Piccin-Nuova Libraria
Tutti i libri editi da Piccin-Nuova Libraria - Pagina 24
Clinica e terapia delle malattie emorragiche e trombotiche
Giancarlo Castaman , Anna Falanga
editore: Piccin-Nuova Libraria
pagine: 781
Le malattie emorragiche e trombotiche, siano esse congenite o acquisite, rappresentano un aspetto clinico rilevante nella pratica medica, anche del medico non specialista. La trombosi venosa profonda e la sua più temibile complicanza, l’embolia polmonare, colpiscono ogni anno l’1% della popolazione, con un andamento crescente al crescere dell’età. La trombosi arteriosa, che può portare all’ictus cerebrale o all’infarto del miocardio, rappresenta una quota rilevante delle cause di ricovero in ospedale, con significativo rischio di mortalità o sequele a lungo termine, ed è ancor oggi al primo posto come causa di morte nei Paesi Occidentali. Persino in corso di tumori, l’evento trombotico può condizionare significativamente l’aspettativa di vita, influenzando i tempi e le modalità di trattamento della malattia neoplastica.Ugualmente in Italia non meno di 10.000 persone sono affette da malattie emorragiche geneticamente determinate, destinate a durare tutta la vita, con il loro impatto di costi sul Sistema Sanitario Nazionale e di alterata qualità della vita. Anche le complicanze emorragiche acquisite, siano esse indotte da farmaci, indotte da autoanticorpi o insorgenti in particolari situazioni cliniche (es. emorragie post-partum) costituiscono una sfida diagnostico-terapeutica che spesso si connota con i caratteri dell’urgenza e drammaticità.L’elemento unificante di tutte queste patologie è rappresentato dalle alterazioni dell’equilibrio emostatico del paziente. L’emostasi, che comprende diversi meccanismi come la coagulazione del sangue prodotta da una serie di enzimi, l’attività delle piastrine e dell’endotelio e la fibrinolisi, è un meccanismo fisiologico complesso, sofisticato, che presiede primariamente ad una efficace e pronta risposta dell’organismo all’evento che causa l’emorragia. Alterazioni dell’emostasi in difetto (rischio emorragico) o in eccesso (rischio trombotico) possono essere determinate da eventi genetici o acquisiti, anche temporanei (es. chirurgia), la cui diagnosi e trattamento richiedono spesso una conoscenza dei meccanismi che sottendono a tali eventi.Paradossalmente, nonostante la trasversalità di queste patologie, che possono interessare il genetista, il pediatra, l’ematologo, l’internista, il neurologo, il cardiologo…, non esiste in Italia una scuola di specialità dedicata allo studio delle malattie della coagulazione del sangue, essendo esse per lo più parzialmente ricomprese nella Scuola di specializzazione in Ematologia. La Società Italiana per lo Studio dell’Emostasi e della Trombosi (SISET) ha da anni sottolineato la necessità di formare e stabilire la figura di Esperti in Emostasi e Trombosi che possano fungere da riferimento nelle singole realtà ospedaliere. Di pari passo, la SISET ha individuato la necessità di elaborare degli strumenti di formazione per il medico anche non specialista o studente che possano essere d’aiuto già nel corso degli studi universitari.In quest’ottica, il Consiglio Direttivo della SISET ha deciso, oltre alla usuale organizzazione del Congresso Societario Biennale e dei Corsi annuali, di produrre uno strumento specifico, cioè un trattato di malattie emorragiche e trombotiche. Il testo, composto da numerosi e ben noti specialisti del settore, vuole essere un primo passo nel far comprendere la complessità ma anche gli aspetti affascinanti associati allo studio e alla pratica clinica nel settore delle malattie emorragiche e trombotiche. Si è deciso di lasciare ampia libertà nella stesura dei capitoli ai singoli autori, anche a costo di alcune ripetizioni che però sono pre-requisiti essenziali allo svolgimento e alla completa comprensione dei singoli capitoli.Non è stata fatica di poco conto, ma speriamo che alla fine il risultato sia gratificante per tutti noi nella misura in cui il testo potrà essere d’aiuto non solo allo studente, ma anche al medico non specialista che voglia approfondire le conoscenze in alcuni settori di questa branca della medicina.Non possiamo che essere grati a tutti gli Autori che si sono accollati un impegno gravoso per le loro giornate già così intensamente attive e dense di impegni. All’Editore Piccin il nostro ringraziamento per la disponibilità, l’attenzione e il supporto fattivo che ha voluto prestare a questa iniziativa.
