Per la narrazione più diffusa, il pensiero di Jacques Lacan sarebbe scandito da tre periodi: l’Immaginario, dominato dalle relazioni intersoggettive; il Simbolico, fondato sulla tesi “l’inconscio è strutturato come un linguaggio” e sul passaggio al determinismo del Grande Altro; infine il Reale, l’approdo definivo di Lacan: questo terzo periodo smentirebbe quelli precedenti, affermando il primato della sostanza godente e dell’Uno-tutto-solo.
È necessario ribellarsi a questa versione lineare e mummificante, se si vuole anzitutto ritrovare la vitalità della teoria lacaniana e se s’intende svilupparne le virtualità. Questo saggio propone una nuova visione, in base alla quale il Simbolico non viene più schiacciato sulla Legge e sui codici, ma diventa la lotta tra stili di pensiero. Il soggetto appare diviso dal desiderio di essere, come desiderio di non-coincidenza. La pulsione non viene più ridotta al circuito autistico, e si manifesta nel conflitto tra rigidità e flessibilità: così può agganciarsi al linguaggio, esaltandone il potere creativo. Il soggetto diviso nei suoi modi offre una nuova via alla psicoanalisi.
È necessario ribellarsi a questa versione lineare e mummificante, se si vuole anzitutto ritrovare la vitalità della teoria lacaniana e se s’intende svilupparne le virtualità. Questo saggio propone una nuova visione, in base alla quale il Simbolico non viene più schiacciato sulla Legge e sui codici, ma diventa la lotta tra stili di pensiero. Il soggetto appare diviso dal desiderio di essere, come desiderio di non-coincidenza. La pulsione non viene più ridotta al circuito autistico, e si manifesta nel conflitto tra rigidità e flessibilità: così può agganciarsi al linguaggio, esaltandone il potere creativo. Il soggetto diviso nei suoi modi offre una nuova via alla psicoanalisi.
Indice testuale
Prefazione. Lacan unchained
Breve Tractatus logico-ontologico su flessibilità e rigidità
1. Perché e come; 2. Logica e ontologia – La rivoluzione modale – Il problema dell’articolo determinativo; 3. Primo criterio per gli stili: le articolazioni – La lezione irrinunciabile dello strutturalismo e le ambiguità delle relazioni sistemiche; 4. Il sistema-lingua non è un codice – Contro la fallacia “codice/messaggio” – Il codice è soltanto uno stile; 5. Secondo criterio: le relazioni (disgiuntive e congiuntive) – Dalla polisemia alla polemosemia – La relazione più flessibile: i correlativi; 6. I correlativi: varietà dei tipi e modi di funzionamento – I correlativi vengono trovati oppure creati? – L’effetto farfalla dei correlativi; 7. Lo schema dei correlativi – Come riscrivere il quadrato logico; 8. Una nuova distinzione per i correlativi: interdipendenze senza sconfinamento (padrone/servo) e relazioni sconfinanti (l’identico e il non-identico nei processi di identificazione); 9. Ontica e ontologia della flessibilità – La possibilità di non coincidere con se stessi; 10. Un’ontologia modale per il soggetto diviso; 11. Che cos’è l’interpretazione; 12. I limiti e gli errori di Hegel – e comunque, gli errori che la logica della flessibilità deve evitare; 13. La fluidità non è la flessibilità – L’energetismo di Bergson e Deleuze – La “coincidentia oppositorum”; 14. Terzo criterio per gli stili: i modi della negazione; 15. Le categorie modali, dalla dottrina classica alla nuova teoria; 16. Gli errori esistono: la lezione del pensiero strategico.
Parte prima: Teoria
Capitolo primo. Per una nuova alleanza tra psicoanalisi e teoria del linguaggio
1. Lacan e Saussure: un buon incontro e i suoi limiti – Il fallimento del modello fonologico; 2. Metafore della lingua: dai flussi di Saussure al materasso di Lacan – Come la lingua è diventata un “codice”; 3. Il naufragio di Lacan nella linguistica jakobsoniana – La concezione sostitutiva della metafora; 4. Gli equivoci della metonimia – Miller e “la fuga del senso”; 5. “Lalangue”: una riforma, non una rivoluzione; 6. Le intuizioni di Barthes – Un esperimento metodologico: l’analisi di Sarrasine; 7. La letteratura contro la linguistica – L’esaurimento della scienza pilota – La scissione dell’asse paradigmatico e la pioggia degli stili; 8. Una nuova concezione del segno – Dal significante ai modi del significante; 9. L’“après coup” e la rivincita del significato.
