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H. Diario impertinente di un insegnante di sostegno

Consulta il libro - H. Diario impertinente di un insegnante di sostegno

Titolo H. Diario impertinente di un insegnante di sostegno
Autore
Illustratore
argomenti
Collana Notti di luna vuota
Editore Erickson
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 182
Pubblicazione 2018
ISBN 9788859015383
Carta del docente Carta Cultura Giovani Carta della Cultura Acquistabile con Carta del docente, Carta Cultura Giovani o Carta della Cultura
 
18,50 €

 
Momentaneamente non disponibile
Nonostante la letteratura sui temi della disabilità e dell'inclusione scolastica sia ormai ampia, ancora mancava un'analisi approfondita sulle criticità e le specificità del lavoro con gli studenti disabili nella scuola secondaria. Con il presente volume Mario Mapelli colma questo vuoto, e la sua esperienza diretta sul campo gli consente di proporre uno sguardo «dal basso» che svela i pregiudizi, le contraddizioni e i tabù su cui si fonda l'agire dell'istituzione scolastica. L'analisi dell'autore ha origine da un interrogativo che suona provocatorio: per come è organizzata e per le logiche a cui risponde, la scuola superiore è davvero il luogo adatto per l'educazione degli studenti con disabilità? In un contesto in cui domina un modello fondato sulla valutazione del risultato e sull'apprendimento nozionistico, quale effettivo spazio di crescita e di relazione è concesso all'alunno con difficoltà? Il libro, arricchito da una serie di tavole a cura di Flavio Boretti che illustrano in maniera esemplare alcune modalità di approccio della scuola nei confronti della disabilità, è anche il racconto ironico e disincantato di una professione, quella dell'insegnante di sostegno, il più delle volte ancora misconosciuta e che spesso deve fare i conti con gli stessi problemi di inclusione affrontati dagli alunni con disabilità. Stare al loro fianco, scrive Mapelli, «mi ha portato a condividere la precarietà degli ultimi: la loro fragilità è la stessa del mio ruolo». Da qui l'urgenza di uscire da questo isolamento e di dare voce a chi da troppo tempo è costretto al silenzio, da una parte e dall'altra della cattedra. Prefazione di Vanna Iori.
 

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