Semeiotica medica nell'adulto e nell'anziano. Metodologia clinica di esplorazione morfofunzionale
Giovanni Fradà
editore: Piccin-Nuova Libraria
pagine: 1074
Clinica ortopedica. Manuale-atlante
Attilio Mancini , Carlo Morlacchi
editore: Piccin-Nuova Libraria
pagine: 496
Chimica e Biochimica
per le Lauree Triennali dell' Area Biomedica
Michele Samaja , Rita Paroni
editore: Piccin-Nuova Libraria
pagine: 356
Tavole periodiche degli elementi
Laura Orian , Cristina Tubaro
editore: Piccin-Nuova Libraria
pagine: 2
Elementi di biologia e genetica
Peter H. Raven
,
G. B. Johnson
e altri
editore: Piccin-Nuova Libraria
pagine: 398
Biologia cellulare
Peter H. Raven
,
G. B. Johnson
e altri
editore: Piccin-Nuova Libraria
pagine: 206
Genetica e biologia molecolare
Peter H. Raven
,
G. B. Johnson
e altri
editore: Piccin-Nuova Libraria
pagine: 398
Chimica propedeutica alle scienze bio-mediche
Enzo Santaniello
,
Massimiliano Coletta
e altri
editore: Piccin-Nuova Libraria
pagine: 616
"Gli autori di questo testo, tutti professori di ruolo universitario, insegnano da anni Chimica in corsi di laurea (CdL) in Me
Scienza dell'alimentazione e nutrizione clinica
Giuseppe Bucciante , Annamaria Bernardi
editore: Piccin-Nuova Libraria
pagine: 450
Atlante di tecniche chirurgiche
E. Christopher Ellison , Robert M. jr. Zollinger
editore: Piccin-Nuova Libraria
pagine: 575
Manuale di tecnica, metodologia e anatomia radiografica tradizionali
Fernando Mazzucato , Andrea Giovagnoni
editore: Piccin-Nuova Libraria
pagine: 616
Nell’era della travolgente rivoluzione di Google e dei social, dove ormai anche le conoscenze in campo medico scorrono veloci su supporti digitali, la pubblicazione di un libro cartaceo di diagnostica per immagini sembra un esercizio accademico anacronisticoe insensato.
L’Anatomia Radiologica del Dr. Fernando Mazzucato, o familiarmente “il Mazzucato”, nella sua edizione originale ha rappresentato per i radiologi della mia generazione, ma anche per quelli più giovani e per molti tecnici di radiologia, non un semplice libro, uno dei tanti che illustri Colleghi nel corso degli anni hanno donato alle stampe ma “il libro” di tecnica e anatomia radiografica sul qualetutta una generazione di professionisti si è formata e ha mosso i primi passi fra le tante “linee e ombre” della radiologia tradizionale.
Un vero punto di riferimento per eseguire e capire la difficile arte della radiologia attraverso la puntigliosa descrizione della tecnica e delle proiezioni, elementi indispensabili per entrare nell’intimo dell’interpretazione dell’anatomia normale, il tutto supportato da memorabili schemi esplicativi che pongono in risalto linee e ombre fino a pochi momenti prima totalmente indiscriminabili. Nelcorso di circa vent’anni “il Mazzucato”, consolidata la sua funzione di testo base, aveva tentato di interpretare e illustrare, con le successive edizioni, anche se con minore efficacia, le nuove metodiche di imaging che avevano via via sostituito nella routine levecchie radiografie.
È facile intuire pertanto il mio stupore quando una sera di un paio d’anni fa ricevetti una telefonata: “Sono Mazzucato”; non seppi che rispondere: “ma Mazzucato… Mazzucato, quello del libro?...”.
Una telefonata cordiale ma a tratti severa che mi annunciava l’intenzione (credo a malincuore, di mettere mano al “Mazzucato”; di rispolverare e dare nuova luce ad una “creatura”, la sua creatura, frutto di anni di duro, puntiglioso e a tratti esasperato lavoro ma che stava inesorabilmente sbiadendo all’inesorabile passare del tempo.
Ero stato scelto, fra tanti, per sua esplicita e garbata esternazione, a seguito di un’accurata selezione, i cui criteri e parametri voglio immaginare (e sperare) siano stati molto diversi e variegati rispetto ai soli bibliometrici come h-Index o IF che purtroppo tutti noi siamo costretti ad adottare nelle procedure di selezione.
Ho accettato la collaborazione solo dopo alcuni giorni di riflessione, non tanto per la preoccupazione sulle eventuali difficoltà “tecniche” di lavorare su un libro di radiologia, ma per la consapevolezza che mi sarei trovato nella situazione di un “restauratore”chiamato a dare nuova luce (secondo i dettami della moderna radiologia?) ad un’opera famosa, al severo e intransigente cospetto e giudizio dell’Autore. Ho accettato di lavorare solo sul testo originale della prima edizione dell’Anatomia Radiologica; una sfida difficile ma intrigante dove erano chiari i rischi di un restauro troppo leggero e quindi inutile, o al contrario troppo “invadente” e quindi snaturante l’opera originale.
