Silvana
Tutti i libri editi da Silvana - Pagina 33
5+1AA-Rudy Ricciotti. Il nuovo palazzo del cinema di Venezia-Le nouveau palais du cinéma de Venise-The new cinema palace of Venice
Ernesta Caviola
editore: Silvana
pagine: 112
L'intento del progetto del nuovo Palazzo del Cinema di Venezia è quella di restituire, all'omonimo Festival, il lustro che gli contendono le analoghe rassegne cinematografiche di Cannes, Locarno e Berlino. L'opzione scelta dall'équipe di architetti 5+1 AA e Rudy Ricciotti, di reale rottura rispetto agli altri progetti concorrenti, è quella del vuoto e della finzione.
Fantasie guerriere. Una storia di seta fra Roberto Capucci e i samurai. Catalogo della mostra (Caraglio, 27 settembre 2008-6 gennaio 2009)
a cura di K. Aschengreen Piacenti
editore: Silvana
pagine: 144
La seta è l'elemento che accomuna due espressioni artistiche, apparentemente così diverse tra loro, come le creazioni di Roberto Capucci e le armature realizzate nei secoli dalla casta dei guerrieri samurai. Quaranta abiti spettacolari provenienti dalla Fondazione Roberto Capucci rappresentano un panorama della vita creativa dell'artista-stilista: non un'antologia cronologica del suo lavoro, ma spunti per una lettura nuova di quel suo particolare legame con il materiale scelto per le sue opere artistiche: la seta. Straordinarie dimostrazioni d'inventiva, le armature giapponesi e la selva di elmi del Museo Stibbert dall'aspetto così insolito e feroce, e al tempo stesso elegante e suggestivo, rivelano invece la loro natura delicata: sottili lamine d'acciaio coperte di lacca, colorata o dorata, 'tessute' insieme da finissime trecce di seta. Pochi hanno saputo sfruttare come Capucci le particolari qualità di questo materiale, quella resistenza e duttilità che lo rendevano così essenziale anche per le armature giapponesi. Il filo conduttore della mostra è questo, il sottile e resistente filo della seta, che al Filatoio di Caraglio hanno saputo lavorare fin dal tardo Seicento. Due mondi favolosi che, per la prima volta, si trovano affiancati in un ambiente evocativo.
Jenny Carré 1902-1945. L'âge d'or du music-hall et de l'opérette. Catalogo della mostra (Boulogne-Billancourt, 4 ottobre-14 dicembre 2008)
a cura di M. Lefrançois , J. Favart
editore: Silvana
pagine: 192
Fra le due guerre Parigi - la Ville-lumière -, appariva come lo scrigno perfetto di sontuosi spettacoli, che dal caf'conc (caffè concerto) al music-hall e all'operetta, affascinava il mondo intero. Le "Folies Bergères", il "Casino de Paris", "Mogador", Châtelet", la "Gaité lyrique" sono i nomi dei locali più celebri, strettamente legati a quegli anni di follie. Jenny Carré, da dietro le quinte, ne è stata una delle principali protagoniste, vestendo e abbigliando per la scena cantanti e attrici come Mistinguett, Maurice Chevallier, Joséphine Baker, Cécile Sorel e tante altre. Con circa 32.000 bozzetti di costumi e scenografie, Jenny Carré ha come incarnato la prodigiosa creatività dell'epoca. La mostra, accompagnata da questo catalogo, si propone di far scoprire questa artista, di cui vengono presentati circa duecento dei disegni più evocativi della sua produzione.
