Donzelli
Tutti i libri editi da Donzelli - Pagina 13
Economie in cerca di città. La questione urbana in Italia
Antonio G. Calafati
editore: Donzelli
pagine: 162
In Italia esiste una questione urbana che si dovrebbe affrontare con urgenza, in quanto è una delle principali ragioni del declino economico del paese. Negli anni cinquanta è iniziato un profondo cambiamento - una rivoluzione dell'organizzazione territoriale della società italiana. Lo straordinario processo di concentrazione delle attività antropiche che lo ha accompagnato ha condotto alla formazione di sistemi urbani nei quali le città storiche si sono dissolte. Si tratta di nuove forme territoriali - intercomunali e disperse che della città hanno sia la dimensione spaziale sia quella relazionale ma non il carattere costitutivo, ovvero l'identità politica. Il libro discute questa tesi, sottolineando l'attuale incompletezza dei nuovi sistemi urbani (città in nuce), la direzione della loro transizione strutturale e il fatto che abbiamo ancora il tempo, le risorse, la possibilità e il desiderio sociale di un progetto per la città. Da molti anni si sarebbe dovuto adeguare il processo politico alla nuova organizzazione spaziale e relazionale emersa con la rivoluzione territoriale; si sarebbe dovuta favorire la trasformazione dei nuovi sistemi urbani formatisi per coalescenza territoriale in unità di auto-regolazione; si sarebbe dovuta istituzionalizzare la nuova organizzazione spaziale e relazionale. Ora, l'internazionalizzazione dell'economia europea, con i suoi cambiamenti tecnologici e culturali, fa della questione urbana un tema decisivo per lo sviluppo economico del paese.
Vero e falso. L'uso politico della storia
a cura di M. Caffiero , M. Procaccia
editore: Donzelli
pagine: 226
Dopo anni di dibattito sulla "fine della storia" e l'affermarsi di un luogo comune che vuole la disciplina svuotata di ogni at
Urbanistica e sfera pubblica
Cristina Bianchetti
editore: Donzelli
pagine: 176
Dopo la stagione degli anni settanta, la riflessione critica e l'elaborazione teorica relative alla città contemporanea sono m
Lo spirito gregario. I gruppi universitari fascisti tra politica e propaganda (1930-1940)
Simone Duranti
editore: Donzelli
pagine: 415
Quale fu il ruolo svolto dai GUF (Gruppi universitari fascisti) negli anni trenta a supporto della politica di ricerca del consenso del regime e dell'imperialismo fascista? Il fascismo universitario, battagliero e marziale nei suoi aspetti verbali e d'immagine, viene qui ricostruito per la prima volta nelle sue diverse caratteristiche costitutive, evidenziando la specializzazione dei singoli GUF in specifici settori della propaganda, dalla lotta alla democrazia e al comunismo, alla campagna antiborghese e antisemita, e al culto dell'impero. Questo aspetto in particolare - come l'analisi del "volontarismo goliardico" (gli studenti che si offrono volontari nelle guerre del fascismo rievocando i fasti risorgimentali e della prima guerra mondiale) - è un contributo inedito alla conoscenza delle scelte politico-operative del regime negli anni trenta. Attraverso interviste, spoglio di stampa e un'ingente documentazione archivistica, Simone Duranti approfondisce l'immagine di una élite di giovani che ha contribuito in maniera decisiva al consolidamento del regime, lavorando negli ambiti che il PNF mise loro a disposizione, da quelli culturali a quelli politico-propagandistici, con un atteggiamento solerte, disciplinato, ma anche aggressivo e geloso del proprio status e dei propri privilegi.