Ho accettato soprattutto perché conscio di avere alle spalle un grande “gruppo” di giovani e meno giovani radiologi e tecnici che ho coinvolto con entusiasmo e con entusiasmo ha risposto mettendo in campo l’energia, l’esperienza, la freschezza necessarie.
Da quel momento le occasioni di incontro-scontro con Fernando Mazzucato (mi aveva intanto concesso un confidenziale “tu”) si sono moltiplicate. Due visioni della radiologia diverse, due generazioni a confronto animate però da una profonda e comunepassione per la disciplina. Aveva manifestato più volte la volontà da me sempre accolta, di venire ad Ancona in Istituto per toccare con mano dove e come il suo “restauratore” lavorava e gestiva la “bottega radiologica”. La stima reciproca e la confidenzaaumentavano parallelamente alla consapevolezza del difficile lavoro che stavamo facendo: da una parte il “conservatore”, garante di una tradizione ormai obsoleta, dall’altra l’“ex (N.d.A.) giovane radiologo”, volto all’innovazione e a proprio agio con le nuovetecnologie rispetto alle più datate radiografie.
Il Dr. Mazzucato è scomparso prima di poter vedere la sua nuova opera “restaurata”. Mi rimangono le decine di post-it con commenti e correzioni calligrafi scritti a penna o matita a tutti i capitoli che via via rivedeva appena pronti. Mi rimane il ricordo diun uomo e un Radiologo appassionato che ha amato la professione e la radiologia come pochi.
Il libro oggi prende forma più moderna; l’impostazione più agile e omogenea affronta in maniera sistematica i singoli apparati, entrando nella descrizione pratica delle proiezioni indispensabili per lo studio radiologico delle strutture normali con nuove foto esplicative su come posizionare paziente e tubo radiogeno. Si affianca il risultato iconografico con l’immagine radiografica corredata dalla descrizione anatomica; molti degli schemi anatomici e dei disegni sovrapposti all’immagine originale, che avevano sicuramente caratterizzato e reso celebre la prima edizione del “Mazzucato”, sono stati mantenuti; appaiono ancora attuali perché semplici, razionali, efficaci.
Sono state affiancate alle illustrazioni per ciascun apparato nuove tabelle riassuntive sulla tecnica e sulla descrizione delle proiezioni che rendono la lettura e la consultazione del testo più facile e veloce.
Il risultato è un manuale pratico con un’impostazione più moderna, ad uso delle nuove generazioni abituate alle diverse forme di “navigazione” informatica.
Il testo è stato concepito per gli specializzandi delle discipline radiologiche e per gli studenti della laurea triennale in TSRM; potrà esser un utile ausilio per muovere i primi passi nell’anatomia radiografica con un’ottica più attuale e mediata dalle moderne conoscenze, ma anche un compagno sicuro per rispolverare vecchie nozioni, a volte troppo spesso dimenticate anche dai radiologi e TSRM più anziani.
Il nuovo “Mazzucato-Giovagnoni” viene dato alle stampe con una certa emozione, consapevoli di aver operato profondi tagli e modifiche che si spera si rivelino all’altezza dell’edizione originale; il nostro impegno è stato grande, speriamo lo sia il risultato.
Un grazie ancora a tutti i giovani radiologi in formazione della nostra Scuola di Specializzazione, un grazie ai colleghi meno giovani del Dipartimento che hanno lavorato con dedizione, consapevoli di aver potuto contribuire alla restaurazione di una opera storica.
Un ringraziamento e un ricordo caro al Dr. Fernando Mazzucato che ci ha regalato questa grande opportunità.
Procedure laser in medicina estetica. Guida pratica
Rebecca Small , Dalano Haang
editore: Piccin-Nuova Libraria
pagine: 265
Chirurgia colonproctologica e pelviperineale
a cura di
A. Renzi
,
L. Lenisa
P. Boccasanta
F. Crafa
e altri
editore: Piccin-Nuova Libraria
pagine: 1034
Quando Adolfo Renzi, appena insediatosi come Presidente della SIUCP, propose al Consiglio Direttivo Societario di redigere un testo di colonproctologia sotto l’egida della Società accolsi la proposta con scetticismo ed entusiasmo. Lo scetticismo mi derivava dal sapere che l’impresa sarebbe stata certamente ardua e faticosa, l’entusiasmo invece dalla consapevolezza che i chirurghi italiani hanno dato un grande contributo alle conoscenze di anatomia e fisiopatologia degli organi pelvici e che molteplici proposte terapeutiche innovative sono da attribuirsi a nostri conterranei: un giusto omaggio, dunque!
