Gestione del territorio e risorse naturali
Tutti i libri di Gestione del territorio e risorse naturali - Pagina 108
La soglia della sostenibilità ovvero quello che il Pil non dice
editore: Donzelli
pagine: 271
C'è un pianoforte in mezzo all'oceano. Un pianista suona e la sua nota si spenge nel silenzio dell'acqua. Poi il pianista pigia un pedale e la nota, sostenuta nel tempo, si espande... Il pedale è il sustain, quello che serve a mantenere, a sostenere nel tempo il suono. L'inizio del terzo millennio sancisce il tramonto del PIL - l'indicatore della ricchezza prodotta da un paese - come parametro esclusivo per misurare la salute di una società. Da tempo, gli studiosi segnalano la necessità di rompere gli steccati che separano l'economia dalle scienze dell'ambiente e approfondire le integrazioni tra l'organizzazione economica e le politiche ambientali e sociali, per realizzare una piena sostenibilità. Lo scopo di questo libro, frutto del lavoro transdisciplinare di un gruppo di studiosi, è evidenziare la radice ambientale dell'economia e riaffermare i fondamenti biofisici e termodinamici della vita. Anche la disciplina economica, la politica e le istituzioni stanno perseguendo l'obiettivo di un ampliamento dell'insieme di strumenti adatti a dare una direzione sensata e sostenibile alla nostra società. Il volume presenta un nuovo indicatore economico della sostenibilità (l'ISEW), proposto da Herman Daly e John Cobb nel 1989, come misura complementare al PIL. I dati per diverse economie nazionali rivelano come l'ISEW cresca parallelamente al PIL fino a una certa soglia, oltre la quale stagna o addirittura decresce a causa delle pressioni e dei costi associati alla crescita economica.
Le incerte vie della sostenibilità. Aziende di servizi pubblici e cittadini per l'ambiente
Valerio Corradi
editore: Franco Angeli
pagine: 304
Le organizzazioni complesse sono in grado di rispondere alle sfide della sostenibilità ambientale? In quali termini sta avvene
Toghe verdi. Storie di avvocati e battaglie civili
Stefania Divertito
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 175
"Chi controlla che il controllore controlli adeguatamente il controllato?" Porto Tolle, Larderello in Val di Cecina, Praia a Mare, e ancora Malagrotta, il Mugello: fanno tutti parte della triste e italianissima toponomastica degli scempi. Sono solo alcuni dei nomi che siamo soliti assegnare ai disastri, e non solo ambientali. Ovverosia, scenari naturali irrimediabilmente compromessi e, per le persone, un'esistenza che di umano ha ormai ben poco. La cronaca giudiziaria è piena di queste storie: c'è chi, per regalare all'Italia un treno da record, non ha esitato a sventrare la pancia del Mugello e a rubare acqua a fiumi e acquedotti, mettendo in pericolo anche la stabilità di una fetta di Firenze. O chi, a nord come a sud, inserisce deroghe alle leggi per favorire imprese produttive fortemente inquinanti, con buona pace di parchi naturali e distese di sabbia finissima. O ancora chi dell'emissione di sbuffi tossici sembra aver fatto il proprio vessillo. Eppure, la lotta intrapresa da comitati e associazioni ha trovato l'appoggio di alcuni coraggiosi "investigatori togati", protagonisti delle più importanti battaglie ambientali, che sono riusciti ad arrivare laddove nessuno si era mai spinto prima, contrastando il comportamento arrogante di chi, per incoscienza o per dolo, ha stravolto la vita di molte persone. Nella convinzione che questa, ognuna di queste, sia "una storia corale, non singola". Prefazione di Erri de Luca. Con un'intervista a Raffaele Guarinello.