Senza pedaggio. Storia dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria
Leandra D'Antone
editore: Donzelli
pagine: 136
Doveva unificare il Nord e il Sud del paese: l'Autostrada del Sole, chiamata così proprio per questo, fu costruita tra il 1956 e il 1964 da una società concessionaria dell'IRI e doveva completarsi fino all'estremo Sud. Invece si è fermata a Napoli e più a Sud è stata costruita un'autostrada "diversa" che consegna al futuro una mobilità meridionale irrimediabilmente "diversa": la Salerno-Reggio Calabria. Realizzata tra il 1964 e il 1974, impegnò ingegneri e progettisti di primo livello nonché accreditate imprese. I suoi 442,9 chilometri furono opera dell'Anas, un'azienda pubblica autonoma di grande prestigio. Per quale ragione dunque è oggi divenuta testimonianza e persino simbolo della lentezza, dell'inefficienza, dell'illegalità, dello sperpero, del Mezzogiorno peggiore? Come si sono evolute in vizi le virtù del "miracolo economico" di cui l'ammodernamento delle strade e il consumo di veicoli privati sono stati prime componenti? Quali conseguenze hanno prodotto fino a oggi le discussioni e le decisioni pubbliche relative alla sua realizzazione? Queste pagine ricostruiscono la storia dell'asse viario e delle vicende e idee che, ancor prima degli interessi politici che ne deviarono il percorso dall'iniziale disegno costiero all'impervio e costosissimo tracciato interno, gravarono sulla sua concezione: anzitutto un meridionalismo "quantitativo" etico più che strategico "di dovere" più che "di fiducia" verso il Sud e poco sensibile alle radicali e rapide trasformazioni che invece lo riguardavano.
Pisa dei miracoli. Recupero, conservazione e innovazione urbana
Paolo Fontanelli , Gianfranco Micali
editore: Donzelli
pagine: 141
Con uno sguardo attento all'orgoglioso passato, Pisa ha gettato un ponte verso il futuro. "Non più solo piazza dei Miracoli" è stato lo slogan vincente dei dieci anni in cui è stata governata dal sindaco Fontanelli, nei quali si è aperta la strada a grandi trasformazioni urbane. Il nuovo Museo delle Navi romane, la riconversione in strutture residenziali e turistiche del vecchio ospedale, di caserme e colonie marine, il porto turistico e i milioni di viaggiatori che sbarcano all'aeroporto, ormai uno dei più importanti d'Italia, nel prossimo decennio faranno di Pisa una delle mete più appetibili d'Europa. Che cos'è già accaduto? Che altro accadrà di rivoluzionario nella città della Torre? Gianfranco Micali lo ha chiesto a Paolo Fontanelli, il primo a credere nell'"utopia" del "riscatto possibile", determinato a muovere tutte le leve necessarie a realizzarlo, senza cedere alla tentazione di "vendere o consumare la città e il territorio" e puntando tutto sul recupero e sulla riqualificazione. Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale e presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali, introduce e illustra la sua Pisa e la visione dello sviluppo sostenibile di una prestigiosa città d'arte. E non mancano infine le interviste alle voci pisane più significative: Alessandro Plotti, arcivescovo cittadino per ventidue anni, il filosofo Remo Bodei, il medico Aldo Pinchera, l'urbanista Vezio De Lucia, l'archeologo Andrea Camilli e il docente di storia dell'architettura Carlo Olmo.
Perché insegnare la storia dell'arte
Cesare De Seta
editore: Donzelli
pagine: 128
Difendere i paesaggi reali dipinti da Piero della Francesca è importante quanto difendere le sue tele; educare i giovani a int
Nel paesaggio. Il progetto per la città negli ultimi vent'anni
Angelo Sampieri
editore: Donzelli
pagine: 159
In venti anni il discorso sulla città e sul territorio è cambiato: meno moralista, più articolato, ma anche più incerto. Ciò che di questo mutamento si coglie con forte evidenza è l'insistenza con cui, dalla metà degli anni ottanta, si ripropone la questione del paesaggio. Qual è il peso e quali sono le implicazioni di tanto parlare di paesaggio? Se osservato attraverso di esso, il discorso sulla città acquista un timbro particolare, colloquiale e aperto. Architetti, urbanisti, paesaggisti tornano così a parlare a un pubblico vasto con buona possibilità di essere ascoltati e di farsi intendere. Riemergono posizioni inattuali: una visione onnicomprensiva che guarda al territorio come totalità organica, giardino planetario; un umanesimo portatore di un'idea morbida e aperta di comunità ove l'essere in comune si restaura entro l'esperienza di una cultura condivisa. Nel paesaggio la città e il suo progetto appaiono immersi in un'armoniosa condizione di quiete. Attraverso un esercizio critico sulla letteratura paesaggista e le sue più importanti espressioni progettuali, in Europa e negli Stati Uniti durante gli ultimi venti anni, questo libro si propone di discutere la nuova condizione della cultura progettuale contemporanea, prestando il paesaggio a un necessario contraddittorio.
