Silvana: Varia
Tutti i libri della collana Varia
Viaggio delle statue del Duomo di Milano
a cura di C. Moschini , P. Gaia
editore: Silvana
pagine: 88
Il breve racconto fantastico - tuttavia strettamente aderente alla storia - ripercorre la nascita del Duomo di Milano, arricch
Change! Ieri, oggi, domani. Il Po
editore: Silvana
pagine: 224
652 chilometri di lunghezza, 141 affluenti, quasi 20 milioni di abitanti e la produzione del 40% del PIL nazionale: il Po e il
Manifesti. Ironia, fantasia ed erotismo nella pubblicità (1895-1960). Ediz. italiana e inglese
a cura di D. Cimorelli
editore: Silvana
pagine: 286
Tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo, nelle strade delle città di un'Italia che si sta aprendo all'era moderna, fanno la loro apparizione - e rapidamente si diffondono - i primi manifesti pubblicitari, eccezionali strumenti di promozione del nuovo "vivere". I forti colori, i contrasti cromatici, che nascono dal pennello dei grandi illustratori dell'epoca come Cappiello, Mauzan, Dudovich, Codognato, Metlicovitz o Boccasile, catturano l'attenzione di un pubblico sempre più attento ai nuovi prodotti. Il gioco, l'allusione, l'ironia, la sperimentazione - in una parola la fantasia diventano così caratteristica principale della comunicazione pubblicitaria italiana, che non ha confronti con quanto si va facendo negli stessi anni nella cartellonistica europea e statunitense, confermando così la vitalità e la portata innovativa della creatività italiana.
Studio Azzurro. Musei di narrazione. Ambienti, percorsi interattivi e altri affreschi multimediali. Ediz. italiana e inglese
a cura di Studio Azzurro
editore: Silvana
pagine: 192
Studio Azzurro da quasi trent'anni esplora le possibilità poetiche ed espressive delle nuove culture tecnologiche, attraverso la realizzazione di videoambienti, ambienti sensibili e interattivi, performance teatrali, opere musicali e film. Questo libro, insieme al DVD, ripercorre per la prima volta l.attività dello studio nell'ambito dei musei tematici e territoriali, presentando una selezione di progetti e di riflessioni nate dalla sperimentazione diretta sul campo. Fra le realizzazioni meritano di essere segnalate il Museo Laboratorio della Mente (Roma, 2008), il museo Montagna in Movimento (Vinadio, 2007), il Museo Audiovisivo della Resistenza (Fosdinovo, 2000) e, fra le mostre, quella dedicata a Fabrizio De André nel decennale della scomparsa (Genova, 2009), e Transatlantici (Genova, 2004), allestita al museo del Mare in occasione della nomina della città a Capitale Europea della Cultura. Da queste esperienze emerge un'idea di museo come habitat narrativo, luogo attivo di sperimentazione artistica e territorio della memoria. Le tecnologie multimediali utlizzate favoriscono l'approccio esperienziale, i linguaggi interattivi valorizzano le condizioni di partecipazione con il pubblico e con le comunità virtuali. Si delinea tra le pagine una nuova visione in cui i musei di collezione si trasformano in musei di narrazione.
Stone Island. Archivio '982-'012. Ediz. italiana, inglese e francese
editore: Silvana
pagine: 653
Questo volume celebra i 30 anni di Stone Island, uno dei marchi di abbigliamento sportivo-informale per eccellenza. Stone Island - ideata dal designer italiano Massimo Osti nel 1982 e attualmente guidata dalla direzione di Carlo Rivetti - è famosa in tutto il mondo per i suoi capi, riconoscibili dalle raffinate finiture, dalla linea casual ed elegante, e soprattutto dai particolari materiali utilizzati, risultato della ricerca che la casa continuamente conduce nel campo tessile, con l'intento di ottenere fibre innovative e tessuti performanti, all'insegna dell'hi-tech. Il volume racconta, attraverso 307 fotografie di svariati modelli che vanno dagli anni ottanta a oggi - fra felpe, maglie, pantaloni e soprattutto giacche, fiore all'occhiello della produzione Stone Island - la storia e l'evoluzione del marchio, che è cresciuto fino a riunire intorno a sè un pubblico variegato e trasversale di estimatori. Il volume, introdotto da un testo di Carlo Rivetti, accoglie un saggio critico di Francesco Morace e le fotografie di Nick Griffiths.
Manifesti e pubblicità in Veneto (1900-1950)
a cura di A. Villari , M. Mazza
editore: Silvana
pagine: 191
Fiere agricole e campionarie, raduni, esposizioni, mostre di ogni genere. I prodotti di piccole aziende, di raffinate manifatture e di industrie all'avanguardia. Località turistiche, compagnie di trasporti, testate giornalistiche. E ancora gare e raduni sportivi, balli, divertimenti. Il manifesto pubblicitario, strumento di comunicazione privilegiato della "modernità" ed eco fedele di tendenze e mode figurative, diventa in Veneto, nella prima metà del Novecento, specchio di una realtà sfaccettata, nella quale si compongono armoniosamente bellezze del territorio, memoria e amore per le tradizioni, esuberanza e inventiva di una dinamica classe imprenditoriale. Artisti di fama internazionale, così come disegnatori locali, partecipano insieme, in questi anni, alla definizione di un'immagine del Veneto da esportare, ma nella quale ci si deve prima di tutto riconoscere; una regione ricca di cultura, natura, magnifiche architetture, realtà industriali, lavoro, impegno, amatissima dai suoi abitanti come da turisti, artisti e intellettuali stranieri. Attraverso questa selezione, tratta dalla preziosa collezione di manifesti appartenuta al trevigiano Nando Salce, si può guardare oggi, da una visuale insolita, a un frammento di costume e di storia che appartiene al Veneto, ma anche alla civiltà e alla vita dell'Italia intera.
