Singoli architetti e studi di architettura
Tutti i libri di Singoli architetti e studi di architettura - Pagina 66
Fuensanta Nieto e Enrique Sobejano. Architetture. Catalogo della mostra (Bologna, 24 settembre-25 ottobre 2014)
editore: Mondadori Electa
pagine: 246
Dopo essersi laureati all'Università di Madrid e alla Columbia University di New York, nel 1985 Fuensanta Nieto ed Enrique Sobejano hanno dato vita allo studio che porta il loro nome. Molto rapidamente si sono segnalati, non soltanto in Spagna, tra i giovani architetti più dotati e promettenti. Hanno realizzato i loro lavori più impegnativi e rappresentativi nel campo della museografia. Questa circostanza ha fatto sì che si siano trovati a confrontarsi sia con il tema del recupero e del restauro di edifici storici, sia con nuove edificazioni, dando al contempo prove notevoli delle loro doti di allestitori di spazi espositivi. Con la riforma del Castillo de La Luz a Las Palmas (1998-2013), il Museo di Madinat al-Zahra nei pressi di Cordova (1999-2009), il Museo Moritzburg a Halle (2004-08), il Centro di arte contemporanea sempre a Cordova (2005-14) e il Museo San Telmo a San Sebastian (2005-11), Nieto e Sobejano hanno arricchito progressivamente il loro curriculum di una serie di opere che dimostra le loro qualità non comuni nell'interpretare in modi originali occasioni progettuali anche molto diverse, senza venir meno alla cifra che caratterizza il loro lavoro. Questa cifra si riassume nel rispetto della misura e nella capacità di rendere ogni realizzazione il prodotto di interpretazioni non scontate delle specificità delle diverse contingenze delle quali ogni opera di architettura è il prodotto.
Inspiration and process in architecture. Frits Palmboom
a cura di
M. Fosso
,
A. Andreotti
S. Colombo
e altri
editore: Moleskine
pagine: 144
Luca Beltrami (1854-1933). Storia, arte e architettura a Milano. Bibliografia. Catalogo della mostra (Milano, 27 marzo-29 giugno 2014)
a cura di S. Paoli
editore: Silvana
pagine: 352
Storico dell'arte e architetto, ma anche museologo, collezionista e uomo politico, Luca Beltrami (Milano 1854 - Roma 1933) fu personaggio di grande rilievo nell'Italia postunitaria e dei primi decenni del nuovo secolo. Il volto della città di Milano cambiò radicalmente, tra fine ottocento e inizi novecento, grazie ai suoi numerosi interventi di costruzione e rifacimento di importanti edifici. Primo fra tutti il Castello Sforzesco che, in procinto di essere abbattuto quale simbolo ormai superato di un'antica dominazione, fu salvato e restituito alla città grazie alla ricostruzione da lui fortemente voluta e condotta tra il 1893 e il 1911, che lo ha trasformato in luogo di conservazione dell'arte e del sapere. Proprio il castello custodisce oggi i materiali di studio - libri, manoscritti, disegni, incisioni, fotografie - che Luca Beltrami raccolse nel corso della sua lunga carriera e che, sottoposto a recente attività di catalogazione e di studio, ha restituito nuovi spunti di approfondimento sulla sua figura e sulla sua opera. Questa monografia, nel presentare i risultati degli studi, intende far cogliere nella sua interezza l'importanza e la portata dell'impegno di Luca Beltrami a favore del Castello Sforzesco e della città di Milano, impegno caratterizzato da uno straordinario rigore intellettuale, professionale e civile. La monografia è accompagnata da un volume specialistico, che raccoglie la bibliografia specifica su Luca Beltrami.
La linea del fuoco. Scritti, disegni, macchine
Daniel Libeskind
editore: Quodlibet
pagine: 260
Daniel Libeskind è molto noto per l'intensa attività professionale degli ultimi anni, quelli seguiti al completamento del suo opus magnum, il Museo ebraico di Berlino. Il primo abbozzo del celebre progetto ha il titolo provvisorio di Linea del fuoco, in riferimento all'origine dell'architettura narrata nel mito vitruviano, e questa antologia intende restituire il lato nascosto, più intimo e inedito del lavoro di Libeskind. La sua formazione è avvenuta anche grazie alle esperienze musicali avute fin dalla più giovane età, al dialogo a distanza con filosofi di prima grandezza, quali Jacques Derrida, e soprattutto all'arte del disegno, verso la quale la cultura architettonica manifesta oggi un'imprevista rinascita di interesse. Le virtuosistiche serie di disegni "Micromegas" (1979), "Anatomia della melanconia" (1981), "Chamber Works" (1983), "Theatrum Mundi" (1985), "Sonnets in Babylon" (2011), per lo più inedite, sono infatti inseparabili dalla riflessione sui grandi temi che riverberano nella sua architettura: la memoria, lo spazio e il suo negativo, il vuoto, sono il fuoco concettuale di questi scritti rapsodici. Introduzione di Lev Libeskind. Con un testo di Aldo Rossi.
