Quodlibet
Tutti i libri editi da Quodlibet - Pagina 29
Per la città di Roma. Mario Ridolfi urbanista 1944-1954
Piero O. Rossi
editore: Quodlibet
pagine: 175
Alla fine della seconda guerra mondiale Mario Ridolfi ritenne necessario occuparsi dei problemi relativi alla dimensione della città e del suo disegno complessivo. In quel momento, l'urgenza delle questioni urbane prevalse sui temi di natura architettonica e l'urbanistica tornò ad essere occasione di elaborazione culturale e di confronto politico. L'annullamento della dialettica democratica nella gestione delle politiche urbane durante i vent'anni del fascismo, le distruzioni provocate dai bombardamenti aerei e dall'essere stato il nostro Paese teatro di battaglie tra eserciti combattenti e di una guerra partigiana avevano infatti generato un groviglio di problemi estremamente complesso per affrontare il quale né i professionisti, né i dipendenti delle amministrazioni pubbliche apparivano adeguatamente attrezzati. Il Ridolfi urbanista richiamato nel titolo è quindi il Ridolfi meno noto, quello che nei dieci anni che vanno dal 1944 al 1954 - dalla fine della guerra al progetto delle torri di viale Etiopia - è impegnato a progettare, prima come architetto-urbanista e poi in sede politica, il futuro assetto della sua città.
Esplorazioni spaziali
Filippo Lambertucci
editore: Quodlibet
pagine: 95
Con questo libro non si cercano formule o risultati; piuttosto si prova a ricostruire un movente, a cercare un perché e un come, cioè ricostruire i motivi per cui uno spazio ha assunto una specifica configurazione e, al contempo, indagare quali siano gli strumenti con cui quello stesso spazio è riuscito a toccarci. Più che di motivi è più giusto parlare di moventi, cioè di quelle ragioni che animano un'azione; l'azione progettuale dovrà perciò chiedersi: che fare? E poi ancora come? Si tratta cioè di padroneggiare una capacità compositiva, non tecnica, di cui si dovrà divenire padroni per non rimanere solo spettatori stupefatti di fronte all'effetto. Se il che fare corrisponde a una visione dello spazio, il come fare è il processo che piega invece le tecniche alla espressione compiuta della visione. Per conoscere questo processo e per formarsi una visione bisognerà approfondire la conoscenza con lo spazio, scegliersi un punto di vista: ecco il perché di queste esplorazioni. Attraverso passaggi di complessità crescente e una grafica elementare, che privilegia la visualizzazione come strumento critico, si indagano i temi che alimentano la formazione dello spazio progettato e la comprensione di quello che ci circonda.
Architettura e materia. Realtà della forma costruita nell'epoca dell'immateriale
Marco Ferrari
editore: Quodlibet
pagine: 199
Negli ultimi vent'anni, dopo molte architetture "di carta" o, loro malgrado, rimaste sulla carta, l'architettura si trasforma da oggetto ieratico, intellettualistico e talvolta ostile, in oggetto da guardare e toccare con curiosità e interesse. Un oggetto disinvoltamente seducente, oltre che per le proprie forme, anche per le proprie caratterizzazioni fisiche ed epidermiche che, sempre più spesso, assumono però i tratti troppo distintivi dell'eccezione e dell'invenzione fine a se stessa. Questo volume vuole essere allora un contributo per ricondurre la discussione sull'uso della materia e dei materiali all'interno degli ambiti teorici che gli sono propri a partire da alcune esperienze architettoniche imprescindibili della storia dell'architettura moderna e no - come quelle di Sigurd Lewerentz, Mies van der Rohe o Louis Kahn. Così il rapporto con categorie come la tecnica e la natura, il ruolo del giunto, il progressivo affermarsi della materia come valore in sé, il ridefinirsi del rapporto tra forma e materia sono i temi che si intrecciano, all'interno dei diversi capitoli, nella lettura delle opere e del pensiero di alcuni tra i maggiori architetti del nostro tempo.
