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Piccin-Nuova Libraria

Tutti i libri editi da Piccin-Nuova Libraria - Pagina 11

Manuale di psicologia clinica

Maria Cristina Verrocchio

editore: Piccin-Nuova Libraria

pagine: 632

50,00 € 47,50 €

Lezioni di respiro. Una guida medica per la salute dei polmoni

Meilan K. Han

editore: Piccin-Nuova Libraria

pagine: 160

I polmoni sono incredibili. Questo singolo organo fornisce al nostro corpo ossigeno vitale, ci libera dall’eccesso di anidride carbonica e regola l’equilibrio acido-base del sangue, facendo inoltre muovere l’aria attraverso le corde vocali e il naso, permettendoci di parlare, cantare e persino annusare. Leggendo questo libro, spero che tu possa condividere la mia eccitazione nel comprendere come funzionano i polmoni. Ma uno dei problemi dei polmoni è che funzionano fin troppo bene. Intendo dire che i polmoni possono essere molto danneggiati prima che qualcuno se ne accorga.Purtroppo, questo vuol dire anche che una malattia polmonare è troppo spesso ignorata sia dai pazienti che dai medici finché non è molto avanzata. In questo libro io parlo della sfida che i polmoni devono affrontare essendo costantemente esposti all’ambiente e il ruolo fondamentale che essi svolgono nel proteggerci. Parlo anche di tutte le cose che possono andare male con i polmoni (vi avviso, ce ne sono tante!) e spiego il processo attraverso cui gli pneumologi diagnosticano e trattano le patologie polmonari. Ma la cosa ancora più importante è che io voglio aiutarti a capire come proteggere i tuoi polmoni. Su questo noi medici, oltre che dire alle persone di non fumare, non facciamo abbastanza. Non parliamo della salute del polmone e questo è un problema. Non informiamo i pazienti su come preservare la loro capacità polmonare, che è fondamentale per preservare la salute dell’intero organismo. La salute del polmone inizia nell’utero e continua per tutta l’infanzia e fino all’età adulta quando infi ne raggiungiamo il picco della funzionalità polmonare. Se sei un genitore, questa è un’informazione di cui hai bisogno per proteggere i tuoi figli. Se sei un giovane adulto, questa è un’informazione che ti serve per assicurarti una vita in salute. E se sei un paziente o hai un amico o un familiare che ha una malattia polmonare, spero che questo libro ti aiuti ad essere più informato nelle tue conversazioni con gli operatori sanitari.
15,00 € 14,25 €

Manuale di interpretazione della cardiotocografia. Dai quadri ctg alla fisiologia

