Teoria dell'architettura
Tutti i libri di Teoria dell'architettura - Pagina 52
Elementi di un Costituendo Thesaurus utile alla conoscenza alla tutela, alla conservazione dell'architettura
Antonio Pugliano
editore: Prospettive Edizioni
pagine: 392
Elementi di un Costituendo Thesaurus utile alla conoscenza, alla tutela, alla conservazione dell'architettura
Antonio Pugliano
editore: Prospettive Edizioni
pagine: 452
Arch.it.arch. Dialoghi di archeologia e architettura. Seminari 2005-2006
editore: Quasar
pagine: 296
Atti dei seminari arch
L'assalto. Città uomini e architetture attorno ai fatti dell'11 settembre
Giacinto Cerviere
editore: Libria
pagine: 184
Di come i Delawere dominarono prima la terra e poi il cielo di Manhattan, di come Inigo Jones progettò Fort Amsterdam, di come i Rockfeller trasformarono Lower Manhattan col petrolio, di come i Bin Laden, Yamasaki e SOM mutarono il volto dell'architettura saudita, di come Sayyid Qutb scoprì New York e divenne l'uomo più santificato da Al-Qaeda, di come l'urbanista terrorista Mohammed Atta concepì il Major Event, di come Libeskind abbia messo fine all'architettura dell'Umanesimo, di come George W. Bush si sia impossessato della visione spaziale più cosmica della storia, di come l'urbanistica e l'architettura occidentali stiano rientrando nuovamente tra le scienze della guerra, di come l'antirelativismo di Benedetto XVI abbia sconfinato nelle teorie estetiche.
Architettura d'oggi
Marcello Piacentini
editore: Libria
pagine: 216
Piacentini mette a punto una panoramica della nuova architettura compiuta alla fine degli anni Venti, individuando una linea mediana tra il razionalismo radicale e la tradizione. In essa traspare una profonda conoscenza, praticamente unica in Italia, di ciò che sta avvenendo nel nostro continente, con uno sguardo particolarmente attento alla Germania degli anni di Weimer.
La misura è un'opinione
Gianluca Di Vito
editore: Libria
pagine: 112
Questo libro riguarda un metodo di lavoro e di osservazione che avvicina all'architettura ed allo spirito mediterraneo. Sottopone il lettore ad un esercizio di pensiero autonomo, rinnovando l'inscindibile relazione corporale tra sé e lo spazio costruito, preparandolo a cercare intorno dove altri non vedono, recuperando l'abitudine ed il senso pratico. Qualcosa che ha a che fare con l'anarchia critica ed il calore della concretezza.
Playscape
Alberto Iacovoni , Davide Rapp
editore: Libria
pagine: 176
Playscape è il tentativo di estrarre alcuni principi per un'ecologia dello spazio costruito; è la narrazione di un paesaggio dove space e fiction si uniscono indissolubilmente, dove non è possibile separare lo spazio dalle vite che le abitano: un paesaggio dove è il tempo a dare vita e senso allo spazio e l'architettura diventa narrazione. L'esplorazione di Playscape avviene scegliendo di volta in volta una chiave di accesso differente, inanellando esperienze e luoghi assai distanti in una medesima costellazione di senso: allentamento, interazione e processo dividono la narrazione in tre tempi, in tre percorsi tematici che torneranno a volte negli stessi luoghi, lì dove i tre temi si sovrappongono, moltiplicando le opportunità del gioco.
E l'edificio diviene uomo. Verso un nuovo stile architettonico
Rudolf Steiner
editore: Editrice Antroposofica
pagine: 200
La materia e l'idea. Significati e simboli nell'architettura antica
Elisabetta Pagello
editore: Guida
pagine: 108
EXPO 2008 Saragozza
Riccardo Dell'Osso
editore: Maggioli Editore
pagine: 103
La storia della città contemporanea evidenzia come sovente siano i grandi eventi espositivi, sportivi e culturali ad incidere
Contro la fine dell'architettura
Vittorio Gregotti
editore: Einaudi
pagine: 133
Il territorio delle discipline dell'architettura e la riflessione a esse connesse si è modificato e differenziato nel tempo, si sono trasformate le relazioni con la società, le condizioni tecniche del fare, le procedure e il ruolo stesso dell'architetto. I confini tra le diverse arti si sono fatti incerti e l'identità e i compiti dell'architettura si sono confusi. Tale confusione è stata vissuta da molti come una liberazione di forze creative; ma troppo facilmente si è fatto a meno di ogni distanza critica dalla realtà e anche di ogni fondamento del proprio fare. Tutto ciò ha determinato lo spostamento dell'architettura verso l'indistinta nuova disciplina dell'estetizzazione diffusa del mondo, facendo abusivamente coincidere le nozioni di arte e comunicazione e proponendo i mezzi stessi come fini: smarrendo, cioè, la necessità del senso, di ciò che solo ciascuna delle arti può dire. Questo libro ricerca le ragioni e le conseguenze di una confusione interdisciplinare che sottrae l'avventura dell'architettura alle proprie responsabilità.