L'arte della pubblicità. Il manifesto italiano e le avanguardie (1920-1940). Catalogo della mostra (Forlì, 21 settembre-30 novembre 2008; Roma, febbraio-maggio 2009)
a cura di A. Villari
editore: Silvana
pagine: 216
In tutta Europa e in America, tra la fine della prima guerra mondiale e l'inizio della seconda, il manifesto assume un ruolo preponderante: in Italia sì tratta di due decenni dominati dalle sperimentazioni delle avanguardie, in una varietà di linguaggi e di soluzioni che per la prima volta vanno incontro alle nuove esigenze della comunicazione di massa, della propaganda, della diffusione del mercato, di un'unificazione, insomma, del vivere e del gusto. In quest'ottica il manifesto diviene il veicolo principale - e prediletto sia dagli imprenditori sia dal pubblico - di una nuova immagine dell'Italia, che si vuole dinamica, veloce, arguta o, nel caso della grafica di regime, sicura e assertiva, fino alla violenza visiva. Un'Italia travagliata dai tragici errori della politica, ma capace di "modernità" e, anche nel confronto con altri Paesi occidentali, di un linguaggio figurativo audace e sperimentale. Campo di ricerca per i più grandi artisti del nostro Novecento, da Adolfo Wildt a Duilio Cambellotti, dai futuristi Balla, Depero, Tato e Prampolini a Mario Sironi e Lucio Fontana, il mondo del manifesto pubblicitario ha visto concentrarsi negli anni Venti e Trenta talenti riconosciuti: Leonetto Cappiello, Marcelle Dudovich, Gino Boccasile, Erberto Carboni, Bruno Munari, Sepo, Seneca, insieme a molti altri {più di sessanta gli artisti presentati), autori di prove grafiche ancora oggi sorprendenti per l'essenzialità del segno, gli arditi accostamenti cromatici, la varietà dei caratteri grafici.
Carlo Promis. Insegnare l'architettuta. Catalogo della mostra (Torino, 23 giugno-12 luglio 2008)
a cura di V. Fasoli , C. Vitulo
editore: Silvana
pagine: 96
"Insegnare l'architettura", trasmettere il sapere e l'esperienza per formare l'architetto che disegni e che costruisca la città di domani: sono stati gli obiettivi al centro dei venticinque anni di attività didattica svolta da Carlo Promis (1808-1873), docente di Architettura civile presso la Regia Università di Torino. A cogliere la sua eredità saranno duecentosessantasette architetti, tra i primi laureati che, formati secondo il "nuovo metodo" da lui proposto, hanno offerto un contributo di assoluto rilievo alla realizzazione di quel paesaggio urbano della Torino dell'Ottocento che ancora conosciamo. Un metodo che cerca nella conoscenza diretta delle testimonianze storiche, nell'esercizio costante del "disegno di architettura", nella reinterpretazione critica della tradizione, i principi di un nuovo linguaggio architettonico. Un'eredità che troverà continuità e che maturerà attraverso l'insegnamento che i suoi allievi sapranno impartire come primi docenti del Politecnico di Torino.
Comunicare la Maestà. Gli architetti e gli spazi del principe. Catalogo della mostra (Torino, 21 giugno-13 luglio 2008)
a cura di D. Biancolini
editore: Silvana
pagine: 93
La composizione attuale del Palazzo Reale di Torino è frutto di un articolato sovrapporsi di componenti architettoniche e decorative realizzate a ragione delle necessità funzionali e degli aggiornamenti del gusto. La committenza sovrana - da Emanuele Filiberto sino a Vittorio Emanuele III - trova concreta espressione attraverso l'opera di ingegneri e architetti che lungo i quasi quattro secoli d'uso della residenza interpretano le volontà regie, sia annullando gli allestimenti precedenti, sia sovrapponendosi gli uni agli altri in uno stupefacente rimando di funzioni e di stili che compongono il fascino del vissuto di questa grande dimora.
Le stanze di Giò. Una donna e la sua singolare collezione di abiti. Catalogo della mostra (Curaglio, 5 luglio-21 settembre 2008)
a cura di A. Abrate
editore: Silvana
pagine: 126
Un volto scolpito, uno sguardo penetrante e inquietante, un corpo di quella magrezza che la moda imponeva in quegli anni. Questa è Giò, Giovanna Abrate, modella. Il contesto è quello del "Sessantotto", delle battaglie femministe, di una trasformazione profonda dei comportamenti personali e sociali. L'ambiente, quello della moda, è ovvio; ma è anche l'ambiente dell'arte in una Torino particolarmente vivace e creativa, dove un numero incredibile di gallerie pubbliche e private propongono il meglio dell'arte contemporanea. Giò colleziona abiti, che ora sono conservati presso il Museo Civico di Cuneo, dai cui depositi sono stati estratti per raccontare la piccola storia di una donna, delle sue passioni, del suo lavoro, della sua personalità. Giò è morta nel 1996, a cinquantadue anni.
