Design
Tutti i libri di Design - Pagina 127
BAR. Bellezza Arte Ristoro. Architettura, cibo e design nell'Italia del '900
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 112
Il Bar è il luogo dell'incontro, dove si beve, si mangia, si chiacchiera, ci si riposa, si legge i giornale, si perde tempo o si lavora. Disegni, progetti, modelli, brevetti di prodotti destinati all'alimentazione che raccontano la storia del design industriale, che parlano di creatività e capacità imprenditoriale, del "made in Italy" prima che il concetto stesso esistesse. Tra i designer compaiono le grandi firme, come Giò Ponti, Fortunato Depero, Bruno Munari, ma insieme ci sono i perfetti sconosciuti, a confermare l'immagine di un popolo di inventori che ha affidato alle carte bollate i propri lampi di genio.
Design senza designer
Chiara Alessi
editore: Laterza
pagine: 147
Artigiani, operai, terzisti, venditori, imprenditori, pr, giornalisti, curatori ci aprono le porte di laboratori, studi, luoghi di produzione factory, negozi. Un'incursione nei mestieri del design, designer a parte.
1000 Pin-up Girls. Ediz. francese, inglese e tedesca
editore: Taschen
pagine: 544
Le ragazze di questo libro così ben disegnate, con le loro curve e la loro conturbante biancheria, divennero ben presto le ben
Valle d'Itria style
editore: Congedo
pagine: 176
La Valle d'Itria è un luogo che sembra uscito dal disegno di un bambino felice
La metropoli multietnica. Catalogo della mostra (Milano, 4 febbraio-12settembre 2016). Ediz. italiana e inglese
a cura di A. Branzi
editore: Mandragora
pagine: 133
"Per la prima volta nella storia dell'umanità la popolazione mondiale ha raggiunto i sette miliardi di unità, numero che è destinato a crescere in maniera esponenziale. Si tratta di sette miliardi di individui, ciascuno dei quali afferma la propria sacra identità, unicità, originalità, come portatore di una storia irripetibile, di un proprio amore, di un proprio genoma. La complessità, le contraddizioni, le ibridazioni sono così diventate le categorie di riferimento per la politica e il progetto, costretti a confrontarsi con 'problemi che non hanno soluzione'. Questa nuova società multietnica non è un giocoso girotondo frutto di una reciproca tolleranza che permette a ciascuna di queste etnie di conservare le proprie radici e le proprie antiche identità. Nella metropoli multietnica si produce una progressiva ibridazione tra le quattrocento minoranze che ancora esistono nel mondo. Indipendentemente dalla nostra capacità di accoglienza, questo prezioso arcipelago di etnie viene quotidianamente attraversato dai flussi invasivi degli scambi commerciali internazionali, dalle informazioni, dalla convivenza con nuove abitudini, mode, musiche, gastronomie, religioni, fino a produrre una grande ibridazione generale. Nel secolo scorso ci siamo illusi che a ogni problema potesse essere trovata una soluzione; ma la metropoli multietnica rappresenta un problema che non può trovare soluzione, soltanto una faticosa gestione." (Andrea Branzi)
Nueva carne. Ediz. italiana e inglese
Claudio Romo
editore: Logos
pagine: 64
Il corpo umano è un territorio inconoscibile. Possiamo smontarlo, sezionarlo, studiarlo in ogni minimo dettaglio, rovistare fra le sue interiora, e il suo segreto continuerà a sfuggirci. Ci guardiamo le mani. Passiamo la lingua sull'arco dei denti. Ci tocchiamo i capelli. Siamo davvero noi, questo? Il corpo è fluido, si trova costantemente "al di là" di come appare (trans-forma), pronto a fondersi con altre entità, a mutarsi in qualcos'altro. In virtù della confusione tra organico e meccanico, biologia e tecnologia, sta abbandonando la sua materialità per rimescolarsi nelle infinite proiezioni e ramificazioni della Rete, è ormai sinapsi esso stesso dell'immensa massa cerebrale che si espande sulla superficie dell'intero pianeta. Ha ancora senso dunque parlare di confini dell'umano, cercare di domare una carne delirante? Ironicamente definite "anatomiche", le tavole di Claudio Romo suggellano di fatto la morte dell'anatomia. Di fronte all'esplosione della humani corporis fabrica, un riluttante e rassegnato Vesalio posa il bisturi per sempre. Mentre il pensiero si proietta al di fuori dei limiti fisici, ecco che la carne, non più sorvegliata, può infine diventare surreale, cominciare a sognare furiosamente. Eseguite con inchiostro nero a disegnare reticolati che evocano una dimensione digitale, queste illustrazioni suggeriscono l'idea che il sogno possa essere un incubo, risolversi in un'apocalisse in cui il virtuale diviene reale facendo saltare tutti i confini che in fondo ci rassicurano. Ma sta a noi accogliere o meno la più epocale metamorfosi che la nostra specie abbia mai conosciuto. Rimarremo terrorizzati di fronte all'idea di perdere i nostri vecchi contorni su cui ritenevamo di fondare la nostra identità? Oppure li faremo divampare abbandonandoci all'estasi, alla trasfigurazione? Fantascientifico, filosofico e spirituale al tempo stesso, questo volume impreziosito dal testo introduttivo a firma di Ivan Cenzi di #BizzarroBazar ci obbliga a un confronto serrato con noi stessi mentre ci ammalia e ci inquieta con la potenza della sua visione.
