Scoprire di avere l’ADHD da adulti può essere da un lato una notizia salvifica, e dall’altro una notizia devastante. È quello che succede a Matilda Boseley, protagonista (e autrice) di questo libro brillante e profondo, che decide di scrivere la guida che lei stessa avrebbe voluto leggere nel momento in cui ha ricevuto la diagnosi. L’anno che ho incontrato il mio cervello è il diario di un anno pieno di domande, crisi e scoperte. È il racconto, ironico e intenso, di un cervello che per troppo tempo si è sentito "troppo" o "sbagliato", e che finalmente trova il suo spazio nel mondo.
Attraverso esperienze personali, dati scientifici accessibili e tanti consigli pratici, Matilda accompagna lettori e lettrici alla scoperta dell’ADHD in età adulta, con particolare attenzione a chi non è stato diagnosticato da bambino/a. Un libro pensato per chi cerca risposte, ma anche per amici, partner, colleghi e genitori che vogliono capire meglio e giudicare meno.
Si parla di sintomi che sfuggono agli stereotipi, di autostima, relazioni, studio, lavoro, burnout e cura di sé. Ma soprattutto, si parla di accettazione: di come iniziare a costruire una vita che funzioni per il proprio cervello, invece di cercare ogni giorno di forzarlo ad adattarsi.
Indice testuale
Presentazione (Giovanni Migliarese)
Perché uso il termine neurodiversità?
Introduzione
Prima parte - Imparare
Perché improvvisamente ora tutti parlano di ADHD?
Cosa c’è che non va in me?
Cosa sta succedendo nel mio cervello?
Cosa significa avere l’ADHD da adulti?
Sto bene?
Dove sono finite tutte le ragazze?
Quanto influisce l’etnia in tutto questo?
Come faceva Internet a saperlo?
Seconda parte - Vivere
E adesso che succede?
Come faccio a conviverci?
Come faccio ad hackerarlo?
Quali battaglie vale la pena combattere?
Come faccio a vivere con altre persone?
Dovrei prendere queste pillole?
Qual è la cosa peggiore che potrebbe capitare?
Quindi, dovrei amare il mio cervello o no?
Appendice
Ringraziamenti
Glossario
