che il Brillo Box raggiunge un successo filosofico: esso diventa il discrimine storico-artistico di una nuova era, un'epoca di pluralismo, un periodo in cui qualsiasi cosa si può convertire in arte, perché non esiste più la possibilità di una direzione storicamente corretta che regoli la prassi artistica. Analizzando in modo critico la complessa relazione tra interpretazione, storia, teoria e pratica nell'arte, e con uno stile improntato alla chiarezza espositiva, "Oltre il Brillo Box" prende le distanze da un passato dominato dal paradigma tradizionale delle arti visive e ci proietta nell'attualità di un mondo caratterizzato da opere d'arte indiscernibili dagli oggetti ordinari: è il mondo in cui viviamo, costantemente alla ricerca di una risposta alla domanda "che cos'è l'arte?".
La ragione degli edifici. La scuola di Milano e oltre
Antonio Monestiroli
editore: Marinotti
pagine: 156
Questo libro è formato da tre parti
Architetti italiani nel Novecento
Guido Canella
editore: Marinotti
pagine: 350
Grazie ai saperi dell'erudito e all'intelligenza dello storico che non teme di proporre inquadramenti di lunga gittata e a que