a cura di E. Chandraharan

editore: Piccin-Nuova Libraria

pagine: 304

Prefazione Perché abbiamo bisogno di un libro di testo sull’interpretazione fisiologica del tracciato cardiotocografico (CTG)? Per rispondere a questa domanda, è necessario considerare il recente rapporto “10 Years of Maternity Maternity Claims” pubblicato dall’NHS Litigation Authority (NHSLA) nel 2013, che ha messo in evidenza il fatto che anche 40 anni dopo l’introduzione della cardiotocografia nella pratica clinica, la sua errata interpretazione continua a contribuire a un numero significativo di richieste di risarcimento per negligenza clinica che riguardano paralisi cerebrali e morti perinatali.  Sfortunatamente, la tecnologia CTG è stata introdotta nella pratica clinica nel 1968 senza alcuno studio randomizzato e controllato che ne confermasse l’efficacia nel ridurre la morbilità e la mortalità perinatale. La mancanza di una comprensione approfondita delle caratteristiche del tracciato CTG ha fatto sì che i primi “esperti” di CTG reagissero alle varie alterazioni “preoccupanti” senza comprendere i meccanismi fisiopatologici alla base di questi pattern. La risposta allo stress fetale veniva scambiata per “distress” fetale, portando a interventi intrapartum non necessari, come parti vaginali operativi e tagli cesarei d’emergenza. Al contrario, la mancanza di una comprensione più approfondita delle caratteristiche del tracciato CTG (mancato riconoscimento delle alterazionisuggestive di scompenso fetale) portava a esiti perinatali sfavorevoli, tra cui l’encefalopatia ipossico-ischemica e le sue sequele a lungo termine, come la paralisi cerebrale.  Uno dei motivi principali per cui l’interpretazione del CTG è rimasta a lungo al di sotto degli standard di assistenza è stato l’aver introdotto negli anni ‘60 tale tecnologia nella pratica clinica, senza solide linee guida su come utilizzarla.  Le prime linee guida cliniche sono state pubblicate dall’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) nel 1979, anche se tra il 1968 e il 1979 esistevano già alcuni “pareri di esperti”. All’inizio degli anni ‘80, c’erano più di 20 sistemi di classifi cazione CTG utilizzati in tutto il mondo, con una conseguente notevole confusione tra ostetrici e ostetriche su come utilizzare efficacemente questa tecnologia. Ciò ha costretto la Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO) a produrre le prime linee guida cliniche unificate sull’interpretazione del CTG nel 1987 (19 anni dopo l’introduzione della cardiotocografia nella pratica clinica!). Nel Regno Unito, le prime linee guida in assoluto sull’interpretazione del CTG sono state pubblicate dal Royal College of Obstetricians and Gynecologists (RCOG) solo nel 2001, dopo il quarto “Confidential College Enquiries into Stillbirths and Deaths in Infancy” (CESDI) del 1997. Questo rapporto evidenziava come la mancanza di conoscenze sull’interpretazione del CTG fosse un fattore chiave nelle morti endouterine intrapartum.  Sfortunatamente, tutte le linee guida pubblicate fino a quel momento dipendevano fortemente dal sistema di “riconoscimento dei pattern” per la classificazione dei tracciati CTG. Si basavano sull’identificazione morfologica delle decelerazioni in corso, classificate inizialmente come Tipo 1 e Tipo 2 e successivamente come decelerazioni “precoci, variabili e tardive”, con le decelerazioni variabili ulteriormente classificate in tipiche (non complicate) e atipiche (complicate).  Non solo queste decelerazioni non si verificano in modo isolato durante il travaglio, ma sono anche soggette ad una significativa variabilità di interpretazione inter- e intra- operatore, con conseguente classificazione errata. Alcuni studi hanno dimostrato che anche gli esperti che forniscono prove medico-legali ai tribunali basandosi sul “riconoscimento del pattern” per l’interpretazione del CTG cambiano opinione alla luce degli esiti neonatali. Questo dimostra la confusione che regna nell’interpretazione del CTG anche tra gli esperti.  Il rapporto CESDI del Regno Unito ha evidenziato che su 873 morti intrapartum, il 50% aveva avuto un’assistenza di “grado 3” inferiore agli standard. Ciò significa che il 50% delle morti intrapartum erano potenzialmente evitabili. I fattori che hanno contribuito a un’assistenza al di sotto degli standard comprendono la mancanza di conoscenze sull’interpretazione dei tracciati CTG,la mancata integrazione del quadro clinico (meconio, temperatura, emorragia intrapartum), ritardi negli interventi, problemi di comunicazione e non ultimo di buon senso. Il rapporto del Chief Medical Officer del 2006 su “Morti intrapartum: 500 opportunità mancate” ha continuato a mettere in evidenza un’assistenza al di sotto degli standard, includendo l’errata interpretazione del CTGcome un fattore contribuente. L’NHSLA ha pubblicato nel 2009 il rapporto “100 Stillbirth Claims” (100 richieste di risarcimento per morte endouterina), che indica che su 100 richieste di risarcimento per morte endouterina, il 34% era direttamente dovuto a un’errata interpretazione del CTG che coinvolgeva sia ginecologi che ostetriche. Il più recente rapporto dell’NHSLA “10 Years of Maternity” ha evidenziato come l’errata interpretazione del CTG sia una delle cause principali di malasanità nei servizi di maternità, responsabile di morti endouterine, encefalopatia ipossico-ischemica e conseguenti sequele a lungo termine come la paralisi cerebrale.  L’errata interpretazione del CTG non solo ha implicazioni finanziarie significative per qualsiasi sistema sanitario, perché un singolo caso di paralisi cerebrale può costare circa 10 milioni di sterline, ma ha anche un impatto negativo incommensurabile sulle famiglie. Un bambino con paralisi cerebrale richiede un’assistenza intensiva 24 ore su 24, oltre a una regolare terapia occupazionale eriabilitazione logopedica quasi ogni settimana. Pertanto, i genitori spesso devono rinunciare al proprio lavoro per diventare assistenti a tempo pieno nell’accudimento dei loro figli. Inoltre, una morte intrapartum o una morte neonatale precoce possono causare un enorme trauma emotivo, che può persino infl uenzare le gravidanze successive. Infine, non bisogna dimenticare l’impatto di un’errata interpretazione del CTG sul personale (ostetrici, ostetriche, anestesisti e neonatologi).  