Libri della collana Saper credere in architettura. Interviste pubblicati da CLEAN
Buono 18app in scadenza! Affrettati, hai tempo fino al 28 febbraio 2022 Per saperne di più

CLEAN: Saper credere in architettura. Interviste

Centocinque domande a Pietro Barucci

a cura di R. Lenci

editore: CLEAN

pagine: 116

Pietro Barucci (1922) è nato e vive a Roma
10,00 9,50

Ventuno domande a Renato Rizzi

a cura di C. Sansò

editore: CLEAN

pagine: 64

Renato Rizzi si laurea a Venezia nel 1977
6,00 5,70

Venticinque domande a Paolo Zermani

a cura di G. Di Costanzo, R. Esposito

editore: CLEAN

pagine: 64

Paolo Zermani è, dal 1990, professore ordinario di Composizione Architettonica presso la Università di Firenze e, dal 2015, in
6,00 5,70

Trentanove domande a Vittorio Garatti

a cura di L. Alini

editore: CLEAN

pagine: 95

Vittorio Garatti (Milano 1927) laureato in Architettura al Politecnico di Milano nel 1957
6,00 5,70

Trentaquattro domande a Francesco Cellini

a cura di L. Pujia

editore: CLEAN

pagine: 96

Francesco Cellini (1944) è nato a Roma dove si è laureato in architettura nel 1969
6,00 5,70

Ventitré domande a Kengo Kuma

Luigi Alini

editore: CLEAN

pagine: 63

Kengo Kuma nasce nel 1954 a Yokohama, si laurea all'Università di Tokyo nel 1979
6,00 5,70

Quarantacinque domande a Paolo Mendes Da Rocha

Carlo Gandolfi

editore: CLEAN

pagine: 95

L'architetto brasiliano Paulo Mendes da Rocha (1928), uno dei protagonisti dell'architettura latino americana e vincitore del Pritzker Price nel 2006, è una delle figure più interessanti nel panorama dell'architettura mondiale. Cattedratico alla Facoltà di Architettura e Urbanistica di San Paolo, è autore di opere tra cui la Palestra del Clube Atlètico Paulistano (1961), il Padiglione del Brasile all'EXPO di Osaka (1970), il Museo Brasiliano di Scultura (1987), la ristrutturazione della Pinacotec di Stato di San Paolo (1993-97) vincitore nel 2000 del Premio Mies van der Rohe per l'America Latina, il Museo delle Carrozze di Lisbona (2009), il complesso Cais das Artes di Viteria do Espirito Santo (2011) e il progetto del Campus Universitari di Cagliari (2007). La sua opera è stata esposta all'Architectural Association School of Architectur nel 1999 e alla VII Mostra di Architettura della Biennale di Venezia nel 2000. Leone d'Oro alla XV Biennale di Venezia nel 2016.
6,00 5,70

Quarantaquattro domande a Fabrizio Carola

a cura di L. Alini

editore: CLEAN

pagine: 61

Fabrizio Caròla (Napoli, 1931). Si diploma presso l'Ecole Nationale Supérieure d'Architecture de Bruxelles e nel 1961 si laurea in Architettura a Napoli. Nel 1958 progetta il Padiglione del Legno all'Expo di Bruxelles. Nel 1972 comincia l'avventura africana con la realizzazione di un ristorante a Mopti sul fiume Niger. Dal 1980 al 1984 realizza un Ospedale a Kaédi, in Mauritania. Nel 1985 è in Mali per l'UNICEF con i Tuareg di Gao. Nel 1987, in Ghana, costruisce il Palazzo del Re del Dahomey per il film Cobra Verde di Werner Herzog. Dal 1993 al 1999 è di nuovo in Mali dove realizza una Casa in terra, due Mercati per Erboristi, il "Centro di Formazione e Ricerca sulle Tecnologie di Costruzione adatte al Sahel". Nel 1995, riceve il "Premio Internazionale di Architettura Aga Kahn" per l'Ospedale realizza a Kaédi. Nel 2008 gli è stato assegnato a Parigi il premio Global Award for Sustainable Architecture. Attualmente è impegnato a realizzare in Campania, a San Potito Sannitico (CE), un complesso scolastico con annesso auditorium.
6,00 5,70

Trentatré domande a Antonio Monestiroli

a cura di F. Visconti, R. Capozzi

editore: CLEAN

pagine: 64

Antonio Monestiroli (Milano 1940) si è laureato nel 1965 con Franco Albini al Politecnico di Milano, dove ha insegnato Composizione Architettonica fin dal 1970. Dal 2000 al 2008 è stato Preside della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, del quale dal 2011 è Professore Emerito. È Accademico di San Luca. Svolge la sua ricerca sui temi della teoria della progettazione e ha pubblicato numerosi saggi tra i quali: L'Architettura della realtà (1979), La metopa e il triglifo (2002), La ragione degli edifici. La scuola di Milano e oltre (2010). L'attività di progettista è intensissima, con la partecipazione a concorsi nazionali e internazionali. Molti i progetti realizzati e censiti sulle maggiori riviste internazionali e documentati in Antonio Monestiroli. Opere, progetti, studi di architettura (Milano 2000) e in Antonio Monestiroli. Prototipi di architettura (Padova 2012).
6,00 5,70