I benefattori dell'Ospedale Maggiore di Milano. Storia, arte, memoria
a cura di S. Rebora , D. Cassinelli
editore: Silvana
pagine: 263
L'Ospedale Maggiore di Milano ha sempre avuto un legame particolare verso coloro che, grazie alle sostanze generosamente elargite, hanno permesso al nosocomio di svolgere al meglio la sua missione assistenziale, assumendosi l'impegno della realizzazione di ritratti gratulatori e curando la manutenzione, se non addirittura in alcuni casi commissionandone la realizzazione, di sepolcri. Il volume raccoglie una serie di studi seguiti al censimento dei sepolcri dei benefattori dell'Ospedale, compiuto fra 2001 e 2008 dal Servizio Beni Culturali della Fondazione Ospedale Maggiore. Tale censimento - che ha riguardato tutti i monumenti funerari dei benefattori, dalle complesse edicole di famiglia fino ai semplici colombari - ha messo in luce un nucleo di vere opere d'arte, datate tra l'ultimo quarto del XIX secolo e gli anni compresi tra le due guerre mondiali, che rispecchiano il gusto e le correnti artistiche del momento in cui vennero create: dagli echi della Scapigliatura alla stagione verista, dal Liberty al Novecento. Nel volume sono documentati sessanta monumenti funerari, appartenuti in prevalenza a imprenditori, commercianti e professionisti affermati ma anche a intellettuali di rilievo nella Milano tra Otto e Novecento. Accanto all'analisi storica e critica dei sepolcri, ampio spazio è dedicato alle vicende biografiche dei benefattori.
Michelangelo architetto a Roma. Catalogo della mostra (Roma, 6 ottobre 2009-7 febbraio 2010)
a cura di M. Mussolin , C. Altavista
editore: Silvana
pagine: 358
Michelangelo trascorse due lunghi periodi a Roma, il primo tra il 1505 e il 1516, il secondo dal 1534 alla morte, avvenuta nel 1564. Il volume segue questa scansione cronologica e indaga inizialmente l'impatto del giovane artista con l'antico e con la complessa società romana. L'incontro con i grandi architetti allora operanti nelle committenze della curia romana - tra gli altri Leonardo, Bramante, i Sangallo, Raffaello - segna fatalmente l'approccio di Michelangelo all'arte edificatoria, che porterà alla straordinaria architettura dipinta della volta Sistina e alla monumentalità dei primi progetti per la sepoltura di papa Giulio II. Dopo un lungo soggiorno a Firenze, sua città natale, Michelangelo tornerà definitivamente a vivere a Roma dal 1534, lasciandosi coinvolgere sempre più dall'architettura, alla quale si dedicherà per il resto della vita. Tra le opere di questi anni vi sono gli interventi a palazzo Farnese, la trasformazione delle terme di Diocleziano nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, la costruzione della cappella Sforza e di porta Pia, i numerosi progetti tra cui quello per San Giovanni dei Fiorentini e l'ideazione dei due simboli più importanti della città: la piazza del Campidoglio e la basilica di San Pietro.
San Martino di Serravalle e san Bartolomeo de Castelàz. Due chiese di Valtellina: scavi e ricerche
a cura di G. P. Brogiolo , V. Mariotti
editore: Silvana
pagine: 312
Le chiese di San Bartolomeo de Castelàz e San Martino di Serravalle, poste sulla via di accesso alla contea di Bormio, hanno avuto un importante ruolo in momenti storici definiti. Gli studi archeologici, storici e artistici condotti su questi edifici, ambedue riccamente affrescati e di grande pregio, permettono di ricostruire attraverso un'attenta analisi interdisciplinare il succedersi degli avvenimenti che in epoche diverse hanno avvicinato queste valli alla storia europea. Così gli affreschi di San Martino e i materiali archeologici provenienti dallo scavo divengono illuminanti per comprendere l'importanza della maglia viaria che univa la pianura ai paesi transalpini, principalmente le valli retiche, contribuendo con il transito di popolani e aristocratici, mercanti e pellegrini a creare una cultura artistica comune. A seguito della frana che, nel 1987, distrusse San Martino, indagini archeologiche stratigrafiche effettuate nelle vicinanze della chiesa di San Bartolomeo hanno messo in luce un insediamento, distrutto da un incendio, del quale si conserva almeno un edificio in cui erano presenti, oltre a oggetti d'uso, resti di derrate alimentari di grande interesse per ricostruire l'alimentazione e lo stile di vita delle genti del luogo. L'analisi dello scavo all'interno e accanto alla chiesa di San Bartolomeo chiarisce come questo edificio fu costruito dopo la prima distruzione delle mura di Serravalle, a cavallo tra XIII e XIV secolo.
