Edifici residenziali
Tutti i libri di Edifici residenziali - Pagina 90
Palazzo della Cancelleria
Laura Orbicciani
editore: Ist. Poligrafico dello Stato
pagine: 128
Nel cuore di Roma, tra Piazza Navona e Campo de' Fiori, si trova uno dei più pregevoli gioielli del Rinascimento romano: Palazzo della Cancelleria. Le sue raffinate architetture e la fastosa decorazione degli interni si devono a due colti porporati, Raffaele Riario e Alessandro Farnese, mentre, per quanto riguarda l'esecuzione, l'imponente facciata in candido travertino è frutto della collaborazione di numerosi artisti e capibottega. La decorazione manierista, di eccellente livello, culmina nel Salone dei Cento Giorni, realizzato in poco più di tre mesi dal Vasari che vi dipinse scene della vita di Paolo III, e nella Cappella del Pallio, ricoperta di stucchi e pitture celebrative del casato Farnese. Il palazzo custodisce inoltre il sepolcro romano di Aulo Irzio, mentre gli scavi nel cortile hanno consentito di ricostruire la storia e le vicende costruttive della basilica di San Lorenzo in Damaso. Sede dei tribunali apostolici della Rota, della Penitenzieria e della Segnatura, l'edificio rientra nell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.
Le residenze di Napoleone. L'imperatore, la famiglia, i notabili
Fabrizio Di Marco
editore: Ist. Poligrafico dello Stato
pagine: 208
L'Italia è sempre stata, per Napoleone, un Paese dal fascino particolare oltre che un forziere illimitato dal quale prelevare opere d'arte. Non desta quindi meraviglia l'imponente numero di committenze che, da Torino all'Elba e da Faenza a Napoli, sono legate a Bonaparte e ai suoi familiari. Il volume, dopo una introduzione generale sul clima artistico del periodo, si articola in dieci capitoli che esaminano, su base geografica, ville, palazzi e residenze legate all'Imperatore. Chiude il volume una vasta sezione fotografica che visualizza i luoghi che videro l'ascesa e la caduta, fino all'esilio, di Napoleone.
Ville della Serenissima. Il declino del dominio da mar e la valorizzazione della terraferma
Giorgio Ortolani
editore: Ist. Poligrafico dello Stato
pagine: 208
Chi pensa alle ville venete pensa inevitabilmente a Palladio. Il territorio veneto, però, fu apprezzato per la sua salubrità sin dai tempi antichi e per questo lodato da Marziale e Vitruvio. Oltre mille anni dopo fu Petrarca a riscoprire la quiete della campagna della sua Arquà. Nei successivi due secoli l'utilizzo della campagna fu vissuto come delicato problema strategico negli equilibri tra terraferma e laguna in un'ottica e come sfida per la valorizzazione del capitale agricolo del Veneto. In Veneto, difatti, si impone la villa "alla romana", con finalità non solo residenziale, ma anche funzionale e produttiva e Palladio, con la sua opera, riuscì più di ogni altro architetto a riproporre l'antico modello fondendo con maestria la parte padronale con gli annessi rustici e l'uso delle forme templari con l'impiego di materiali di edilizia comune. Le intuizioni di Palladio, storico e teorico dell'architettura si fondono così con l'esame delle sue più belle creazione, per poi trapassare in una breve rassegna dell'opera del suo allievo Vincenzo Scamozzi e della diffusione del palladianesimo al di fuori dei confini nazionali ed europei.
Trentino Alto Adige. Terra di castelli
Mauro Quercioli
editore: Ist. Poligrafico dello Stato
pagine: 232
Il Trentino Alto Adige può vantare la presenza di ben 700 castelli. Molti sono ormai allo stato di rudere, ma molti altri sono ottimamente conservati e hanno recentemente formato oggetto di un'intelligente opera di restauro e valorizzazione da parte delle Amministrazioni locali. Il presente studio, dopo aver illustrato le peculiarità delle varie valli in cui la presenza di strutture fortificate è maggiore, si sofferma sulle motivazioni storiche che hanno portato alla loro edificazione. Si passa quindi a esaminare le principali caratteristiche architettoniche dei fortilizi della Regione, cui fa seguito un censimento di circa 400 manufatti, di cui vengono evidenziati lo stato di conservazione e i motivi di interesse. L'opera si chiude con un'ampia rassegna fotografica dei principali castelli della Regione che ne valorizza sia il rapporto con il circostante contesto ambientale che il significato artistico. L'opera risulta interessante non solo per gli appassionati di storia o per gli studiosi di architettura, ma, grazie al taglio agile e avvincente, piacerà anche ai tanti che si recano in Trentino Alto Adige per turismo e che scopriranno così un lato meno noto di questa splendida Regione.
