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Tempi di guerra. Un altro ascolto

Consulta il libro - Tempi di guerra. Un altro ascolto

Titolo Tempi di guerra. Un altro ascolto
Autore
argomento
Collana Psiche e coscienza, 1
Editore Astrolabio Ubaldini
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 152
Pubblicazione 2024
ISBN 9788834019078
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Una domanda a cui è impossibile dare una risposta, e che contiene implicitamente una speranza altrettanto 'impossibile': perché l'essere umano non riesce a rinunciare alla guerra? Tessendo una conversazione virtuale con quanti si sono cimentati con la domanda impossibile, da Freud a Jung, da Einstein a Hillman a Simone Weil, l'autrice, sempre sulla base di una lunga pratica clinica, si propone di 'ascoltare' la guerra "con il taglio antidogmatico e plurale con cui si accolgono le formazioni dell'inconscio". Il soggetto, chiunque esso sia, si trova immerso fin dalla nascita in una sfida ineludibile e fatale: la sfida che riguarda il suo incontro con l'altro, che rappresenta da una parte la sua unica possibile felicità e dall'altra la sua possibile dannazione. L'altro condanna, infatti, a riconoscere l'impotenza del proprio io, i suoi confini irrisori e soprattutto il suo irriducibile espansionismo, che è brama di possesso, potere e superiorità. È un altro che non viene da fuori, ma è piuttosto una differenza da sé che ognuno di noi conosce, ma tende a ignorare e spesso a ripudiare in nome di una presunta compattezza dell'io. Bisogna ascoltarsi e ascoltare l'inconscio per provare a interrogarsi, un'operazione oggi complicata, sommersi come siamo dai molti aspetti di 'violenza positiva' cui ci sottopone la nostra era: sovraprestazione, sovraproduzione, sovracomunicazione, iperattenzione, iperattività e, sempre e ovunque, fretta ed eccesso. In guerra l'ego di ogni fazione si fa immenso, soverchiante e crudele. Si nutre solo dell'annichilimento degli altri, demonizzando quell'abitante straniero che risiede in ciascuno di noi. Così accade che si identifichi nell'altro, odiandolo, proprio l'aspetto più inquieto, iracondo e ignorato di sé. L'unica speranza impossibile risiede allora nell'ascolto rivolto ai frammenti di senso che provengono da un altrove, spesso dimenticato quando non intenzionalmente emarginato.
 

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