«Quello che sta a cuore al mio Marco Polo è scoprire le ragioni segrete che hanno portato gli uomini a vivere nelle città, ragioni che potranno valere al di là di tutte le crisi».
Italo Calvino
Italo Calvino
Il volume raccoglie i testi presentati da alcuni studiosi di Italo Calvino in occasione del convegno Dialoghi attorno a «Le città invisibili» e da alcuni docenti delle scuole di architettura italiane, a cinquant’anni dalla pubblicazione dell’opera e a cento dalla nascita del suo autore.
Come è noto, il lavoro dell’architetto e dell’urbanista si articola in tre dimensioni: la dimensione tecnica, quella visionaria e quella che potremmo sinteticamente definire dimensione intellettuale. Ora, anche alla luce della recente pandemia, l’insieme dei testi raccolti in questo volume ha appunto l’ambizione di contribuire al necessario recupero del côté intellettuale, che negli ultimi decenni è passato in secondo piano.
Infatti, quando fu pubblicato Le città invisibili, uno storico come Jean-Louis Cohen poteva giustamente sostenere che in Italia, a differenza di quanto avveniva in Francia, gli architetti erano stati in grado di inserirsi nel dibattito pubblico a fianco dei maggiori intellettuali dell’epoca, da Leonardo Sciascia a Pier Paolo Pasolini. E in effetti il dibattito tra gli architetti e gli urbanisti, a partire dall’opera calviniana, fu davvero intenso. La doppia ricorrenza calviniana può essere dunque una felice occasione per sollecitare una nuova, necessaria e urgente, fase di intellettualizzazione dell’attività di architetti e urbanisti.
Come è noto, il lavoro dell’architetto e dell’urbanista si articola in tre dimensioni: la dimensione tecnica, quella visionaria e quella che potremmo sinteticamente definire dimensione intellettuale. Ora, anche alla luce della recente pandemia, l’insieme dei testi raccolti in questo volume ha appunto l’ambizione di contribuire al necessario recupero del côté intellettuale, che negli ultimi decenni è passato in secondo piano.
Infatti, quando fu pubblicato Le città invisibili, uno storico come Jean-Louis Cohen poteva giustamente sostenere che in Italia, a differenza di quanto avveniva in Francia, gli architetti erano stati in grado di inserirsi nel dibattito pubblico a fianco dei maggiori intellettuali dell’epoca, da Leonardo Sciascia a Pier Paolo Pasolini. E in effetti il dibattito tra gli architetti e gli urbanisti, a partire dall’opera calviniana, fu davvero intenso. La doppia ricorrenza calviniana può essere dunque una felice occasione per sollecitare una nuova, necessaria e urgente, fase di intellettualizzazione dell’attività di architetti e urbanisti.
Indice testuale
Fausto Carmelo Nigrelli, Prefazione. Dialoghi attorno alle Città invisibili
Fausto Carmelo Nigrelli, Le città inevitabili
Fausto Carmelo Nigrelli, Italo Calvino: architettura e Utopia
Fabrizio Foti, Una partita a scacchi
Fabrizio Foti, Disegnare Le Città Invisibili
Bruno Messina, Le «malinconie inessenziali» delle Città invisibili
Alberto Ferlenga, Ritorno a Zenobia
Mario Barenghi, La città come scrigno
Marco Marino, Italo Calvino, gli unicorni e Le città invisibili
Paola Barbera, Note a margine di un esperimento didattico
Notizie biografiche
Fausto Carmelo Nigrelli, Le città inevitabili
Fausto Carmelo Nigrelli, Italo Calvino: architettura e Utopia
Fabrizio Foti, Una partita a scacchi
Fabrizio Foti, Disegnare Le Città Invisibili
Bruno Messina, Le «malinconie inessenziali» delle Città invisibili
Alberto Ferlenga, Ritorno a Zenobia
Mario Barenghi, La città come scrigno
Marco Marino, Italo Calvino, gli unicorni e Le città invisibili
Paola Barbera, Note a margine di un esperimento didattico
Notizie biografiche