La morte per la patria. La celebrazione dei caduti dal Risorgimento alla Repubblica
a cura di O. Janz , L. Klinkhammer
editore: Donzelli
pagine: 270
Quali sono gli elementi portanti del discorso sulla morte per la patria e del culto dei caduti in Italia? Quando e in quale contesto nascono? In quale misura sono prodotti culturali e politici "importati" da altri paesi? Quali sono le fasi principali, quali le cesure e le continuità più significative? Dal Risorgimento a oggi in Italia il culto dei caduti e il morire per la patria hanno rappresentato un fattore essenziale nella sacralizzazione della nazione, la cui apoteosi trovava la sua espressione più marcata nella legittimazione nazionale della morte in guerra, sacrificio del singolo per la comunità politica. Prende il via in questo modo una secolarizzazione del concetto cristiano di vita eterna, plasmato sulla nazione. Gli autori, storici dell'età moderna e contemporanea, attraverso le rappresentazioni simboliche del lutto, analizzano le forme che il tentativo di nazionalizzazione delle masse ha di volta in volta assunto. Dall'esaltazione ottocentesca degli eroi, immortalati nei monumenti, il più vistoso dei quali il Vittoriano, si passa alla commemorazione delle vittime di guerra. L'elogio dell'individuo si trasfigura nella celebrazione del Milite Ignoto. Nel secondo dopoguerra sono pochi gli eroi: si ha piuttosto una massificazione della morte ignota che coinvolge anche i civili. Sopravvive tuttavia una tradizione militare che, attraverso l'encomio solenne della morte eroica, mantiene vivo il legame con il passato risorgimentale.
La città in vendita. Centri storici e mercato senza regole
Paolo Berdini
editore: Donzelli
pagine: 189
La configurazione urbanistica delle città è sempre stata determinata dalla struttura economica. Ciascuna di esse riceveva riconoscibilità dal contesto naturale, dalle caratteristiche delle produzioni che vi si svolgevano e dalla cultura individuale e collettiva che vi si esprimeva. La fase attuale di globalizzazione sta progressivamente cancellando le specificità. Le produzioni avvengono in ogni angolo del mondo e la struttura commerciale di tutte le aree urbane si sta rapidamente omologando. Nascono ovunque centri commerciali identici per forma e per offerta di beni di consumo. Le periferie si assomigliano sempre di più. Dalle periferie l'aggressione sta investendo i centri storici, e cioè quelle parti delle città in cui più elevata e preziosa era l'identità dei luoghi. Sottoposti a una pressione turistica senza precedenti, i centri antichi si orientano a soddisfare la domanda che ne consegue. Ed è così che artigiani e residenti scompaiono, sostituiti da negozi e megastore che potrebbero trovarsi in qualunque altro posto del mondo. Roma ha un centro storico unico, un luogo di grande fascino che traeva la sua caratteristica dall'equilibrio tra i ceti sociali che vi abitavano e il tessuto artigianale urbano. A Roma l'urbanistica è stata abbandonata: la "valorizzazione" dell'Ara Pacise e il parcheggio del Pincio sono solo gli aspetti più eclatanti dell'abbandono di una visione unitaria dei processi di trasformazione urbana. Di un'idea di città e del suo nucleo storico.
