Acclamato a livello internazionale per la limpidezza della sua scrittura e del suo pensiero, Thomas Ogden propone una concezione nuova della psicoanalisi, che intende come processo terapeutico in cui una persona può giungere non solo a conoscere meglio se stessa ma anche a divenire più pienamente se stessa.
L'individuo arriva a sperimentare la vita in un modo che sente più reale, più personale, più creativo, in un modo che è suo. L'analista aiuta il paziente a rivendicare la vita che non ha vissuto: qualcosa che non ha potuto sperimentare nel momento in cui è accaduto perché troppo doloroso, troppo disorientante, troppo pericoloso.
Ogden si spinge oltre i confini della psicoanalisi come oggi la conosciamo, ripensa e ridefinisce i concetti di inconscio e di tempo analitico; espande il significato di cosa vuol dire essere se stessi in modo autentico e immagina il processo psicoanalitico come un percorso che permette di raggiungere questo obiettivo.
L'individuo arriva a sperimentare la vita in un modo che sente più reale, più personale, più creativo, in un modo che è suo. L'analista aiuta il paziente a rivendicare la vita che non ha vissuto: qualcosa che non ha potuto sperimentare nel momento in cui è accaduto perché troppo doloroso, troppo disorientante, troppo pericoloso.
Ogden si spinge oltre i confini della psicoanalisi come oggi la conosciamo, ripensa e ridefinisce i concetti di inconscio e di tempo analitico; espande il significato di cosa vuol dire essere se stessi in modo autentico e immagina il processo psicoanalitico come un percorso che permette di raggiungere questo obiettivo.
Biografia dell'autore
Thomas H. Ogden ha pubblicato undici libri sulla teoria e sulla pratica della psicoanalisi, tradotti in più di venti lingue. Nel 2012 ha vinto il Mary Sigourney Award per il suo contributo allo sviluppo della psicoanalisi. In questa collana ha pubblicato L’arte della psicoanalisi (2008), Vite non vissute (2016), Prendere vita nella stanza d'analisi (2022) e Esplorazioni psicoanalitiche (2025).