Leggendo attentamente il contenuto del testo, però, mi sono reso conto che lo spirito con cui è stato scritto non è quello di rivendicare meriti, bensì quello di continuare a dare un servizio di divulgazione scientifica con la legittima ambizione di farlo diventare patrimonio della collettività. È evidente che sebbene molti degli Autori siano illustri colleghi, essi sono stati selezionati seguendo il criterio dell’esperienza personale prescindendo dalla loro fama e notorietà. Nella stesura dei singoli capitoli, inoltre,traspare come la linea editoriale sia stata quella di affiancare all’evidenza scientifica anche valutazioni personali derivanti dalla concreta esperienza in sala operatoria ed in reparto.
In merito all’evidenza scientifica mi permetto di far rilevare che benché essa debba essere il faro verso il quale indirizzare le nostre scelte diagnostiche e terapeutiche, purtroppo non sempre è lo specchio fedele della realtà clinica. In non poche occasioni “certa evidenza scientifica” viene artatamente confezionata per auto-promozione o, come accade quando ci sono di mezzo specifici e costosi presidi medico-chirurgici, a fini più commerciali che scientifici. A tutti è noto che ho collaborato e collaboro con varie aziende e la mia esperienza mi ha insegnato che non di rado sono certe dinamiche economiche a decretare il successo o l’insuccesso di specifiche procedure più che la loro reale efficacia terapeutica.
Il mio auspicio è che questo testo, di cui con entusiasmo ho accettato di scrivere la Presentazione, possa contribuire oltre che all’apprendimento di questa affascinante disciplina anche allo sviluppo di uno spirito critico ed analitico. Una solida conoscenzadell’anatomia, della fisiologia e della fisiopatologia sono infatti indispensabili per capire se una tecnica chirurgica ha le corrette basi razionali e, dunque, se e quando applicarla. Purtroppo molto spesso vengono decantate procedure che sono la negazione delle conoscenze acquisite in tanti anni e con il contributo di molti. Vorrei che questo fosse un monito per tutti i colleghi e per i giovani in particolare.
Concludendo voglio sinceramente congratularmi con gli Autori per lo sforzo prodotto e per gli eccellenti risultati raggiunti. Un particolare ringraziamento ad Adolfo Renzi non solo per questo testo che grazie alla sua determinazione, dote sempre più rara, è stato felicemente portato a termine e del quale, sono certo, seguiranno altre edizioni man mano che l’evoluzione della specialità lo richiederà, ma anche per tutto quanto ha fatto e continua a fare, insieme all’attuale Consiglio Direttivo, alla guida della SIUCP.
Malattie renali. Nefrologia schematica
Carmelo Libetta , Vincenzo Sepe
editore: Piccin-Nuova Libraria
pagine: 346
Indubbiamente insegnare è compito arduo e un buon docente deve saper rendere facile ciò che appare difficile” era il pensiero di Vittorio E. Andreucci, docente di notevole spessore, che ha reso comprensibili a generazioni di nefrologi, argomenti ostici della Nefrologia come i processi tubulari di riassorbimento e concentrazione midollare dei soluti, i meccanismi del danno acuto pre-renale, la morfologia delle patologie glomerulari.
La convinzione di non abbandonare un percorso ben tracciato e l’amore per la Nefrologia ci ha incoraggiati nella stesura di questo volume. È stata poi la passione per la didattica e per il trasferimento della conoscenza acquisita negli anni, che ci ha consentito di portare a termine la scrittura del libro.
Nel panorama dei testi dedicati alla Nefrologia, la nostra monografia ha alcune caratteristiche peculiari, che vanno dalla completezza degli argomenti trattati alla concretezza espositiva. Un aspetto impegnativo della scrittura è stato il tentativo di armonizzare la clinica delle patologie nefrologiche con la fisiopatologia, in considerazione della complessità della fisiologia renale.
Il sottotitolo Nefrologia Schematica è invece riferito all’impegno speso nel sintetizzare la complessità degli argomenti con tabelle, diagrammi di flusso e figure. Un aspetto innovativo è rappresentato dalle tavole disegnate ad hoc, finalizzate alla visualizzazione sintetica e schematica degli argomenti trattati nel testo. Tutto ciò per rendere più agevole l’apprendimento, evitando uno studio sterile e fine a se stesso.
Riteniamo che i contenuti trattati in Malattie Renali possano essere di valido ausilio non solo agli studenti del corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, ma anche ai colleghi che frequentano i corsi di studio delle Scuole di Specializzazione in Nefrologia. Inoltre, è nostra aspirazione persuadere colleghi che esercitano la Medicina Generale o specializzazioni di natura internistica alla lettura di alcune sezioni relative alla fisiologia, bilancio idro-elettrolitico, glomerulonefriti, emodialisi e trapianto di rene, non sempre trattati esaustivamente nei rispettivi testi specialistici.
Ci auguriamo che Malattie Renali possa essere utile ai colleghi che lo leggeranno e consenta ai più giovani, anche grazie agli approfondimenti delle nozioni nefrologiche, di trarne vantaggio nella crescita professionale.
