Quodlibet
Tutti i libri editi da Quodlibet - Pagina 34
Invenzioni nella psicosi. Unica Zürn, Vaslav Nijinsky, Glenn Gould
Céline Menghi
,
Chiara Mangiarotti
e altri
editore: Quodlibet
In questo volume la questione delle psicosi o della cosiddetta follia è affrontata indagando tre casi celebri ed esemplari: l'artista Unica Zürn, il ballerino Vaslav Nijinsky e il pianista Glenn Gould, ovvero tre vittime della violenza di quel pulsionale senza norme che Lacan ha chiamato il "reale del godimento", folli e al contempo geni. Nelle loro vite la genialità è servita per costruire delle invenzioni artistiche che costituiscono per il folle, e non solo per lui, una modalità di affrontare l'angoscia, lo smarrimento e l'impossibile dell'esistenza. Una riflessione, dunque, su quanto di ciascun essere umano è singolare, non tutto preso nelle maglie del discorso comune, non liquidabile tramite risposte prefabbricate, ricette comportamentali, o tanto meno attraverso un univoco richiamo alla salute mentale.
Cinema e psicoanalisi. Tra cinema classico e nuove tecnologie. Atti del convegno (Roma, 27-28 ottobre 2006)
a cura di L. Albano , V. Pravadelli
editore: Quodlibet
pagine: 232
I saggi qui presentati costituiscono un passo in avanti nel campo della teoria del cinema in chiave psicoanalitica, una prospettiva sempre più importante e produttiva. Il paradigma interpretativo psicoanalitico viene impiegato nell'analisi del dispositivo cinematografico, dei suoi cambiamenti, ribaltamenti o disinneschi; nel rapporto tra schermo e spettatore; viene poi indagata l'ipotesi del cinema come riproduzione artificiale di una serie di processi in parte o del tutto inconsci: il sogno, l'ipnosi, l'identificazione, il feticismo e il voyeurismo. Un approccio che muovendo dalla magia e dagli enigmi del cinema muto giunge fino alla crisi della referenzialità e della malattia del linguaggio nel cinema contemporaneo.
Henrik Ibsen. La realizzazione di sé nell'arte
Ludwig Binswanger
editore: Quodlibet
pagine: 156
Ludwig Binswanger (1881-1966) occupa un ruolo assai originale nell'evoluzione della teoria psichiatrica e psicanalitica novecentesca. In quanto fondatore della Daseinsanalyse (Analisi esistenziale) è l'interprete, nel campo della salute mentale, prima della fenomenologia husserliana e successivamente del pensiero di Martin Heidegger. Questo volume su Ibsen, uscito nel 1949, era considerato dall'autore uno dei suoi contributi filosofici fondamentali. Il confronto - incisivo, appassionato e mirabilmente documentato - con la figura umana e artistica di Henrik Ibsen, consente a Binswanger di conferire al proprio approccio teorico e terapeutico una nota di concretezza, plasticità e densità concettuale che talora fanno difetto nella sua opera filosofica restante. Al centro dello studio binswangeriano sta un dramma tardo e oscuro di Ibsen, "Il costruttore Solness", sottoposto a un'analisi microscopica, che rivela una volta di più tutta l'acutezza dell'interprete e dischiude, come in uno specchio, tutto il dramma umano e cosmico di un "esserci" che è "nel mondo", aperto al gioco delle sue direzioni di senso, consegnato alle sue metafore spaziali e gettato nella propria angosciante libertà. Corredano il volume un saggio introduttivo di Bianca Maria d'Ippolito, una postfazione del curatore, l'indice dei nomi e delle materie.
I problemi fondamentali della fenomenologia. Lezioni sul concetto naturale di mondo
Edmund Husserl
editore: Quodlibet
pagine: 129
Il volume costituisce uno dei testi fondamentali di Husserl e dell'intera tradizione fenomenologica. In questo testo, che rappresenta una parte di un corso di lezioni tenute tra il 1910 e il 1911, il fondatore della fenomenologia tocca tutte le questioni più significative della sua filosofia, cosicché il testo assume il senso di un'introduzione generale alla fenomenologia e ai suoi problemi. Husserl vi affronta temi di grande attualità, tra cui la questione relativa al concetto naturale di mondo, la riduzione fenomenologica, la differenza con la psicologia, la costituzione di una coscienza unitaria, la funzione del ricordo nella genesi del sé, la struttura dell'empatia e del rapporto con l'altro. Attraverso queste lezioni è possibile avere dunque una visione sintetica e chiara dell'intero ambito di problemi della riflessione husserliana.
