Nell'imagery rescripting si modifica il decorso degli eventi attivati dalla memoria, guidandoli verso un decorso più favorevole. L'imagery rescripting sembra rappresentare un trattamento efficace per diversi disturbi raggiungendo risultati positivi in tempi molto brevi. Secondo una delle ipotesi più comuni, questa tecnica modifica il significato attribuito all'evento originario. Diversi dati supportano l'efficacia di questo intervento immaginativo nell'evocare esperienze emotive intense e per questo motivo è fondamentale che chi lo applica sia adeguatamente formato, in modo da favorire nel paziente delle esperienze emotive correttive.
Indice testuale
Presentazione dell’edizione italiana
Barbara Basile
Prefazione
Arnoud Arntz XIII
1. Introduzione
1.1. L’immaginazione
1.1.1. Cosa significa immaginare?
1.1.2. L’immaginazione caratterizza un sano funzionamento psicologico
1.1.3. Il ruolo dell’immaginazione nell’elaborazione delle informazioni
1.1.4. L’impatto dell’immaginazione sulle emozioni
1.1.5. La relazione tra immaginazione e psicopatologia
1.1.6. Immaginazione, realtà o fantasia?
1.2. L’imagery rescripting
1.2.1. Cos’è l’imagery rescripting?
1.2.2. Quali immagini si prestano all’imagery rescripting?
1.2.3. La storia dell’imagery rescripting
1.3. L’efficacia dell’imagery rescripting
1.3.1. Il disturbo da stress post-traumatico
1.3.2. Il disturbo d’ansia sociale
1.3.3. Le fobie specifiche
1.3.4. Il disturbo ossessivo-compulsivo
1.3.5. La depressione
1.3.6. I disturbi dell’alimentazione
1.3.7. Gli incubi notturni
1.3.8. Le psicosi
1.3.9. Il disturbo dell’immagine corporea
1.3.10. I disturbi della personalità
1.3.11. Altri campi di applicazione
1.3.12. Conclusioni
1.4. Come funziona l’imagery rescripting?
1.5. L’applicazione dell’imagery rescripting
1.5.1. Criteri per l’applicazione dell’imagery rescripting
1.5.2. Chi può applicare l’imagery rescripting?
1.5.3. La durata del trattamento e la frequenza delle sedute
1.5.4. Il piano d’intervento e i criteri di valutazione
1.5.5. La regolazione emotiva durante l’imagery rescripting
1.5.6. Nota critica
1.6. Conclusioni
1.7. Introduzione dei casi di Nicky e Greg
2. L’imagery diagnostico
2.1. Introduzione
2.2. Spiegazione delle fasi dell’imagery diagnostico
2.2.1. Prima fase: introduzione all’imagery diagnostico
2.2.2. Seconda fase: il luogo sicuro
2.2.3. Terza fase: la situazione dolorosa nel presente
2.2.4. Quarta fase: un ponte emotivo con il passato
2.2.5. Quinta fase: esplorare un’esperienza significativa del passato
2.2.6. Sesta fase: ritorno al luogo sicuro
2.2.7. Settima fase: discussione dell’esercizio
2.3. Conclusione
3. L’imagery rescripting – il terapeuta riscrive
3.1. Introduzione
3.2. Il rescripting
3.2.1. Come funziona il rescripting?
3.2.2. Chi fa il rescripting?
3.2.3. L’oggetto del rescripting
3.2.4. Scegliere l’intervento
3.2.5. Il momento più adatto per il rescripting
3.3. Argomenti e temi
3.3.1. Assenza di sicurezza e protezione
3.3.2. Mancanza di stima, spontaneità e gioco: l’antagonista esigente
3.3.3. Mancanza di espressione di sé e di autonomia: l’antagonista colpevolizzante
3.3.4. Mancanza di accudimento emotivo e cure: l’antagonista assente
3.3.5. Mancanza di limiti realistici: l’antagonista viziante/trascurante