Capitolo secondo. Stili di pensiero nella Lettera rubata
1. Tre registri e tre regimi di senso; 2. Una lettera nascosta tra gli stili di pensiero – Il cieco, il narcisista, lo stratega; 3. Derrida contro Lacan; 4. Intelligenza e bêtise – Non ci sono padroni della Metis.
Capitolo terzo. Pulsione e desiderio – Il soggetto modalmente diviso
1. I significati della barra (e delle barre) – Identità mereologica e relazionale – Quante sono le topiche di Freud?; 2. Desiderio di essere e soggetto piccolo (a); 3. Il conflitto tra i modi di identità – Dall’Altro mancante all’Altro diviso; 4. La cattiva teoria del conflitto contiene tre errori: bisogna riscrivere Lacan; 5. Le parole uccidono le cose oppure la Cosa?; 6. I paradossi di “das Ding”; 7. Ritorno a Freud: la pulsione è conflitto tra rigido e flessibile; 8. Lacan: la pulsione fa il giro; 9. Eclissi e ritorno della pulsione – La ricostruzione di Miller; 10. La lettura nuova di Recalcati: dalla rotazione alla conversione – Il desiderio è il non sacrificabile – Singolarità.
Capitolo quarto. L’enigma del potere e l’abduzione di Dostoevskij
1. Freud: l’identità come serie di identificazioni; 2. La Leggenda del Grande Inquisitore; 3. Servitù e ribellione, da La Boétie a Dostoevskij; 4. I più flessibili e i più rigidi; 5. Desiderio di essere e soggetto (a).
Capitolo quinto. Assassinare la Legge: il problema di Raskol’nikov
1. Come leggere Dostoevskij; 2. Obiezioni alla Legge: “Kant avec Sade”?; 3. Kant senza Sade; 4. Dall’obiezione di Schiller alla morte di Dio (Nietzsche); 5. Serie maschili e femminili – Scissioni e non-coincidenza nella psicoanalisi; 6. L’idea non è un concetto – Che cosa è permesso se “tutto è permesso”?; 7. La scissione tra la legge e l’imperativo – Assassinare la Legge; 8. Le pulsioni, l’unico universale; 9. Assenza dei padri e presenza dei doppi – Perché Raskol’nikov non è un perverso; 10. Un’indagine sul desiderio di essere; 11. “Ho ucciso per me stesso” – Verso una nuova interpretazione; 12. L’inquietante serie delle madri; 13. Il primo sogno di Raskol’nikov; 14. Il terzo sogno di Raskol’nikov – Sacrifici inutili.
Capitolo sesto. L’infantilismo logico di Slavoj Žižek: alcune osservazioni
1. I meriti e i limiti di Žižek; 2. Oltre il marxismo improponibile – Non c’è “negazione della negazione”: ci sono due significati della negazione; 3. “La prima scelta dev’essere quella sbagliata” – Piccoli problemi di aritmetica – Il conflitto tra ideologico e strategico; 4. La necessità “après coup”: una variazione della vecchia dottrina modale – Il kairòs; 5. Azioni oltrepassanti – Quando la negazione diventa autonoma.
Capitolo settimo. L’ontica contro l’ontologia. La psicoanalisi ristretta di Jacques-Alain Miller
1. Quale Lacan “contro Lacan”?; 2. Metafisica e fallacia modale – Lacan e “la Cosa che parla”; 3. Essere ed esistere secondo Miller; 4. La rivoluzione, e la contro-rivoluzione, di Frege – Perché è nata la distinzione tra “Sinn” e “Bedeutung”; 5. Heidegger: l’essere e il linguaggio si co-appartengono (e non “l’essere è linguaggio”); 6. Ancora su “Sinn e Bedeutung”: quando l’insufficienza diventa una fallacia – Come riferirsi all’essere? Come parlare del desiderio?; 7. A favore di Lacan: la discordia nelle formule – La necessità dell’eccezione – Il secondo tempo dell’orda primitiva; 8. Lacan contro Freud: Eros non è fusione – Il significante Joyce.
Capitolo ottavo. Sade e il desiderio di essere
1. Bergson avec Sade – Le tesi dell’energetismo; 2. Sade; 3. Obiezioni a Lacan?; 4. Il desiderio di essere è un desiderio “senza Legge”.