L'incanto dei laghi lombardi dalle isole Borromee al Vittoriale
Margherita Marvulli
editore: Ist. Poligrafico dello Stato
pagine: 184
In questo volume a dominare è l'incantevole contesto ambientale dei laghi prealpini, che sin dall'epoca classica fu considerato ideale per ospitare lussuose dimore dove coltivare le attività intellettuali e dedicarsi a momenti di rilassata socialità. Il testo lascia poi spazio alla suggestione delle immagini, con un'ampia panoramica di foto quasi tutte espressamente realizzate per il volume, tutte a colori e di grande formato, che consentono di immergersi in una atmosfera di sogno. Il corredo iconografico è accompagnato da ampie didascalie che illustrano in dettaglio le particolarità di ogni luogo.
Villa Ludovisi
Carla Benocci
editore: Ist. Poligrafico dello Stato
Il volume, curato da Carla Benocci, prende in esame volta tutto il percorso di progettazione e sviluppo dei due principali insediamenti che hanno dato origine alla villa della famiglia Ludovisi, la villa di Francesco del Nero e la villa Orsini, analizzando le innovazioni introdotte dal cardinale Ludovico Ludovisi nell.unificazione delle preesistenze e nella configurazione di un nuovo insieme, straordinario per contenuti politici, religiosi e culturali. La fama della villa è legata soprattutto alle eccezionali pitture, quali i capolavori di Caravaggio e di Guercino, e dalla collezione di sculture antiche e moderne.
Palazzo Mancini
Manolo Guerci
editore: Ist. Poligrafico dello Stato
pagine: 320
Il volume prende in esame la storia dell'edificio e dell'antica famiglia romana dei Mancini. L'attuale palazzo fu costruito a seguito di un accorpamento tra alcuni edifici ubicati in via del Corso e la vecchia residenza di famiglia. Lorenzo Mancini aveva sposato la sorella del cardinale Mazzarino che, desiderando estendere l'intero isolato del palazzo su via del Corso, concluse l'acquisto delle case da abbattere a nord dell'edificio e affidò il progetto a Carlo Rainaldi. Il nipote del cardinale fece completare l'attuale nucleo tra il 1687 e il 1689. Negli anni successivi l'edificio ospitò diversi affittuari, da ultimo l'Accademia di Francia che decise nel 1737 di acquistare in nome del re il prestigioso palazzo. Dal 1919 è di proprietà del Banco di Sicilia (Unicredit).
Villa Spada
Carla Benocci
editore: Ist. Poligrafico dello Stato
pagine: 432
La monografia prende in esame la storia della villa costruita nel 1639 dall'architetto Francesco Baratta su commissione di Vincenzo Nobili. Nel 1748 la denominazione Villa Spada appare per la prima volta nella pianta del Nolli, in cui si vede la proprietà, appartenente al principe Giuseppe Spada Veralli, attraversata longitudinalmente da due vialetti rettilinei, la palazzina e il giardino. In seguito, nel 1849, l'edificio divenne il quartier generale di Garibaldi che con il battaglione dei Bersaglieri cercò di resistere all'attacco dei francesi. Dopo la disfatta la villa fu ricostruita secondo i disegni originali. Nel 1946 il Governo della Repubblica d'Irlanda acquista la villa che diviene residenza dell'Ambasciata d'Irlanda presso la Santa Sede.
Palazzo della Zecca in Bianchi
Micaela Antonucci
editore: Ist. Poligrafico dello Stato
pagine: 170
L'opera prende in esame la storia del Palazzo della Zecca in Banchi con attenzione non solo a specifici problemi architettonici ma anche a questioni inerenti la monetazione e le tecniche del conio in quanto l'edificio era nato come una delle più importanti sedi della zecca di Roma. Il volume tratta anche la serie di trasformazioni stratificate nel lungo arco di tempo tra il XVI e XIX secolo. Nonostante la frammentarietà progettuale e costruttiva, l'edificio mostra comunque una sua organicità e coerenza, frutto di un abile lavoro di ricucitura attraverso gli interventi attuati nel corso dei secoli. Il palazzo ha avuto una straordinaria "seconda vita", legata sempre al denaro e al commercio, come sede del Banco di Santo Spirito.