3.4. Conclusione
4. L’imagery rescripting alla fine della terapia – il paziente riscrive in autonomia
4.1. Introduzione
4.2. Quando passare alla fase in cui il paziente riscrive in modo autonomo?
4.3. Visualizzare l’Adulto sano
4.3.1. Prima fase: spiegare al paziente perché imparare a visualizzare l’Adulto sano
4.3.2. Seconda fase: confrontare il paziente con l’Adulto sano del terapeuta
4.3.3. Terza fase: focalizzare su aspetti specifici del ricordo
4.3.4. Quarta fase: chiedere al paziente di visualizzare il proprio Adulto sano
4.3.5. Quinta fase: discussione dell’esercizio e assegnazione degli homework
4.4. L’imagery rescripting alla fine della terapia: il paziente riscrive
4.4.1. Prima fase: introduzione
4.4.2. Seconda fase: visualizzare l’Adulto sano, al posto del luogo sicuro
4.4.3. Terza fase: visualizzare l’evento traumatico dalla prospettiva del bambino/vittima
4.4.4. Quarta fase: rescripting dell’immagine traumatica dalla prospettiva dell’Adulto sano
4.4.5. Quinta fase: ripetere il rescripting dalla prospettiva del bambino/vittima
4.4.6. Sesta fase: discussione dell’esercizio
4.5. Conclusione
5. Rompere gli schemi: l’imagery rescripting sugli eventi futuri
5.1. Introduzione
5.2. L’imagery rescripting sugli eventi futuri: la preparazione
5.2.1. L’autocompassione
5.2.2. La ristrutturazione cognitiva
5.2.3. Il cambiamento comportamentale
5.3. L’imagery rescripting sugli eventi futuri per rompere gli schemi: la pratica
5.3.1. Prima fase: discussione preliminare
5.3.2. Seconda fase: visualizzare l’Adulto sano
5.3.3. Terza fase: visualizzare lo scenario catastrofico
5.3.4. Quarta fase: ristabilire contatto con la parte sana, adulta
5.3.5. Quinta fase: guida all’autocompassione, alla ristrutturazione cognitiva e al cambiamento comportamentale
5.3.6. Sesta fase: discussione dell’esercizio e assegnazione degli homework
5.4. Conclusione
6. Specifiche aree di intervento di imagery rescripting
6.1. Introduzione
6.2. Specifiche aree di intervento
6.2.1. L’imagery rescripting nelle dipendenze
6.2.2. L’imagery rescripting per il disturbo da incubi
6.2.3. L’imagery rescripting per i flashforward
6.2. Forme speciali dell’imagery rescripting: l’immaginazione positiva
6.2.1. Introduzione
6.2.2. Applicazioni di immaginazione positiva
6.3. Conclusione
7. Le trappole per il terapeuta
7.1. Introduzione
7.2. Passaggio prematuro al rescripting in autonomia
7.2.1. La consapevolezza
7.2.2. La compassione
7.2.3. La ristrutturazione cognitiva
7.2.4. Indicazioni pratiche conclusive
7.3. Il rescripting non è efficace
7.3.1. La consapevolezza
7.3.2. La compassione
7.3.3. La ristrutturazione cognitiva
7.3.4. Indicazioni pratiche conclusive
7.4. Il terapeuta interviene in modo eccessivamente razionale e rapido
7.4.1. La consapevolezza
7.4.2. La compassione
7.4.3. La ristrutturazione cognitiva
7.4.4. Indicazioni pratiche conclusive
7.5. Il terapeuta si focalizza troppo sui dettagli
7.5.1. La consapevolezza
7.5.2. La compassione
7.5.3. La ristrutturazione cognitiva
7.5.4. Indicazioni pratiche conclusive
7.6. Conclusione
Appendice 1. Indicazioni per l’imagery diagnostica
Appendice 2. Come spiegare l’imagery rescripting ai pazienti
Appendice 3. Indicazioni pratiche per l’imagery rescripting – il terapeuta riscrive