Le Corbusier: Scritti e pensieri
Valerio Casali
editore: Mancosu Editore
pagine: 160
"'Se dovessi insegnare l'architettura?' (
Filippo Juvarra
Cristina Ruggero
editore: CELID
pagine: 31
Questa agile introduzione alla figura di Filippo Juvarra (1678-1736) offre un ritratto a tutto tondo del grande architetto set
Vitruvio e l'archeologia
a cura di P. Clini
editore: Marsilio
pagine: 224
"Il volume affronta, con i contributi di alcuni tra i più autorevoli studiosi del settore, uno dei temi più controversi del ra
Gioacchino Ersoch architetto comunale. Progetti e disegni per Roma ca pitale d'Italia
a cura di
C. Crescentini
,
A. Cremona
C. Parisi Presicce
e altri
editore: Palombi Editori
pagine: 317
L'architetto Gioacchino Ersoch (Roma 1815-1902) è stato al servizio del Comune di Roma dal 1848 al 1889, nei quarant'anni cruciali per il passaggio di Roma da capitale dello Stato Pontificio a capitale d'Italia. Un periodo che ha comportato mutamenti decisivi non solo per le vicende politiche, sociali e culturali, ma anche per la storia urbanistica e architettonica della città. Ersoch ha cercato di interpretare questi cambiamenti fornendo proposte e risposte alle mutate esigenze di una metropoli moderna, spaziando dall'architettura civile a quella industriale e funzionale, dalla progettazione del monumento celebrativo all'arredo urbano e dei giardini, dai piani di razionalizzazione dei mercati e dei cimiteri alla programmazione ed esecuzione di innumerevoli interventi di manutenzione e riqualificazione dei beni edilizi pubblici. Ma Ersoch è soprattutto il "grande inventore" del nuovo mattatoio di Testaccio, un'operazione colossale, tecnicamente all'avanguardia rispetto ai tempi che, se da un lato ha rafforzato l'efficienza della mattazione a Roma e in tutto il centro Italia, dall'altro ha esposto Ersoch, la sua architettura e quindi la nuova capitale d'Italia, alla conoscenza del mondo ingegneristico e architettonico europeo. L'architetto si è anche dedicato all'allestimento di complesse macchine pirotecniche di grande spettacolarità, genere in voga nei primi anni di Roma Capitale, per celebrare degnamente le nuove feste istituzionali nazionali.
Conversazioni su architettura e libertà
Giancarlo , Franco
editore: Elèuthera
pagine: 255
Testimone di primo piano, per oltre mezzo secolo, delle vicende architettoniche e urbanistiche italiane, in queste conversazio
Lo studio Filo Speziale e il modernismo partenopeo. Palazzo della Mor te
Marco Burrascano , Marco Mondello
editore: CLEAN
pagine: 143
La straordinarietà di Napoli ha offerto spesso occasioni per architetture insolite e affascinanti che trascendono la mera funzione e toccano l'animo. È il caso del Palazzo della Morte, opera quasi sconosciuta dello Studio di Stefania Filo Speziale, nascosta nelle pieghe di corso Vittorio Emanuele eppure fondamentale nella carriera del primo architetto donna di Napoli. Le difficoltà insite nel luogo hanno reso il progetto e la realizzazione del complesso residenziale una prova importante per la Filo, che si associa proprio in quel periodo con i giovani architetti Carlo Chiurazzi e Giorgio di Simone realizzando opere importanti e raggiungendo l'apice della sua carriera professionale. I numerosi documenti rinvenuti e le testimonianze dirette consentono uno studio approfondito della vicenda, avvenuta tra il 1951 e il 1957, costituendo un'occasione per collocare consapevolmente la figura della Filo Speziale nel modernismo partenopeo e per intraprendere una riflessione più ampia sull'identità e le sorti dell'architettura moderna in Italia.
Roma e l'eredità di Louis Isadore Kahn
Elisabetta Barizza , Marco Falsetti
editore: Franco Angeli
pagine: 272
Dopo un lungo periodo di silenzio critico, si sta assistendo, in questi anni, a un rinnovato e crescente interesse per l'opera
Paul Schmitthenner 1884-1972. Ediz. italiana e inglese
Vitangelo Ardito
editore: Gangemi Editore
pagine: 458
A metà degli anni cinquanta su Schmitthenner scendeva il silenzio
A colloquio con Franco Purini
a cura di C. Berizzi , E. Valeriani
editore: Gangemi Editore
pagine: 126
Successo è un termine di difficile definizione, legato com'è a fattori spesso aleatori e a ragioni spesso esterne a esperienze
Giulio Minoletti. Architetto, urbanista e designer
a cura di A. Viati Navone , C. Sumi
editore: Silvana
pagine: 200
Giulio Minoletti 1910-1981. Inventario analitico dell'archivio
a cura di E. Triunveri
editore: Silvana
pagine: 384
Giulio Minoletti (1910-1981) si laurea in Architettura nel 1931, a soli 21 anni, dopo aver annoverato, durante gli studi universitari, esperienze di illustratore e creatore di moda. Al Politecnico di Milano segue un percorso formativo di matrice tradizionalista, ma allo stesso tempo osserva con interesse il lavoro di Le Corbusier o Gropius, mostrandosi un convinto assertore della modernità. La sua lunga traiettoria professionale attraversa due fortunate stagioni, quella degli anni Trenta e quella del periodo della Ricostruzione e si connota per un'insolita poliedricità di interessi: presente in tutte le Triennali dal 1930 al 1957, assistente alla Scuola di Ingegneria del Politecnico di Milano dal 1930 al 1949, attivo nel dibattito architettonico milanese, Minoletti opera senza preclusioni di scala passando dal disegno della città a quello dell'oggetto, con una disinvoltura che è segno di una "versatilità tutta italiana", come osserverà Gio Ponti.
Ricordando Antonio Marchetti. Il suo contributo all'insegnamento della progettazione e dell'architettura
a cura di M. V. Cardi , V. Boschetti
editore: Guaraldi
pagine: 112
Motion, émotions. Architettura, movimento e percezione
Jacques Gubler
editore: Marinotti
pagine: 180
Camminare tra le architetture; attraversare in velocità il paesaggio, volare sulla città possono essere non solo esperienze di