Alcuni abbandonano la professione scelta a causa dell’impatto psicologico negativo. Dunque, l’errata interpretazione del CTG non provoca solo implicazioni medico-legali con conseguenti perdite economiche, ma ha anche un impatto significativo su individui, famiglie e, in generale, sulla società.  Pertanto, a mio avviso, è giunto il momento di un cambiamento di paradigma nell’interpretazione del CTG da quella basata sul tradizionale “riconoscimento del pattern” a quella basata sulla fisiologia fetale. L’interpretazione basata sui pattern ha portato a una significativa variabilità inter- e intra-operatore, con un conseguente aumento degli interventi operativi durante il travaglio, senza alcuna riduzione significativa dei tassi di paralisi cerebrale o di morte perinatale. L’interpretazione basata sulla fisiologia mira a comprendere la fisiopatologia che sta alla base delle caratteristiche osservate sul tracciato CTG, con l’obiettivo di mettere in atto un intervento tempestivo e appropriato in caso di evidenza di scompenso fetale. Per contro, aiuta a evitare interventi non necessari quando sono evidenti sul tracciato CTG segnali di compenso fetale di fronte a uno stress meccanico o ipossico. Sulla base degli studi condotti su animali e sull’uomo, è evidente che un feto esposto a un’ipossia intrapartum in evoluzione mostra alcune caratteristiche peculiari e prevedibili del tracciato CTG, caratteristiche che rifl ettono tentativi di compenso fisiologico, simili a quelli degli adulti. Sebbene il grado di risposta possa variare a seconda dell’intensità e della durata dell’insulto ipossico e della riserva individuale di quel feto, la risposta compensatoria fetale all’ipossia intrapartum in atto, che porta infine allo scompenso, è abbastanza prevedibile. È importante comprendere che i feti non sono esposti all’ossigeno atmosferico e, pertanto, non sono in grado di aumentare l’ossigenazione del miocardio aumentando la frequenza e la profondità degli atti respiratori. Pertanto, al fine di mantenere un bilancio energetico positivo, il feto deve diminuire la frequenza cardiaca per ridurre il carico di lavoro del miocardio e conservare l’energia. Dunque, non ci si deve precipitare a prendere decisioni inappropriate non appena si osservano decelerazioni sul tracciato CTG e non ci si deve limitare a classificarle, in base alla morfologia, in decelerazioni precoci, variabili tipiche, variabili atipiche e tardive. Gli ostetrici e le ostetriche che assistono al travaglio devono considerare le decelerazioni come risposte barocettoriali e/o chemocettoriali a stress ipossici o meccanici in corso. Dovrebbero quindi cercare di determinare la risposta del feto, osservando le caratteristiche del tracciato CTG tra le decelerazioni (cioè la stabilità della linea di base e la normale variabilità) in modo da intervenire quando il feto mostra segni di scompenso. Intervenire non sempre significa un parto operativo immediato o un taglio cesareo d’emergenza. Al contrario, l’intervento deve essere sempre finalizzato a migliorare l’ambiente intrauterino, per quanto possibile, anche se poi l’espletamento parto dovesse diventare necessario. Tranne nei casi di eventi acuti intrapartum (distacco di placenta, prolasso di funicolo, rottura d’utero), in cui è giustificato un parto immediato, il feto mostra una risposta compensatoria definitiva e prevedibile allo stress ipossico in continua evoluzione. Pertanto, la distinzione tra una risposta fetale compensatoria e lo scompenso fetale è essenziale per la gestione del travaglio. I capitoli introduttivi trattano la normale fisiologia fetale e la placentazione, nonché gli aspetti tecnici delle apparecchiature CTG. Seguono l’uso del CTG in situazioni cliniche e le insidie associate all’interpretazione del CTG. È stato fatto ogni tentativo per spiegare gli aspetti fisiopatologici che stanno alla base delle varie caratteristiche osservate sul tracciato CTG e, laddove applicabile, è stata proposta una “esercitazione CTG”. Un “Esercizio CTG” è incluso dopo ogni capitolo per verificare le conoscenze del lettore. Il capitolo sulle alterazioni del tracciato CTG nelle lesioni cerebrali non ipossiche ha lo scopo di illustrare alcune delle condizioni rare che si possono incontrare nella pratica clinica. Considerando il fatto che un’assistenza intrapartum sicura comporta uno sforzo multidisciplinare, ginecologi, ostetriche, anestesisti e neonatologi hanno contribuito con capitoli su aree rilevanti, tra cui l’auscultazione intermittente, il ruolo degli anestesisti durante un’alterazione del CTG e la rianimazione neonatale. Desidero ringraziare tutti i collaboratori per il loro impegno e sacrificio. Hanno fatto in modo che i capitoli si basassero sulle attuali evidenze scientifiche e sulla fisiopatologia fetale. Sono profondamente in debito con il mio mentore, il professor Sir Arulkumaran, che mi ha ispirato a sviluppare l’interesse per il monitoraggio fetale intrapartum. Un ringraziamento speciale ai miei colleghi Ugwumadu, Leonie Penna, Virginia Whelehan e Abigail Archer, che sono membri dei corsi di monitoraggio fetale intrapartum della facoltà del St George’s. Vorrei ringraziare la signora Sara Ledger di Baby Lifeline, un’associazione di beneficenza che conduce corsi di perfezionamento sul CTG per ostetriche e ginecologi in diverse regioni del Regno Unito, per il suo contributo. Un grazie speciale va a tutti i miei co-autori, che sono stati o sono miei tirocinanti e hanno saputo interpretare il CTG sulla base della fisiologia fetale e sono estremamente motivati a migliorare i risultati intrapartum. Sono i nostri leader di domani e non ho alcun dubbio che saranno determinanti nel cambiare la modalità di interpretazione del CTG passando dal “riconoscimento dei pattern”, utilizzato negli ultimi 40 anni, ad un’interpretazione del CTG basata sulla fisiologia con l’obiettivo di migliorare gli esiti sia materni che neonatali. Spero sinceramente che questo libro aiuti a iniziare il nostro viaggio verso un’interpretazione del CTG basata sulla fisiologia. Lo dobbiamo alle donne e ai neonati che si affidano a noi per l’assistenza durante il travaglio.
37,00 € 35,15 €