Capitolo nono. L’inesistenza del rapporto sessuale (a partire da un testo di Alain Badiou)
Parte seconda: Interpretazioni
Capitolo decimo. Sofocle, Edipo re
1. Quando le somiglianze non si somigliano: passaggio ai regimi; 2. René Girard: desiderio mimetico e violenza interminabile; 3. Menzogna tragica e verità mimetica: l’eguaglianza dei colpevoli (Girard); 4. “Ethos – daimon”: la lettura di Vernant; 5. Perché Tiresia non ha risolto l’enigma della Sfinge? – Un essere con troppi piedi, contemporaneamente; 6. Una scissione modale nell’Edipo re; 7. La via dei simili – Chi è l’essere capace di pensare in base a uno, due, tre stili di pensiero?
Capitolo undicesimo. L’inganno del cortile centrale. Analisi della Phèdre di Racine
1. I tre labirinti 2. Le figure del mutismo e le levatrici nell’analisi di Barthes 3. Il conflitto tra dispositivo etico e dispositivo strategico; 4. “Atene mi mostrò il mio superbo nemico” – Le figlie di Minosse e di Pasifae; 5. Fedra: gelosia e melanconia; 6. La crudeltà degli dèi; 7. L’assenza di Teseo; 8. Un filo ingannatore; 9. L’identità spugnosa della Legge; 10. Mappa e labirinto; 11. I racconti di Théramène – L’orda delle pulsioni; 12. Il terzo labirinto.
Capitolo dodicesimo. Il perturbante è l’identità divisa. Un’interpretazione di Der Sandmann
1. Difficoltà e primi chiarimenti; 2. Ciò che ha detto veramente Freud – Alcuni dubbi sul Seminario X; 3. Che cosa si perde nell’angoscia?; 4. “L’uomo della sabbia” tra sfera mimetica e realtà psichica; 5. Modi di identità; 6. L’identità tra Olimpia e Nathaniel; 7. La funzione-schermo e le sue materializzazioni; 8. Olimpia; 9. Il soggetto e la Cosa; 10. Una teoria dell’angoscia, da oggettuale a relazionale; 11. La pelle aporetica; 12. L’angoscia in Heidegger e Lacan;13. Le scissioni che noi stessi siamo.
Parte terza: L’occhio e lo sguardo nel racconto cinematografico
Capitolo tredicesimo. Peter Greenaway, I misteri del giardino di Compton House
1. Il nichelino di Fitzgerald; 2. Regime scopico e stili di percezione; 3. L’occhio e lo sguardo nel giardino di Compton House; 4. Contratti, inganni, seduzioni – Il declino di Neville; 5. L’empatia dell’occhio e la schisi dello sguardo – Differenze tra modi di narrare.
Capitolo quatordicesimo. David Lynch, Mulholland Drive
1. I registi sono alleati prezioni; 2. Problemi di punteggiatura; 3. Freud: il sogno non pensa, non calcola, si limita a trasformare; 4. Un racconto aporetico; 5. Identità
Capitolo quindicesimo. Žižek e Hitchcock, qualche anno dopo
1. Indizi di godimento (sinthomi); 2. Quando la Cosa ti guarda; 3. Vertigo: il vuoto e la mancanza-a-essere.
Parte quarta: La politica e la guerra
Capitolo sedicesimo. I guerrieri e i sacerdoti. L’invasione dell’Ucraina
Capitolo dicisettesimo. La guerra del risentimento
Bibliografia
Breve Tractatus logico-ontologico su flessibilità e rigidità
1. Perché e come; 2. Logica e ontologia – La rivoluzione modale – Il problema dell’articolo determinativo; 3. Primo criterio per gli stili: le articolazioni – La lezione irrinunciabile dello strutturalismo e le ambiguità delle relazioni sistemiche; 4. Il sistema-lingua non è un codice – Contro la fallacia “codice/messaggio” – Il codice è soltanto uno stile; 5. Secondo criterio: le relazioni (disgiuntive e congiuntive) – Dalla polisemia alla polemosemia – La relazione più flessibile: i correlativi; 6. I correlativi: varietà dei tipi e modi di funzionamento – I correlativi vengono trovati oppure creati? – L’effetto farfalla dei correlativi; 7. Lo schema dei correlativi – Come riscrivere il quadrato logico; 8. Una nuova distinzione per i correlativi: interdipendenze senza sconfinamento (padrone/servo) e relazioni sconfinanti (l’identico e il non-identico nei processi di identificazione); 9. Ontica e ontologia della flessibilità – La possibilità di non coincidere con se stessi; 10. Un’ontologia modale per il soggetto diviso; 11. Che cos’è l’interpretazione; 12. I limiti e gli errori di Hegel – e comunque, gli errori che la logica della flessibilità deve evitare; 13. La fluidità non è la flessibilità – L’energetismo di Bergson e Deleuze – La “coincidentia oppositorum”; 14. Terzo criterio per gli stili: i modi della negazione; 15. Le categorie modali, dalla dottrina classica alla nuova teoria; 16. Gli errori esistono: la lezione del pensiero strategico.