Carbon footprint. Calcolare e comunicare l'impatto dei prodotti sul clima
Daniele Pernigotti
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 286
Il mondo sta entrando in una fase di cambiamento senza precedenti. I tagli delle emissioni di gas serra chiesti dagli scienziati dell'IPCC, pari al 25-40% entro il 2020 e almeno all'80% entro il 2050, impongono di introdurre modifiche radicali in ogni settore della nostra vita. La politica internazionale tarda però colpevolmente a dare una risposta efficace e diventa essenziale l'avvio di una forte spinta dal basso, a partire dagli enti locali e dai cittadini. Anche il mercato deve svolgere un ruolo attivo e la Carbon Footprint di prodotto (CFP) è lo strumento ideale nella costruzione di una nuova dinamica produttore-consumatore. Quantificare e comunicare l'impronta climatica di un prodotto vuol dire aumentare la trasparenza sulle azioni che un'azienda compie per la gestione delle emissioni di gas serra legate all'intero ciclo di vita di un prodotto. Allo stesso tempo, la diffusione della CFP fa crescere la consapevolezza dei consumatori sulle conseguenze delle proprie scelte quotidiane. La CFP è un tassello fondamentale per facilitare l'inizio della terza grande rivoluzione industriale, quella verso un'economia a basso contenuto di carbonio.
I servizi di sviluppo della competitività
Anna Vigozzi , Stefano Trione
editore: Edizioni Scientifiche Italiane
pagine: 192
Il tema della competitività è tornato ad essere di grande interesse con la riforma Fischler e con la progressiva riduzione del
Per un catastrofismo illuminato. Quando l'impossibile è certo
Jean-Pierre Dupuy
editore: Medusa Edizioni
pagine: 197
È giunto il tempo di condurre una riflessione sul destino apocalittico dell'umanità: abbiamo acquisito la certezza che l'umani
Veleni in paradiso. La sindrome di Quirra e le polveri di morte che minacciano la Sardegna
Ottavio Pirelli
editore: Castelvecchi
pagine: 126
Le persone si ammalano di leucemia, gli animali nascono con delle malformazioni. Siamo nel territorio adiacente al Poligono del Salto di Quirra, nella Sardegna Sud Orientale. Costruito nel 1956, è il più grande d'Europa, il fiore all'occhiello delle Forze Armate italiane. A gennaio di quest'anno, di fronte a un preoccupante aumento di casi di tumore riscontrati nella popolazione locale, la Procura di Lanusei ha aperto un'inchiesta. I primi risultati gettano inquietanti ombre sulle attività militari. Gravi indizi hanno spinto il magistrato Domenico Fiordalisi a ordinare la riesumazione delle salme dei pastori morti nella zona. Un supertestimone dice che nell'area è stato sperimentato alla fine degli anni Ottanta un missile con testata di guerra all'uranio impoverito. Quella di Ottavio Pirelli è un'inchiesta che cerca di far luce su dieci anni di accuse e smentite, denunce e mezze verità sulla cosiddetta "Sindrome di Quirra". Quali veleni minacciano il "paradiso" del Mediterraneo? E, soprattutto, quali conseguenze rischiano gli abitanti di quella porzione dell'isola? Un'indagine tra i segreti della base militare, che scioglie alcuni misteri troppe volte insabbiati per una serie di interessi che gravitano intorno al poligono.
Cento anni di parchi nazionali in Europa e in Italia
a cura di L. Piccioni
editore: Edizioni ETS
pagine: 184
Nel momento stesso in cui le aree protette celebrano in Europa - col loro centenario - la raggiunta maturità istituzionale e c
Enigma nucleare. Cento risposte dopo Fukushima
Luca Carra , Margherita Fronte
editore: Scienza Express
pagine: 162
L'energia nucleare può essere sicura? È davvero inesauribile? È un'energia pulita? Rappresenta una valida alternativa alle ene
Atomi per l'Italia. La vicenda politica, industriale e tecnologica della centrale nucleare ENI di Latina 1956-1972
Mauro Elli
editore: Unicopli
pagine: 171
La storia della centrale atomica dell'ENI evidenzia il legame fra il nucleare e il dibattito sulla nazionalizzazione dell'energia elettrica, già messo in luce dalla storiografia, ma fa comprendere anche come l'Italia non fosse isolata, bensì rientrasse in una rivalità che, a livello internazionale, opponeva Stati Uniti e Gran Bretagna per l'affermazione ciascuno della propria tecnologia. La scelta di Enrico Mattei a favore degli inglesi non fu una ripicca nei confronti degli americani motivata dalle questioni petrolifere; al contrario, essa fu una decisione consapevole, presa perché gli inglesi sembravano essere i partner migliori, quelli più disponibili alla cooperazione e alla trasmissione di un know-how tecnologico essenziale per la creazione di una solida industria nucleare nazionale. Latina fu un successo tecnologico, ma i governi italiani non saranno mai in grado di formulare una coerente politica nucleare.