Chimica organica

Jonathan Clayden , Nick Greeves
e altri

editore: Piccin-Nuova Libraria

pagine: 1304

80,00 € 76,00 €

Microbi nel nostro intestino: fatti e miti

Giuseppe Arienti

editore: Piccin-Nuova Libraria

pagine: 176

15,00 € 14,25 €

Wound care. Guarda e impara!

Patricia Albano Slachta

editore: Piccin-Nuova Libraria

pagine: 232

Edizione italiana sulla III in lingua inglese
20,00 € 19,00 €

Citologia istologia

Emilio Casasco , Marco Casasco
e altri

editore: Piccin-Nuova Libraria

pagine: 512

Prefazione alla terza edizioneCITOLOGIA ISTOLOGIA costituisce la terza edizione dell’opera che scrisse originariamente nostro padre, Professor Emilio Casasco (1922- 2000), medico radiologo, docente di Anatomia e di Istologia ed Embriologia, al quale siamo devotamente grati. Ha lasciato ai suoi figli un’eredità culturale (oltre che spirituale e affettiva) che abbiamo deciso di riproporre a voi attraverso l’aggiornamento della sua opera. Come scrisse nella prefazione al testo originale lo stimolo è il medesimo: “Il rapido evolversi delle nostre conoscenze nell’ambito della disciplina istologica e l’esigenza di un sempre maggior impegno di studio hanno portato alla necessità non solo di uno scrupoloso aggiornamento, ma anche di un ampliamento alla trattazione degli argomenti già presi in considerazione nella precedente edizione”. “Usare il cervello e vivacizzare la fantasia”, così usava dire. Lo studio citoistologico è sempre più complesso e affascinante, soprattutto in riferimento all’enorme ampliamento delle conoscenze nel campo della genetica e della biologia molecolare e allo sviluppo delle più moderne biotecnologie di analisi, in vivo e in vitro.Ancora oggi la conoscenza dei tessuti normali (Istologia normale) costituisce la base per la comprensione dell’organizzazione degli organi (Anatomia microscopica) e delle variazioni che si osservano nei tessuti patologici (Istologia patologica). Inoltre, l’apprendimento scientifico dei processi istogenetici ed istofunzionali fornisce informazioni essenziali in molteplici ambiti di ricerca, fra i quali la rigenerazione dei tessuti e la guarigione degli organi, la terapia e l’ingegneria tissutale, la risposta cellulare a farmaci e agenti esterni, le embriofetopatie, la cancerogenesi, la nutrizione e l’invecchiamento dell’organismo. Questa nuova edizione, pur mantenendo l’identità culturale delle precedenti, aggiorna i suoi contenuti dalle più recenti scoperte scientifiche nel campo citoistologico ed affianca una nuova e ampliata iconografia, compresa una inedita sintesi cognitiva delle due materie rappresentata in un allegato cartaceo. Grande riconoscenza dobbiamo al dr. Nicola Piccin che ha condiviso la nostra proposta culturale offrendoci l’opportunità di germinare nuove idee e materializzare il nostro lavoro in piena libertà di pensiero e azione. Un ringraziamento sentito al dr. Marco Marzola e alla sig.ra Susanna Ferrari che hanno supportato e verificato il nostro lavoro passo per passo e, in particolare, all’artista Stefano Trainito che ha trovato la sensibilità di trascrivere immagini storiche in un linguaggio iconografico moderno. Il nostro impegno è stato intenso ed entusiasmante: vi auguriamo buona lettura.Marco Casasco, Andrea CasascoPavia, marzo 2023
75,00 € 71,25 €

