Quodlibet: Diap print/Teorie
Tutti i libri della collana Diap print/Teorie - Pagina 2
Lo storico scellerato. Scritti su Manfredo Tafuri
a cura di
O. Carpenzano
,
M. Pietrosanto
D. Scatena
e altri
editore: Quodlibet
pagine: 429
Manfredo Tafuri (1935-1994), architetto e storico dell'architettura è stato una figura di riferimento nel dibattito architetto
Incompiute, o dei ruderi della contemporaneità
Alfonso Giancotti
editore: Quodlibet
pagine: 160
Il volume fornisce una lettura dello stato dell'arte per quanto attiene il tema delle "architetture incompiute" e al contempo
Architettura in Italia. I valori e la bellezza
editore: Quodlibet
Architettura e storiografia Le matrici antiche del linguaggio moderno seguito da «La storia come metodologia del fare architettonico»
Bruno Zevi
editore: Quodlibet
pagine: 216
"Si suole affermare che il linguaggio moderno ha determinato una cesura nell'evoluzione architettonica, azzerando la tradizion
Qualcosa sull'architettura. Figure e pensieri nella composizione
Orazio Carpenzano
editore: Quodlibet
pagine: 176
"Qualcosa sull'architettura" è un titolo volutamente elusivo
Architettura tra due mari. Radici e trasformazioni architettoniche e urbane in Russia, Caucaso e Asia centrale
a cura di R. Secchi , L. Spita
editore: Quodlibet
pagine: 479
Il volume prende le mosse dal famoso libro reportage Imperium di Ryszard Kapu?ci?ski, in cui l'autore descrive lo stato delle
La dissertazione in progettazione architettonica. Suggerimenti per una tesi di dottorato
Orazio Carpenzano
editore: Quodlibet
pagine: 92
Questo libro è rivolto a coloro che iniziano l'avventura della ricerca nel mondo complesso e affascinante dell'Architettura at
Progettare la vacanza. Studi sull'architettura balneare del secondo dopoguerra
Pisana Posocco
editore: Quodlibet
pagine: 147
L'architettura legata al turismo è una parte rilevante del costruito
Metamorfosi americane. Destruction through neglect. Villa Savoye tra mito e patrimonio. Corbu dopo Corbu (2015-1965)
Carlo Olmo , Susanna Caccia Gherardini
editore: Quodlibet
pagine: 160
La ricezione dell'opera e della figura di un architetto è tema scarsamente affrontato dalla letteratura artistica
Per Le Corbusier. Corbu dopo Corbu (1965-2015)
a cura di Università La Sapienza di Roma. Dipartimento di Architettura e progetto
editore: Quodlibet
pagine: 464
La seconda vita degli edifici. Riflessioni e progetti
a cura di P. Posocco , M. Raitano
editore: Quodlibet
pagine: 256
La locuzione seconda vita allude alla pratica della guarigione; implica un'idea di cura che sottende uno sguardo amorevole verso ciò che esiste ma impone anche, di contro, la presa d'atto che gli spazi urbani e architettonici in cui viviamo sono malati, insani, affetti da disfunzionalità che solo una ben orientata cultura del riuso può sanare. Il volume si occupa, dunque, dell'intervento sull'esistente nell'accezione più ampia possibile: intervento su un esistente qualificato, intervento su un esistente ordinario. Ciò che si intende sostenere è che le due operazioni siano in realtà due declinazioni di uno stesso tema progettuale: il lavoro su ciò che già c'è, su ciò che è materia del nostro paesaggio quotidiano. In questo senso lo sguardo non intende porre "paletti" disciplinari, estendendosi a considerare un'area vasta che riavvicina idealmente patrimonio alto (edilizia storica) e patrimonio basso (edilizia corrente), a favore di una cultura del recupero volta alla valorizzazione di tutte le risorse disponibili sul territorio. In questo quadro, l'obiettivo del volume è di concorrere alla definizione di un "pensiero del riuso" che superi gli steccati disciplinari e ricomponga l'insieme delle conoscenze relative ai due settori disciplinari che tradizionalmente si "contendono" la materia (progettazione e restauro), per consentire il dialogo tra i diversi operatori competenti e garantire la possibilità di un confronto nell'ambito dell'informazione sulle tecniche...