Il volto e la parola. Psicologia dell'apparenza
Felice Cimatti
editore: Quodlibet
pagine: 208
"Oh questi Greci!" scriveva Nietzsche nella Prefazione della Gaia scienza "Loro sì sapevano vivere; per vivere occorre arrestarsi animosamente alla superficie, all'increspatura, alla scorza, adorare l'apparenza, credere a forme, suoni, parole, all'intero olimpo dell'apparenza! Questi Greci erano superficiali - per profondità!". L'idea di questo libro nasce da questa sfida: è possibile immaginare una psicologia che sfugga alla contrapposizione fra interno ed esterno, cioè il linguaggio, i gesti, il comportamento, l'insieme di mezzi attraverso i quali l'interiore diventerebbe esteriore? Nulla ci sembra più naturale di quell'antica immagine che ci vuole divisi in due parti, la psiche da un lato, il corpo con le sue manifestazioni dall'altro. E allora o si sta per l'interno (da ultimo, il cognitivismo), oppure si sta per l'esterno (l'aborrito comportamentismo). Intorno a questa coppia potentissima se ne articolano molte altre. La proposta di questo libro è abbandonare questa vetusta e impensata contrapposizione, e proporre come immagine guida della psicologia il magico nastro di Möbius, una superficie che ha una sola faccia e non permette di distinguere in modo assoluto fra interno ed esterno. Questa mossa è stata fatta tante volte, nella storia della filosofia e della psicologia. È una mossa inutile, perché rimane impigliata in quella stessa contrapposizione che critica. Bisogna invece pensare, di nuovo, una psiche unitaria, al di qua delle divisioni e delle contrapposizioni.
L'anti-libro nero della psicoanalisi
a cura di J. Miller
editore: Quodlibet
pagine: 386
La psicoanalisi è stata attaccata da un volume edito prima in Francia e poi in Italia, «Il libro nero della psicoanalisi». Questo testo è la risposta a tale attacco e si prefigge di mettere in evidenza la reale posta in gioco in questa polemica tra due scuole di pensiero.
Sete. Appunti di filosofia e psicoanalisi sulla passione di conoscere
Francesco Napolitano
editore: Quodlibet
pagine: 196
L'incrocio fra passione e conoscenza costituisce uno dei più longevi paradossi della storia del pensiero umano. Se la passione, infatti, è in grado di connotarsi come primo motore della sete di sapere, anzi sovente essa stessa è forma specifica del sapere, dall'altro lato non perde mai le sue sembianze di forza irrazionale e disastro epistemologico, al punto che per quasi due millenni - seppure con toni e accenti diversi - la condanna filosofica delle passioni è stata pressoché unanime. Francesco Napolitano, psichiatra, membro della Società Psicoanalitica Italiana e dell'International Psychoanalytical Association, lavora presso il Dipartimento di Neuroscienze dell'Università Federico II di Napoli.
Junkspace. Per un ripensamento radicale dello spazio urbano
Rem Koolhaas
editore: Quodlibet
pagine: 123
I tre scritti di Rem Koolhaas, qui riuniti insieme dall'autore su richiesta dell'editore italiano, sono da leggere come il seguito ideale di Delirious New York (1978). Essi ci offrono una nitida visione delle forze ingovernabili che regolano lo spazio nelle nostre città. Il rapporto fra storia e identità (fra «destino e carattere», direbbe Benjamin) è qui smascherato crudelmente: Junkspace, «spazio spazzatura», è una nuova categoria del pensiero che Koolhaas, maestro di similitudini, introduce con lirico cinismo per aprirci gli occhi sullo spazio in cui viviamo, e forse sullo spazio in generale.
