Quodlibet: Abitare
Tutti i libri della collana Abitare
My horrible wonderful clients
Michele De Lucchi
editore: Quodlibet
pagine: 160
Michele De Lucchi ha sempre tenuto conferenze cercando di incuriosire il pubblico con racconti sui suoi clienti e aneddoti sul
L'arte decorativa
Le Corbusier
editore: Quodlibet
pagine: 258
Pubblicato nel 1925 come raccolta degli articoli polemici di Jeanneret sull'arredamento e le arti applicate apparsi su "L'Esprit Nouveau", "L'arte decorativa" non è solo il tentativo di applicare alla sfera dell'arredamento il nuovo criterio modernista della produzione in serie e quindi uno dei primi libri in assoluto sul design, parola non ancora in uso negli anni Venti del secolo scorso. "L'arte decorativa" è soprattutto uno snello trattato estetico sugli oggetti che ci circondano quotidianamente e ci aiutano a vivere, distinguendo fra quelli futilmente decorativi e gli utensili o attrezzature, cioè utili a soddisfare i nostri bisogni in maniera corretta. Pertanto, Le Corbusier, forzando anche le convenzioni tipografiche del tempo, giustappone immagini di arredi e manufatti di ogni epoca, anticipando così di decenni le atmosfere pop o postmoderne. Non solo: scrivendo questo libro tratta insieme la piccola e la grande scala senza soluzione di continuità così come nel padiglione dell'"Esprit Nouveau" presentato all'Expo del 1925. Un'esaltazione dell'industria tanto inattuale quanto indispensabile e un'autorevole obiezione ai venti di sfiducia millenarista che scuotono il nostro tempo.
La linea del fuoco. Scritti, disegni, macchine
Daniel Libeskind
editore: Quodlibet
pagine: 260
Daniel Libeskind è molto noto per l'intensa attività professionale degli ultimi anni, quelli seguiti al completamento del suo opus magnum, il Museo ebraico di Berlino. Il primo abbozzo del celebre progetto ha il titolo provvisorio di Linea del fuoco, in riferimento all'origine dell'architettura narrata nel mito vitruviano, e questa antologia intende restituire il lato nascosto, più intimo e inedito del lavoro di Libeskind. La sua formazione è avvenuta anche grazie alle esperienze musicali avute fin dalla più giovane età, al dialogo a distanza con filosofi di prima grandezza, quali Jacques Derrida, e soprattutto all'arte del disegno, verso la quale la cultura architettonica manifesta oggi un'imprevista rinascita di interesse. Le virtuosistiche serie di disegni "Micromegas" (1979), "Anatomia della melanconia" (1981), "Chamber Works" (1983), "Theatrum Mundi" (1985), "Sonnets in Babylon" (2011), per lo più inedite, sono infatti inseparabili dalla riflessione sui grandi temi che riverberano nella sua architettura: la memoria, lo spazio e il suo negativo, il vuoto, sono il fuoco concettuale di questi scritti rapsodici. Introduzione di Lev Libeskind. Con un testo di Aldo Rossi.
Inside out. Scritti 1963-1988
Peter Eisenman
editore: Quodlibet
pagine: 392
Da oltre cinquant'anni e come un fiume carsico Peter Eisenman spesso, dopo un'eclisse all'apparenza irreversibile, è risalito alla ribalta, grazie soprattutto a una incessante attività di scrittura. Costantemente in preda a una "ansia teorica" in un'epoca più votata alla prassi, l'architetto americano non ha mai smesso di riflettere sulla propria disciplina riservando sempre un posto privilegiato all'Italia, visitata per la prima volta nel 1961 insieme con il suo mentore Colin Rowe, scoprendovi le proprie stelle fisse da Alberti, Palladio e Piranesi fino a Luigi Moretti e Giuseppe Terragni - l'autore più amato e il più studiato. Questa antologia, ampiamente illustrata, spazia dunque da alcune approfondite analisi teoriche come le pionieristiche indagini sulla dimensione concettuale e formale dell'architettura per arrivare infine a interpretazioni - o misinterpretazioni - ravvicinate delle opere di alcuni maestri del '900 come Le Corbusier, Ludwig Mies van der Rohe, Alison e Peter Smithson, James Stirling, Philip Johnson, Michael Craves, Aldo Rossi, John Hejduk, molti dei quali sono stati interlocutori diretti e talvolta amici personali dell'autore. Rileggendo oggi questi saggi ci accorgiamo che, scomponendo e ridisegnando le loro opere, Eisenman ha costantemente riflettuto anche su se stesso usando quei maestri e amici alla maniera di maschere veneziane che, come insegna Hugo von Hofmannsthal, sono anzitutto libertà di esprimersi e polemizzare sotto un velo.