Parte prima: Teoria
Capitolo primo. Per una nuova alleanza tra psicoanalisi e teoria del linguaggio
1. Lacan e Saussure: un buon incontro e i suoi limiti – Il fallimento del modello fonologico; 2. Metafore della lingua: dai flussi di Saussure al materasso di Lacan – Come la lingua è diventata un “codice”; 3. Il naufragio di Lacan nella linguistica jakobsoniana – La concezione sostitutiva della metafora; 4. Gli equivoci della metonimia – Miller e “la fuga del senso”; 5. “Lalangue”: una riforma, non una rivoluzione; 6. Le intuizioni di Barthes – Un esperimento metodologico: l’analisi di Sarrasine; 7. La letteratura contro la linguistica – L’esaurimento della scienza pilota – La scissione dell’asse paradigmatico e la pioggia degli stili; 8. Una nuova concezione del segno – Dal significante ai modi del significante; 9. L’“après coup” e la rivincita del significato.
Capitolo secondo. Stili di pensiero nella Lettera rubata
1. Tre registri e tre regimi di senso; 2. Una lettera nascosta tra gli stili di pensiero – Il cieco, il narcisista, lo stratega; 3. Derrida contro Lacan; 4. Intelligenza e bêtise – Non ci sono padroni della Metis.
Capitolo terzo. Pulsione e desiderio – Il soggetto modalmente diviso
1. I significati della barra (e delle barre) – Identità mereologica e relazionale – Quante sono le topiche di Freud?; 2. Desiderio di essere e soggetto piccolo (a); 3. Il conflitto tra i modi di identità – Dall’Altro mancante all’Altro diviso; 4. La cattiva teoria del conflitto contiene tre errori: bisogna riscrivere Lacan; 5. Le parole uccidono le cose oppure la Cosa?; 6. I paradossi di “das Ding”; 7. Ritorno a Freud: la pulsione è conflitto tra rigido e flessibile; 8. Lacan: la pulsione fa il giro; 9. Eclissi e ritorno della pulsione – La ricostruzione di Miller; 10. La lettura nuova di Recalcati: dalla rotazione alla conversione – Il desiderio è il non sacrificabile – Singolarità.
Capitolo quarto. L’enigma del potere e l’abduzione di Dostoevskij
1. Freud: l’identità come serie di identificazioni; 2. La Leggenda del Grande Inquisitore; 3. Servitù e ribellione, da La Boétie a Dostoevskij; 4. I più flessibili e i più rigidi; 5. Desiderio di essere e soggetto (a).
Capitolo quinto. Assassinare la Legge: il problema di Raskol’nikov
1. Come leggere Dostoevskij; 2. Obiezioni alla Legge: “Kant avec Sade”?; 3. Kant senza Sade; 4. Dall’obiezione di Schiller alla morte di Dio (Nietzsche); 5. Serie maschili e femminili – Scissioni e non-coincidenza nella psicoanalisi; 6. L’idea non è un concetto – Che cosa è permesso se “tutto è permesso”?; 7. La scissione tra la legge e l’imperativo – Assassinare la Legge; 8. Le pulsioni, l’unico universale; 9. Assenza dei padri e presenza dei doppi – Perché Raskol’nikov non è un perverso; 10. Un’indagine sul desiderio di essere; 11. “Ho ucciso per me stesso” – Verso una nuova interpretazione; 12. L’inquietante serie delle madri; 13. Il primo sogno di Raskol’nikov; 14. Il terzo sogno di Raskol’nikov – Sacrifici inutili.
Capitolo sesto. L’infantilismo logico di Slavoj Žižek: alcune osservazioni
1. I meriti e i limiti di Žižek; 2. Oltre il marxismo improponibile – Non c’è “negazione della negazione”: ci sono due significati della negazione; 3. “La prima scelta dev’essere quella sbagliata” – Piccoli problemi di aritmetica – Il conflitto tra ideologico e strategico; 4. La necessità “après coup”: una variazione della vecchia dottrina modale – Il kairòs; 5. Azioni oltrepassanti – Quando la negazione diventa autonoma.