Le Corbusier e Olivetti. La «Usine Verte» per il Centro di calcolo elettronico
Silvia Bodei
editore: Quodlibet
pagine: 215
Agli inizi del 1960, in un'Italia in piena ripresa economica Adriano Olivetti decide di costruire il Centro di calcolo elettronico, la fabbrica destinata alla produzione delle macchine del futuro - i computer - e sceglie di affidare l'incarico a Le Corbusier. Siamo davanti a un episodio importante dell'architettura moderna: due personalità eccezionali, che per lungo tempo hanno dialogato da lontano tra loro, decidono di sperimentare insieme la progettazione di uno stabilimento industriale d'avanguardia, la nuova fabbrica a "misura d'uomo" capace di ricreare al suo interno "le condizioni di natura". Il progetto, che verrà elaborato dopo l'improvvisa scomparsa di Adriano (27 febbraio 1960), purtroppo non sarà mai realizzato a causa della crisi finanziaria della Società. Il volume si sofferma sulla lettura diacronica del progetto, ricostruendo in modo puntuale, grazie ai numerosi documenti inediti, la genesi del processo ideativo e l'articolazione nel tempo. Inoltre, attraverso il confronto costante con altre opere e scritti dell'architetto svizzero, vengono poi messe in luce idee, soluzioni e forme a partire dalle quali il progetto stesso si è andato via via strutturando.
Piccole utopie. Architettura italiana del terzo millennio tra storia, ricerca e innovazione. Ediz. italiana e inglese
a cura di P. Ciorra
editore: Quodlibet
pagine: 96
Erasmus effect. Architetti italiani all'estero
a cura di P. Ciorra , C. Padoa Schioppa
editore: Quodlibet
pagine: 248
3GATTI/Architecture and Vision/Atelier D/Atelier Manferdini/AWP, Alessandra Cianchetta/B+C/Barozzi / Veiga/Pietro Belluschi/Francesco Benelli/Lina Bo Bardi/Shumi Bose, Roberta Marcaccio/Cannatà & Fernandes/Pippo Ciorra/Meredith Clausen/Michele Colucci/CORREIA / RAGAZZI/CRISTÓBAL + MONACO/Claudia Cucchiarato/Domitilla Dardi/Delugan Meissl/Olivia De Oliveira, Claudia Zollinger/Djuric-Tardio/DOSarchitects/Durisch + Nolli Architetti/ecoLogicStudio/Peter Eisenman, Guido Zuliani/EMBT Enric Miralles - Benedetta Tagliabue/Exposure/External Reference/Fil Rouge/fondaRIUS/Silvia Forlati/Fusina6/GA Architecture/Pedro Gadanho/Vittorio Garatti/Romaldo Giurgola/gravalosdimonte/Hans Ibelings/KOKAISTUDIOS/KUEHN MALVEZZI/LAN/Leap/John A. Loomis/LOOP/LOT-EK/MAB Marotta Basile/Duccio Malagamba/Marpillero Pollak/mOa mario Occhiuto/MORQ*/NABITO/Sergio Nava/nbAA Nadir Bonaccorso/Caterina Padoa Schioppa/Paratelier/Paritzki Liani/Renzo Piano, Piano & Rogers/PiSaA/Stefano Rabolli Pansera/Carlo Ratti/Raymond Terry Schnadelbach/Paolo Soleri/Federica Soletta/Simone Solinas/Studio Fuksas/RAMOPRIMO/Elisabetta Terragni + metaLAB + XYcomm/Ternullomelo/Paolo Tombesi/XCOOP.
Paesaggi periferici. Strategie di rigenerazione urbana
editore: Quodlibet
pagine: 359
Il volume è frutto di un'ampia ricerca condotta da cinque dipartimenti universitari italiani che hanno studiato strategie d'intervento finalizzate a rigenerare e valorizzare gli insediamenti di edilizia sociale realizzati nelle periferie urbane nella seconda metà del XX secolo. La ricerca presuppone che oggi non è più sostenibile da un punto di vista sociale, economico e ambientale, sostenere uno sviluppo indiscriminato del territorio. Lavorare sull'esistente diventa allora una priorità per salvaguardare il nostro futuro. Ripartire dalla rigenerazione dei paesaggi periferici è dunque la base della ricerca, che si è sviluppata e definita con i contributi degli autori, attraverso cinque macro-temi: identità urbana e sociale, connessione e accessibilità, rigenerazione, mutazione e qualità tecnico-ambientali. Ognuno di questi contributi permette un'analisi puntuale delle problematiche e delle strategie di rigenerazione, che si condensano in casi studio emblematici per la realtà italiana come il quartiere Pilastro di Bologna o le Piagge a Firenze.