Città fuori dal caos. La sostenibilità dei sistemi urbani
Enzo Tiezzi , Riccardo M. Pulselli
editore: Donzelli
pagine: 173
I tempi della tecnologia e della natura sono fuori fase. Questo divario è alla base della crisi ambientale globale che stiamo vivendo. Per poter ripristinare una nuova alleanza tra l'uomo e la natura è necessario imparare a osservare il comportamento generale e l'evoluzione dei sistemi reali a partire dai sistemi umani e dalle loro relazioni con il territorio e l'ambiente. La fisica evolutiva è la scienza che studia la formazione di strutture viventi e la loro evoluzione in una realtà dinamica e variabile. Lo scopo è quello di promuovere una nuova forma di approccio operativo allo studio dei sistemi urbani. Le scienze evolutive rappresentano uno strumento teorico decisivo per aprire nuove prospettive di sviluppo delle città contemporanee in un'ottica di sostenibilità. Per descrivere teorie e tecniche, gli autori propongono uno sguardo transdisciplinare. E così, accanto a reazioni chimiche oscillanti e architetture, troviamo passi letterari, allestimenti d'arte, città invisibili, fiocchi di neve e tempeste tropicali.
Avanti c'è posto. Storie e progetti del trasporto pubblico a Roma
Walter Tocci
,
Italo Insolera
e altri
editore: Donzelli
pagine: 269
Assessore alla Mobilità nella giunta Rutelli, Walter Tocci ricostruisce in questo volume la storia del tram a Roma, con particolare riferimento agli anni novanta, analizzando le relazioni del trasporto pubblico con i caratteri urbanistici, sociali e culturali della capitale. Fra i principali artefici di un importante piano di rinnovamento della viabilità romana, Tocci ripercorre le tappe fondamentali di quella stagione e prova a tracciare un bilancio. Italo Insolera e Domitila Morandi, chiamati in qualità di consulenti dell'assessorato, e divenuti l'anima progettuale di quel piano, tornano oggi sulle idee e sulle proposte di allora, cogliendo l'occasione per aggiornarle e ripensarle. In particolare prendono in esame, con l'ausilio di una ricchissima documentazione fotografica, i progetti che interessarono la stazione Termini, i Lungotevere, l'Archeotram, l'acquedotto Alessandrino. L'intento è anche dimostrare che a Roma il traffico non esiste come problema settoriale, ma come epifenomeno di una sciagurata politica urbanistica seguita per oltre un secolo, nonché come conseguenza di una cultura urbana che si è tenuta estranea alle grandi innovazioni europee. Non sfugge all'analisi critica il periodo a cavallo degli anni Duemila, quando Roma ha saputo riconquistare il prestigio di capitale nazionale e mondiale, ma non senza limiti ed errori, da correggere con determinazione in avvenire.
L'agire del mondo. Ragionando di scienza, natura, esperienza umana
Henry David Thoreau
editore: Donzelli
pagine: 141
L'innato scetticismo di Thoreau verso la conoscenza teorica e la sua fede nella fisicità della natura sono all'origine del suo
La spesa intelligente. Il consumo biologico e solidale
a cura di L. Bovone , E. Mora
editore: Donzelli
pagine: 272
Consumi di prodotti biologici, equi e solidali, forme di boicottaggio e partecipazione a campagne di mobilitazione sociale: è
I ragazzi del piano. Napoli e le ragioni dell'ambientalismo urbano
Gabriella Corona
editore: Donzelli
pagine: 236
"L'idea di scrivere questo libro mi è balenata all'improvviso, mentre camminavo per Napoli, lungo corso Vittorio Emanuele. Avrei potuto lavorare con fonti "vive", intrecciare livelli di realtà molto diversi e lontani, raccordare la storia delle trasformazioni degli assetti ambientali con quella delle aspirazioni e delle idee di un gruppo di amministratori che aveva avuto a Napoli un ruolo fondamentale nell'elaborazione degli interventi pubblici". Alternando lo stile dell'indagine scientifica ai toni della narrazione, Gabriella Corona dà vita a un'esperienza storiografica in cui le vicende del governo del territorio a Napoli e la biografia dei suoi protagonisti si mescolano nel periodo che va dagli anni settanta del Novecento fino a oggi: il Piano delle periferie, la prima fase della ricostruzione successiva al terremoto del 1980, le politiche degli anni novanta, il Piano regolatore. Ne risulta un modello di memoria condivisa tra lo storico e l'oggetto della sua osservazione, dove la voce dei ragazzi rappresenta l'ordito di un racconto in cui viene ricordato il lavoro per correggere le implicazioni distruttive delle trasformazioni urbane. Il libro non è solo un'analisi del caso partenopeo. È anche una riflessione sulle radici di un pezzo importante dell'ambientalismo italiano, sui suoi rapporti con l'urbanistica e con i partiti di sinistra. Una metafora dell'essere cittadini impegnati nel governo della polis, contro chi vuole scardinare i valori della politica.