Oz. Ediz. italiana e inglese
Stefano Bessoni
editore: Logos
pagine: 64
Dorothy è una bambina che vive nel Kansas con gli zii e il cagnolino Totò. Un giorno un violento tornado solleva la loro casa e, mentre gli zii riescono a mettersi in salvo, Dorothy e il cane vengono trascinati in volo fino alla Terra dei Munchkin. Nell'atterraggio la casa schiaccia la malvagia Strega dell'Est. Riconoscente, la buona Strega del Nord dona a Dorothy le scarpette d'argento della defunta e le consiglia di recarsi dal Mago di Oz, che potrà aiutarla a tornare dai suoi zii in Kansas. Inizia così la serie di intricate peripezie e incontri con bizzarri personaggi di questo classico della letteratura che ha fatto volare l'immaginazione di molti artisti tra cui Stefano Bessoni. Dopo le colline toscane del Pinocchio di Collodi e le campagne inglesi dell'Alice di Lewis Carroll, per l'autore e illustratore è stato naturale fare un salto oltreoceano e compiere una personalissima scorribanda illustrata nella terra nata dalla fantasia di Lyman Frank Baum. Scegliendo di concentrarsi unicamente sul primo libro della saga, Il meraviglioso Mago di Oz (1900), Bessoni mette al lavoro la propria fantasia nera per offrirne una versione moderna, sintetica e avvincente. Come d'abitudine il suo intervento di adattamento consiste nel fornire stralci di testo che ripercorrono i momenti salienti della narrazione originaria accompagnati da una serie di ritratti, arricchiti e colorati nel suo inconfondibile stile macabro e grottesco.
La danza degli alberi
Marcus Parisini
editore: Biblioteca dell'Immagine
pagine: 180
"Disegnare gli alberi mi ha condotto alla verticalità: con gli occhi ho seguito le rughe di vita del tronco fino al ciclo, poi
Genesis
Pellegrino Capobianco
editore: Tabula Fati
pagine: 48
21 tavole, 21 illustrazioni ad inchiostro in bianco e nero, 21 nomi in latino da pronunciare a bassa voce per evocare altretta
Cesare Roversi. 70 anni di cultura della qualità
editore: Corraini
pagine: 136
La piccola bottega di falegnameria fondata nel 1946 da Cesare Roversi, allora diciassettenne, in un altrettanto piccolo paese della bassa padana, è diventata negli anni un'azienda d'eccellenza nell'architettura di interni e nella progettazione di arredi su misura, specializzata nel settore bancario e alberghiero. In questi 70 anni, anche grazie alla collaborazione con grandi architetti e progettisti, l'azienda è riuscita a conquistare prestigio e riconoscimenti, senza mai rinnunciare al profondo legame con la propria terra. Attraverso un testo di Maurizio Matrone e un ricco apparato iconografico fatto di fotografie, progetti e documenti d'epoca, questo volume racconta il percorso, anche umano, di un'azienda che ha fatto del saper fare una bandiera e della qualità la propria cultura.
Urlo grafico. Commenti grafici alle notizie dal mondo
Fabrizio Piumatto
editore: Nerosubianco
pagine: 200
Urlo Grafico è cultura grafica e parla di quotidianità e avvenimenti attraverso un'immagine
Design e immaginario. Oggetti, immagini e visioni fra rappresentazione e progetto
a cura di P. Proverbio , R. Riccini
editore: Il Poligrafo
pagine: 320
Gli oggetti sono strutture immaginarie. Lo sono non soltanto perché producono significati simbolici e culturali, aprendo mondi impensati, ma anche perché l'immaginario è insito nella formulazione e nella progettazione di nuovi oggetti. Si potrebbe dire che l'immaginario è un produttore di oggetti, tanto quanto gli oggetti sono produttori di immaginario. E in questa circolarità il design ha fissato un punto storicamente essenziale facendo, di questa circolarità, la sua caratteristica peculiare, il suo connotato saliente: dar forma agli artefatti e, attraverso la forma, dar vita a immaginari. Grazie alle voci di autori di diverse discipline, il volume analizza il ruolo che gli oggetti hanno nella costruzione sociale dell'immaginario, con contributi provenienti da ambiti produttori di potenti immaginari, come il cinema, la letteratura, la fotografia, l'editoria, l'arte. Ma si interroga anche su come si forma l'immaginario nel mondo della progettazione, scandagliando le dinamiche che governano l'iter immaginativo.
Progetto cultura. Rimini l'immagine dell'identità
Mariacristina Serafini
editore: Guaraldi
pagine: 56
... Per noi, che abbiamo sempre colpevolmente confuso la città con la sua spiaggia, con le discoteche e le balere, i bar con aperitivo, le piadine e gli ombrelloni, Rimini si identifica quasi in toto con il mare e con la sua offerta turistica. Così il brand della città si è indirizzato, in forse troppi casi, quasi naturalmente sul lungomare... Detto questo Andrea Rauch trova però, nell'opera dei maestri della grafica che hanno creato l'immagine identitaria di Rimini, un'idea che va oltre il turismo balneare. In tal senso Gasler "non dimentica che Rimini è spiaggia ma anche storia e arte", lo stemma pensato da Sonnoli racchiude, nei suoi spazi ben definiti, una certa complessità "con gli inquarti che prevedono l'Arco di Augusto, il ponte di Tiberio, le onde del mare e la croce peculiare outline bianca su fondo rosso", e il lavoro di Tonti per la sua città si identifica come una "progettazione rigorosa ma densa di riferimenti connotativi".
Animali di vento
Marcus Parisini
editore: Biblioteca dell'Immagine
pagine: 90
"Vanno, vengono, danzano. Come il vento che non ha confini".