Dizionario fisiognomico. Il volto, le forme, l'espressione
Giovanni Gurisatti
editore: Quodlibet
pagine: 546
Il volume, concepito con una struttura sistematica, organizzata per voci, vuole narrare una storia, quella dell'arte di interp
Lost in cognition. Psicoanalisi e scienze cognitive
Eric Laurent
editore: Quodlibet
pagine: 144
Che rapporto c'è tra la psicoanalisi e le scienze cognitive? La psicoanalisi ha qualcosa da dire all'uomo neuronale? Non sarebbe meglio che la sua teoria cedesse il passo alle scoperte delle scienze? O almeno, non sarebbe meglio che scendesse a patti con le scienze cognitive e tentasse di amalgamare le teorie dell'inconscio con le scoperte fatte dalle neuroscienze? Il libro di Eric Laurent segnala l'ingresso della psicoanalisi lacaniana nel dibattito che già da tempo si svolge attorno al rapporto tra psicoanalisi cognitivismo e neuroscienze. Qui non si imboccano scorciatoie semplicistiche nell'approccio critico della tentazione scientista oggi in voga, per collocare la psicoanalisi nel campo "oggettivo" della scienza cognitiva o della neuroscienza. Sono affrontate in modo documentato e articolato tutte le impasse e le forme di impossibilità di tale tentazione, che passano da un estremo all'altro: dal riduzionismo, sostenuto da alcuni, della psicoanalisi a neuroscienza, all'ibridazione generalizzata delle scienze, sostenuta da altri. La molteplicità degli approcci in questo campo è tale da rendere prioritario un lavoro come quello di Eric Laurent che, dall'interno delle questioni sollevate dal tecnoscientismo contemporaneo, isola la posizione della psicoanalisi e la sua inassimilabilità a traduzioni della sua esperienza in termini strettamente scientisti, che prescindono dal reale che le è proprio e su cui essa opera come pratica clinica.
L'angoscia. Introduzione al Seminario 10° di Jacques Lacan
Jacques-Alain Miller
editore: Quodlibet
pagine: 120
Che cos'è l'angoscia? Per la medicina è una disfunzione fisica, per la psicologia è un'anomalia del giudizio o dell'adattamento, per Kirkegaard è un concetto che apre alla metafisica, per Freud è un segnale che non ha un'utilità ma una funzione: causa la rimozione dando avvio alla formazione del sintomo. Lancan riparte da Freud per dire che l'angoscia è un "segnale del reale", è cioè il segnale di un godimento che precede il desiderio, o meglio, essa è logicamente necessaria alla sua costituzione. Allora all'angoscia bisogna dare il suo giusto posto, in quanto operatore che produce l'oggetto causa del desiderio. Questo libro è un commento dell'autore del Seminario sull'"Angoscia" di Lacan.
La forza normativa del tipo. Pragmatica dell'atto giuridico e teoria della categorizzazione
Lorenzo Passerini Glazel
editore: Quodlibet
pagine: 318
Un prototipo è, nella teoria della categorizzazione, l'esemplare più rappresentativo di una categoria: è attorno agli esemplari prototipici che noi costruiamo le nostre categorie cognitive, la struttura su cui costruire il nostro agire e sapere. Ma che cos'è un tipo? Secondo l'autore questo concetto non è semplice, né unitario: accanto a tipi meramente cognitivi, ne esistono di normativi (che non descrivono come un oggetto sia, ma che stabiliscono, al contrario, come esso debba essere). Nel presente volume, muovendo da questa dicotomia (cognitivi vs. tipi normativi), si indaga il ruolo che tipo, tipicità e atipicità svolgono nella pragmatica dell'atto giuridico e nella costruzione della realtà sociale.
Giuseppe Terragni: trasformazioni, scomposizioni, critiche
Peter Eisenman
editore: Quodlibet
pagine: 302
Luigi Mattioni (1914-1961)
a cura di M. T. Feraboli , M. Marandola
editore: Quodlibet
Luigi Mattioni (1914-1961) è tra i protagonisti della ricostruzione postbellica di Milano, la sua città natale, nel cui Polite
Storia dell'ideologia antiurbana. Materiali didattici
Manfredo Tafuri
editore: Quodlibet
Storia dell'ideologia antiurbana raccoglie i testi scritti da Manfredo Tafuri fra il 1972 e il 1973 sulla ricerca di modelli a
Rossi Prodi. Opere e progetti
a cura di L. Ciccarelli
editore: Quodlibet
Il volume analizza criticamente i progetti e le opere dello studio fiorentino Rossi Prodi Associati in un arco temporale che v
