Il Poligrafo
Tutti i libri editi da Il Poligrafo - Pagina 6
Vivere la città
a cura di F. Toppetti
editore: Il Poligrafo
pagine: 204
In quale modo la cultura del progetto affronta la rigenerazione dei centri storici? Quali sono le dinamiche e i problemi della
I patriarchi di Venezia e l'architettura. La cattedrale di San Pietro di Castello nel Rinascimento
Gianmario Guidarelli
editore: Il Poligrafo
pagine: 296
Nell'architettura del Quattro e Cinquecento il patriarcato veneziano si erge a protagonista, al pari delle committenze statali, patrizie, confraternali o cittadine, della trasformazione urbana della città di Venezia. Il suo ruolo, tanto determinante quanto sfuggente, a lungo rimasto escluso dagli studi, è qui definito con una particolare attenzione per il contesto, gli intrecci tra i diversi interlocutori urbani e il retroterra culturale. È nella monumentalizzazione del complesso patriarcale dell'isola di San Pietro di Castello che si coglie, in particolare, il compito affidato all'architettura nel tradurre in immagine urbana il senso di un'istituzione nata soltanto nel 1451 con Lorenzo Giustiniani. Tale complesso appare l'esito di una precisa strategia che i patriarchi del Rinascimento perpetuano, trasformando un insieme incoerente di edifici medievali in uno dei maggiori centri in città di elaborazione dell'architettura "all'antica", nel tentativo di legittimare una memoria identitaria che compensi l'assenza di una tradizione consolidata. Attraverso il coinvolgimento di artisti come Vittore Carpaccio e di architetti come Mauro Codussi, Andrea Palladio, Giovanni Grappiglia e Baldassarre Longhena, la disciplina architettonica diviene uno strumento privilegiato nell'invenzione e nella risignificazione della imago urbis, che denuncia una comunanza di obiettivi con lo Stato veneziano e soprattutto con l'élite patrizia di cui gli stessi patriarchi facevano parte.
Architettura, paesaggio, fotografia. Studi sull'archivio di Edoardo Gellner
a cura di M. Carraro , R. Domenichini
editore: Il Poligrafo
pagine: 248
Architetto di fama internazionale, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, più volte al centro di polemiche e dibattiti
Il progetto costruito
a cura di P. Val
editore: Il Poligrafo
pagine: 98
La progettazione del Nuovo, la conservazione e il restauro dell'Antico, la rigenerazione e la trasformazione dell'Esistente ra
Il corpo umano sulla scena del design
a cura di M. Ciammaichella
editore: Il Poligrafo
pagine: 288
Nella società odierna, perennemente connessa, contraddistinta da una fitta rete di relazioni virtuali, in cui le macchine si s
Operazioni di rigenerazione
a cura di G. De Michiel
editore: Il Poligrafo
pagine: 68
Se ai modelli economico-sociali di paesi come la Cina, l'India e il Brasile corrispondono "metropoli a sviluppo illimitato", in Europa, non essendo più applicabili principi di illimitatezza della crescita, delle risorse e del suolo disponibile, è diventato indispensabile confrontarsi con il disegno dello spazio antropizzato, non come territorio da colonizzare, ma come ri-caratterizzazione e ri-funzionalizzazione dell'esistente. Il concetto di sostenibilità si attua nel recupero di quanto può ancora essere utile: la reinvenzione per mezzo del progetto consente di risignificare, di "fecondare e rigenerare ciò che è". Ne derivano nuove configurazioni del territorio e nuovi edifici restituiti ai cittadini in un processo che rappresenta una palingenesi, un creativo e fecondo atto di risignificazione. Il volume raccoglie alcune riflessioni sul tema del riuso di manufatti obsoleti e di intere parti di città e di territorio che nel tempo hanno perso la loro funzione originaria: la reintegrazione nel paesaggio antropizzato di vuoti residuali, di scarti accidentali, di aree e di edifici dismessi consente di saggiare le potenzialità di rigenerazione di un luogo, all'interno del quale le tracce del passato testimoniano la stratificazione della presenza umana e nel contempo esprimono un "desiderio di futuro".