Progetto e disvelamento della memoria
Ermes Invernizzi
editore: Unicopli
pagine: 82
Il libro indaga il rapporto tra progetto architettonico e memoria e, dopo una breve e trasversale ricerca interdisciplinare, analizza la memoria nella sua capacità di essere elemento fondante di ogni atto di progettazione architettonica. Esso è suddiviso in tre parti: nella prima parte si insegue, con una sequenza necessariamente rapida, la presenza della memoria nella cultura e nella storia del pensiero; nella seconda parte si propone un'analisi dei nessi tra memoria e progetto a partire da alcuni fatti di architettura concreti e si cerca di mostrare la strumentalità della memoria nella progettazione architettonica; nella terza parte infine si analizzano tali nessi a partire da alcune specifiche teorie di progettazione, cercando in particolare di ricostruire la continuità di pensiero che ha determinato quella che nel testo viene chiamata "scuola di Milano": una continuità che dal Cattaneo, attraverso Ernesto Nathan Rogers, giunge ai giorni nostri.
Architettura formativa
John Dewey , Nelson Goodman
editore: Unicopli
pagine: 78
John Dewey e Nelson Goodman, filosofi cruciali del Novecento, ragionano nei quattro articoli qui tradotti (Pensiero affettivo e La funzione educativa di un museo di arti decorative di John Dewey e La fine del museo? e Come gli edifici significano di Nelson Goodman), con una continuità teorica notevolissima, sulla destinazione dell'oggetto architettonico, soprattutto museale, quando ha l'ambizione di possedere un potere "formativo", capace di trasformare sia gli oggetti sia gli individui con i quali interagisce. Le considerazioni dei due filosofi sottolineano e caratterizzano il potere creativo che il soggetto, insieme con i suoi artefatti, ha assunto con una radicalità particolare, in qualche caso anche critica, nella contemporaneità. Gli articoli sono introdotti da un saggio di Simona Chiodo, che ha anche tradotto i materiali.
Antoine Desgodets. Gli edifici antichi di Roma. Ediz. italiana e francese
Louis Cellauro , Gilbert Richaud
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 340
L'imponente operazione di rilievo dei monumenti romani di Antoine Desgodets nasce nel clima del dibattito culturale sull'architettura e sui rapporti tra antico e moderno avviato in Francia al tempo di Luigi XIII e culminante al tempo di Luigi XIV per iniziativa del Colbert. La ricerca di un metodo scientifico di rappresentazione dell'antico appariva per di più la premessa indispensabile per la fondazione di una architettura di stato nel segno di una rinnovata classicità. L'inedito Codice 2718 dell'lnstitut de France qui pubblicato (ultimato a Parigi nel 1677, in vista della sua presentazione alla Académie Royale d'Architecture) appare importante sia per l'accuratezza del rilievo sia per il numero dei monumenti rappresentati (48) quasi il doppio rispetto a quelli pubblicati negli Édifìces antiques. Appare ormai chiarissimo che l'opera di Desgodets - con la sua cultura della misura e della esattezza assume un ruolo fondativo, iniziando una nuova storia di rilevazione scientifica dell'architettura antica e qualificandosi come il primo tentativo di storia e analisi comparata dei diversi rilievi dei monumenti antichi, dopo che nel 1650 Roland Fréart de Chambray aveva inaugurato il metodo dell'analisi comparata degli ordini antichi attraverso il Parallèle de l'architecture antique et de la moderne.
Antoine Desgodets. Les Édifices antiques de Rome
Louis Cellauro , Gilbert Richaud
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 340
L'imponente operazione di rilievo dei monumenti romani di Antoine Desgodets nasce nel clima del dibattito culturale sull'architettura e sui rapporti tra antico e moderno avviato in Francia al tempo di Luigi XIII e culminante al tempo di Luigi XIV per iniziativa del Colbert. La ricerca di un metodo scientifico di rappresentazione dell'antico appariva per di più la premessa indispensabile per la fondazione di una architettura di Stato nel segno di una rinnovata classicità. L'inedito Codice 2718 dell'Institut de France qui pubblicato (ultimato a Parigi nel 1677, in vista della sua presentazione alla Académie Royale d'Architecture) appare importante sia per l'accuratezza del rilievo sia per il numero dei monumenti rappresentati (48) quasi il doppio rispetto a quelli pubblicati negli Édifìces antiques. Appare ormai chiarissimo che l'opera di Desgodets - con la sua cultura della misura e della esattezza assume un ruolo fondativo, iniziando una nuova storia di rilevazione scientifica dell'architettura antica e qualificandosi come il primo tentativo di storia e analisi comparata dei diversi rilievi dei monumenti antichi, dopo che nel 1650 Roland Fréart de Chambray aveva inaugurato il metodo dell'analisi comparata degli ordini antichi attraverso il Parallèle de l'architecture antique et de la moderne.