5+1AA. Il silenzio del sottomarino. Ediz. italiana, francese e inglese
Paul Ardenne , Sebastian Redecke
editore: Silvana
pagine: 479
Un libro di architettura, e quindi un libro di sogni e di sentimenti. L'ombelico è il luogo dove questi sogni nascono. Al suo interno si muovono, con apparente libertà, sentimento, corpo e tecnica, dialogando faticosamente e inaspettatamente tra loro. L'immagine sintetica che scopriamo in questo ombelico è un grande edificio collettivo, composizione di molti progetti di 5+1AA. Questo luogo collettivo è fatto di concatenazioni di spazi: spazi intermedi, spazi monumentali, spazi secondari, percorsi, meraviglie e banalità. Sette donne attraversano questo edificio collettivo, lo leggono e lo restituiscono secondo i loro sentimenti prevalenti, che sono dichiarazioni di intenti, di volontà, di schieramento contro il conformismo. Le parti del corpo sono i luoghi di questo sentire, sono gli elementi che mettono in contatto sentimenti e spazi architettonici: costruiti, progettati, immaginati, sognati. La tecnica è ciò che asseconda e accompagna il destino di questi progetti, il destino di essere costruiti, o di non esserlo. Il destino di felicità e di dolore. La tecnica contiene le regole, che vanno condivise per essere violate. L'architettura è un fatto del presente, non dell'attualità. L'architettura è un fatto collettivo, che vive di regole. Il progetto vive di regole. Sfidarle, violarle, contravvenirle, portarle fino al limite di rottura è la missione romantica dell'equipaggio del sottomarino 5+1AA.
You can be young and an architect based on the true story of LAN architecture. Ediz. italiana e inglese
Hugues Jallon
editore: Silvana
pagine: 110
L'obiettivo di questo libro è di mostrare ciò che non si legge mai nelle opere di architettura: gli errori da non commettere, qualche consiglio a dei giovani architetti che, come noi, hanno deciso di lanciarsi. Il racconto somiglia a un'agenda illustrata, in cui vengono scanditi i vari episodi del nostro percorso e di quello degli studi che hanno contribuito ad arricchire la nostra testimonianza. Si capisce fino a che punto la professione sta cambiando, di pari passo con i mezzi e le tecnologie a disposizione: la comunicazione acquista un ruolo di primo piano nello sviluppo di uno studio, come pure il lavoro in rete. Il libro parla del mestiere e della sua quotidianità, e ricorda che i progetti sono frutto delle idee, le idee delle esperienze e le esperienze sono storie di uomini e di donne.
Andrea Branzi. Oggetti e territori. Catalogo della mostra (Como, 24 maggio-20 luglio 2008)
a cura di R. Borghi , Associazione Lithos
editore: Silvana
pagine: 96
Il volume accompagna una mostra del noto designer e architetto Andrea Branzi (Firenze, 1938), che intende riflettere sul lavoro di ricerca sperimentale condotto, negli ultimi anni, sul tema della progettazione di nuovi territori urbani e del design a esso applicato. Come spiega lo stesso autore, questa riflessione nasce dal superamento dell'idea della città come struttura rigida, architettonica, incapace di trasformarsi nel tempo, a favore di una lettura più realistica della realtà metropolitana intesa come territorio dinamico, dove i micro progetti, i sotto-sistemi ambientali, gli oggetti d'uso e decorativi sono i nuovi protagonisti della scena urbana. Questo tipo di ricerca, che affronta il tema di una possibile convivenza tra natura e tecnologia, tra città e agricoltura, viene esemplificata dagli oggetti in mostra - tratti dalle serie Canneti 2006, Simbiosi 2005, Blister, Enzimi 2005, Sciami 2006, Sugheri 2007, Uomini e fiori 2006, Portali 2007, Cestini elastici, Wireless, Età del Bronzo - e da tre recenti video. Il catalogo accoglie una conversazione tra il designer e Manolo De Giorgi e apparati bibliografici.
