Urbanistica
Tutti i libri di Urbanistica - Pagina 94
Milano 2014. Expo, laboratorio metropolitano cantiere per un mondo nuovo. Rapporto sulla città
a cura di Fondazione Ambrosianeum
editore: Franco Angeli
pagine: 288
Tra inciampi e gravi scandali, la corsa verso l'Expo è entrata nella fase finale
Paesaggio, luogo, ambiente. La configuratività territoriale come bene comune
a cura di A. Turco
editore: Unicopli
pagine: 290
Paesaggio, luogo, ambiente: la territorialità configurativa è un ingrediente fondamentale del nostro benessere individuale e collettivo. Un patrimonio delicato e prezioso, che custodisce l'intelligenza evolutiva dell'umanità. Una sorgente inesauribile di emozioni, che rendono l'esistenza più aperta e intensa. Un bersaglio centrale della cultura e dell'azione politica. Un bene comune: la promessa del nostro destino di uomini che ignorano quale sarà il loro futuro, ma sono fermamente determinati a conservare la possibilità di contribuire a costruirlo: nel mondo di ciascuno, nel territorio di tutti.
Con testi sostenibili. Una visione per la città metropolitana di Reggio Calabria
Consuelo Nava , Vincenzo Gioffré
editore: Listlab
pagine: 144
Questo volume propone l'esito di ricerche teoriche e applicate svolte dagli autori presso la Mediterranea di Reggio Calabria
Progetti lungo la linea di costa. Identità adriatiche
Lorenzo Pignatti
editore: Listlab
pagine: 255
Sembrerebbe che tutto sia già stato scritto, ma questo lavoro si vuole aggiungere alla già consistente letteratura esistente a
Tripoli. Medina Mediterranea-Tripoli. A Mediterranean Medina
a cura di L. Micara
editore: Gangemi Editore
pagine: 143
Il libro parla di città mediterranea, della composita struttura urbana di Tripoli
Il divenire dell'Europa. Idee architettoniche, creative ed artistiche per la conservazione del futuro dell'Europa. Ediz. italiana, inglese, cinese
a cura di
C. Strinati
,
R. Lenci
S. Angioli
M. A. Falà
P. Palomba
e altri
editore: Gangemi Editore
pagine: 111
La pubblicazione dei progetti che seguono costituisce una testimonianza degli intendimenti su esposti, oltre che un riconoscim
Edilizia funeraria
Francesco Marino
editore: Maggioli Editore
pagine: 234
Il presente testo si prefigge lo scopo di guidare i progettisti tecnici nella conoscenza e nella disamina dei vincoli normativ
FVG-Europa: ultima chiamata. Un "porto-regione" tra Mediterraneo e Centro Europa
a cura di M. Maresca , S. Fabbro
editore: Forum Edizioni
pagine: 144
C'è, da anni, una grande opportunità che non viene né capita né utilizzata come si dovrebbe e che consiste nel valorizzare la favorevole posizione geografica del Friuli Venezia Giulia - tra il Mediterraneo e le regioni più produttive dell'area germanica - dal punto di vista dei commerci marittimi e terrestri. Cogliere tale opportunità, certificata in primo luogo dall'Unione Europea (con la recente approvazione, da parte del Parlamento europeo, del Corridoio Adriatico-Baltico) e da grandi organizzazioni internazionali, potrebbe rilanciare profondamente un'economia regionale in forte declino. Questo libro indaga puntualmente l'unica strada ancora percorribile per raggiungere l'obiettivo fino a ora mancato: mettere a sistema, in pochi anni e senza grandi investimenti, tutte le strutture e infrastrutture regionali già esistenti (ma che oggi sono mal o sotto-utilizzate) in un unico 'porto-regione'. Perché, allora, l'"ultima chiamata"? Perché questa stessa idea ce l'hanno anche altre realtà - oggi in Slovenia e domani, forse, in Croazia - e se il Friuli Venezia Giulia non si muove subito non ci sarà più spazio per un altro 'porto-regione' nell'Alto Adriatico con tutto ciò che ne può conseguire in termini di inevitabile ulteriore declino, non solo della nostra economia ma anche di quella dell'Italia adriatica.
