Architettura e Design
Tutti i libri di Architettura e Design - Pagina 1423
Civiltà della moda
Carlo Marco Belfanti
editore: Il Mulino
pagine: 334
La moda è un aspetto ormai ineliminabile della vita contemporanea
Fantasie guerriere. Una storia di seta fra Roberto Capucci e i samurai. Catalogo della mostra (Caraglio, 27 settembre 2008-6 gennaio 2009)
a cura di K. Aschengreen Piacenti
editore: Silvana
pagine: 144
La seta è l'elemento che accomuna due espressioni artistiche, apparentemente così diverse tra loro, come le creazioni di Roberto Capucci e le armature realizzate nei secoli dalla casta dei guerrieri samurai. Quaranta abiti spettacolari provenienti dalla Fondazione Roberto Capucci rappresentano un panorama della vita creativa dell'artista-stilista: non un'antologia cronologica del suo lavoro, ma spunti per una lettura nuova di quel suo particolare legame con il materiale scelto per le sue opere artistiche: la seta. Straordinarie dimostrazioni d'inventiva, le armature giapponesi e la selva di elmi del Museo Stibbert dall'aspetto così insolito e feroce, e al tempo stesso elegante e suggestivo, rivelano invece la loro natura delicata: sottili lamine d'acciaio coperte di lacca, colorata o dorata, 'tessute' insieme da finissime trecce di seta. Pochi hanno saputo sfruttare come Capucci le particolari qualità di questo materiale, quella resistenza e duttilità che lo rendevano così essenziale anche per le armature giapponesi. Il filo conduttore della mostra è questo, il sottile e resistente filo della seta, che al Filatoio di Caraglio hanno saputo lavorare fin dal tardo Seicento. Due mondi favolosi che, per la prima volta, si trovano affiancati in un ambiente evocativo.
Jenny Carré 1902-1945. L'âge d'or du music-hall et de l'opérette. Catalogo della mostra (Boulogne-Billancourt, 4 ottobre-14 dicembre 2008)
a cura di M. Lefrançois , J. Favart
editore: Silvana
pagine: 192
Fra le due guerre Parigi - la Ville-lumière -, appariva come lo scrigno perfetto di sontuosi spettacoli, che dal caf'conc (caffè concerto) al music-hall e all'operetta, affascinava il mondo intero. Le "Folies Bergères", il "Casino de Paris", "Mogador", Châtelet", la "Gaité lyrique" sono i nomi dei locali più celebri, strettamente legati a quegli anni di follie. Jenny Carré, da dietro le quinte, ne è stata una delle principali protagoniste, vestendo e abbigliando per la scena cantanti e attrici come Mistinguett, Maurice Chevallier, Joséphine Baker, Cécile Sorel e tante altre. Con circa 32.000 bozzetti di costumi e scenografie, Jenny Carré ha come incarnato la prodigiosa creatività dell'epoca. La mostra, accompagnata da questo catalogo, si propone di far scoprire questa artista, di cui vengono presentati circa duecento dei disegni più evocativi della sua produzione.