Appendice 4. Indicazioni per visualizzare l’Adulto sano
Appendice 5. Indicazioni per l’imagery rescripting – il paziente riscrive
Appendice 6. Indicazioni per l’imagery rescripting sugli eventi futuri
Bibliografia
Indice analitico
Barbara Basile
Prefazione
Arnoud Arntz XIII
1. Introduzione
1.1. L’immaginazione
1.1.1. Cosa significa immaginare?
1.1.2. L’immaginazione caratterizza un sano funzionamento psicologico
1.1.3. Il ruolo dell’immaginazione nell’elaborazione delle informazioni
1.1.4. L’impatto dell’immaginazione sulle emozioni
1.1.5. La relazione tra immaginazione e psicopatologia
1.1.6. Immaginazione, realtà o fantasia?
1.2. L’imagery rescripting
1.2.1. Cos’è l’imagery rescripting?
1.2.2. Quali immagini si prestano all’imagery rescripting?
1.2.3. La storia dell’imagery rescripting
1.3. L’efficacia dell’imagery rescripting
1.3.1. Il disturbo da stress post-traumatico
1.3.2. Il disturbo d’ansia sociale
1.3.3. Le fobie specifiche
1.3.4. Il disturbo ossessivo-compulsivo
1.3.5. La depressione
1.3.6. I disturbi dell’alimentazione
1.3.7. Gli incubi notturni
1.3.8. Le psicosi
1.3.9. Il disturbo dell’immagine corporea
1.3.10. I disturbi della personalità
1.3.11. Altri campi di applicazione
1.3.12. Conclusioni
1.4. Come funziona l’imagery rescripting?
1.5. L’applicazione dell’imagery rescripting
1.5.1. Criteri per l’applicazione dell’imagery rescripting
1.5.2. Chi può applicare l’imagery rescripting?
1.5.3. La durata del trattamento e la frequenza delle sedute
1.5.4. Il piano d’intervento e i criteri di valutazione
1.5.5. La regolazione emotiva durante l’imagery rescripting
1.5.6. Nota critica
1.6. Conclusioni
1.7. Introduzione dei casi di Nicky e Greg
2. L’imagery diagnostico
2.1. Introduzione
2.2. Spiegazione delle fasi dell’imagery diagnostico
2.2.1. Prima fase: introduzione all’imagery diagnostico
2.2.2. Seconda fase: il luogo sicuro
2.2.3. Terza fase: la situazione dolorosa nel presente
2.2.4. Quarta fase: un ponte emotivo con il passato
2.2.5. Quinta fase: esplorare un’esperienza significativa del passato
2.2.6. Sesta fase: ritorno al luogo sicuro
2.2.7. Settima fase: discussione dell’esercizio
2.3. Conclusione
3. L’imagery rescripting – il terapeuta riscrive
3.1. Introduzione
3.2. Il rescripting
3.2.1. Come funziona il rescripting?
3.2.2. Chi fa il rescripting?
3.2.3. L’oggetto del rescripting
3.2.4. Scegliere l’intervento
3.2.5. Il momento più adatto per il rescripting
3.3. Argomenti e temi
3.3.1. Assenza di sicurezza e protezione
3.3.2. Mancanza di stima, spontaneità e gioco: l’antagonista esigente
3.3.3. Mancanza di espressione di sé e di autonomia: l’antagonista colpevolizzante
3.3.4. Mancanza di accudimento emotivo e cure: l’antagonista assente
3.3.5. Mancanza di limiti realistici: l’antagonista viziante/trascurante
3.4. Conclusione
4. L’imagery rescripting alla fine della terapia – il paziente riscrive in autonomia
4.1. Introduzione
4.2. Quando passare alla fase in cui il paziente riscrive in modo autonomo?
4.3. Visualizzare l’Adulto sano
4.3.1. Prima fase: spiegare al paziente perché imparare a visualizzare l’Adulto sano
4.3.2. Seconda fase: confrontare il paziente con l’Adulto sano del terapeuta
4.3.3. Terza fase: focalizzare su aspetti specifici del ricordo
4.3.4. Quarta fase: chiedere al paziente di visualizzare il proprio Adulto sano
4.3.5. Quinta fase: discussione dell’esercizio e assegnazione degli homework