La natura dopo Darwin. Evoluzione e umana saggezza
Orlando Franceschelli
editore: Donzelli
pagine: 204
Chi ha paura di Darwin? E chi ha paura della natura? Si chiede di rimando la filosofia. Orlando Franceschelli ripercorre il cammino che dalla scoperta della natura da parte della nascente filosofia greca e dalla sua negazione da parte della tradizione platonico-cristiana, conduce alla rinascita moderna della prospettiva che il mondo e l'uomo siano frutto di processi soltanto naturali e non della creazione di Dio. Darwin rappresenta lo snodo decisivo di questo evento epocale e della naturalizzazione della stessa mente dell'uomo che lo porta a compimento. Un evento contro cui il fondamentalismo religioso e numerose prese di posizione della gerarchia cattolica muovono attacchi pretestuosi, volti unicamente a equiparare il naturalismo a "mito moderno", nichilismo antropologico, disperazione esistenziale. Compito del "naturalismo impegnativo" proposto da Franceschelli, con autentica e costruttiva laicità, è invece definire e coltivare le ragioni critiche e la "saggezza solidale" che esso può dischiudere alle nostre vite. Una proposta di dialogo rivolta anche a una teologia capace di confrontarsi senza pregiudizi con l'emancipazione moderna dal creazionismo. Natura e umana saggezza, appunto: consapevolezza di essere parte di un'evoluzione bio-cosmica senza fine, e capacità di cogliere le opportunità che questa nostra condizione naturale può offrirci.
L'utilità della storia. Il passato e gli altri mondi possibili
Piero Bevilacqua
editore: Donzelli
pagine: 191
È ancora importante la conoscenza storica? Conserva una qualche utilità il suo insegnamento nelle scuole e nelle università? Continua a costituire un vantaggio per la formazione del cittadino del mondo attuale? Il sistema dei valori dominanti, lo stile dell'epoca presente tendono a considerare superflua la storia. Svalutazione del passato e delle sue possibilità di conoscenza; erosione della memoria, pubblica e privata; "declino dell'avvenire", per l'impossibilità di pensarlo e prefigurarlo: è il presente ad assumere una dimensione totalizzante, come se questo fosse davvero l'unico dei mondi possibili. Ma la storia mostra che altri mondi sono possibili, che l'ambito delle possibilità umane si muove in uno spazio predeterminato, ma non chiuso. Sorge da qui l'afflato culturale, civile e pedagogico di questo libro, in cui l'autore, a dieci anni di distanza dalla prima edizione, riformula alcuni problemi lasciando però intatta la sostanza originaria, anche perché mai come oggi, e mai come nel nostro paese, il passato è diventato luogo di aspre contese politiche. A partire dall'interpretazione di fasi drammatiche della storia d'Italia, comwe quella della Resistenza e del secondo dopoguerra. In questo senso, si rende necessario ciò che questo libro auspica, ovvero la presenza attiva della ricerca storica, con la sua opera di distinzione fra memorie collettive, ricordo dei protagonisti e ricostruzione documentata, priva di intenti strumentali e sostenuta da autentica passione civile.