Guida completa all'alimentazione sportiva

Anita Bean

editore: Piccin-Nuova Libraria

pagine: 456

PresentazioneLa nutrizione ha sempre avuto un ruolo importante nella mia carriera di corridore e senza dubbio è stato un fattore chiave che mi ha aiutato a raggiungere le mie migliori prestazioni. Nei primi tempi della mia carriera, c’erano pochissime informazioni affidabili sulla nutrizione sportiva. Come la maggior parte dei corridori, ho dovuto studiare da solo cosa mangiare prima delle gare, i tempi di assunzione del cibo, quanto bere per prepararsi alle gare e anche cosa portare con sé durante le gare più lunghe come la maratona. Questo è stato fatto, in larghissima parte, provando soluzioni diverse, piuttosto che con un piano preciso prestabilito fin da subito. A volte mi è stato difficile avere la giusta glicemia per poter correre bene. A volte mi sentivo anche come se avessi bevuto troppi liquidi e troppo in prossimità della partenza delle gare più brevi. All’inizio della mia carriera ho trovato grande difficoltà nel recuperare tra gli allenamenti troppo difficili. Senza alcuni consigli da parte di esperti, può essere sicuramente molto difficile ottimizzare le strategie di nutrizione. Conosco Anita da molti anni e ho sempre trovato i suoi consigli preziosi. Imparare a sostenere i miei allenamenti ha fatto sì che potessi allenarmi più duramente e recuperare più velocemente, e questo è stato fondamentale nei momenti in cui mi allenavo fino a 100 miglia a settimana o quando ero impegnato in intense sessioni in preparazione dei campionati. Senza una buona alimentazione, gli sportivi sono molto più propensi a farsi male o a contrarre malattie. È un vero peccato vedere atleti fortemente motivati ad allenarsi duramente non poter raggiungere i propri obiettivi a causa di un’alimentazione inadeguata. Anita è assolutamente brillante nel tradurre la scienza complessa in consigli facilmente comprensibili agli atleti. Questo libro è una risorsa fantastica per me. Contiene un’enorme quantità di informazioni supportate dalle evidenze scientifiche. È anche un testo molto pratico che mostra quanto ricca sia la conoscenza di Anita in materia. Ho ricevuto fantastici consigli da questo libro e penso che sarà un must assoluto per tutti gli aspiranti atleti che vogliono godersi il loro sport e raggiungere le loro prestazioni ottimali.  Jo PaveyMedaglia Mondiale, Europea e del Commonwealth nonché atleta in cinque Olimpiadi
28,00 € 26,60 €

Fondamenti del nursing secondo Kozier ed Erb. Concetti, procedure e pratica

Audrey Berman , Shirlee J. Snyder
e altri

editore: Piccin-Nuova Libraria

pagine: 1464

Questo testo affronta i concetti della professione infermieristica contemporanea che includono - ma non solo - il caring, il b
88,00 € 83,60 €