ManuFatto. Artigianato. Comunità. Design. Catalogo della mostra (14 giugno-14 settembre 2008). Ediz. italiana e inglese
a cura di C. De Giorgi , C. Germak
editore: Silvana
pagine: 160
Chi pensa all'artigianato come a un insieme di oggetti vernacolari o dalle forme consunte, destinati a turisti frettolosi o a nostalgici, cambierà idea nello sfogliare le pagine di questo catalogo che, edito in occasione di una mostra, documenta una serie interessante di "manufatti", oggetti d'artigianato che hanno pieno titolo per essere protagonisti in esposizioni del design. Tali oggetti, prodotti in territorio piemontese, nascono, e ne sono quindi testimonianza, dalla commistione creativa tra saperi del passato e stimoli nuovi, siano essi tecnologici, stilistici o anche geografici. Tra i manufatti esposti si ricordano quindi i gioielli realizzati dal distretto orafo di Valenza, le ceramiche di Mondovì, gli arredi e i manufatti in legno creati dai falegnami delle Valli di Lanzo, delle Valli del Cusio e della Valle Varaita e ancora le celebri stufe di Castellamonte, i cui involucri in ceramica celano un cuore tutto nuovo ad alta prestazione tecnologica, i prodotti in argilla di Cambiano, fino alle creazioni di Bab Anmil - Hafa Decor che reinterpretano, con il supporto di designer torinesi, le forme dell'abitare arabo.
Baylon. Diana Baylon artista per il design. Catalogo della mostra (Torino, 19 aprile-18 maggio 2008). Ediz. italiana e inglese
a cura di A. Ricci
editore: Silvana
pagine: 189
Diana Baylon, eclettica "artista per il design" dagli anni Sessanta a oggi, amica di Lucio Fontana, Alberto Burri, Bruno Munari, ha sperimentato con temeraria sensibilità il volo e la velocità. Con partiture geometriche, luci, ritmi, superfici maiuscole e minuscole ha spaziato tra tecniche e materiali: dal gioiello all'arazzo, dalla pittura alla scultura, dall'oro alla lana, dall'alluminio alla pietra, dal plexi-glass al marmo, dalla parola alla carta... Da autentica protagonista dell'avanguardia italiana del Novecento. Testi di Marta Casati, Carlo Cioni, Philippe Daverio, Lucrezia de Domizio Durini, Anna Mari, Anty Pansera, Aldo Ricci, Paola Barbara Sega, Giuliano Serafini, Lara-Vinca Masini.
Pop design. Fuori scala, fuori luogo, fuori schema. Catalogo della mostra (Caraglio, 10 maggio-14 settembre 2008). Ediz. italiana e inglese
a cura di L. Bocchietto
editore: Silvana
pagine: 215
"Fuori scala, fuori luogo, fuori schema". Un viaggio nel pop design secondo i diversi temi che hanno contraddistinto la ricerca formale e la produzione a partire dalla metà degli anni sessanta, alla riscoperta di oggetti sorprendenti che sono diventati manifesto di un modo di vivere e di sentire. Filo conduttore la sorpresa, il gesto inaspettato e dissacrante, lo sguardo critico e sovversivo sul mondo che ci circonda. Ma anche lo stupore di fronte al fascino di una nuova estetica artificiale e "pop-olare" determinata dall'affermarsi di nuovi materiali, colori, tecnologie, messaggi e comportamenti. Una lettura non didascalica, svolta per temi immediati per apprezzare la vitalità di un approccio che permane nel tempo per arrivare a contraddistinguere, attraverso l'ironia, anche il pensiero contemporaneo.