Angelo Torricelli. Architettura in Capitanata. Opere e progetti. 1977-2012. Ediz. italiana e inglese
a cura di C. Baglione
editore: Il Poligrafo
pagine: 244
"Quello della città - scrive Angelo Torricelli - è un tema decisivo, ma si configura come terreno di confronto credibile e pra
La Sicilia i sogni le città. Giuseppe Samonà e la ricerca di architettura
Cesare Ajroldi
editore: Il Poligrafo
pagine: 266
Il Delta del Po. Progetti e scenari sostenibili
a cura di G. Campeol
editore: Il Poligrafo
pagine: 234
Barcellona e Catalogna. Nuova atlante delle infrastrutture
Giuseppe Giordano
editore: Il Poligrafo
pagine: 208
Testimonianze sull'architettura
Gianni Fabbri
editore: Il Poligrafo
pagine: 196
Con i suoi oltre quarant'anni di ricerca accademica e di esperienza professionale, Gianni Fabbri è testimone autorevole delle vicende che hanno investito la Scuola di Venezia: dalla sua nascita, con il rinnovamento dell'insegnamento promosso da Samonà, all'affermazione tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta, fino al suo superamento e progressivo mutarsi in realtà del tutto nuove, provvisorie, esposte a continui cambiamenti. In questa raccolta di saggi viene presentata al lettore una serie di vivaci testimonianze e riflessioni, in parte legate all'attività concreta della professione (ideazione, realizzazione del disegno, allestimento del progetto, costruzione), in parte concernenti gli aspetti immateriali della disciplina, come la storia, la natura, il sacro, l'attualità. E non manca il confronto con i colleghi-maestri (Giuseppe Samonà, Saverio Muratori, Aldo Rossi e Guido Canella tra gli altri) i cui esiti più notevoli vengono qui ripercorsi, interrogandosi sulle continuità e discontinuità tra passato e presente, rileggendo teorie e progetti nel loro generoso tentativo di corrispondere alle esigenze innovative di allora, distinguendo quanto vi era di contingente e quanto appare ancora fertile e necessario. Ne emerge un percorso universitario, professionale, umano, una meditazione sui cambiamenti in atto nell'architettura di oggi e, con le parole dell'autore, "il tentativo ultimo di comprendere il nuovo, cercando di narrare un'altra storia...".
Ship & yacht design. Forme e architetture
a cura di C. Magnani , C. Frisone
editore: Il Poligrafo
pagine: 196
"Il problema dell'arredamento navale va al di là della semplice questione di comodità, di eleganza, di gusto. Esso è, attraverso l'opera degli artisti e degli esecutori, una viva testimonianza del tenore della civiltà della Nazione che sulla nave esercita l'ospitalità". Così scriveva Gio Ponti nel 1931 su "Domus", commentando gli allestimenti di Gustavo Pulitzer Finali per la Victoria, prima nave passeggeri italiana. In quegli anni, e fino al secondo dopoguerra, il mondo dell'architettura, con i suoi più alti esponenti, collaborava attivamente con un'industria navale che accoglieva il codice moderno adattandolo alla consolidata tradizione artigianale italiana. Da le uniche sedi depositarie del sapere tecnico-scientifico del campo sono state le facoltà di ingegneria navale. Il volume, a metà tra saggio e manuale, raccoglie gli interventi teorici di alcuni tra i maggiori esperti italiani nelle materie navali, tutti docenti del Master Iuav, che affrontano molteplici temi d'interesse: dalla rinnovata progettazione navale alla costruzione sostenibile dei mezzi marini, dall'ingegneria costruttiva al disegno degli interni, alla formazione e all'insegnamento dell'architettura navale oggi, soffermandosi anche sui regolamenti dei Registri Navali, sulle marine e i porti commerciali, sull'aggiornamento delle normative in continua evoluzione.