Cosmologia portatile. Scritti, disegni, mappe, visioni
Italo Rota
editore: Quodlibet
pagine: 264
L'utopia da sempre accarezzata da Italo Rota è quella condivisa da larga parte dell'architettura radicale italiana (Superstudio e Archizoom su tutti): quella cioè di fare architettura senza costruzione, attraverso l'inserimento di oggetti, che siano di nuova concezione o objet trouvé poco importa. Non a caso la maggior parte dei suoi lavori realizzati in oltre trent'anni di carriera sono soprattutto progetti di interni e allestimenti. Ne deriva una rivoluzione, in senso letterale, del modo in cui il design e l'architettura possono essere pensati specie in termini spaziali. O forse si tratta solo di un modo in cui l'autore c'invita a reinterpretare un'antica profezia contenuta in "L'arte decorativa" (1925) di Le Corbusier: "al vuoto del secolo della macchina bisogna reagire con l'effusione ineffabile di un ambiente che culli e inebri con dolcezza". Gli scritti qui raccolti per la prima volta descrivono le profonde conseguenze di questo punto di vista sovversivo che prosegue in parallelo nella seconda parte con i disegni al tratto, in massima parte inediti, che l'autore ha realizzato con un semplice mouse: disegni, mappe e visioni partoriti o saccheggiati dalla smisurata cultura bibliografica dell'autore, atti più a smarrirsi che a orientarsi.
Scritti scelti sull'architettura e la città 1956-1972
Aldo Rossi
editore: Quodlibet
pagine: 492
Nata in un momento di passaggio della carriera di Aldo Rossi, a cavallo del 1972, questa raccolta è divenuta nel tempo un'oper
La verità in architettura. Il pensiero di un'altra modernità
Pierluigi Nicolin
editore: Quodlibet
pagine: 208
In questo libro va in scena un confronto con molte delle questioni più annose con cui si è misurata l'architettura negli ultimi decenni. Si può ad esempio intravedere come la nuova sindrome ambientale e le perduranti manifestazioni della società dello spettacolo scalzino man mano il peso preponderante della teoria, determinando una problematica discussione etica ed estetica sull'architettura che investe sia le figure di alcuni venerati maestri, sia alcuni temi chiave della cultura architettonica contemporanea: i musei, il paesaggio, le infrastrutture. Ma l'autore non ambisce a proporsi come una voce del dibattito fra le altre. "Gli scritti presenti in questo volume sono dei percorsi, linee immaginarie che attraversano il nuovo continente architettonico e ciascuno sarebbe la rappresentazione delle caratteristiche di una di queste vie e delle scoperte fatte durante il viaggio. I saggi dunque non trattano di una verità come se la si fosse già trovata, non espongono una dottrina con un metodo di sintesi o di composizione, seguono piuttosto una linea di ricerca con un metodo analitico o intenzionale, che potrebbe essere chiamato anche metodo d'invenzione".
Viaggi in Grecia
Giancarlo De Carlo
editore: Quodlibet
pagine: 172
Per oltre trent'anni Giancarlo De Carlo ha viaggiato attraverso l'arcipelago greco visitando i suoi monumenti e soprattutto le sue pulsanti città, piene di vita e allegro disordine. In queste brevi vacanze che si concedeva negli stessi luoghi dov'era stato spedito giovanissimo come soldato, l'architetto milanese approfittava per riflettere non solo sul passato, ma anche per mettere a punto le strategie del suo presente grazie a incontri inaspettati come quelli con Georges Candilis o con semplici pescatori. Al contrario di Le Corbusier che d'estate si confinava da solo dentro un petit cabanon in Costa Azzurra, De Carlo viaggia con la propria famiglia sul Mediterraneo orientale secondo itinerari raminghi e sentieri erranti, dormendo spesso all'aperto. Ecco allora che i suoi appunti di viaggio stesi a Bassae, Olimpia o Cipro diventano all'improvviso pagine di diario ma anche aforismi architettonici e filosofici, frutto di una fertile inquietudine e di un'anarchica fantasia come testimoniano anche i disegni al tratto. La ricomparsa di questo libro inedito, lasciato pronto alle stampe dall'autore poco prima di morire, è dunque come un'apparizione di un amico dal polso fermo proprio quando pensavamo di averlo perduto per sempre, come nella celeberrima poesia del suo amico Vittorio Sereni: "ma ecco da dietro uno scoglio / sempre forte sui remi / spuntare in soccorso il Giancarlo. E ti sembra un miracolo". Prefazione di Stefano Boeri.
L'architettura della partecipazione
Giancarlo De Carlo
editore: Quodlibet
pagine: 116
Il percorso accademico e professionale di Giancarlo De Carlo congiunge in un'unica vocazione due termini etimologicamente cont
L'ordine complicato. Come costruire un'immagine
Yona Friedman
editore: Quodlibet
pagine: 171
"Noi pensiamo allo stesso tempo per parole e per immagini
L'architettura della città
Aldo
editore: Quodlibet
pagine: 224
Dalla prima pubblicazione de "L'architettura della città" di Aldo Rossi nel 1966, la critica al "funzionalismo ingenuo", i con
Imparare da Las Vegas. Il simbolismo dimenticato della forma architettonica
Robert Venturi
,
Denise Scott Brown
e altri
editore: Quodlibet
pagine: 230
Quando questo libro venne pubblicato nel 1972 scatenò immediatamente un vero e proprio putiferio: che cosa mai si può imparare