88,00 € 83,60 €

80,00 € 76,00 €

Fondamenti di anatomia artistica

Roberto Osti

editore: Piccin-Nuova Libraria

pagine: 310

«Una vera e propria guida rivolta agli studenti, agli artisti e agli amatori che sentono il bisogno di decifrare e di leggere
30,00 € 28,50 €

25,00 € 23,75 €

Wills eye Il manuale. Diagnosi e trattamento delle malattie oculari in ambulatorio e pronto soccorso

Kalla A. Gervasio , Travis J. Peck

editore: Piccin-Nuova Libraria

pagine: 624

Presentazione Più di dieci anni fa, a Vientiane con l’Orbis Flying Eye Hospital, stavo visitando dei pazienti insieme a un piccolo gruppo di oftalmologi del Sud-Est Asiatico provenienti da Laos, Cambogia, Vietnam, Thailandia e Myanmar. Una signora di mezza età arrivò con una densa vitreite e con l’oftalmoscopio indiretto riuscii a vedere attraverso la foschia una lesione maculare attiva da toxoplasmosi nel polo posteriore. Iniziammo a passare in rassegna gli antibiotici disponibili in quella parte del mondo e, per aiutare la discussione, mandai in autobus un pacco dell’ultima edizione di Wills Eye – Il Manuale.  Mentre sfogliavamo la sezione del libro sulla toxoplasmosi, mi accorsi di un turbinio di mormorii sommessi nella stanza e alzai lo sguardo interrogativo verso il mio interprete per capire il motivo di tutto quel trambusto. “È il tuo libro”, mi ha spiegato, “tutti sono eccitati all’idea di vederlo. Una volta ne hanno visto una copia fotocopiata a Bangkok”. Quanto sono stato orgoglioso di dire al gruppo entusiasta che avevamo una vera copia di Wills Eye – Il Manuale per ciascuno di loro, portata da Philadelphia! La loro palpabile gioia fu un dono speciale reciproco. Quell’orgoglio ritrova la sua eco oggi, mentre sfoglio la nuova edizione di quella che è diventata un’opera standard del Canone Oculistico, il libro più venduto nel nostro campo in tutto il mondo, compilato originariamente da un mucchio di note utili messe insieme da due residenti di Wills, Chris Rapuano e Marc Friedberg. Questo straordinario compendio tascabile, condiviso con i loro colleghi specializzandi per essere consultato mentre lavoravano in clinica e al pronto soccorso, è diventato il primo manuale pubblicato nel 1990. Trent’anni dopo mantiene la sua immediatezza e rilevanza clinica, nonostante le numerose modifiche e cambiamenti, e naturalmente il motivo è che è ancora scritto da specializzandi Wills, che sanno cosa richiede l’assistenza ai pazienti in prima linea: informazioni pronte, immediatamente disponibili, concise, accurate e aggiornate!  Questa presentazione non sarebbe completa senza un grato riconoscimento a due giganti che non ci sono più, le cui capacità editoriali hanno ancorato il libro nei tre decenni precedenti: il Dr. William Tasman e il Dr. Edward Jaeger. Impareggiabili e instancabili correttori e consulenti, la loro guida e il loro sostegno sono stati fondamentali per il successo e la diffusione del manuale. Che questa nuova edizione di Wills Eye – Il Manuale sia un saluto speciale non solo alla Residenza Wills, che questi straordinari accademici hanno servito così abilmente, ma anche all’eredità della loro insostituibile penna editoriale, dei loro saggi consigli, del loro acume clinico e della loro impareggiabile collegialità.  Julia A. Haller, MDOphthalmologist-in-ChiefWills Eye Hospital
75,00 € 71,25 €

