Libri di Filippo Lambertucci
Biografia e opere di Filippo Lambertucci
Spazi per il sacro
Filippo Lambertucci , Pisana Posocco
editore: LetteraVentidue
pagine: 192
Lo spazio, più che la forma in sé, deve essere il vettore di un discorso architettonico che non si limiti a descrivere o raffi
Lo spazio dei Castiglioni
Filippo Lambertucci
editore: LetteraVentidue
pagine: 160
I memorabili allestimenti di Pier Giacomo e Achille Castiglioni mettono in scena tutta la potenza narrativa dello spazio e lo
Esplorazioni spaziali
Filippo Lambertucci
editore: Quodlibet
pagine: 95
Con questo libro non si cercano formule o risultati; piuttosto si prova a ricostruire un movente, a cercare un perché e un come, cioè ricostruire i motivi per cui uno spazio ha assunto una specifica configurazione e, al contempo, indagare quali siano gli strumenti con cui quello stesso spazio è riuscito a toccarci. Più che di motivi è più giusto parlare di moventi, cioè di quelle ragioni che animano un'azione; l'azione progettuale dovrà perciò chiedersi: che fare? E poi ancora come? Si tratta cioè di padroneggiare una capacità compositiva, non tecnica, di cui si dovrà divenire padroni per non rimanere solo spettatori stupefatti di fronte all'effetto. Se il che fare corrisponde a una visione dello spazio, il come fare è il processo che piega invece le tecniche alla espressione compiuta della visione. Per conoscere questo processo e per formarsi una visione bisognerà approfondire la conoscenza con lo spazio, scegliersi un punto di vista: ecco il perché di queste esplorazioni. Attraverso passaggi di complessità crescente e una grafica elementare, che privilegia la visualizzazione come strumento critico, si indagano i temi che alimentano la formazione dello spazio progettato e la comprensione di quello che ci circonda.
Cinque interventi sulla composizione architettonica
Filippo Lambertucci
,
Maurizio Meriggi
e altri
editore: Lampi di Stampa
pagine: 160
Luigi Moretti. Cinema-teatro e piazza Imperiale all'E42, Roma
Filippo Lambertucci
editore: Unicopli
pagine: 94
La sequenza delle soluzioni - dal progetto di concorso del 1937 per la piazza Imperiale dell'E42 ai progetti definitivi per la piazza e per il cinema-teatro da 400 posti - costituisce il preciso momento di passaggio dell'architettura di Moretti dai modi energici ed autonomi delle opere razionaliste d'anteguerra a quelli più ambigui delle architetture commerciali del dopoguerra.