Ripensare il costruito. Il progetto di recupero e rifunzionalizzazione degli edifici
Manuela Grecchi , Laura E. Malighetti
editore: Maggioli Editore
pagine: 496
Il libro affronta il tema del recupero e della funzionalizzazione del costruito
La valutazione ambientale nel piano. Norme, procedure, modalità di costruzione del rapporto ambientale
P. Luigi Paolillo , Nunzio Fabiano
editore: Maggioli Editore
pagine: 489
La valutazione ambientale strategica (Vas) solo nel corso degli ultimi anni ha suscitato vivo interesse da parte delle Amminis
Architettura al sangue rare Architecture
a cura di L. M. Fabris
editore: Maggioli Editore
pagine: 286
La prima raccolta dedicata ai progetti di ELASTICO SPA Stefano Pujatti Architetti è un'intelligente metafora che propone una r
Ventinove + 1 tesi in architettura del paesaggio
a cura di A. Lambertini , T. Matteini
editore: EDIFIR
pagine: 204
Villa San Luca a Ospedaletti
editore: Allemandi
L'arte della pubblicità. Il manifesto italiano e le avanguardie (1920-1940). Catalogo della mostra (Forlì, 21 settembre-30 novembre 2008; Roma, febbraio-maggio 2009)
a cura di A. Villari
editore: Silvana
pagine: 216
In tutta Europa e in America, tra la fine della prima guerra mondiale e l'inizio della seconda, il manifesto assume un ruolo preponderante: in Italia sì tratta di due decenni dominati dalle sperimentazioni delle avanguardie, in una varietà di linguaggi e di soluzioni che per la prima volta vanno incontro alle nuove esigenze della comunicazione di massa, della propaganda, della diffusione del mercato, di un'unificazione, insomma, del vivere e del gusto. In quest'ottica il manifesto diviene il veicolo principale - e prediletto sia dagli imprenditori sia dal pubblico - di una nuova immagine dell'Italia, che si vuole dinamica, veloce, arguta o, nel caso della grafica di regime, sicura e assertiva, fino alla violenza visiva. Un'Italia travagliata dai tragici errori della politica, ma capace di "modernità" e, anche nel confronto con altri Paesi occidentali, di un linguaggio figurativo audace e sperimentale. Campo di ricerca per i più grandi artisti del nostro Novecento, da Adolfo Wildt a Duilio Cambellotti, dai futuristi Balla, Depero, Tato e Prampolini a Mario Sironi e Lucio Fontana, il mondo del manifesto pubblicitario ha visto concentrarsi negli anni Venti e Trenta talenti riconosciuti: Leonetto Cappiello, Marcelle Dudovich, Gino Boccasile, Erberto Carboni, Bruno Munari, Sepo, Seneca, insieme a molti altri {più di sessanta gli artisti presentati), autori di prove grafiche ancora oggi sorprendenti per l'essenzialità del segno, gli arditi accostamenti cromatici, la varietà dei caratteri grafici.
Le stanze di Giò. Una donna e la sua singolare collezione di abiti. Catalogo della mostra (Curaglio, 5 luglio-21 settembre 2008)
a cura di A. Abrate
editore: Silvana
pagine: 126
Un volto scolpito, uno sguardo penetrante e inquietante, un corpo di quella magrezza che la moda imponeva in quegli anni. Questa è Giò, Giovanna Abrate, modella. Il contesto è quello del "Sessantotto", delle battaglie femministe, di una trasformazione profonda dei comportamenti personali e sociali. L'ambiente, quello della moda, è ovvio; ma è anche l'ambiente dell'arte in una Torino particolarmente vivace e creativa, dove un numero incredibile di gallerie pubbliche e private propongono il meglio dell'arte contemporanea. Giò colleziona abiti, che ora sono conservati presso il Museo Civico di Cuneo, dai cui depositi sono stati estratti per raccontare la piccola storia di una donna, delle sue passioni, del suo lavoro, della sua personalità. Giò è morta nel 1996, a cinquantadue anni.
Carlo Promis. Insegnare l'architettuta. Catalogo della mostra (Torino, 23 giugno-12 luglio 2008)
a cura di V. Fasoli , C. Vitulo
editore: Silvana
pagine: 96
"Insegnare l'architettura", trasmettere il sapere e l'esperienza per formare l'architetto che disegni e che costruisca la città di domani: sono stati gli obiettivi al centro dei venticinque anni di attività didattica svolta da Carlo Promis (1808-1873), docente di Architettura civile presso la Regia Università di Torino. A cogliere la sua eredità saranno duecentosessantasette architetti, tra i primi laureati che, formati secondo il "nuovo metodo" da lui proposto, hanno offerto un contributo di assoluto rilievo alla realizzazione di quel paesaggio urbano della Torino dell'Ottocento che ancora conosciamo. Un metodo che cerca nella conoscenza diretta delle testimonianze storiche, nell'esercizio costante del "disegno di architettura", nella reinterpretazione critica della tradizione, i principi di un nuovo linguaggio architettonico. Un'eredità che troverà continuità e che maturerà attraverso l'insegnamento che i suoi allievi sapranno impartire come primi docenti del Politecnico di Torino.
