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Marte può attendere. Le ambizioni improbabili di una specie terrestre

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Marte può attendere. Le ambizioni improbabili di una specie terrestre
Titolo Marte può attendere. Le ambizioni improbabili di una specie terrestre
Autore
argomenti
Collana Saggi
Editore Bollati Boringhieri
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 256
ISBN 9788833946832
Carta del docente Carta Cultura Giovani Carta della Cultura Acquistabile con Carta del docente, Carta Cultura Giovani o Carta della Cultura
 
Prossima pubblicazione
19,00 €

 
Da oltre vent'anni i guru della tecnologia pontificano sulla colonizzazione di Marte, facendoci balenare mondi meravigliosi. La nostra diventerebbe la prima specie a dimensione «multiplanetaria»: colonizzeremo il Pianeta Rosso e ci costruiremo una civiltà, magari in fuga dalla Terra, ormai resa invivibile dal cambiamento climatico. Avverrà di sicuro tra dieci anni, forse venti, diciamo trenta, insomma presto. Questo tecno-ottimismo, un po' eroico e un po' velleitario, sicuramente molto costoso, capace di far presa sul nostro immaginario e destare stupore diffuso, in effetti ha più di un difetto. Quello principale è che siamo lontanissimi da una possibile colonizzazione di Marte. La realtà è che non si potrà fare per molto, molto tempo, checché ne dicano Elon Musk o qualche suo emulo. Quello che manca nel computo è il fattore umano, sia a livello fisiologico sia a livello psicologico. Se anche riuscissimo ed è tutto da verificare a costruire navicelle in grado di viaggiare fino a Marte con un carico sufficiente, su quelle navicelle ci saranno anche degli umani. E gli umani hanno una fisiologia che si è evoluta sulla Terra e una psicologia che si è evoluta in ambienti aperti e sociali. L'uomo, in pratica, è una specie «terrestre» e non abbiamo idea di come (e se) potrebbe sopravvivere al di fuori del pianeta. La NASA, che da cinquant'anni studia gli effetti sul corpo nello spazio, ha riassunto i principali ambiti critici: radiazione spaziale, isolamento, distanza dalla Terra, gravità, ambienti chiusi per un tempo prolungato. Pur essendoci progressi, la maggior parte delle questioni è ben lontana dall'essere risolta. Meglio - molto meglio - occuparci dell'unico pianeta che abbiamo. Il salto nello spazio va bene per la fantascienza, ma l'umanità ha bisogno di prospettive realistiche, qui e ora, senza rincorrere i sogni di qualche oligarca. Anche perché nessuno ci ha mai chiesto se siamo d'accordo.
 

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