Sette ragionamenti di architettura
Paola V. Dell'Aira
editore: Quodlibet
pagine: 103
Razionalità e creatività, cultura architettonica, tradizione, contesto, programma, regole e linguaggio: sono espressioni ricorrenti in architettura e rappresentano le necessità proprie del progetto architettonico, i suoi inseparabili termini di confronto, temi, fra i tanti, sui quali si è ripetutamente posato il dibattito in ogni tempo della storia. Parole affatto nuove, parole 'anziane' del dibattito, termini consolidati e, in certa misura, archetipici, che definiscono questioni che da sempre accompagnano la materia, ancorché surclassate oggi da problematiche apparentemente più urgenti quali paesaggio, ecologia, sostenibilità economica e sociale, durevolezza e resilienza. Il volume intende recuperare questi termini e questioni, per ragionarci su, attualizzare contenuti e interpretazioni, legare i concetti l'uno all'altro, fino a riconoscervi i momenti della costruzione di un personale pensiero progettuale, quello dell'autrice, fatta salva l'intenzione di considerare ancora, ogni ragionamento, un inizio del cercare.
Quote e orizzonti. Carlo Scarpa e i paesaggi veneti
Gianluca Frediani
editore: Quodlibet
pagine: 142
A quasi quarant'anni dalla sua morte, Carlo Scarpa è forse l'architetto italiano più conosciuto all'estero
Il mito del bianco in architettura
a cura di M. Zammerini
editore: Quodlibet
pagine: 191
Immagine superstite dell'antico e fantasma moderno, il mito del bianco in architettura è uno di quei temi che si propone quasi naturalmente da quando, dopo il cromatismo naturale nel mondo antico e medioevale, il candore bianco attraverso l'estetica di Winkelmann è diventato esaltazione della forma, declinazione del bello, mito che il soggetto moderno può fare proprio. Se il mito è un linguaggio, l'architettura come l'arte si nutre di esso. In architettura, il mito del bianco ha una dimensione storica che nei secoli assume significati diversi. Dall'equivoco estetico successivo alle scoperte archeologiche del Settecento al neoclassicismo, dall'architettura spontanea del Mediterraneo al razionalismo europeo, fino ad approdare al minimalismo e all'architettura contemporanea, la reinterpretazione del mito del bianco ha dato luogo a significative testimonianze nel campo dell'architettura e dell'urbanistica e a episodi di straordinario valore. Il libro, impostato su un'idea d'interdisciplinarietà, vuole approfondire la conoscenza delle origini di una fascinazione che ha riguardato nel tempo l'uso di questo colore. In questo senso il volume si avvale del contributo di studiosi nel campo della storia dell'architettura, dell'archeologia, dell'arte, della letteratura, della psicoanalisi e della composizione architettonica.
Per la città di Roma. Mario Ridolfi urbanista 1944-1954
Piero O. Rossi
editore: Quodlibet
pagine: 175
Alla fine della seconda guerra mondiale Mario Ridolfi ritenne necessario occuparsi dei problemi relativi alla dimensione della città e del suo disegno complessivo. In quel momento, l'urgenza delle questioni urbane prevalse sui temi di natura architettonica e l'urbanistica tornò ad essere occasione di elaborazione culturale e di confronto politico. L'annullamento della dialettica democratica nella gestione delle politiche urbane durante i vent'anni del fascismo, le distruzioni provocate dai bombardamenti aerei e dall'essere stato il nostro Paese teatro di battaglie tra eserciti combattenti e di una guerra partigiana avevano infatti generato un groviglio di problemi estremamente complesso per affrontare il quale né i professionisti, né i dipendenti delle amministrazioni pubbliche apparivano adeguatamente attrezzati. Il Ridolfi urbanista richiamato nel titolo è quindi il Ridolfi meno noto, quello che nei dieci anni che vanno dal 1944 al 1954 - dalla fine della guerra al progetto delle torri di viale Etiopia - è impegnato a progettare, prima come architetto-urbanista e poi in sede politica, il futuro assetto della sua città.
Esplorazioni spaziali
Filippo Lambertucci
editore: Quodlibet
pagine: 95
Con questo libro non si cercano formule o risultati; piuttosto si prova a ricostruire un movente, a cercare un perché e un come, cioè ricostruire i motivi per cui uno spazio ha assunto una specifica configurazione e, al contempo, indagare quali siano gli strumenti con cui quello stesso spazio è riuscito a toccarci. Più che di motivi è più giusto parlare di moventi, cioè di quelle ragioni che animano un'azione; l'azione progettuale dovrà perciò chiedersi: che fare? E poi ancora come? Si tratta cioè di padroneggiare una capacità compositiva, non tecnica, di cui si dovrà divenire padroni per non rimanere solo spettatori stupefatti di fronte all'effetto. Se il che fare corrisponde a una visione dello spazio, il come fare è il processo che piega invece le tecniche alla espressione compiuta della visione. Per conoscere questo processo e per formarsi una visione bisognerà approfondire la conoscenza con lo spazio, scegliersi un punto di vista: ecco il perché di queste esplorazioni. Attraverso passaggi di complessità crescente e una grafica elementare, che privilegia la visualizzazione come strumento critico, si indagano i temi che alimentano la formazione dello spazio progettato e la comprensione di quello che ci circonda.