Capitolo settimo. L’ontica contro l’ontologia. La psicoanalisi ristretta di Jacques-Alain Miller
1. Quale Lacan “contro Lacan”?; 2. Metafisica e fallacia modale – Lacan e “la Cosa che parla”; 3. Essere ed esistere secondo Miller; 4. La rivoluzione, e la contro-rivoluzione, di Frege – Perché è nata la distinzione tra “Sinn” e “Bedeutung”; 5. Heidegger: l’essere e il linguaggio si co-appartengono (e non “l’essere è linguaggio”); 6. Ancora su “Sinn e Bedeutung”: quando l’insufficienza diventa una fallacia – Come riferirsi all’essere? Come parlare del desiderio?; 7. A favore di Lacan: la discordia nelle formule – La necessità dell’eccezione – Il secondo tempo dell’orda primitiva; 8. Lacan contro Freud: Eros non è fusione – Il significante Joyce.
Capitolo ottavo. Sade e il desiderio di essere
1. Bergson avec Sade – Le tesi dell’energetismo; 2. Sade; 3. Obiezioni a Lacan?; 4. Il desiderio di essere è un desiderio “senza Legge”.
Capitolo nono. L’inesistenza del rapporto sessuale (a partire da un testo di Alain Badiou)
Parte seconda: Interpretazioni
Capitolo decimo. Sofocle, Edipo re
1. Quando le somiglianze non si somigliano: passaggio ai regimi; 2. René Girard: desiderio mimetico e violenza interminabile; 3. Menzogna tragica e verità mimetica: l’eguaglianza dei colpevoli (Girard); 4. “Ethos – daimon”: la lettura di Vernant; 5. Perché Tiresia non ha risolto l’enigma della Sfinge? – Un essere con troppi piedi, contemporaneamente; 6. Una scissione modale nell’Edipo re; 7. La via dei simili – Chi è l’essere capace di pensare in base a uno, due, tre stili di pensiero?
Capitolo undicesimo. L’inganno del cortile centrale. Analisi della Phèdre di Racine
1. I tre labirinti 2. Le figure del mutismo e le levatrici nell’analisi di Barthes 3. Il conflitto tra dispositivo etico e dispositivo strategico; 4. “Atene mi mostrò il mio superbo nemico” – Le figlie di Minosse e di Pasifae; 5. Fedra: gelosia e melanconia; 6. La crudeltà degli dèi; 7. L’assenza di Teseo; 8. Un filo ingannatore; 9. L’identità spugnosa della Legge; 10. Mappa e labirinto; 11. I racconti di Théramène – L’orda delle pulsioni; 12. Il terzo labirinto.
Capitolo dodicesimo. Il perturbante è l’identità divisa. Un’interpretazione di Der Sandmann
1. Difficoltà e primi chiarimenti; 2. Ciò che ha detto veramente Freud – Alcuni dubbi sul Seminario X; 3. Che cosa si perde nell’angoscia?; 4. “L’uomo della sabbia” tra sfera mimetica e realtà psichica; 5. Modi di identità; 6. L’identità tra Olimpia e Nathaniel; 7. La funzione-schermo e le sue materializzazioni; 8. Olimpia; 9. Il soggetto e la Cosa; 10. Una teoria dell’angoscia, da oggettuale a relazionale; 11. La pelle aporetica; 12. L’angoscia in Heidegger e Lacan;13. Le scissioni che noi stessi siamo.
Parte terza: L’occhio e lo sguardo nel racconto cinematografico
Capitolo tredicesimo. Peter Greenaway, I misteri del giardino di Compton House
1. Il nichelino di Fitzgerald; 2. Regime scopico e stili di percezione; 3. L’occhio e lo sguardo nel giardino di Compton House; 4. Contratti, inganni, seduzioni – Il declino di Neville; 5. L’empatia dell’occhio e la schisi dello sguardo – Differenze tra modi di narrare.
Capitolo quatordicesimo. David Lynch, Mulholland Drive
1. I registi sono alleati prezioni; 2. Problemi di punteggiatura; 3. Freud: il sogno non pensa, non calcola, si limita a trasformare; 4. Un racconto aporetico; 5. Identità
Capitolo quindicesimo. Žižek e Hitchcock, qualche anno dopo
1. Indizi di godimento (sinthomi); 2. Quando la Cosa ti guarda; 3. Vertigo: il vuoto e la mancanza-a-essere.
Parte quarta: La politica e la guerra
Capitolo sedicesimo. I guerrieri e i sacerdoti. L’invasione dell’Ucraina
Capitolo dicisettesimo. La guerra del risentimento
Bibliografia