Corpi in trappola. Vite e storie tra i rifiuti
a cura di L. Cori , V. Pellegrino
editore: Editori Riuniti University Press
pagine: 293
Mentre i medici studiano le tracce che l'ambiente inquinato lascia nel corpo, analizzando il sangue e il latte di chi vive nel
Autoritratto dell'immondizia. Come la civiltà è stata condizionata dai rifiuti
Lorenzo Pinna
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 281
"Leggendo queste pagine ci si rende conto di come la storia delle civiltà e quella dell'immondizia abbiano percorso un cammino
La civiltà del riuso. Riparare, riutilizzare, ridurre
Guido Viale
editore: Laterza
pagine: 138
Non facciamo mai caso che in albergo, al ristorante, al bar, al cinema, dormiamo tra lenzuola e mangiamo in piatti già usati centinaia di volte, ci mettiamo in bocca posate che altri hanno già utilizzato, ci accomodiamo su sedie e poltrone che hanno già sostenuto molti altri corpi. L'appartamento dove viviamo, se non è di nuova costruzione, è già stato abitato da molte altre famiglie. Le città che frequentiamo sono già state utilizzate per centinaia o migliaia di anni. L'intero pianeta è stato ed è usato e condiviso da miliardi di altri esseri umani. Il mercato dell'usato copre solo una piccola parte di questi passaggi di mano. Dono, baratto, condivisione, abbandono, esproprio e saccheggio hanno da sempre un peso molto maggiore di quanto si pensi: l'atteggiamento, i sentimenti e le finalità che accompagnano queste azioni ci svelano la realtà del nostro rapporto con le cose, che è quasi sempre carico di senso e di affetti, ben più delle pulsioni o dei ragionamenti che guidano all'acquisto del 'nuovo', dove prevalgono invece sensazioni e scelte imposte dal mercato. Ma il riuso ha potenzialità nascoste che occorre sviluppare: perché le cose che scartiamo ogni giorno sono tantissime e perché il riuso conviene sia a chi cede che a chi acquisisce, riduce il prelievo di materie prime e la produzione di rifiuti, promuove condivisione e commistione di gusti e stili di vita, aumenta l'occupazione. Promuovere il riuso si può fare in breve tempo e con poche risorse.
Il nucleare. Come?
a cura di L. Paganetto
editore: Eurilink University Press
pagine: 124
Il volume nasce dalla considerazione che è giunto il momento di abbandonare le guerre di religione: nucleare sì, nucleare no
Non è un cambio di stagione. Un iperviaggio nell'apocalisse climatica
Martín Caparrós
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 270
Da alcuni anni, ogni mattina il mondo si sveglia sotto la minaccia di una nuova apocalisse
Sviluppo e ambiente. Un'integrazione possibile attraverso la Vas
a cura di A. Fidanza
editore: INU Edizioni
pagine: 252
La gestione degli scarichi. Aspetti giuridici e tecnici
Viviana M. Balossi , Ettore Sassi
editore: Ipsoa
pagine: 320
Sindrome giapponese. La catastrofe nucleare da Chernobyl a Fukushima
a cura di A. Tessari
editore: Mimesis
pagine: 120
Privati dell'acqua? Tra bene comune e mercato
Antonio Massarutto
editore: Il Mulino
pagine: 252
II nostro sistema idrico è superato, manca di pezzi importanti e fornisce complessivamente un servizio inferiore rispetto alle aspettative di un paese moderno, evoluto e benestante quale l'Italia si vanta di essere. È un sistema pieno di buchi, il nostro. Buchi nei tubi, ma soprattutto buchi nei bilanci da cui dovremmo attingere le risorse necessarie. Se non vogliamo che a essere "privati dell'acqua" siano i nostri figli e nipoti, il settore idrico deve mobilitare risorse importanti, che la fiscalità non può mettere a disposizione, e che vanno perciò ricercate sul mercato. Questo evidentemente non deve andare a pregiudizio dell'universalità dell'accesso al servizio, né farci dimenticare che l'acqua è un bene primario a cui tutti hanno diritto. Si può fare, e l'esperienza di tanti altri paesi ce lo dimostra; ma occorre sfuggire alla faciloneria, alla retorica, all'ideologia, alla ricerca di scorciatoie, alle molte trappole che il buon senso comune dissemina sulla nostra strada.
