Il delirio rappresenta da sempre la pietra dello scandalo delle discipline psicologico-psichiatriche. La disinvoltura con la quale il termine viene impiegato sia nel linguaggio comune sia in quello specialistico è inversamente proporzionale alla possibilità di darne una definizione soddisfacente. Il regno del delirio non coincide comunque con quello dell’errore e della falsità; e la maggior parte delle falsità, o degli errori, non sono certo deliri. Ma per qualcuno la percezione di un oggetto apparentemente banale può scatenare un’esperienza che sconvolge la vita, offrendo una realtà alternativa più “vera” di quella comune. In un percorso articolato e di grande sensibilità clinica, frutto del lavoro di una vita, l’autore affronta una serie di temi che, interrogando la natura dell’esperienza delirante, chiamano in causa, in una continua tensione dialettica, la problematicità della stessa definizione di condizione umana.
Indice testuale
Introduzione
1. Il delirio tra scoperta e rivelazione
2. Che fine ha fatto la percezione delirante?
3. Disturbi dei confini dell’Io
4. Il tarlo del dubbio
5. Deliri transitori
6. Crisi del “senso di gravità” nelle psicosi
7. I “costi” di una diagnosi
8. Le responsabilità degli psicopatologi
9. Psicopatologia e figure del presente
Bibliografia
1. Il delirio tra scoperta e rivelazione
2. Che fine ha fatto la percezione delirante?
3. Disturbi dei confini dell’Io
4. Il tarlo del dubbio
5. Deliri transitori
6. Crisi del “senso di gravità” nelle psicosi
7. I “costi” di una diagnosi
8. Le responsabilità degli psicopatologi
9. Psicopatologia e figure del presente
Bibliografia
Biografia dell'autore
Mario Rossi Monti, psicoanalista della Società psicoanalitica italiana, insegna Psicologia clinica all’Università di Urbino. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, Psicopatologia della schizofrenia (con G. Stanghellini, 1999), Forme del delirio e psicopatolgia (2008) e Psicologia del patologo (con G. Stanghellini, 2009).