Comunicare la Maestà. Gli architetti e gli spazi del principe. Catalogo della mostra (Torino, 21 giugno-13 luglio 2008)
a cura di D. Biancolini
editore: Silvana
pagine: 93
La composizione attuale del Palazzo Reale di Torino è frutto di un articolato sovrapporsi di componenti architettoniche e decorative realizzate a ragione delle necessità funzionali e degli aggiornamenti del gusto. La committenza sovrana - da Emanuele Filiberto sino a Vittorio Emanuele III - trova concreta espressione attraverso l'opera di ingegneri e architetti che lungo i quasi quattro secoli d'uso della residenza interpretano le volontà regie, sia annullando gli allestimenti precedenti, sia sovrapponendosi gli uni agli altri in uno stupefacente rimando di funzioni e di stili che compongono il fascino del vissuto di questa grande dimora.
5+1AA. Il silenzio del sottomarino. Ediz. italiana, francese e inglese
Paul Ardenne , Sebastian Redecke
editore: Silvana
pagine: 479
Un libro di architettura, e quindi un libro di sogni e di sentimenti. L'ombelico è il luogo dove questi sogni nascono. Al suo interno si muovono, con apparente libertà, sentimento, corpo e tecnica, dialogando faticosamente e inaspettatamente tra loro. L'immagine sintetica che scopriamo in questo ombelico è un grande edificio collettivo, composizione di molti progetti di 5+1AA. Questo luogo collettivo è fatto di concatenazioni di spazi: spazi intermedi, spazi monumentali, spazi secondari, percorsi, meraviglie e banalità. Sette donne attraversano questo edificio collettivo, lo leggono e lo restituiscono secondo i loro sentimenti prevalenti, che sono dichiarazioni di intenti, di volontà, di schieramento contro il conformismo. Le parti del corpo sono i luoghi di questo sentire, sono gli elementi che mettono in contatto sentimenti e spazi architettonici: costruiti, progettati, immaginati, sognati. La tecnica è ciò che asseconda e accompagna il destino di questi progetti, il destino di essere costruiti, o di non esserlo. Il destino di felicità e di dolore. La tecnica contiene le regole, che vanno condivise per essere violate. L'architettura è un fatto del presente, non dell'attualità. L'architettura è un fatto collettivo, che vive di regole. Il progetto vive di regole. Sfidarle, violarle, contravvenirle, portarle fino al limite di rottura è la missione romantica dell'equipaggio del sottomarino 5+1AA.
You can be young and an architect based on the true story of LAN architecture. Ediz. italiana e inglese
Hugues Jallon
editore: Silvana
pagine: 110
L'obiettivo di questo libro è di mostrare ciò che non si legge mai nelle opere di architettura: gli errori da non commettere, qualche consiglio a dei giovani architetti che, come noi, hanno deciso di lanciarsi. Il racconto somiglia a un'agenda illustrata, in cui vengono scanditi i vari episodi del nostro percorso e di quello degli studi che hanno contribuito ad arricchire la nostra testimonianza. Si capisce fino a che punto la professione sta cambiando, di pari passo con i mezzi e le tecnologie a disposizione: la comunicazione acquista un ruolo di primo piano nello sviluppo di uno studio, come pure il lavoro in rete. Il libro parla del mestiere e della sua quotidianità, e ricorda che i progetti sono frutto delle idee, le idee delle esperienze e le esperienze sono storie di uomini e di donne.
Storia dell'architettura
editore: Touring
pagine: 512
Enciclopedie del sapere per soddisfare ogni curiosità o necessità di informazione veloce, sintetica ma al tempo stesso complet
Principio di sussidiarietà e negoziazione urbanistica
Maria Vittoria Ferroni
editore: Giappichelli
pagine: 250
Il presente libro ricostruisce, nella prima parte, la genesi e lo sviluppo del principio di sussidiarietà orizzontale al fine
Progettare la flessibilità
Luisa E. Malighetti
editore: Maggioli Editore
pagine: 282
L'evoluzione del concetto di flessibilità nell'edilizia residenziale viene descritta in questo libro con una meticolosa indagi