Parkabus. ECDM. Emmanuel Combarel & Dominique Marrec architectes. Edi z. italiana
Paul Ardenne , François Lamarre
editore: Silvana
pagine: 112
La società di gestione dei trasporti pubblici di Parigi (RATP) ha preso possesso nel 2007 di un nuovo "centro bus" a Thiais (Val-de-Marne). Questo centro amministrativo, situato non lontano dall'aeroporto di Orly, raggruppa in uno stesso sito diverse funzioni, e accoglie ventiquattr'ore su ventiquattro personale di servizio e autisti. Situato fra depositi di grandi strutture commerciali, viali e nodi stradali, il nuovo edificio, firmato dagli architetti Emmanuel Combarel e Dominique Marrec dell'agenzia parigina ECDM, appare da un lato perfettamente inserito nell'ambiente, ma dall'altro costituisce lui stesso un polo visuale di grande attrazione. L'edificio infatti, in forma di basamento sopraelevato, dà l'impressione di emergere dall'asfalto della strada e di crescere in maniera coerente nel paesaggio. Tale effetto è ottenuto grazie all'utilizzo, nel rivestimento esterno, di placche di ductal, un materiale innovativo dalla notevole omogeneità minerale che, come un'elegante pelle di cemento, assicura al centro bus di Thiais la sua identità unica.
Parkabus. ECDM. Emmanuel Combarel & Dominique Marrec architectes. Ediz. inglese
Paul Ardenne , François Lamarre
editore: Silvana
pagine: 112
La società di gestione dei trasporti pubblici di Parigi (RATP) ha preso possesso nel 2007 di un nuovo "centro bus" a Thiais (Val-de-Marne). Questo centro amministrativo, situato non lontano dall'aeroporto di Orly, raggruppa in uno stesso sito diverse funzioni, e accoglie ventiquattr'ore su ventiquattro personale di servizio e autisti. Situato fra depositi di grandi strutture commerciali, viali e nodi stradali, il nuovo edificio, firmato dagli architetti Emmanuel Combarel e Dominique Marrec dell'agenzia parigina ECDM, appare da un lato perfettamente inserito nell'ambiente, ma dall'altro costituisce lui stesso un polo visuale di grande attrazione. L'edificio infatti, in forma di basamento sopraelevato, dà l'impressione di emergere dall'asfalto della strada e di crescere in maniera coerente nel paesaggio. Tale effetto è ottenuto grazie all'utilizzo, nel rivestimento esterno, di placche di ductal, un materiale innovativo dalla notevole omogeneità minerale che, come un'elegante pelle di cemento, assicura al centro bus di Thiais la sua identità unica.
L'oratorio di Santo Stefano a Lentate sul Seveso. Il restauro
a cura di V. Pracchi
editore: Silvana
pagine: 228
L'oratorio di Santo Stefano a Lentate sul Seveso è un luogo poco noto e molto prezioso. Il piccolo edificio trecentesco occupa un posto privilegiato tra gli oratori viscontei della Lombardia pedemontana e i suoi cicli di affreschi costituiscono una pagina non secondaria della storiografia storico-artistica. Il libro analizza le fasi del restauro dell'oratorio, se per restauro possiamo intendere la ricerca intorno alla storia materiale dell'oggetto. Naturalmente è anche un testo scientifico in cui si da conto delle analisi eseguite, dell'iter del progetto e delle fasi del cantiere, di cui si presentano gli esiti, con la consapevolezza che ciò che è stato fatto, pur con impegno e passione, costituisce un frammento dentro una storia di assai più lunga durata.
Brunet Saunier Architecture. Oltre le apparenze. Ediz. italiana e inglese
Paul Ardenne , Sebastian Redecke
editore: Silvana
pagine: 231
Trasformare il nuovo ospedale di Douai in una festa per gli occhi, realizzando un elemento architettonico di richiamo; coniugare a Palavas-les-Flots, sul Mediterraneo, l'estetica di un centro di riabilitazione con quella di una residenza; riqualificare il sito in cui si inserirà l'ospedale di Nancy suscitando il desiderio di passeggiare lungo un canale della Lorena: lo studio Brunet Saunier Architecture coltiva così il gusto della creazione estetica. Il mestiere dell'architetto, secondo Jérôme Brunet ed Eric Saunier, implica porsi il duplice problema della precisione, che è garanzia di un buon utilizzo, e della bellezza funzionale che trascende la funzione architettonica. Lo stile Brunet Saunier è sicuro e sofisticato, indifferente alle mode e a qualsiasi effetto spettacolare, mai privo di generosità.
