fbevnts Pensare senza parole. I doni nascosti di chi ragiona per immagini, pattern e astrazioni | Libreria Cortina Milano
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Pensare senza parole. I doni nascosti di chi ragiona per immagini, pattern e astrazioni

Consulta il libro - Pensare senza parole. I doni nascosti di chi ragiona per immagini, pattern e astrazioni

Titolo Pensare senza parole. I doni nascosti di chi ragiona per immagini, pattern e astrazioni
Autore
Traduttore
argomento
Collana La collana dei casi
Editore Adelphi
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 400
Pubblicazione 2025
ISBN 9788845940330
Carta del docente Carta Cultura Giovani Carta della Cultura Acquistabile con Carta del docente, Carta Cultura Giovani o Carta della Cultura
 
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Se Temple Grandin non ha potuto accedere alla facoltà di Veterinaria è a causa delle gravi carenze in matematica: il suo modo di pensare per immagini - correlato al disturbo dello spettro autistico - le rende infatti difficile maneggiare concetti astratti quali i numeri. La sua particolare forma mentis, riconosciuta e sviluppata grazie ai corsi pratici un tempo offerti dalle scuole, le ha tuttavia permesso di diventare una stimata progettista di macchinari zootecnici, nonché un'autorevole esperta di comportamento animale - materia che, paradossalmente, oggi insegna proprio agli aspiranti veterinari. L'attrito fra il funzionamento del suo cervello e il mondo circostante, avvertito sin dalla più tenera età, l'ha convinta che noi umani abbiamo «modi diversi di pensare»: al pensiero verbale - sequenziale e fondato sul linguaggio - si oppone infatti, in un continuum di gradazioni intermedie, un pensiero visivo che procede per immagini, e che il sistema educativo e il mondo del lavoro sempre più spesso stentano a valorizzare. Intrecciando illuminanti aneddoti storici - fra i pensatori visivi si annoverano molti degli uomini più geniali d'ogni epoca, da Michelangelo a Einstein fino a Steve Jobs -, esperienze personali ed evidenze tratte dai più recenti studi neuroscientifici, Grandin ci offre un'affascinante analisi di queste divergenti forme di pensiero, e insieme lancia alla società un severo monito, affinché impari a scorgere in menti differenti «non una disabilità ma una risorsa» e non si lasci sfuggire un'irrinunciabile opportunità di arricchimento.
 

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