Ricostruzione e governo del rischio. Piani di ricostruzione post sisma dei comuni di Lucoli, Ovindoli, Rocca di Cambio e Rocca di Mezzo. Ediz. italiana e inglese
editore: Quodlibet
pagine: 390
L'esperienza abruzzese della facoltà di Architettura della Sapienza di Roma, coinvolta come altre università nella ricostruzione post-sisma dei centri storici dei piccoli comuni aquilani, è contraddistinta da significative specificità connesse ai caratteri dell'evento distruttivo, alle misure legislative adottate e al modello scelto per la ricostruzione. Tali elementi possono ben rappresentare non solo la differenza di questa ricostruzione rispetto ad altre esperienze del passato, ma anche la profonda diversità tra la vicenda dei 56 piccoli Comuni del cratere e quella della città dell'Aquila. Nel lavoro svolto dalla Sapienza la ricostruzione è intesa come dispositivo d'interazione tra soggetti diversi, capace di garantire la riqualificazione e la rivitalizzazione dei centri storici, afflitti dallo spopolamento e dall'abbandono, di stimolare dinamiche endogene di rilancio socio-economico e di favorire l'integrazione tra politiche di tutela ambientale e politiche di sviluppo, in particolare rivolte al turismo. Questo in sintesi l'indirizzo programmatico che orienta i Piani di Ricostruzione dei Comuni dell'Area Omogenea della Neve presentati in questo libro.
Cosa possiamo fare con il fuoco? Letteratura e altri ambienti
Mario Barenghi
editore: Quodlibet
pagine: 104
A che cosa serve la letteratura? Perché dedichiamo tempo ed energie a raccontare (o ascoltare) racconti, a inventare e ripetere poesie? Mario Barenghi affronta questo argomento secondo due prospettive complementari: da un lato ragionando su alcuni aspetti della viva esperienza letteraria (la lettura, i modi della comunicazione, i rapporti con gli usi linguistici, l'attività dell'insegnamento), dall'altro interrogandosi sui fondamenti antropologici della letteratura, in dialogo con i recenti sviluppi degli studi sull'origine della nostra specie. In questa luce acquista credito l'ipotesi che in fondo, lungo l'affascinante ed enigmatica vicenda dell'evoluzione umana, un qualche Prometeo sia esistito davvero: perché la letteratura, come il fuoco, è uno strumento con il quale, nella battaglia per l'adattamento e la sopravvivenza, si possono fare tante cose diverse.
Compendio della vita di Gesù Cristo
Blaise Pascal
editore: Quodlibet
pagine: 81
Il "Compendio della vita di Gesù Cristo" di Blaise Pascal è un capolavoro quasi sconosciuto
Cosmologia portatile. Scritti, disegni, mappe, visioni
Italo Rota
editore: Quodlibet
pagine: 264
L'utopia da sempre accarezzata da Italo Rota è quella condivisa da larga parte dell'architettura radicale italiana (Superstudio e Archizoom su tutti): quella cioè di fare architettura senza costruzione, attraverso l'inserimento di oggetti, che siano di nuova concezione o objet trouvé poco importa. Non a caso la maggior parte dei suoi lavori realizzati in oltre trent'anni di carriera sono soprattutto progetti di interni e allestimenti. Ne deriva una rivoluzione, in senso letterale, del modo in cui il design e l'architettura possono essere pensati specie in termini spaziali. O forse si tratta solo di un modo in cui l'autore c'invita a reinterpretare un'antica profezia contenuta in "L'arte decorativa" (1925) di Le Corbusier: "al vuoto del secolo della macchina bisogna reagire con l'effusione ineffabile di un ambiente che culli e inebri con dolcezza". Gli scritti qui raccolti per la prima volta descrivono le profonde conseguenze di questo punto di vista sovversivo che prosegue in parallelo nella seconda parte con i disegni al tratto, in massima parte inediti, che l'autore ha realizzato con un semplice mouse: disegni, mappe e visioni partoriti o saccheggiati dalla smisurata cultura bibliografica dell'autore, atti più a smarrirsi che a orientarsi.