4.4. L’imagery rescripting alla fine della terapia: il paziente riscrive
4.4.1. Prima fase: introduzione
4.4.2. Seconda fase: visualizzare l’Adulto sano, al posto del luogo sicuro
4.4.3. Terza fase: visualizzare l’evento traumatico dalla prospettiva del bambino/vittima
4.4.4. Quarta fase: rescripting dell’immagine traumatica dalla prospettiva dell’Adulto sano
4.4.5. Quinta fase: ripetere il rescripting dalla prospettiva del bambino/vittima
4.4.6. Sesta fase: discussione dell’esercizio
4.5. Conclusione
5. Rompere gli schemi: l’imagery rescripting sugli eventi futuri
5.1. Introduzione
5.2. L’imagery rescripting sugli eventi futuri: la preparazione
5.2.1. L’autocompassione
5.2.2. La ristrutturazione cognitiva
5.2.3. Il cambiamento comportamentale
5.3. L’imagery rescripting sugli eventi futuri per rompere gli schemi: la pratica
5.3.1. Prima fase: discussione preliminare
5.3.2. Seconda fase: visualizzare l’Adulto sano
5.3.3. Terza fase: visualizzare lo scenario catastrofico
5.3.4. Quarta fase: ristabilire contatto con la parte sana, adulta
5.3.5. Quinta fase: guida all’autocompassione, alla ristrutturazione cognitiva e al cambiamento comportamentale
5.3.6. Sesta fase: discussione dell’esercizio e assegnazione degli homework
5.4. Conclusione
6. Specifiche aree di intervento di imagery rescripting
6.1. Introduzione
6.2. Specifiche aree di intervento
6.2.1. L’imagery rescripting nelle dipendenze
6.2.2. L’imagery rescripting per il disturbo da incubi
6.2.3. L’imagery rescripting per i flashforward
6.2. Forme speciali dell’imagery rescripting: l’immaginazione positiva
6.2.1. Introduzione
6.2.2. Applicazioni di immaginazione positiva
6.3. Conclusione
7. Le trappole per il terapeuta
7.1. Introduzione
7.2. Passaggio prematuro al rescripting in autonomia
7.2.1. La consapevolezza
7.2.2. La compassione
7.2.3. La ristrutturazione cognitiva
7.2.4. Indicazioni pratiche conclusive
7.3. Il rescripting non è efficace
7.3.1. La consapevolezza
7.3.2. La compassione
7.3.3. La ristrutturazione cognitiva
7.3.4. Indicazioni pratiche conclusive
7.4. Il terapeuta interviene in modo eccessivamente razionale e rapido
7.4.1. La consapevolezza
7.4.2. La compassione
7.4.3. La ristrutturazione cognitiva
7.4.4. Indicazioni pratiche conclusive
7.5. Il terapeuta si focalizza troppo sui dettagli
7.5.1. La consapevolezza
7.5.2. La compassione
7.5.3. La ristrutturazione cognitiva
7.5.4. Indicazioni pratiche conclusive
7.6. Conclusione
Appendice 1. Indicazioni per l’imagery diagnostica
Appendice 2. Come spiegare l’imagery rescripting ai pazienti
Appendice 3. Indicazioni pratiche per l’imagery rescripting – il terapeuta riscrive
Appendice 4. Indicazioni per visualizzare l’Adulto sano
Appendice 5. Indicazioni per l’imagery rescripting – il paziente riscrive
Appendice 6. Indicazioni per l’imagery rescripting sugli eventi futuri
Bibliografia
Indice analitico
Biografia dell'autore
Remco van der Wijngaart lavora come psicoterapeuta in un ambulatorio a Maastricht, Olanda. Inizialmente formato nella terapia cognitivo-comportamentale, è stato formato e supervisionato nella Schema Therapy personalmente dal dottor Jeffrey Young dal 1996 al 2000 come parte di uno studio multicentrico olandese sull'efficacia della terapia Schema nel trattamento del Disturbo Borderline di Personalità. Dal 2000 tiene frequentemente workshop, corsi di formazione e supervisione in Schema Therapy in tutto il mondo (ad es. Regno Unito, Polonia, Ucraina, Australia).