Tecniche di palpazione. Anatomia di superficie per terapisti

Bernhard Reichert

editore: Piccin-Nuova Libraria

pagine: 424

Questo libro è il risultato di anni di insegnamento dell’anatomia e dell’esperienza pratica nella diagnostica e nella terapia. La competenza nella palpazione mirata è la chiave per una serie di applicazioni locali, che vanno dalla terapia fisica all’iniezione locale.La mia consapevolezza che i praticanti non imparano veramente l’anatomia finché non hanno tradotto la conoscenza teorica in familiarità tattile mi ha portato a rivalutare l’importanza dell’anatomia di superficie.Mi sono anche reso conto che i terapisti esperti e persino i medici stessi possono ancora trovare difficile localizzare certe strutture anatomiche, anche dopo anni di lavoro nella professione medica. Il mio lavoro nella formazione dei futuri professionisti medici e sanitari mi ha mostrato che devono orientarsi verso l’anatomia locale per ottenere la sicurezza necessaria per applicare tecniche manuali specifiche.In questo senso, insegnare l’anatomia di superficie è molto soddisfacente. Identificare le strutture ricercate, sentire i diversi tipi di resistenza dei tessuti e riconoscere i dettagli è veramente eccitante per gli studenti e per i partecipanti al corso. Improvvisamente, le interconnessioni anatomiche diventano chiare e l’allievo inizia a vedere il sistema muscolo-scheletrico in modo tridimensionale.Cosa c’è di nuovo?Alcuni dei test e degli approcci basati sulla palpazione sono stati sostituiti da quelli basati sulla valutazione scientifica e sulla rilevanza pratica. Affinché gli studenti possano fare affidamento sui risultati della palpazione, è indispensabile porre l’accento sia sull’affidabilità che sulla validità. Tenendo conto della tendenza a concentrarsi maggiormente sulle pubblicazioni scientifiche, questa edizione presenta un elenco separato di riferimenti bibliografici per ogni capitolo.Si può pensare che, quando si tratta di anatomia topografica e morfologica, non ci sia nulla di nuovo da imparare. Niente è più lontano dalla verità. Nuovi studi anatomici di alta qualità ci stanno aiutando a localizzare le strutture clinicamente rilevanti in modo più efficiente. Un esempio di questo è la discussione sull’origine e il decorso del legamento collaterale mediale dell’articolazione del ginocchio nel capitolo revisionato “Articolazione del ginocchio”. In vari capitoli di questo libro sono presentati i risultati degli studi condotti presso l’Institute of Anatomical Sciences, Texas Tech University Health Sciences Center, Texas, USA.Il nuovo capitolo “Regione addominale” si concentra sulla palpazione dell’addome e dell’inguine. Questa regione anatomica è meno familiare ai terapisti ed è quindi caratterizzata da un alto grado di incertezza. Questo capitolo offre un accesso semplice e pratico a questa regione. Oltre ai cambiamenti e agli aggiornamenti del contenuto, il design del libro è stato rinnovato, il che ne migliora l’aspetto e lo rende più facile da capire.Che cosa è rimasto invariato?Questo libro si rivolge a persone che lavorano per la diagnosi e il trattamento di disturbi e malattie muscoloscheletriche.Intende consentire agli studenti esperti che si stanno formando per una carriera in terapia fisica. I partecipanti a vari corsi di formazione professionale continua, gli studenti di medicina e i medici, così come i terapisti esperti possono orientarsi con il sistema muscoloscheletrico usando questo libro. L’unico modo per imparare la palpazione è attraverso la pratica. Questo libro incoraggia i suoi lettori a simulare le attività di palpazione presentate.Il libro mira a presentare istruzioni per i principianti in un linguaggio chiaro e di facile comprensione. I risultati della ricerca e gli studi anatomici aiutano i terapisti e gli istruttori a diventare più sicuri nel gestire i risultati della palpazione specifica.Scelta delle strutture L’anatomia di superficie discussa in questo libro si concentra sulle parti chiave del sistema muscoloscheletrico che portano a disturbi nelle estremità, in molti casi, articolazioni e tendini irritati, e le loro inserzioni e guaine tendinee. Anche i ventri muscolari, le borse e i legamenti sono l’obiettivo di palpazioni specifiche.Le strutture selezionate per questo libro sono i siti più importanti su cui le tecniche di esame e trattamento sono applicate nella pratica quotidiana.Le istruzioni sono orientate verso le strutture “normali” del sistema muscolo-scheletrico o, in altre parole, quelle che non sono alterate patologicamente. Per essere in grado di identificare i cambiamenti patologici, l’esaminatore deve essere ben versato nella palpazione delle strutture normali.Applicabilità dell’anatomia di superficieL’anatomia di superficie è innegabilmente importante per la diagnosi e il trattamento.Diversi esempi illustrano la sua importanza: Durante l’esame il medico cerca di localizzare con precisione una struttura malata o di eseguire un test del dolore applicando una pressione o una frizione trasversale (palpazione provocatoria). Nella maggior parte dei casi, lo spazio articolare è il fattore cruciale. Quindi, in molti casi, l’identificazione locale di certi punti ossei e la palpazione del decorso dello spazio articolare dipendono dalla corretta esecuzione dei test e delle tecniche di trattamento nell’ambito della terapia manuale. Anche la palpazione dei nervi periferici è un elemento chiave dell’anatomia di superficie. Tuttavia, solo pochi esaminatori hanno familiarità con essi in termini di palpazione, nonostante il fatto che molti nervi periferici del braccio e della gamba siano strutture piuttosto spesse e siano molto facili da trovare in alcuni punti precisi. Le frizioni profonde delle strutture dei tessuti molli costituiscono un’altra modalità di terapia; sono usate principalmente per alleviare il dolore. Bernhard Reichert, MScPT, MT
75,00 € 71,25 €