Comporre architettura costruire la città. Joze Plecnik al castello di Lubiana
Andrea Iorio
editore: Il Poligrafo
pagine: 80
Las viviendas son caminos. José Antonio Coderch case per abitanti
Cristiana Eusepi
editore: Il Poligrafo
pagine: 76
Classicismo di frontiera. Sigurd Lewerentz e la Cappella della Resurrezione
Carlotta Torricelli
editore: Il Poligrafo
pagine: 84
Guido Cirilli. Architetto dell'accademia
a cura di A. G. Cassani , G. Zucconi
editore: Il Poligrafo
pagine: 344
Gli uffici tecnici delle grandi aziende italiane. Progetti di esportazione di un fare collettivo
a cura di S. Marini , V. Santangelo
editore: Il Poligrafo
pagine: 176
Durante il XX secolo all'interno degli uffici tecnici delle grandi aziende italiane disegnatori, capi progetto, direttori dei dipartimenti, tecnici, architetti, ingegneri, geometri hanno esplorato contesti e situazioni molteplici, ibridando i saperi, contribuendo alla trasformazione del territorio, disegnando luci e ombre di un'idea di mondo-azienda. Da allora si è assistito a una generale e progressiva dismissione immateriale di competenze specifiche e, insieme all'attività progettuale di questi laboratori, si è andato perdendo il loro impegno nella diffusione di progetti e idee sul territorio. La vicenda degli uffici tecnici delle aziende italiane è qui ripercorsa con un'attenzione particolare al periodo che va dal 1950 al 1970, quando più intensa è stata l'attività di esportazione di progetti e idee. Attraverso la ricostruzione della vicenda storica, il confronto con i testimoni diretti, la collezione di materiali d'archivio, ma soprattutto grazie a una lettura critica interdisciplinare, vengono restituiti in queste pagine la complessità del fenomeno e gli intrecci, insiti in queste strutture. Il recupero di esperienze provenienti da un passato ciclo produttivo è quindi funzionale al ripensamento di possibili laboratori progettuali contemporanei, al rilancio di un impegno fattivo delle aziende nel territorio e alla riflessione sul ruolo dell'architetto.
Echi albertiani. Chiese a navata unica nella cultura architettonica della Lombardia sforzesca
Jessica Gritti
editore: Il Poligrafo
pagine: 452
La chiesa di sant'Andrea di Mantova ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione in area lombarda del linguaggio architettonico di Leon Battista Alberti, divenendo polo di significativa attrazione culturale per i territori limitrofi. Un riconoscimento unilaterale del magistero albertiano rischia tuttavia di occultare l'intrinseca ricchezza della cultura lombarda, nell'ambito della quale si stratificarono novità di rilievo già nel corso del XV secolo. L'analisi di un piccolo gruppo di chiese edificate in territorio lombardo tra la seconda metà del XV secolo e il primo decennio del Cinquecento permette di riconoscere un linguaggio aperto a suggestioni e innovazioni eterogenee, consentendo una più ampia riflessione sul carattere variegato della cultura architettonica del ducato sforzesco. Le chiese di san Sigismondo di Cremona, di santa Maria Assunta di Maguzzano, di santa Maria delle Grazie di Soncino e di santa Maria delle Grazie di Castelnuovo Fogliani, edifici monastici situati al di fuori dei centri maggiori, sono qui contestualizzate e analizzate all'interno del panorama architettonico della loro epoca, guardando alla varietà di soluzioni e modelli di riferimento, al rapporto con la tradizione autoctona e con quelle istanze ereditate da Filarete, Alberti e Bramante che rappresentano una componente costitutiva del linguaggio architettonico del secondo Quattrocento lombardo.
Aldo Rossi, la storia di un libro. «L'architettura della città», dal 1966 ad oggi
a cura di
A. Ferlenga
,
F. De Maio
P. Montini Zimolo
e altri
editore: Il Poligrafo
pagine: 400
Pubblicato nel 1966 da Aldo Rossi, allora poco più che trentenne, "L'architettura della città" si è da subito rivelato una pietra di paragone con cui la cultura architettonica avrebbe dovuto confrontarsi negli anni a venire, diffondendosi nelle università di tutto il mondo e contribuendo in modo decisivo alla crescita di una generale consapevolezza sull'importanza dello studio della città, non solo nei suoi aspetti economici e politici, ma, soprattutto, in quelli architettonici e formali. I contributi raccolti in questo volume ripercorrono e illuminano, a quasi cinquant'anni dalla sua prima edizione, il contesto storico e culturale da cui il libro trae origine e delineano lo specifico apporto di Aldo Rossi alla ridefinizione di una teoria dell'architettura, rivelando come i temi e le questioni da lui portate in lucesiano ancora la base di discussioni ampie e attuali. Ed è proprio in questa "attualità" del testo - nei suoi effetti diretti, indiretti o collaterali - che si valuta la portata innovativa di un lavoro intellettuale che è anche racconto autobiografico: il tentativo esaltante, ma allo stesso tempo complesso, di ri-nominare un mondo dopo che i presupposti teorici delle passate letture sono venuti meno.