La città necessaria
Graziella Tonon
editore: Mimesis
pagine: 116
In che condizioni si trova oggi la città? Nei due secoli che hanno visto l'utile economico e le leggi di mercato assurgere a regola dominante, il cammino compiuto dalla città appare come una progressiva caduta. Principio ordinatore degli assetti fisici e funzionali è la remuneratività degli investimenti e la riduzione a valore di scambio di ogni cosa, compresi gli organismi viventi e i loro spazi. Questo spiega sia l'accanimento contro le regole della convivenza civile sia gli oltraggi inferti alla bellezza dello spazio aperto pubblico in cui si è sempre identificata l'esistenza urbana. Architetti e urbanisti non sono esenti da responsabilità. Più d'uno arriva a trovare sublime il caos, affascinante il mostruoso, seducente l'informe, superato l'organico, insensate e improponibili le strade e le piazze storiche. Si possono chiamare centro le periferie metropolitane e definire città la loro scomposta spazialità, ma lo stato delle cose è tutt'altro: nel nuovo che avanza prevalgono gli ambienti inospitali, privi di bellezza, non sostenibili sul fronte ecologico come su quello sociale. Per contro lo spazio urbano della tradizione, con la civiltà che vi è testimoniata, è una lezione preziosa a cui è bene tornare a guardare.
Rigenerare Tor Bella Monaca
a cura di M. Calzolaretti , D. Mandolesi
editore: Quodlibet
pagine: 311
Nell'ambito della questione della rigenerazione urbana ed edilizia, che vede impegnati tutti i Paesi europei, il rinnovamento dei quartieri di edilizia residenziale pubblica realizzati tra il dopoguerra e gli anni '80 costituisce un campo di studio e d'intervento indispensabile per affrontare la questione più generale del miglioramento della qualità delle aree periferiche e delle condizioni di vita degli abitanti. Con l'obiettivo di contribuire alla diffusione di questo tipo di interventi anche in Italia, un gruppo di docenti, ricercatori, dottori di ricerca e dottorandi di sei università italiane, propone la sperimentazione di metodi e strategie per rigenerare gli insediamenti di edilizia residenziale pubblica attraverso un caso-studio: il quartiere Tor Bella Monaca a Roma. Un quartiere di particolare interesse per la sua storia, la collocazione urbana, le preesistenze archeologiche, il valore del contesto paesaggistico e ambientale, ma anche per la qualità dei collegamenti pubblici con il tessuto urbano circostante. Partendo dalle criticità presenti nell'area, il gruppo di ricerca ha individuato linee guida e ipotesi progettuali in grado di valorizzare e mettere a sistema le potenzialità del quartiere e di trasformarlo in un'importante risorsa per la città di Roma.
Il piano che c'è. Disegno e regole alla prova dell'evoluzione delle regioni urbane
Marco Facchinetti , Marco Dellavalle
editore: Franco Angeli
pagine: 176
La riforma urbanistica in Italia ha permesso di cambiare la vecchia strumentazione, ereditata dalla legge n° 1150 del 1942 e c
Terre comuni
Enrico Formato
editore: CLEAN
pagine: 175
"Terre comuni" esplora le potenzialità degli spazi aperti della città contemporanea come nuovi spazi di relazione. La città contemporanea è una moltitudine di parti edificate disperse in un vuoto; lo spazio pubblico si ritrae in scatole e recinti separati dal contesto. La grande quantità di spazi aperti di questa reverse city suggerisce, di contro, una riflessione per una loro, almeno parziale, significazione pubblica. L'attenzione si sposta così dall'oggetto allo spazio tra gli oggetti, fissa il proprio fuoco sui residui: i vuoti inutilizzati, le aree dismesse, i frammenti agricoli e naturali, le spianate tra i contenitori specializzati e le piazze dei quartieri moderni. Spazi che, proprio in quanto "laterali" presentano potenzialità di trasformazione e caratteristiche tali da configurare un nuovo tessuto connettivo tra i frammenti della contemporaneità. Si attribuisce così agli spazi aperti un carattere riconducibile alla tradizione dei parchi territoriali e urbani, ma che, ad integrazione di questo significato, si intende declinare anche con modi più propriamente urbani e civici. Modi che hanno l'ambizione di concorrere a una figura spaziale - che chiamiamo "terra comune" - capace di concorrere a trasformare il rumore della città contemporanea in frammenti armonici, alla ricerca di nuovi suoni e ritmi.