Il cosmo degli antichi. Immagini e visioni dell'universo dal mondo mitico al Rinascimento
Eugenio Lo Sardo
editore: Donzelli
pagine: 204
Cos'erano le stelle per gli antichi? Grandi sassi infuocati o divinità splendenti nel firmamento? Che forma aveva la terra? Se era piatta, cosa c'era al di sotto? Il sole, poi, perché variava sempre il suo cammino segnando il tempo nel grande orologio dello Zodiaco? La luna, infine, l'astro più splendente del cielo, brillava di luce propria o rifletteva quella del sole? E i pianeti perché percorrevano delle orbite così imprevedibili, tornando addirittura indietro sui loro passi? Agli albori della storia sembrava quasi che non ci fosse altra spiegazione se non quella divina. I greci riportarono a un unico principio la natura dell'universo e applicarono ai moti degli astri raffinati modelli geometrici. Con essi nacque la sfera che si vede sulle spalle di Atlante. Rimase forte però il peso della tradizione, riemerso negli scritti di Platone, di Aristotele e nella fede astrologica di Claudio Tolomeo. Questi tre, insieme alla Bibbia, costituirono i punti di riferimento della cosmologia medievale immortalata da Dante e rappresentata nelle chiese nei cicli pittorici e musivi e dai primi grandi maestri del Rinascimento italiano. Attraverso immagini e visioni, l'autore ricostruisce le molte strade tentate per spiegare alcuni enigmi del cosmo che solo con Galileo e la rivoluzione scientifica cominciarono a trovare un'adeguata risposta. Una sintesi completa che ripercorre le mille credenze sull'universo e la sua natura e le spiegazioni che gli uomini si sono dati a cavallo dei secoli e delle civiltà.
Catastrofi climatiche e disastri sociali
Pascal Acot
editore: Donzelli
pagine: 168
Pascal Acot, esperto di fama mondiale di scienze climatiche e ambientali, approfondisce il tema del suo precedente libro, la "Storia del clima", in un'ottica rivolta alle conseguenze sociali e politiche delle evoluzioni climatiche cui si sta assistendo negli ultimi anni. In queste lucide pagine, dunque, si pone alcune drammatiche domande. Nell'arco dei prossimi decenni, infatti, potrebbero farsi sempre più frequenti gli episodi climatici estremi uragani, canicola, inondazioni, siccità. Ma quanti di noi sanno che gli esperti dell'Onu e dell'Ocde (Organisation de coopération et de développement économiques) hanno già rinunciato all'idea di stabilizzare il clima mondiale? E che invitano gli Stati a prepararsi agli effetti del riscaldamento climatico, considerandolo ormai inevitabile? E ancora, possiamo dire che l'opinione pubblica è cosciente della criminale indifferenza delle "élites" nei confronti delle catastrofi climatiche che colpiscono i paesi più deboli? Siamo in grado di valutare fino a che punto le catastrofi cosiddette "naturali" siano innanzitutto dei disastri sociali? In ultimo, quanti di noi sanno che altre soluzioni all'apparenza miracolose, come le energie alternative, sono al momento illusorie, e che, in opposizione a un'economia mondiale contro natura, l'esigenza di rilocalizzare e demondializzare le attività agro-economiche sta diventando un'urgenza ecologica improrogabile ?
Che bel viso... peccato. La mia vita con l'handicap
Ileana Argentin
editore: Donzelli
pagine: 108
"Che bel viso.., peccato" è la frase che più spesso Ileana Argentin si è sentita rivolgere dai suoi interlocutori. Perché sembra quasi un peccato che si possa avere un bel viso, una straordinaria voglia di vivere e una grande autoironia se si è disabili. Oppure si pensa che si debba essere necessariamente buoni o intelligenti proprio perché disabili. In questo libro Ileana Argentin, consigliere delegato per l'Handicap del Comune di Roma, racconta, attraverso un percorso umano e biografico, una storia di impegno e di lotte per il riconoscimento dei diritti delle persone portatrici di handicap fisici o mentali, per l'abbattimento delle barriere architettoniche ma soprattutto di quelle culturali. "Vorrei tanto far capire alla gente che la disabilità è uno status di vita, non una malattia". Così Ileana cerca, con la sua esperienza, di far conoscere l'handicap attraverso se stessa, mettendo la propria biografia al servizio di un autentico compito di mediazione culturale. Con l'obiettivo di sottrarre la condizione del disabile agli atteggiamenti di pietà e compassione, o a quelli di imbarazzo e diffidenza, di chi colloca se stesso nella sfera della "normalità" e l'altro, perché connotato da differenze di qualunque tipo, in quella della "diversità". Senza accorgersi che la diversità tocca tutti, per fortuna.