Valutazione cinesiologica. Articolarità, test muscolari e valutazione funzionale

Hazel M. Clarkson

editore: Piccin-Nuova Libraria

pagine: 544

«Guida pratica basata sulla ricerca scientifica: la quarta edizione è stata aggiornata con gli ultimi risultati della letterat
45,00 € 42,75 €

L'infermiere di sala operatoria

Paola Romanazzi , Teresa Nardulli
e altri

editore: Piccin-Nuova Libraria

pagine: 197

PrefazioneQuesto lavoro ha richiesto impegno ed oltre due anni di tempo per la sua elaborazione, anche a causa dell’evento pandemico che ha visto noi operatori sanitari inevitabilmente impegnati in maniera pressante ed in prima linea sul campo.  I contenuti, oltre a riferimenti bibliografici e formazione accademica, includono vari anni di lavoro ed esperienza in numerose sale operatorie di strutture ospedaliere romane, ove, grazie anche all’impegno e all’applicazione professionale, ho avuto numerose opportunità e possibilità di evoluzione personale e professionale.  Un ringraziamento va ai numerosi colleghi, chirurghi ed anestesisti, incrociati lungo il mio cammino nel mondo delle sale operatorie, i quali, con la loro competenza, pazienza e disponibilità, mi hanno permesso di crescere e progredire. A tale proposito rivolgo un pensiero speciale alla Dottoressa Giuliana Cossu, infermiera prima e coordinatrice poi di sala operatoria, che ha dato tanto alla professione infermieristica e a me, durante tutto il tempo trascorso al suo fianco.  L’applicazione della mia competenza durante l’arco degli anni, nelle varie sale operatorie, si riferisce sia al ruolo di strumentista/infermiera di sala multidisciplinare, sia al ruolo di coordinatrice clinica in una prima fase e, in seguito, di coordinatrice gestionale di sala operatoria.  In questo tempo l’acquisizione delle competenze è stata notevole ma, considerando l’evoluzione continua di tecniche e attività chirurgiche ed anestesiologiche nelle sale operatorie, è imperativo avere ancora molto da poter acquisire ed imparare.  L’elaborazione di questo lavoro mira all’obiettivo di poter essere uno strumento utile a coloro che, già nel percorso di studi della laurea triennale in infermieristica, si avvicinano alle attività di sala operatoria durante lo svolgimento del loro tirocinio; a coloro che intraprendono il percorso accademico di specializzazione in assistenza chirurgica in sala operatoria; nonché a coloro che iniziano, in qualità di neo-assunti e/o neo-inseriti provenienti da diverse unità operative, a svolgere la professione infermieristica in sala operatoria.  Può essere uno strumento utile anche a colleghi già esperti di assistenza in sala operatoria, ma che si avvicinano per le prime volte a nuove discipline chirurgiche mai svolte in precedenza.  L’idea del progetto ha avuto, unitamente alla volontà della Professoressa Rosaria Alvaro, Professore Ordinario di Scienze Infermieristiche Generali, Cliniche e Pediatriche dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, inizio con un team di colleghi di varie realtà in ospedali romani, per poi essere elaborato e portato a termine da me per loro scelta. Ringrazio per questa opportunitàla Professoressa e per la collaborazione i colleghi Dottoressa Teresa Nardulli, Dottoressa Rossana Grande, Dottor Massimiliano Di Carlo. Paola Romanazzi
28,00 € 26,60 €

Manuale di malattie infettive e tropicali e casi clinici correlati

Antonella D'Arminio Monforte , Giulia Carla Marchetti

editore: Piccin-Nuova Libraria

pagine: 888

«Le malattie infettive, che sembravano debellate grazie ai progressi nella prevenzione e nella terapia, rimangono a tutt'oggi
70,00 € 65,17 €

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