Allestire l'antico. Un progetto per le Terme di Caracalla
a cura di G. Donini , R. Ottaviani
editore: Quodlibet
pagine: 237
"Allestire l'antico" illustra il progetto di musealizzazione e valorizzazione delle Terme di Caracalla dopo la recente rimozione della cavea e del palco allestiti per le opere liriche rappresentate ininterrottamente dal 1938 al 1993. Se l'opera ha diffuso nel mondo l'immagine delle Terme, il suo ruolo di fondale scenografico, esercitato per più di 50 anni, ha fortemente compromesso l'unitarietà di questo luogo e il suo valore di bene culturale. Il progetto coordinato da Lucio Altarelli ed elaborato in accordo con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma - ha coinvolto un numeroso gruppo di progettisti, consulenti ed esperti nel campo dell'archeologia, del restauro, dell'arte, dello spettacolo e della multimedialità e ha individuato sei aree di intervento concepite come altrettante unità tematiche dotate ciascuna di un sufficiente grado di autonomia, in modo da delineare diversi orizzonti operativi e la loro eventuale attuazione per fasi esecutive. Sono stati affrontati, a livello sia teorico che operativo, i seguenti temi: margini, accessi, percorsi, servizi, segnaletica, apparati ostensivi e installazioni multimediali. Inoltre sono state indagate le disponibilità e le vocazioni di questo luogo ad accogliere mostre ed eventi temporanei per la cultura e lo spettacolo.
Il parco e la città. Il territorio storico dell'Appia nel futuro di Roma. Ediz. italiana e inglese
Alessandra Capuano
,
Orazio Carpenzano
e altri
editore: Quodlibet
pagine: 297
Il grandioso obiettivo di preservare nel tempo il patrimonio dell'Appia si è costantemente scontrato, sin dai primi tentativi d'epoca napoleonica, con gli ostacoli rappresentati dall'oneroso impegno finanziario e dall'enorme quantità di interessi speculativi che insistono sulla zona. La costituzione del Parco Regionale, grazie anche alle battaglie condotte negli anni Ottanta da Antonio Cederna, ha rappresentato sì un punto di svolta nella gestione del problema e nella lotta all'abusivismo, ma una soluzione definitiva è ancora lontana. Il Parco dell'Appia, infatti, presenta innumerevoli anomalie, fra le quali l'essere costituito per l'85 % da territorio privato, che rendono più complicata, al momento, l'auspicata possibilità di poterne usufruirne come bene pubblico. Il volume affronta la necessità di un radicale ripensamento, che parta da azioni sinergiche all'interno dei vari aspetti che di solito vengono trattati settorialmente: la conservazione e l'utilizzo dei beni culturali e dell'ambiente, il traffico, l'espansione urbana, la protezione delle aree agricole, il problema dell'abusivismo. Uno sforzo congiunto che architetti, paesaggisti, urbanisti e archeologi, assieme a studenti e a rappresentanti della società civile, hanno profuso nel progettare soluzioni organiche e sostenibili in difesa di uno dei più straordinari patrimoni storico-naturali del mondo intero.
Quando l'autostrada non basta. Infrastrutture, paesaggio e urbanistica nel territorio pedemontano lombardo
editore: Quodlibet
pagine: 256
Questo libro presenta due esperienze di progettazione urbanistica nate a partire dalla realizzazione dell'Autostrada Pedemontana Lombarda. Il volume presenta dunque i risultati di tali esperienze, preoccupandosi del destino degli spazi aperti verdi e di quelli della produzione, suggerendo la possibile riorganizzazione di una fra le principali conurbazioni italiane. Gli autori operano così un'apertura ai temi della grande dimensione e si muovono tra la costruzione di visioni del futuro e la definizione di progetti, azioni e dispositivi normativi operativi, approfondendo le relazioni economia vs società e città vs paesaggio. Lo fanno non secondo le più riduttive prospettive delle megastrutture degli anni Sessanta, ma nel solco delle riflessioni "sulla struttura della forma urbana e sulla forma della struttura urbana", che si sono originalmente sviluppate a partire da quegli anni, e nella consapevolezza di dover operare in una stagione diversa, segnata da una crisi profonda e da un problematico convivere di spazi abbandonati e degradati insieme a nuove urbanizzazioni.