Tracce liguri tra oltregioco e oltremare. Atti del Convegno internazionale di studi
Paolo Stringa
editore: De Ferrari
pagine: 140
Studiare il territorio. Esperienze di ricerca nel dottorato in Pianificazione territoriale del Politecnico di Torino
a cura di
S. Guerra
,
G. Pettenati
L. La Riccia
e altri
editore: Franco Angeli
pagine: 176
Studiare il territorio nasce dalla volontà espressa dai dottori di ricerca e dottorandi in Pianificazione territoriale e svilu
Un'agenda per le città. Nuove visioni per lo sviluppo urbano
a cura di W. Vitali
editore: Il Mulino
pagine: 255
Nel 2050 il 70% dei nove miliardi di abitanti del pianeta vivrà nelle città
Cittadinanza. Geografie, filosofie, iconografie, economie
a cura di M. Della Torre , B. Pedretti
editore: Donzelli
pagine: 159
"In quanto architetto - scrive Mario Botta - resto convinto che la città europea sia ancora oggi una delle forme più evolute, intelligenti flessibili e accoglienti dell'organizzazione dello spazio di vita dell'uomo. La sua struttura, dovuta alle stratificazioni storiche che si sono succedute nel tempo, definisce un territorio di memoria che si propone a tutt'oggi come possibile esempio per uno sviluppo tanto civile quanto sostenibile dei nostri universi abitativi". Così una delle maggiori figure dell'architettura contemporanea racconta il centro tematico di questo volume che, in effetti, si propone l'obiettivo programmatico di sottoporre la questione della città e del progetto urbano alle interpretazioni incrociate di un vero e proprio dibattito interdisciplinare. Gli autori, grandi intellettuali dei nostri tempi, s'interrogano sull'eredità della città europea e mediterranea, analizzata sia nelle dinamiche storiche dei sistemi di cittadinanza che l'hanno forgiata, sia nelle sfide cui la costringono i processi di globalizzazione che hanno investito il mondo odierno e che stanno sempre più urbanizzando i nostri territori. Il risultato è un quadro di analisi storiche e riflessioni teoriche che intersecano geografia umana, filosofia politica e morale, storia delle idee e dell'urbanistica, sociologia ed economia. Il filo conduttore consiste in una lettura della città e del territorio alla luce della complessità dei fenomeni storici e sociali implicati nella questione urbana...
Roma interrotta. Dodici interventi sulla pianta di Roma del Nolli nelle collezioni MAXXI architettura
editore: Johan & Levi
pagine: 236
Nella sua Nuova Pianta di Roma del 1748 Giovanni Battista Nolli presentò per la prima volta la Città Eterna come un organismo compiuto: la pianta riproduce Roma in tutti i suoi meccanismi, facendo emergere i "vuoti", esterni e interni, ottenuti per sottrazione dalle aree edificate. A quasi duecentocinquant'anni di distanza, nel 1978, il progetto "Roma interrotta" fu concepito da Piero Sartogo e promosso dagli Incontri Internazionali d'Arte per sottolineare come a Roma si fosse fermato ogni impulso di progettazione e come la Pianta del Nolli rappresentasse la prova di un'interruzione che trovava nella politica e nella cultura le motivazioni di tale stasi. Dodici architetti di fama internazionale furono invitati a riflettere sulla possibilità di qualcosa di grande e duraturo che desse un'effettiva modernità e attualità alla città, un modo per annullare secoli di inerzia e speculazione edilizia e ripartire riferendosi al Nolli come "ultimo esercizio di progettazione coerente".
Roma interrotta. Twelve interventions on the Nolli's plan of Rome in the MAXXI architettura collections
editore: Johan & Levi
pagine: 236
Nella sua Nuova Pianta di Roma del 1748 Giovanni Battista Nolli presentò per la prima volta la Città Eterna come un organismo compiuto: la pianta riproduce Roma in tutti i suoi meccanismi, facendo emergere i "vuoti", esterni e interni, ottenuti per sottrazione dalle aree edificate. A quasi duecentocinquant'anni di distanza, nel 1978, il progetto "Roma interrotta" fu concepito da Piero Sartogo e promosso dagli Incontri Internazionali d'Arte per sottolineare come a Roma si fosse fermato ogni impulso di progettazione e come la Pianta del Nolli rappresentasse la prova di un'interruzione che trovava nella politica e nella cultura le motivazioni di tale stasi. Dodici architetti di fama internazionale furono invitati a riflettere sulla possibilità di qualcosa di grande e duraturo che desse un'effettiva modernità e attualità alla città, un modo per annullare secoli di inerzia e speculazione edilizia e ripartire riferendosi al Nolli come "ultimo esercizio di progettazione coerente".