Trentasette domande a Josè Ignacio Linazasoro

a cura di F. Guarrera

editore: CLEAN

pagine: 63

José Ignacio Linazasoro (1947) è professore ordinario di progettazione architettonica e urbana presso la ETSA di Madrid. Il suo lavoro, caratterizzato da una straordinaria capacità di dialogo con i luoghi e con la storia, è immune dai frivoli formalismi mediatici della contemporaneità. Nel mese di agosto 2014 l'Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia di Roma gli ha conferito il prestigioso Premio Piranesi Prix de Rome alla carriera.
6,00 5,70

Venti domande a Aimaro Isola

a cura di A. Olmo

editore: CLEAN

pagine: 62

Aimaro isola (Torino, 1928) è professore emerito al Politecnico di Torino, Accademico Nazionale dell'Accademia di San Luca a Roma e socio dell'Accademia delle Scienze di Torino. Dal 1950 lavora con Roberto Gabetti nello studio GABETTI & ISOLA. Con la scomparsa di Gabetti (2000), apre con il figlio Saverio lo studio ISOLARCHITETTI. Nel 1998 riceve il "Premio speciale" della giuria del Premio "Luigi Cosenza" per l'Ampliamento del Museo di Antichità di Torino; nel 2002 riceve dal Presidente della Repubblica la medaglia d'argento di Benemerito della Cultura Italiana. Tra le principali opere: Centro Direzionale IBM a Segrate; Marina di Varazze; Parco Ottavi a Reggio Emilia; Uffici Giudiziari a Bergamo; Centro dei Design a Mirafiori. Opere di design e di architettura sono esposte al Moma di New York e al Centre Pompidou di Parigi.
6,00 5,70

Trentasette domande a Toyo Ito

a cura di M. Belfiore, S. J. Liotta

editore: CLEAN

pagine: 64

Toyo Ito (Seoul, 1941), architetto giapponese, è laureato all'Università di Tokyo nel 1965 e ha fondato il suo studio nel 1971. Le sue opere principali sono White U (1976), Silver Hut (1984), la Mediateca di Sendai (2001), il Brugge Pavilion (2002), il Serpentine Gallery Pavilion 2002 a Londra (2002), TOD'S Omotesando Building (2004), l'Hospital Cognac-Jay di Parigi (2006). Attualmente, è impegnato in numerosi progetti in Giappone e all'estero. La Mediateca di Sendai, costruita nel 2001, è da molti considerata un progetto sensazionale che ha influenzato notevolmente i giovani architetti di tutto il mondo. Ha ricevuto il Leone d'Oro alla carriera durante l'VIII Mostra Internazionale di Architettura alla Biennnale Venezia nel 2002 e il RIBA Royal Gold Medal nel 2006. Superando la purezza del modernismo, Toyo Ito ricerca nuove direzioni per un'architettura del XXI secolo che rispecchi la natura, emergendo da processi autopoietici e da geometrie organiche per creare spazi piacevoli, divertenti e pieni di vita.
6,00 5,70

Quarantadue domande a Wiel Arets

a cura di M. Belfiore

editore: CLEAN

pagine: 64

Wiel Arets (Heerlen 1955), architetto olandese, nel 1984 fonda lo studio Wiel Arets Architect & Associates. Ha ricoperto un elevato numero di posizioni accademiche. Dal 1988 al 1992 è stato Diploma Unit Master presso l' Architectural Association di Londra. Dal 1991 al 1994 Visiting Professor presso la Columbia University di New York e nel 1992 presso la Cooper Union di New York. Dal 2004 è professore all'Universitat der Kunste di Berlino. Nello stesso anno ha stabilito un secondo studio ad Amsterdam. Tra i suoi progetti più innovativi l'Accademia di Arte e di Architettura di Maastricht e la Biblioteca Universitaria di Utrecht. Ha realizzato prodotti di industrial design in collaborazione con aziende leader nel settore quali Alessi, Quinze & Milan e Lensvelt. Il suo lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali quali il "Rotterdam Maaskant Award" nel 1989, il "Mies van der Rohe Pavilion Award for European Architecture" nel 1994, e il "Rietveldprijs" nel 2005 per la Biblioteca Universitaria di Utrecht.
6,00 5,70

Ventisette domande a Tadao Ando

a cura di M. Belfiore

editore: CLEAN

pagine: 64

Tadao Ando (Osaka, 1941), architetto giapponese, ha un approccio all'architettura talvolta classificato come regionalismo critico. Ando ha condotto una vita molto varia, lavorando come camionista e pugile prima di dedicarsi all'architettura. Lavora soprattutto col cemento a vista ed è noto per uno stile esemplare che evoca in modo tipicamente giapponese la materialità, il collegamento e la lettura degli spazi, attraverso la comparazione estetica col modernismo irrazionale. I suoi edifici sono spesso caratterizzati da complessi percorsi tridimensionali, che si incrociano tra spazi interni ed esterni formati sia da forme geometriche di grandi dimensioni che dagli spazi che li separano. Nel 1969, ha aperto lo studio Tadao Ando Architects & Associates. La "Row House" (Casa Azuma) del 1976, è uno dei suoi primi lavori che comincia a mostrare elementi caratteristici del suo stile. Nel 1995, Ando ha vinto il Premio Pritzker. Ha donato il premio di 100.000 dollari agli orfani del Grande terremoti di Hanshin del 1995.
6,00 5,70