Il desiderio di urbanità della città contemporanea. Il caso la Défense
Sabina Lenoci
editore: Quodlibet
pagine: 84
La crescita esponenziale della città europea nel corso del '900 trova un suo acme nel caso del quartiere parigino della Défense coronato dal Grande Arche: periferico e ben collegato a Parigi attraverso ogni mezzo di trasporto. Il momento di conclusione della sua fase epica, vale a dire la metà degli anni '80 del secolo scorso, coincide con la fine della crescita impetuosa della città europea. Da allora è cambiata la natura dell'urbanistica e quindi il ruolo dello stesso urbanista perché invece di prevedere luoghi di nuova espansione si è reso necessario rendere più vivibili le nuove parti di città costruite. In altre parole l'urbanista è sempre più votato a migliorare l'esistente rispondendo così alla generale e incessante richiesta di urbanità da parte della cittadinanza. Il caso della Défense, qui di seguito indagato da un gruppo eterogeneo di studiosi coordinati da Sabina Lenoci, per mezzo di strumenti diversi (studi, fotografie, interviste ad alcune personalità di rilievo come Clément, Cohen, Dubois, Frédéric, Friedman), diventa dunque il caso di studio paradigmatico per riflettere sul possibile futuro di questa disciplina dai confini sempre più indefiniti.
Leonardo Ricci: nuovi modelli urbani
Giovanni Bartolozzi
editore: Quodlibet
pagine: 112
Leonardo Ricci, assieme all'amico Leonardo Savioli e al comune maestro Giovanni Michelucci, ha rappresentato la punta più alta e poetica dell'architettura italiana a Firenze sia sul terreno della ricerca artistica e teorica sia della didattica universitaria. Oltre a ripercorrere importanti e poco noti progetti degli anni sessanta, Bartolozzi si concentra sugli ultimi concorsi di Ricci a partire da quello per il Centro Direzionale di Firenze che rappresenta un'esperienza conclusiva per la cosiddetta "scuola fiorentina" prima che si dissolvesse incalzata dalle tensioni centrifughe dei gruppi radicali - costituiti in massima parte da allievi diretti di Ricci e Savioli.
Riqualificazione, rigenerazione e valorizzazione dell'edilizia sociale. Quartieri Ater a L'Aquila
a cura di M. C. Forlani
editore: Quodlibet
pagine: 192
Il volume, frutto di una ricerca collettiva tuttora in corso, pone due interrogativi: come riqualificare L'Aquila? Come rigene
Giardini, paesaggio e genio naturale
Gilles Clément
editore: Quodlibet
pagine: 72
Presso quasi tutte le civiltà, il giardino, come pure il paradiso, è sempre stato uno spazio chiuso, una fabbrica di paesaggio
Per un progetto nel paesaggio
Laura Zampieri
editore: Quodlibet
pagine: 122
La conoscenza dei luoghi, intesa come capacità di decodificarne i segni, e far sì che essi diventino materia attiva della trasformazione, presupporrebbe la comprensione della sequenza delle azioni che li hanno prodotti, risultato tanto di idee e immaginazione, quanto di realtà materiale. Assumendo la dimensione antropogeografica del paesaggio quale termine della relazione tra azione e segno, e rivolgendo alla natura l'attenzione rispettosa dell'"altro" affinché essa continui a esistere di per sé, il libro vuole collocarsi nella relazione spazio-temporale del paesaggio, dove ogni azione si deposita in una forma, qualsiasi essa sia. Tali considerazioni conducono a riflettere attorno al valore della misura del segno, quale unità capace di definire l'efficacia o la dimensione dell'azione rispetto al suo risultato di trasformazione dello spazio, avendo presente che non di traduzioni dirette si tratta, poiché interagisce con variabili e sistemi complessi. Entro tale contesto di riferimento, e attraverso il lavoro dell'architettura del paesaggio, vengono qui indagate le azioni progettuali nel tempo e nello spazio del paesaggio, la loro capacità di essere risorsa, le prestazioni che oggi ad esse sono richieste e a cui devono dare risposta.