H99. Un grattacielo a Marsiglia-A skyscraper in Marseille. Jean-Baptiste Pietri architecte
Florence Accorsi
editore: Silvana
pagine: 128
Ècco il primo capitolo della storia di un grattacielo, la prima torre di abitazioni costruita in Francia da molti anni. Ideato da un giovane architetto, Jean-Baptiste Pietri, l'edificio si inserisce nel quadro di un progetto di ristrutturazione di 90.000 mq promosso dal committente Constructa nel cuore della Città del Mediterraneo, in uno dei più importanti siti del progetto Euromediterranee, a Marsiglia. L'ambizioso programma comprende altri due grattacieli, uno di uffici, la cui progettazione è stata affidata a Jean Nouvel, e l'altro di abitazioni, commissionato a Yves Lion. Entrare nella torre di Pietri apre le porte a nuovi orizzonti. L'obiettivo delle tre parti: foto, testi e disegni grafici è quello di seguire il progetto nelle sue fasi di sviluppo riproponendo, al tempo stesso, il tema della attualità degli edifici di grande altezza e la loro capacità di rispondere ai criteri di abitabilità.
Garibaldi. Iconografia tra Italia e Americhe
Leo Lecci , Franco Sborgi
editore: Silvana
pagine: 190
Giuseppe Garibaldi (Nizza, 1807 - Isola di Caprera, 1882) è una delle figure italiane più popolari nel mondo: personaggio chiave nelle vicende che hanno portato alla nascita dell'Italia unita durante il Risorgimento, Garibaldi ha compiuto grandi imprese militari anche in Sud America e in Europa, alimentando intorno a sé, anche in virtù della sua personalità, una fama diffusa e duratura. Il volume, edito nel bicentenario della nascita, ricostruisce la presenza del mito di Garibaldi in tutto il continente americano, dagli Stati Uniti all'Argentina, e in Italia, attraverso un'accurata ricognizione dei monumenti a lui dedicati. Attraverso le dettagliate schede dei monumenti e il ricco repertorio illustrativo, il volume testimonia sia il ricordo che Garibaldi ha lasciato di sé - in particolare in Sud America, dove visse dai 28 ai 40 anni - sia la corrisposta passione dei vari Paesi e dei loro popoli verso di lui. Lo studio mette in luce i significati che l'iconografia di Garibaldi ha assunto nei diversi periodi, e le differenze che ricorrono tra le raffigurazione italiane e quelle americana, come nell'utilizzo dell'immagine del "gaucho" e del "guerrigliero" per definire il ruolo leader carismatico, di combattente coraggioso e di sognatore. Completano il volume le biografie degli artisti che hanno realizzato i monumenti e apparati bibliografici.
Dalla stazione alla città. Arep, l'impostazione di un progetto. Ediz. inglese e francese
a cura di M. Bajard
editore: Silvana
pagine: 170
Trentuno tra progetti e opere realizzate in tutto il mondo ricostruiscono il percorso concettuale che conduce dalla stazione alla città attraverso lo spazio urbanizzato. La presente opera, divisa In quattro atti, è anche la testimonianza del cammino effettuato negli ultimi dieci anni dallo studio AREP (pianificazione, ricerca, poli di scambio), che fa parte del gruppo SNCF. Con il tema della mobilità come filo conduttore, una nuova città si delinea sotto i nostri occhi seguendo il tracciato delle ferrovie e della rete dei trasporti urbani che privilegia sempre più le esigenze del pedone in uno spazio comune riconquistato. Altre modalità di trasporto caratterizzate da un basso impatto ambientale accompagnano questo cambiamento, collegato alla riscoperta della natura che torna finalmente nelle nostre città: un modo di coniugare lo svago alla ricerca di uno sviluppo urbano sostenibile.