Ventuno domande a Hans Hollein

a cura di S. Di Petrillo, V. Matarazzo

editore: CLEAN

pagine: 64

Hans Hollein (Vienna 1934), architetto, designer, artista, ha studiato presso l'Akademie der Bildenden Künste ed è stato profe
6,00 5,70

Trentacinque domande a Carlos Ferrater

a cura di S. Di Petrillo, V. Matarazzo

editore: CLEAN

pagine: 64

Carlos Ferrater (Barcellona 1944), uno dei più significativi architetti spagnoli, è professore di Progettazione Architettonica presso l'Università Politecnica della Catalogna e titolare della Cattedra di Barcellona. Ha ottenuto la laurea honoris causa presso l'Università di Trieste. Ha realizzato gli edifici del Villaggio Olimpico di Barcellona, l'Hotel Juan Carlos I, il Palau de Congressos de Catalunya, l'Auditorium di Castellon, l'Istituto Botanico e Parco, il Real Club de Golf El Prat, edifici in Paseo de Gracia, Intermodal Rail Station a Saragozza, l'edificio MediaPro, Venezia e Aquileia Tower in Science Park di Granada. Attualmente sta lavorando alle Cantine in Toro, un edificio di appartamenti e di un ospedale a Bilbao, il lungomare di Benidorm, La "Città della Musica" a Sabadell, Barcellona, gli edifici intermodali e multimodali dell'aeroporto di Barcellona, l'aeroporto di Murcia, il World Trade Center Tower a Cornella, Barcellona e un complesso di edifici per uffici a Parigi. Vive e lavora a Barcellona.
6,00 5,70

Quarantacinque domande a Alessandro Mendini

a cura di A. Iacomoni

editore: CLEAN

pagine: 64

Alessandro Mendini (Milano 1931), ha diretto le riviste "Casabella", "Modo" e "Domus". Sul suo lavoro e su quello compiuto con lo studio Alchimia sono uscite monografie in varie lingue. Realizza oggetti, mobili, ambienti, pitture, installazioni, architetture. Nel 1979 e nel 1981 gli è stato attribuito il Compasso d'oro per il design, è "Chevalier des Arts et des Lettres" in Francia, ha ricevuto l'onorificenza dell'Architectural League di New York e la Laurea Honoris Causa al Politecnico di Milano. Nel 1989 ha aperto assieme al fratello, architetto Francesco, l'Atelier Mendini a Milano, progettando le Fabbriche Alessi a Omegna, la nuova piscina olimpionica a Trieste, alcune stazioni di metropolitana e il restauro della Villa Comunale a Napoli, il Byblos Art Hotel-Villa Amistà a Verona, i nuovi uffici di di Trend Group a Vicenza in Italia; una torre ad Hiroshima in Giappone; il Museo di Groningen in Olanda; un quartiere a Lugano in Svizzera; il palazzo per gli uffici Madsack ad Hannover, un palazzo Commerciale a Lörrach in Germania e altri edifici in Europa e in U.S.A.
6,00 5,70

Sessanta domande a Tobia Scarpa

a cura di A. Marotta

editore: CLEAN

pagine: 64

Tobia Scarpa (Venezia, 1935) si laurea in architettura allo IUAV di Venezia nel 1969. Lavora insieme Afra Bianchin Scarpa dal 1957. Da allora produce sia nel campo del design che in quello dell'architettura e del restauro dei monumenti. Per la loro attività di designers hanno ricevuto molti riconoscimenti quali il Compasso d'oro ADI 1970, Honorable Mention ADI 1979, Resource Council Inc. 1981; Neocom Merit Award, Chicago 1982; Primer, Premio Nacional De Diseno Otorgado 1987; Auszeichnung fur hope Design Qualitat 1992; IF Industrie Forum Design Hannover 1992. Alcune loro opere si trovano nei più importanti musei del mondo. Tra la loro produzione architettonica vanno ricordate: fabbrica C&B Italia a Novedrate (Como), Casa Benetton a Paderno (Treviso), Casa Zamprogno a Treviso, Casa Scarpa a Trevignano (Treviso), il complesslo industriale della Benetton a Castrette di Villorba (Treviso), lo stadio di atletica polifunzionale di Lommel (Belgio), il Palazzo dello Sport di Salerno; la nuova sede dell'Interporto di Padova. Dal 2001 insegna alla Facoltà di Disegno Industriale (claDIS) di Venezia.
6,00 5,70
5,00 4,75

Quarantuno domande a Luigi Snozzi

a cura di M. Congiu

editore: CLEAN

pagine: 64

5,00 4,75

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.