fbevnts Paesaggio che avanza. Progetti di nuove nature nei territori post-industriali sardi. Ediz. italiana e inglese | Libreria Cortina Milano
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Paesaggio che avanza. Progetti di nuove nature nei territori post-industriali sardi. Ediz. italiana e inglese

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Titolo Paesaggio che avanza. Progetti di nuove nature nei territori post-industriali sardi. Ediz. italiana e inglese
Autore
argomento
Editore LetteraVentidue
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 164
Pubblicazione 2025
ISBN 9791256440665
Carta del docente Carta Cultura Giovani Carta della Cultura Acquistabile con Carta del docente, Carta Cultura Giovani o Carta della Cultura
 
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L'eredità dei paesaggi industriali dismessi pone diverse questioni che non possono più essere affrontate dal punto di vista di una sola disciplina né nella prospettiva della mera conservazione o della bonifica. La riproblematizzazione critica di questo patrimonio nell'attualità, infatti, deve contemplare molteplici apporti che si possono ricercare in un campo ampio che va dalle tecniche alle scienze naturali fino alle arti e agli studi umanistici: il modello del paesaggio sembra costituire, più credibilmente oggi, questo campo, nella sua connaturata "bifaccialità" - concettuale e concreta, ecologica e simbolica - in quanto ambito in cui un nuovo rapporto tra viventi, ma anche le manifestazioni simboliche di tale rapporto, si possono esprimere. Il paesaggio è però, soprattutto dopo la Convenzione Europea, anche quello che risulta dal degrado, dall'abbandono, dallo scarto: è un paesaggio "che avanza" dall'interruzione di un processo incompiuto, o dalla conversione tra un sistema produttivo e un altro. È un concetto che investe molte dimensioni, forse tutte, e "che avanza" anche nel senso comune che una collettività esprime rispetto ai luoghi. La ricerca e il punto di vista offerto da questo testo provano a proiettare il paesaggio post-industriale del sud-occidente sardo - uno dei bacini minerari più significativi in Europa tra Ottocento e Novecento - in questa dimensione nuova in cui il progetto prefigura nuove relazioni, nuove figure e nuove nature che possono essere suggerite dall'abbandono industriale, dagli scarti minerari, dalle nuove dinamiche di colonizzazione vegetale, dai nuovi usi spontanei. Un approccio interpretativo e pragmatico, allo stesso tempo, che parte dal riconoscimento di queste figure, "scavi", "fratture", "topografie", "scarti e ritrovamenti" per immaginare i resti industriali come nuove macchine ecologiche, che partecipano come protagoniste nella costruzione di un nuovo paesaggio.
 

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